La Ragazza Del Mondo (2016)

La Ragazza Del Mondo
Locandina La Ragazza Del Mondo
La Ragazza Del Mondo (La Ragazza Del Mondo) è un film prodotto da CSC Production nel 2016 in Italia, di genere Drammatico, diretto da Marco Danieli. Dura circa 104 minuti. Il cast include Sara Serraiocco, Michele Riondino, Marco Leonardi, Stefania Montorsi, Pippo Delbono, Lucia Mascino. In Italia, esce al cinema il 3 Novembre 2016 distribuito da Bolero Film.

TRAMA

Quello di Giulia è un mondo antico e sospeso, fatto di rigore e testi sacri, che esclude con ferocia chi non vi appartiene. Quello di Libero è il mondo di tutti gli altri, di chi sbaglia, di chi si arrangia cercando un'altra possibilità e di chi ama senza condizioni. Quando Giulia incontra Libero scopre di poter avere un altro destino, tutto da scegliere. La loro è una storia d'amore purissima e inevitabile e per i due ragazzi inizia un intenso periodo di vita insieme, scelta che comporterà a Giulia una totale esclusione dal mondo dei Testimoni di Geova al quale appartiene. Libero farà a Giulia il dono d'amore più grande di tutti: la libertà di appartenere al mondo, un mondo nuovo, luminoso e pieno di futuro. 

Info Tecniche e Distribuzione

Data di Uscita ITA: Giovedì 3 Novembre 2016
Genere: Drammatico
Nazione: Italia - 2016
Formato: Colore
Durata: 104 minuti
Produzione: CSC Production, Rai Cinema, Barbary Films (in coproduzione con)
Distribuzione: Bolero Film

Cast e personaggi

Regia: Marco Danieli
Sceneggiatura: Antonio Manca, Marco Danieli
Musiche: Umberto Smerilli
Fotografia: Emanuele Pasquet
Scenografia: Laura Inglese
Montaggio: Davide Vizzini, Alessio Franco
Costumi: Claudia Montanari, Giulia Pagliarulo

Cast Artistico e Ruoli:
foto Marco LeonardiMarco Leonardi
Celestino, Padre Di Giulia
foto Stefania MontorsiStefania Montorsi
Costanza, Madre Di Giulia
foto Pippo DelbonoPippo Delbono
Giacomo, 'Anziano' Congregazione Testimoni Di Geova
foto Lucia MascinoLucia Mascino
Prof.Ssa Donati
foto Martina CerroniMartina Cerroni
Simona, Sorella Di Giulia
foto Giorgio CarecciaGiorgio Careccia
Daniele, Malavitoso
foto Maria Chiara GiannettaMaria Chiara Giannetta
Loretta, Amica Di Giulia
foto Alessandra VanziAlessandra Vanzi
Monica, Madre Di Libero

Immagini

[Schermo Intero]

NOTE DI REGIA

Ho sempre nutrito grande interesse per i temi dell'identità, della costruzione della persona, del rapporto tra individuo e collettività. Quello dell'ortodossia religiosa è a mio avviso un contesto ideale per approfondire queste tematiche, perché la manifestazione della volontà individuale si scontra, inevitabilmente, con quelle che sono le sovrastrutture etiche e di pensiero della comunità. Proprio per questo, nonostante il mio film sia dominato da una storia d'amore complessa e appassionata, lo considero un racconto di formazione e non un film sentimentale. L'amore per Libero, un ragazzo dal passato difficile, spinge la protagonista alla ricerca della propria identità ma non è il punto di arrivo del suo percorso: è soltanto il catalizzatore del cambiamento. La vera emancipazione per Giulia arriverà nel momento in cui imparerà a contare sulle proprie forze. Questo film parla infatti di una ragazza che si fa donna. Immaginate una giovane di diciotto anni che ha una bella famiglia che le vuole bene, tanti amici, una vita tutto sommato tranquilla e che, malgrado ciò, decida da sola di mettersi tutti contro. L'unica persona che la sostiene è quella per cui se ne è andata di casa, il suo nuovo amore. Che se da un lato rappresenta la salvezza, la libertà, dall'altro è anche una minaccia agli occhi di lei, che si chiede ogni giorno quando lo guarda se abbia fatto bene, se ne valga la pena aver ferito così tante persone per inseguire il proprio piacere e i propri sentimenti.

L'amore ha una forza propulsiva enorme nell'immediato. Ma poi il problema è quando i giorni e i mesi passano, quando si è più lucidi e si cerca di capire se si resiste in un mondo nuovo che è sempre stato demonizzato, in cui si è vissuti sapendo però di non appartenergli, non riconoscendosi nella sua cultura, nelle sue istituzioni, tollerandolo. La protagonista del film è dominata da una spinta evolutiva fortissima che la porta a sconvolgere la sua vita. Ma è una rivoluzione silenziosa quella di Giulia, eroina timida che non fa proclami né monologhi ma agisce e non si ferma. L'evoluzione interiore della ragazza è però più lenta e complessa delle sue azioni: non si smette di essere una testimone di Geova da un giorno a un altro. Giulia porta infatti anche nella vita di coppia l'eredità della sua educazione religiosa e anche quando sembra lontanissima dal suo Dio torna ad invocarlo con la preghiera. L'adesione al "mondo" che abbiamo raccontato non è uno sradicamento completo, manicheo. In Giulia continua a pulsare, in modo nuovo e probabilmente sottotraccia, un sentimento religioso, una fede. Ma a differenza del passato, sarà una fede che forse potrà convivere con la ricerca di un percorso personale, individuale e non individualistico, nel mondo. Ho cercato di essere rigoroso nella rappresentazione dei testimoni di Geova, costruendo un mondo il più possibile realistico. In questo è stata importantissima la fase di studio e documentazione che ha accompagnato la scrittura, durante la quale io e lo sceneggiatore Antonio Manca abbiamo verificato – tramite letture, incontri con testimoni di Geova e interviste a fuoriusciti, ma anche sopralluoghi nelle "sale del Regno" – l'aderenza del nostro copione alla realtà. Tuttavia dal punto di vista espressivo sono stato intenzionalmente più libero. Se in generale la recitazione e la fotografia vanno in una direzione naturalistica, e spesso la macchina a mano contribuisce alla sensazione di assistere a un cinema del reale, in molti casi la regia compie scelte più forti ed esplicite: non con un'intenzione manierista ma con quella di contribuire a dare più lirismo, a calibrare la temperatura emotiva, ad aumentare la suspense o la drammaticità di una scena. A volte quindi la macchina a mano viene sostituita dal carrello, la musica diegetica si trasforma in extradiegetica, il suono si ovatta, il montaggio si fa più espressivo.

Apri Box Commenti