Locke (2013)

Locke

Locandina Locke
Locke (Locke) è un film di genere Drammatico e Thriller di durata circa 85 minuti diretto da Steven Knight con protagonisti Tom Hardy, Ruth Wilson (II), Andrew Scott, Olivia Colman, Tom Holland, Ben Daniels.
Prodotto da IM Global nel 2013 in USA. e UK. esce in Italia Mercoledì 30 Aprile 2014 distribuito da Good Films. Al Box Office Locke ha incassato circa 465.783 euro. Negli Stati Uniti, Locke ha incassato circa 311.246 dollari.

TRAMA

Ivan Locke si è dato molto da fare per crearsi una vita soddisfacente. Stanotte quella vita gli crollerà addosso. Alla vigilia della più grande sfida della sua carriera, Ivan riceve una telefonata che mette in moto una serie di eventi che faranno a pezzi la sua famiglia, il suo lavoro e la sua anima. La regia di Locke è un'esperienza cinematografica più unica che rara che mette letteralmente il pubblico al posto del passeggero a guardare la vita del guidatore che si dipana. 

Data di Uscita ITA: Mercoledì 30 Aprile 2014
Genere: Drammatico, Thriller
Nazione: USA, UK - 2013
Formato: Colore
Durata: 85 minuti
Produzione: IM Global, Shoebox Films
Distribuzione: Good Films
Box Office: USA: 311.246 dollari | Italia: 465.783 euro
Note:
Presentato Fuori Concorso alla 70a Mostra del Cinema di Venezia.
In HomeVideo: in DVD da Giovedì 9 Ottobre 2014 [scopri DVD e Blu-ray]

Cast e personaggi

Regia: Steven Knight
Sceneggiatura: Steven Knight
Musiche: Dickon Hinchliffe
Fotografia: Haris Zambarloukos
Montaggio: Justine Wright

Cast Artistico e Ruoli:

Recensioni redazione

Locke di Steven KnighLocke di Steven Knigh, la recensione

8/10
Giorgia Tropiano
Tom Hardy è il protagonista di Locke di Steven Knight. Una storia appassionante con suspance e tensione nonostante non accada nulla. Hardy in questa pellicola da' il meglio di sè, usando solo il viso e la voce.

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Immagini

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Regista [Steven Knight]
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Commento del regista

È stata una gioia e una sfida realizzare Locke in modo completamente diverso. Girato in tempo reale, il film si inoltra in territori inesplorati della cinematografia per cui Hardy regge lo schermo da solo mentre la cinepresa non chiude mai occhio. L'autostrada di notte è in parte sfondo e in parte installazione artistica, mentre un cast d'eccezione interpreta le persone che Ivan ama e odia e che assistono al suo viaggio straordinario verso la disperazione e, infine, verso la redenzione. La vita di un uomo trasformata in mezzo serbatoio di benzina. Credo che il viaggio di Ivan Locke sia profondamente commovente ed estremamente compulsivo.

