Locandina Molly's Game

Molly's Game (2017)

Molly's Game

Locandina Molly's Game
Molly's Game (Molly's Game) è un film di genere Biografia e Drammatico di durata circa 140 minuti diretto da Aaron Sorkin con protagonisti Jessica Chastain, Idris Elba, Kevin Costner, Michael Cera, Jeremy Strong, Chris O'Dowd, J.C. MacKenzie, Brian d'Arcy James, Bill Camp, Graham Greene (II).
Prodotto da STX Entertainment nel 2017 in USA esce in Italia Giovedì 19 Aprile 2018 distribuito da 01 Distribution.

TRAMA E SCHEDA TECNICA

Molly Bloom (Jessica Chastain), dopo gli studi di legge, ottiene un lavoro estivo che la introduce a una nuova impresa, in cui sono necessarie disciplina e energia simili a quelle per lo sport: scalare il mondo più esclusivo e ad alto budget del poker clandestino. I grossi portafogli delle stelle di Hollywood, dei giganti dello sport e degli affari le regalano una decade di sfarzi, successo e glamour, ma attirano anche le attenzioni sbagliate quando, senza esserne a conoscenza, mette al tavolo da gioco dei membri della mafia russa. La sua scia fortunata si arresta bruscamente quando viene arrestata in piena notte da 17 agenti dell'FBI che imbracciano armi automatiche. Costretta ad affrontare le accuse a suo carico, diventa suo unico alleato il suo avvocato difensore (Idris Elba), riluttante all'inizio e che invece scopre che c'è molto di più in Molly Bloom di quello che le volgari storie da tabloid rivelano. 


Data di Uscita ITA: Giovedì 19 Aprile 2018
Genere: Biografia, Drammatico
Nazione: USA - 2017
Formato: Colore
Durata: 140 minuti
Produzione: STX Entertainment, Huayi Brothers Pictures, The Mark Gordon Company, Entertainment One
Distribuzione: 01 Distribution
Box Office: USA: 24.368.509 dollari -> Storico incassi
Soggetto:
Basato sulla storia vera di Molly Bloom, una giovane e carismatica speranza olimpica dello sci, costretta ad abbandonare lo sport dopo una grave lesione fisica.

Recensioni redazione

7/10
Molly's Game, recensione del film con Jessica Chastain e Kevin Costner

Jessica Chastain protagonista dell'atteso debutto alla regia di Aaron Sorkin, sceneggiatore pluripremiato che racconta un'incredibile storia vera ambientata nel mondo degli incontri clandestini di poker.

News e Articoli

Molly's Game, trailer del film con Jessica Chastain al cinema da Aprile

Jessica Chastain, Idris Elba, Kevin Costner, Michael Cera sono i protagonisti del film che basato sulla storia vera di Molly Bloom, giovane e carismatica speranza olimpica dello sci costretta ad abbandonare lo sport dopo una grave lesione fisica.

Curiosita'