La Costruzione di Locke
o sceneggiatore-regista Steven Knight cominciò a riflettere sulla natura del cinema mentre stava dando gli ultimi ritocchi al suo primo film come regista, dal titolo Redemption-Identità Nascoste, alla fine del 2012. "Mi chiesi se fosse possibile ridurre l'intero processo ai fondamenti," spiega Knight. "L'idea è di mettere tante persone nella stessa stanza, spegnere le luci, e convincerle a guardare uno schermo e a identificarsi con qualsiasi cosa gli passi davanti". "Gli spettatori parlano di cose come la storia e il viaggio che i personaggi compiono e così via. LOCKE concentra tutto questo in un unico film," prosegue Knight, che ha ricevuto una nomination agli Oscar per la sua sceneggiatura di Piccoli Affari Sporchi, nel 2004. "In questo film, il viaggio è un viaggio vero. Un uomo ha una famiglia, un lavoro e una moglie, e alla fine del suo viaggio, che si svolge quasi in tempo reale, non gli rimane più niente." Tom Hardy è Ivan Locke, e il film è ambientato quasi interamente in una macchina. Quello di Ivan è l'unico volto che vediamo; gli altri personaggi sono le voci all'altro capo delle sue telefonate, a volte arrabbiate, a volte divertenti, spesso sconvolte. Lo sfondo è quello ipnotico delle luci dell'autostrada, che illuminano il volto di Ivan, i demoni contro i quali combatte e le scelte che fa. L'idea di base nasce da una serie di test con la macchina da presa che Knight aveva svolto per Redemption-Identità Nascoste, per i quali aveva girato dall'interno di una macchina in movimento utilizzando una mdp 'Alexa'. "Era affascinante," rammenta Knight del filmato. "Le città e le strade di notte sono bellissime, potevo stare a guardarle per ore. E quindi ho iniziato a chiedermi se fosse possibile raccontare una storia che si svolgesse interamente in un veicolo." Knight, che come sceneggiatore ha all'attivo anche il thriller del 2007, La Promessa dell'Assassino, diretto da David Cronenberg, nell'industria ha la reputazione di uno sceneggiatore simpatico e di enorme talento. Portò la sua idea all'attenzione della Shoebox Films, una società emergente inglese che a novembre del 2012 aveva prodotto il film Redemption-Identità Nascoste. Fanno parte di Shoebox una serie di film-makers ben noti: ad iniziare dal produttore Paul Webster, l'ex primo assistente alla regia (poi diventato produttore) Guy Heeley e l'acclamato regista Joe Wright, che ha all'attivo una versione innovativa e apprezzabile di Anna Karenina (prodotta da Webster). Tutti loro sono rimasti molto colpiti dall'idea di Knight. "Steve disse, 'Sto pensando di fare un film che non sarà un film. Sarà una sorta di istallazione, qualcosa che si potrebbe vedere in una galleria'," racconta Webster con un sorriso. "Un produttore è pronto a sentirsi raccontare qualsiasi cosa perciò io e Guy abbiamo detto, 'OK, va bene. Rifletti su come vorresti riuscire a fare tutto ciò". "Pensi, 'OK, vuole fare un film, a noi lui piace, adoriamo il suo talento, e sarà un bel film perché qualsiasi cosa Steve fa è bella' Ma come diavolo si potrà mai fare una cosa del genere?'" Knight e i produttori della Shoebox sapevano che per far funzionare un progetto del genere avrebbero avuto bisogno di una stella di prima grandezza. "Ritengo che il miglior attore in circolazione sia Tom Hardy," dice Knight dell'attore inglese, che di recente è stato tra i protagonisti dei film di Christopher Nolan, Inception e Il Cavaliere Oscuro. Né Knight né i produttori avevano mai lavorato assieme a Hardy. Hardy era andato vicino a interpretare sia il ruolo di Joey in Redemption-Identità Nascoste che quello di Mr Darcy in Orgoglio e Pregiudizio, diretto da Joe Wright, e anch'esso prodotto da Webster; un ruolo per il quale è stato poi considerato troppo giovane all'epoca. "Abbiamo chiesto a Steve come sarebbe riuscito ad attirare Tom Hardy, che è l'attore più indaffarato al mondo, ," dice Webster. "Steve disse, 'Andrò a bere un drink con lui domani al Groucho Club e cercherò di convincerlo'. Noi dicemmo, "OK, allora chiamaci quando avrai finito", e così fece, e ci disse, "Tom ha accettato". Non ci credemmo un solo istante e allora chiamammo i suoi agenti, sia qui che in America. E loro dissero, "Si, a lui il film piace, quando la sceneggiatura sarà pronta lo farà, e vi metterà a disposizione una finestra di tempo per le riprese. E quella finestra fu di due settimane." La fitta agenda di Hardy per il 2013 ha rappresentato una sfida enorme e contemporaneamente stimolante per i filmmakers. "Ci siamo chiesti, 'riusciremo a fare un film in due settimane ?' " racconta il produttore Guy Heeley. "Abbiamo deciso che ci saremmo riusciti. Ci saremmo riusciti se fossimo stati assolutamente certi che avrebbe funzionato tecnicamente e che tutto sarebbe stato ben programmato. Sono stato primo assistente alla regia per 15 anni quindi sono un esperto in questo campo ." La IM Global, di Stuart Ford, che aveva già prodotto Redemption-Identità Nascoste, accettò di finanziare il progetto a dicembre del 2012 sulla base di un soggetto di due pagine scritto da Knight. Knight poi scrisse la sceneggiatura nel periodo di Natale del 2012.

Tom Hardy è Ivan Locke
Knight non ha mai avuto nessun altro in mente per il ruolo di Ivan Locke, a parte Tom Hardy, la cui performance finemente calibrata ha premiato questa fiducia. "Tom è una di quelle persone che non appena appaiono sullo schermo attraggono tutti gli occhi su di sé," spiega Knight. "La gente vuole entrare nella sua testa. E' davvero bravo a esprimere la complessità di una reazione e di un'emozione. E' eccezionale." Il curriculum di attore di Hardy è ricco di personaggi pittoreschi, per i quali ha giustamente ricevuto ottime critiche. E' stato un senzatetto alcolizzato in Stuart: A Life Backwards, un violento psicopatico in Bronson, e l'inquietante cattivo de Il Cavaliere Oscuro-Il Ritorno, solo per nominare tre dei suoi film. Quella di Ivan Locke rappresenta la sua prima performance 'normale'. Niente costumi elaborati, nessun tic, e nessun posto dove nascondersi. "Non è un mostro o un demone, è semplicemente una persona normale," spiega Knight. "La barba lo rende più ordinario perché voleva evitare di risultare troppo carino." E' stata un'idea di Hardy quella di dare a Ivan l'accento gallese. "E' un accento molto neutro," dice Knight. "Perfetto per Ivan." L'intenzione di Knight di girare l'intero film ogni notte era molto attraente per Hardy. "E' un metodo che piace agli attori," spiega Knight. "Gli attori preferiscono seguire una linea temporale, per riuscire a entrare meglio nel personaggio. In genere quando si gira un film si recita una battuta qui e una lì: è difficile. Questo metodo permette a tutti di entrare nel loro ruolo." Anche la tabella di marcia serratissima del film è stata di aiuto. "Non abbiamo dovuto perdere otto settimane delle nostre vite," racconta Knight. "E' stato molto più rapido. Quando le persone vedono la luce alla fine del tunnel danno tutto il loro meglio e si ottengono delle performance magnifiche." Per la montatrice Justine Wright, che aveva il compito di visionare ore di filmati del volto di Hardy, la performance dell'attore è stata stupefacente. "Tutti i diversi Ivan che ci ha regalato sono interessanti e diversi," spiega. "Quando si guarda e riguarda una performance, ci si annoia, ma non è stato questo il caso. E' stato una sorpresa costante. Ha conferito al personaggio tante piccole sfumature. E' stato davvero bravo."

Lavorare assieme a Steven Knight
Se Redemption-Identità Nascoste ha segnato l'arrivo di Knight nel panorama cinematografico, LOCKE conferma il suo talento. Knight affronta il cinema come un processo di collaborazione. "E' sempre estremamente chiaro nel comunicare quello che vuole," racconta Webster. "Steve è sempre molto calmo e rilassato, ti dice cosa vuole da te ed è sempre molto gentile," conferma il direttore della fotografia Haris Zambarloukos. Secondo la montatrice Justine Wright, Knight sa bene quel che vuole. Knight è un regista secondo il quale tutto ricade sulle spalle degli attori. "Lascia loro molta libertà. Si guadagna facilmente la loro fiducia. E' la persona più simpatica del mondo." L'attrice Ruth Wilson, che interpreta la moglie di Ivan, concorda: "Steve ha fatto un lavoro strepitoso creando questo senso di claustrofobia, e tutti questi personaggi diversi che si susseguono nella mente del protagonista. Steve sa come creare un thriller".