L'INIZIO

Nonostante il libro di memorie di Bloom del 2014 termini con il suo arresto da parte dell'FBI, la storia di come MOLLY'GAME sia arrivata sul grande schermo, inizia prima ancora che Bloom si rendesse conto che il suo regno era prossimo alla fine. Mentre Bloom organizzava tavoli al Plaza Hotel a Manhattan, incontrò a una festa il produttore esecutivo Leopoldo Gout. Gout stava lavorando al suo primo romanzo e la storia di Bloom suscitò il suo interesse. "Era una donna straordinariamente intelligente in un mondo di uomini, questo è quello che davvero mi ha attirato." Dice Gout.
Gout le presenta il suo editore, con il quale stringe un accordo per un libro, ma il suo arresto lascia l'accordo in sospeso. Quando l'accordo viene interrotto, Gout e Bloom cercano di vendere il libro nel giro di Hollywood, ma nonostante susciti molto interesse, sembra impossibile arrivare a un contratto, fino a che il produttore Mark Gordon riceve una chiamata da Ken Hertz, l'avvocato di Molly, e Pete Micelli, il suo agente presso l'agenzia CAA. "Ho saputo che anche Aaron stava leggendo il libro, così l'ho contattato e gli ho proposto di lavorarci insieme" dice Gordon.
Sorkin inizialmente aveva molte riserve sull'adattamento del libro per un film, soprattutto a causa dei personaggi che avevano partecipato ai tavoli di gioco. Nonostante Molly avesse tenuto riservate le identità della maggior parte delle persone coinvolte per proteggerne le vite private, Sorkin era comunque preoccupato delle possibili conseguenze. "Conosco alcune delle persone di cui hai scritto. Ho lavorato con alcuni di loro. Con altri avrei voluto lavorarci. Un paio sono miei amici. Non se ne parla di fare un film di pettegolezzi su di loro o su chiunque altro." Questo disse Sorkin a Bloom la prima volta.
Oggi Sorkin è felice che Bloom non si sia fatta scoraggiare dalla sua reazione e abbia continuato a raccontargli di più sulla sua storia. "Dopo 15 minuti, volevo disperatamente scrivere questo film, perché ho scoperto che lei ha pagato un prezzo molto alto per aver preso la mia stessa posizione, che a me però non costava nulla."

RACCONTARE  LA STORIA  NEL  MODO GIUSTO

La sicurezza di Sorkin sul materiale ha aiutato a velocizzare il processo di scrittura. "Di solito quando firmo per fare un film, è sempre un po' un appuntamento al buio. C'è magari qualcosa che mi attira, ma di solito non ho la minima idea di cosa farò, quindi ci sono dei mesi in cui mi arrampico sugli specchi fino a che non riesco a decifrare la storia. Con Molly's Game, nei cinque minuti di macchina per arrivare a casa, avevo già l'intero film in testa."
Sorkin è riuscito a trovare la storia che voleva raccontare nei dettagli che Bloom non ha inserito nel libro, un processo di ricerca riversatosi nelle parole del personaggio di Idris Elba, l'avvocato della difesa Charlie Jaffey, "Hai terminato il libro prima di scrivere la parte buona" le dice. Charlie legge il libro e nota alcune omissioni lampanti, come giri di poker che durano per giorni senza mai menzionare l'uso di droghe, o nessun accenno ai mafiosi russi il cui coinvolgimento ha portato al suo arresto. Bloom inoltre raramente parla della sua famiglia, soprattutto della sua relazione difficile con il padre, che è stato determinante nello spingere lei e i suoi due fratelli verso le competizioni atletiche.
Molly si è svelata lentamente a Sorkin così come a Charlie. E' stata chiamata la "Principessa del poker" dai tabloid, e Charlie pensa che sia stata lei a ricercare tale pubblicità per proprio interesse. "Ho visto un'opportunità nel creare un personaggio che si faceva le mie stesse domande" spiega Sorkin "Ad esempio, perché è stata arrestata nel bel mezzo della notte da agenti dell'FBI con le armi automatiche spianate come se fosse una persona pericolosa?" Nonostante Charlie sia una versione di finzione del suo legale, Sorkin nota che "Molly ha un suo difensore, e quando parla di lui è sempre con grande rispetto e affetto. Molly ha sempre detto che è stato davvero il primo uomo che si è comportato in maniera rispettabile con lei."
Sebbene il gioco del poker guidi l'intreccio, il cuore della storia arriva dalla forza di Bloom, dalla sua personalità interiore e dala sua capacità di battere qualsiasi sistema la sfidi rimanendo fedele a sé stessa. "L'ho sentita come una storia emozionale, ed è il tipo di storia che a me piace raccontare, con un sottofondo idealista di cosa è giusto e cosa sbagliato."
La sua traiettoria personale, il rapporto cruciale con il suo avvocato, e il suo rifiuto di tradire i suoi ex clienti, sono il centro della storia. "Aveva in mano il biglietto vincente della lotteria" dice Sorkin "avrebbe potuto essere ricca e famosa dicendo semplicemente la verità, ma non lo ha fatto. E' una cosa che ammiro, e il film fa lo stesso."
Pascal dice che la capacità di Sorkin di dare profondità ai personaggi è quello che ha innalzato il livello del film. "Aaron ama gli eroi e trova la bellezza in persone che altri magari non vedono al primo sguardo" dice Pascal "è lo studio dei personaggi, e nessuno lo fa meglio di Aaron."
Il fantastico senso dell'umorismo di Bloom e il suo altissimo quoziente intellettivo, hanno impressionato molto Sorkin, ma soprattutto, dice "Secondo me Molly Bloom è davvero un'eroina unica del cinema." Ride al pensiero che voleva che sua figlia la conoscesse "una persona riconosciuta colpevole di reati federali." Ma Sorkin quando l'ha conosciuta ha pensato fosse un modello incredibile per le giovani donne.
Nei due anni successivi Sorkin ha ascoltato le storie che Bloom ha escluso dal libro, e ha passato un duro anno di lavoro per scrivere la sceneggiatura. Si è mosso all'interno della narrazione, rompendone l'ordine cronologico, e ponendo al centro la figura di Molly. Il film include materiale preso dal libro, che è incorporato come una sorta di personaggio, ma ha una sua propria struttura.
E mentre il personaggio di Molly è autobiografico, Sorkin è stato molto attento a creare personaggi di finzione per i ruoli secondari. "E' sempre stato importante per me che nessun spettatore fosse portato a giocare al detective con il film, cercando di scovare la persona vera che c'è dietro al personaggio. Per questo ognuno di loro è un insieme di varie persone."