Cemento: Il terreno sotto ai loro piedi
LOCKE è la storia della costruzione di un edificio e della distruzione di una vita. Knight voleva che il suo protagonista fosse un uomo assolutamente ordinario a cui capita qualcosa. "Il film analizza il modo in cui un errore, se così lo si può definire, possa portare alla distruzione totale di una vita," spiega Knight. "Per me questa era un'analogia di un edificio, della distruzione, della demolizione. Mi piaceva l'idea che questo uomo normale facesse un lavoro così solido e concreto." E non c'è niente di più solido del cemento. In quanto capo cantiere di un sito in costruzione dove vengono costruite le fondamenta di un enorme edificio, Ivan è considerato una persona affidabile. Ma per tentare di rimediare a un errore passato e fare la cosa giusta abbandona il suo posto in un momento cruciale. "Molti anni fa ho lavorato in un sito in costruzione," rivela Knight, che ha trascorso del tempo assieme al Project Manager Senior del sito in cui è stato costruito lo Shard, vicino al London Bridge, durante la preparazione di LOCKE. "Ricordo che l'arrivo del cemento fu un evento colossale. Quando arriva, tutto deve essere pronto perché se il cemento si secca nel posto sbagliato è un disastro." La tragedia è che scegliendo di costruire le fondamenta per la sua vita futura, Ivan sta minando il terreno sotto ai suoi stessi piedi e a quelli della sua famiglia.

La Scelta del ruolo di Locke: Le voci all'altro capo del filo
Hardy è circondato da alcuni degli attori più bravi del cinema. "Abbiamo stilato una lista dei nomi più grandi, e alla fine siamo riusciti ad averli tutti," racconta Knight. "C'è una sorta di solitudine nel fatto di trovarsi in una macchina da soli," prosegue. 'Le persone fanno delle cose davvero strane mentre sono in macchina da sole. Cantano, parlano da sole. Volevo catturare la solitudine di quel momento. E poi arrivano queste voci e la vita del protagonista cambia." Gli attori sono rimasti colpiti dalla qualità della sceneggiatura, dall'opportunità di lavorare assieme a Hardy e dall'intrigante idea di Knight di fare un "anti film". "E' un film affascinante, interessante e sperimentale," dice Ruth Wilson. "Non farò mai più una cosa del genere semplicemente perché non penso che mi ricapiterà mai, è per questo che l'ho fatto." La vita di Katrina collassa nel corso di una serie di telefonate con il marito. Vediamo il suo shock, la sua rabbia e poi le decisioni che prende. Come se stessimo leggendo un romanzo o ascoltando la radio. "Ruth ci ha regalato una performance strepitosa," dice Knight. "Quando sentiamo la sua voce è come se ce la vedessimo davanti. Si vede la camera in cui si trova, si vedono i bambini." Olivia Colman, che interpreta Bethan, è una delle attrici più richieste nel Regno Unito. Spiega che al pubblico sembrerà di essere dei passeggeri nella macchina di Ivan. "Si assiste allo svolgimento della storia, e ci si chiede: 'Oh Dio! E adesso chi gli telefonerà? Speriamo siano buone notizie!' Lui non vede nessuno, sente solo delle voci, perciò ci si identifica con le sue emozioni." La Colman non ha grande simpatia nei confronti del suo personaggio. "E' una rovina-famiglie!" dice. "Quando ho letto la sceneggiatura per la prima volta ho pensato che fosse una persona orribile." L'attore irlandese Andrew Scott, noto per il ruolo di Moriarty nella serie televisiva della BBC, Sherlock, recita nel ruolo di Donal, un dipendente di Ivan. "Passa dalla calma all'isteria, dall'essere sobrio all'essere lievemente ubriaco," racconta Scott di Donal. Posso solo immaginare cosa stia passando." "Andrew Scott è davvero divertente e strappa più di una risata," sottolinea Knight. "E' molto importante che il pubblico rida perché il film è tanto tragico quanto comico, spesso è entrambe le cose contemporaneamente. Via via che la pressione su Ivan aumenta, dobbiamo avere la possibilità di allentare la tensione attraverso le risate." I figli di Locke sono interpretati dal diciassettenne Tom Holland e dal diciottenne 18 Bill Milner. "E' una storia incredibile," racconta Holland. "Tutto avviene molto rapidamente, il che è inquietante. È stato un film molto divertente da girare."

Le riprese di Locke
Solo cinque settimane dopo che Knight ebbe consegnato la sua prima bozza, iniziarono le prove, che durarono 4 giorni, e poi le riprese principali, che durarono 8 notti, era il 18 febbraio del 2013. "Quelle cinque settimane furono davvero emozionanti perché dovemmo mettere assieme il film molto rapidamente," spiega Heeley. "Sebbene sia un film ambientato in una macchina, è pur sempre un film, e contiene comunque ogni elemento tipico dei film. Ha comunque bisogno del giusto direttore della fotografia, del giusto montatore, e di tutte le figure professionali dei vari dipartimenti." Come spiega il produttore, "C'erano tre telecamere per ogni scena, quindi c'era una truppe di tecnici piuttosto numerosa. Ma non c'erano scenografi, perché essenzialmente il nostro unico set era la macchina, con l'aggiunta di qualche oggetto di scena." E' stato deciso solo successivamente di girare il film dal vivo, per catturare il flusso delle emozioni, invece che registrare le conversazioni degli attori non protagonisti in uno studio, in un momento diverso. Hardy parlava e rispondeva agli altri attori veramente, in tempo reale. Come riuscire in tutto questo è stata la vera sfida. Hardy era in una BMW, alla quale erano state rimosse le ruote, posizionata su un camion rimorchio. La possibilità di fare viaggiare gli altri attori in un minibus dietro ad Hardy sull'autostrada è stata presa in considerazione, ma subito scartata. Il calibro degli attori coinvolti suggeriva che molto probabilmente non avrebbero preso bene il fatto di dover trascorrere 9 ore ogni notte in un minibus sull'autostrada M25. Perciò si è deciso di fare accomodare gli attori in una stanza d'albergo, appositamente equipaggiata, nel quartiere dei Docklands, a Londra, vicino a dove venivano effettuate le riprese di Hardy nella macchina. C'era una linea telefonica nella macchina, una linea telefonica fuori dalla macchina, collegata alla stanza d'albergo, e un'altra linea telefonica per Knight (sempre sul camion) per parlare con la stanza d'albergo e dare le direttive agli altri attori. Hardy indossava un auricolare per permettergli di sentire tutto in maniera chiara. Con soli otto giorni a disposizione per girare il film, sei dei quali solamente per le scene di Hardy, il team di produzione ha dovuto prevedere ogni possibile intoppo legato alle riprese. "Non potevamo correre il rischio di sbagliarci. Dovevamo analizzare ogni singolo aspetto," racconta Heeley. "Una volta stabilito ciò, è stato uno dei film più semplici ai quali abbia mai lavorato, ma anche una delle riunioni di produzione più lunghe alla quale abbia mai partecipato." La BMW era equipaggiata con tre mdp digitali RED Epic posizionate in modi diversi, che riprendevano per 37 minuti, prima che fosse necessario