IL DEBUTTO DA REGISTA DI SORKIN

Come drammaturgo e sceneggiatore, Sorkin ha sempre amato rimanere molto vicino alle cose che scrive, come la sua supervisione generale per la serie The west wing. "Quando ho iniziato a scrivere Molly's Game, alla regia non ci pensavo proprio." Sorkin riflette e aggiunge "è la storia più cinematografica che ho mai scritto, che  non è l'ambito in cui mi sento più a mio agio." Ha iniziato a ragionare sulla possibilità di assumersi la sfida della regia perché "avevo molte difficoltà a spiegare cosa avevo in testa a quelli del mio studio, ai produttori, agli amici, perfino a Bloom. Iniziavo ogni conversazione dicendo "questo non è il film che pensi" ma poi non riuscivo a spiegare cosa doveva essere il film, sebbene lo avessi in testa in maniera molto chiara." I produttori invece avevano capito da subito che Sorkin sarebbe stato perfetto per dirigere Molly's Game. Gordon ricorda "Era così coinvolto nel progetto, come in tutto quello che fa, e si percepiva che era pronto per la regia." Aggiunge il produttore Matt Jackson "Era così personale per Aaron. L'idea di una donna in competizione con un mondo tutto al maschile era qualcosa che lo stimolava molto."
Pur volendo, come regista e sceneggiatore, focalizzare la storia sulle emozioni profonde di Bloom, Sorkin sapeva che comunque che le scene di poker dovevano essere più realistiche possibili. "Ho fatto molte ricerche sul poker per essere sicuro che ogni dettaglio fosse corretto. Abbiamo avuto degli incredibili giocatori di poker professionisti come consulenti in ogni passaggio. I nostri mazzieri nel film sono dei professionisti. Anche le comparse che giocano nel film sono giocatori professionisti. Non hai bisogno di essere un fan del poker per goderti il film, ma gli appassionati del poker ne apprezzeranno l'autenticità." Attraverso le scene di poker, vediamo il personaggio di Molly imparare il poker, senza giocare, e affinare la sua abilità di gestire le persone.
Oltre a circondarsi di talenti dietro alle macchine da presa, Sorkin è riuscito a coinvolgere un cast di stelle che include Jessica Chastain nel ruolo di Molly, Idris Elba in quello di Charlie Jaffey, e Kevin Costner nel padre di Molly.
Chastain dichiara "E' fantastico lavorare con qualcuno che è sia scrittore che regista, perché ti restituisce davvero la sua visione della storia. Aaron è amico di Molly da lunga data, la conosce molto bene ed è molto protettivo nei confronti della sua storia. E non sono sicura che si sarebbe sentito a suo agio consegnando la sceneggiatura a un altro regista. Non riesco a immaginare nessun altro alla regia di questa storia."
L'attore Idris Elba sul suo lavoro con Sorkin, dice: "Sono sempre stato un grande fan di Aaron come autore, sia per il lavoro che ha fatto per la tv per "The west wing" sia, naturalmente, per i film incredibili che ha scritto, da "Codice d'onore" a "The social network" a "L'arte di vincere". E' davvero uno dei più prolifici e illustri, se non il più illustre, autore dei nostri tempi. Ho colto al volo l'occasione di lavorare con lui, e trattandosi di un film che segna il suo debutto alla regia, è stata un'opportunità notevole poter far parte di questo processo. E' stata un'esperienza davvero affascinante lavorare con Aaron, ha una sua personalità molto definita e un punto di vista molto evoluto, e davvero ti lascia, come attore, lo spazio per trovare un tuo proprio modo per interpretare il personaggio che lui ha scritto. 