sostituire le memory card. Questo ha permesso a Knight di girare l'intero film ogni notte. "Ho detto a tutti gli attori, incluso Tom," fingi di stare recitando a teatro," racconta Knight. "Se qualcosa va storto, fai come faresti su un palco. E sono stati tutti bravissimi." Il particolare set del film ha permesso al direttore della fotografia Haris Zambarloukos di conferire al film un senso di dinamismo visivo. "Ogni notte giravamo da ogni telecamera da un'angolatura diversa, ogni notte cambiavamo le lenti," spiega Zambarloukos. Il viaggio di Ivan avviene principalmente sull'autostrada M1, tra Birmingham e Londra. Tuttavia la Highways Agency, che gestisce le autostrade del paese, attualmente, non permette ai filmmakers di girare utilizzando i camion rimorchio sull'autostrada. La produzione ha quindi girato sulla strada North Circular che è gestita dall'agenzia Transport For London e su una sezione della A13, tra i Docklands e la M25 e dalla North Circular alla M25, che è di proprietà di una società privata. Si tratta di una strada a tre corsie su entrambi i sensi di circolazione e sembra in tutto e per tutto un'autostrada. Il Cast e la truppe iniziavano a lavorare assieme ogni mattina alle sei all'hotel. Questo ha dato a Knight e Hardy tempo sufficiente con gli altri attori prima di spostarsi sull'autostrada. A bordo del camion c'erano anche il supervisore della sceneggiatura e il tecnico del suono. "Era un vero e proprio circo viaggiante con la macchina del protagonista che veniva trainata dal camion," dice Heeley. "Avevamo anche la polizia dietro di noi, e un paio di macchine guidate da una truppe di supporto. Qualche volta abbiamo girato alle tre del mattino quando le strade erano tranquille." Eppure, il rumore del traffico e del camion hanno rappresentato una sfida per il montatore del suono John Casali. Si tratta di un film dove quello che si sente ha grande importanza. Casali aveva lavorato in Redemption-Identità Nascoste assieme a Knight e in Anna Karenina, con Paul Webster e Joe Wright. "John è il migliore del paese," dice Webster. "Circa il 98% del dialogo è quello che abbiamo registrato all'epoca, una percentuale davvero ottima." "Fortunatamente abbiamo una macchina fantastica che è perfettamente insonorizzata, e abbiamo messo il microfono molto vicino al protagonista," spiega Casali. Nell'hotel, gli altri attori si trovavano nella stanza di registrazione con le cuffie indosso. Casali ha voluto nella stanza alcuni oggetti scenici come dei cassetti da aprire e chiudere e dei telefoni cellulari che suonavano di tanto in tanto. "Si crea un senso di cameratismo quando si fa qualcosa di così insolito," racconta Andrew Scott. "Siamo tutti uniti in questo progetto e sosteniamo Tom perché è lui che porta il peso maggiore sulle spalle."

Il look di Locke
Trovare il giusto direttore della fotografia per un film ambientato quasi interamente in una macchina era quasi essenziale quanto trovare il giusto attore per il ruolo del protagonista. Guy Heeley aveva già lavorato assieme a Haris Zambarloukos in passato, in due dei suoi film precedenti, e sapeva che di recente aveva girato una serie di sequenze in macchina per il thriller Jack Ryan, utilizzando la mdp RED Epic. "Pensavo gli sarebbe interessata la sfida che il film presentava a livello visivo," dice Heeley. "E' un ambiente piuttosto peculiare da filmare, e interessante al contempo. Haris è il tipo di persona per il quale una limitazione di questo genere rappresenta uno stimolo più che una difficoltà." Zambarloukos è rimasto subito molto colpito dalla sceneggiatura di Knight. "Fa sempre piacere lavorare a un film a basso budget e indipendente quando ti trovi davanti un'ottima sceneggiatura e un attore in grado di regalare una grande performance. Steve ha concepito il film in modo che possa essere girato in un tempo e in uno spazio confinati, ma senza farlo apparire un compromesso. Il volto è una delle cose più interessanti da filmare". LOCKE è il primo film in digitale di Zambarloukos. Ha deciso di utilizzare la mdp RED Epic perché funziona molto bene di notte e quando la luce è scarsa. Su di essa ha poi montato delle lenti anamorfiche della Panavision. "E' un'unione che sembra funzionare davvero bene," racconta Zambarloukos. " Non mi sono mai sentito così libero in un film, è davvero liberatorio." Girare sulla North Circular piuttosto che sulla M1 significava avere gli edifici molto più vicini alla strada, che donavano molta luce alla scena. "L'idea era quella di avere dei riflessi nelle inquadrature che suggerissero il flusso dei pensieri di Ivan," dice Zambarloukos. "Volevo che l'autostrada ricordasse lo spazio. Volevo che sembrasse un'astronave, non una macchina. Per introdurre il mondo esterno all'interno del veicolo di Ivan, Zambarloukos ha giocato con i beam splitters, gli specchi 50-50 utilizzati per le mdp 3D. "La mdp riprende attraverso un pezzo di vetro ma cattura anche il riflesso," spiega. "Quindi se vogliamo rimanere sul volto e vogliamo anche il riflesso non dobbiamo fare altro che mettere i beam splitter, e angolarli nel modo giusto." Knight è molto emozionato per ciò che Zambarloukos è riuscito a fare. "Volevo che LOCKE fosse un film in cui puoi abbassare il volume e puoi guardare le luci, il movimento e l'autostrada," spiega il regista. "E' un processo organico naturale e Harris è stato bravissimo." La montatrice Justine Wright ha avuto il compito di mettere assieme il film lavorando su 50 ore di filmati. "E' stato come mettere assieme un documentario più che un film," spiega la Wright. (Paul Webster conosceva la Wright per il lavoro che aveva svolto assieme a Kevin Macdonald nel documentario La Morte Sospesa, mentre Guy Heeley aveva lavorato assieme a lei in The Iron Lady. Tra gli altri film al suo attivo figurano State Of Play e L'Ultimo Re di Scozia.) "Hai una struttura ma all'interno di essa hai una montagna di filmati da assimilare. C'è la parte drammatica, che è la sceneggiatura e la recitazione, e poi c'è tanto altro girato, un vero e proprio puzzle gigantesco." "Ogni notte giravano una nuova performance e quando la guardavo il giorno dopo pensavo: 'è fantastico'," ricorda. "La tentazione era di mettere tutto assieme, ma ho deciso di attendere. La prima cosa da fare era trovare la giusta performance di Ivan Locke. Ciò ha significato ad esempio prendere alcune delle performance di Tom e cambiare la persona con la quale stava parlando o cambiare la performance della persona che stava parlando con lui. "Ad esempio in alcune scene la moglie era molto arrabbiata, mentre qualche volta volevamo fosse più in sintonia con gli spettatori. A volte quando era arrabbiata diventava un po' troppo irritante e ciò avveniva nel momento sbagliato. O il capo, Gareth, a volte gridava troppo per la rabbia, mentre altre volte era più comprensivo. Si è trattato di trovare le giuste combinazioni e la giusta reazione da parte di Ivan." Una volta pronte le performance, la Wright ha iniziato a lavorare con gli altri elementi. "Normalmente quello che accade in un film è che c'è hai una scena con un inizio e una fine, che viene girata in un giorno o due. Il montatore ha a disposizione tutta la sequenza della scena che forma un'unità, e deve metterla assieme," spiega. "In questo film, ci sono una serie di telefonate, tutte nella stessa location, e non c'è inizio né fine. C'è un inizio e una fine delle varie telefonate ma la location è sempre la stessa, siamo assieme al protagonista per tutti il tempo, nello stesso spazio. Quindi di tanto in tanto era necessario uscire fuori da questa routine per dare respiro al pubblico, senza però spezzare la tensione delle telefonate che si susseguono. "Questa era una cosa che Steven aveva molto a cuore, soprattutto all'inizio. Voleva che le telefonate si susseguissero senza sosta, e quando Ivan aveva sofferto abbastanza, era necessaria una pausa per riflettere anche sui sentimenti del protagonista. E' stato un film molto diverso dal solito."

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