JESSICA CHASTAIN, nel ruolo di Molly Bloom.

Per il personaggio di Molly non è stato di certo un problema attirare attrici di talento verso questo ruolo.  
"Sono felice di poter dire che la migliore attrice della città voleva questa parte," ricorda Sorkin "e non ho dubbi sul fatto che anche altre sarebbero state fantastiche. Ma io volevo Jessica fin dall'inizio."  Osserva che Jessica, come Molly "ha un senso dell'umorismo arguto, sarcastico. In più, trasmette forza senza aver bisogno di giocare duro. Di solito la gente che gioca duro, lo fa perché non sente di avere quella forza e deve far finta di averla. Ma Jessica ce l'ha già."
Pascal è d'accordo con Sorkin "Jessica è una delle migliori attrici in circolazione oggi, e siamo stati fortunate che lei abbia avuto lo stesso atteggiamento riguardo al film che noi abbiamo avuto con lei."
Gordon aggiunge "Abbiamo percepito che lei possedeva il giusto grado di sensibilità morale, glamour e forza, da mettere in un personaggio così stratificato e tridimensionale."
Chastain dice che vedere il nome di Aaron Sorkin sulla sceneggiatura è stato un richiamo per lei. "E' uno dei nostri più grandi autori, se non il più grande dell'industria cinematografica americana" afferma l'attrice e aggiunge " ho adorato l'umorismo di Molly, e la sua intelligenza, e la sua storia di perdente che poi diventa una donna di grande successo in un giro fatto solo di uomini. E ho amato la vera Molly Bloom."
Gout, produttore esecutivo, dice "Jessica è arrivata super-preparata, precisa come un chirurgo. Ha creato la propria versione di Molly. Appena l'ho vista sul set ho chiamato la vera Molly al telefono, era una sorta di corto circuito nella mia testa! E' stato bellissimo."
Elba dice del recitare con Chastain, "Jessica è una forza, ma anche una piacevole partner in qualsiasi scena. Come è ovvio, in questo film i nostri personaggi passano molto tempo dialogando e scontrandosi verbalmente uno contro l'altra. Lavorare con una persona così generosa e che davvero si apre, è stata un'esperienza davvero fantastica."

IDRIS ELBA, nel ruolo di Charlie Jaffey.

Così come per Molly, Sorkin era altrettanto sicuro su chi dovesse interpretare Charlie Jaffey.
"Idris è incredibile. Quando devi interpretare un personaggio forte, furbo e divertente, aiuta se tu già possiedi quelle qualità, non le devi andare a cercare. E poi ha anche questa straordinaria faccia impassibile quando Molly gli parla, e quando lei finisce non sai mai cosa sta per dire." Il rapporto tra Molly e Charlie è centrale "Capisci che sono abituati ad essere entrambi le persone più intelligenti della stanza. Ma improvvisamente si ritrovano insieme nella stessa stanza. I botta e risposta tra di loro sono molto divertenti." Aggiunge Pascal "se penso nelle mani di chi vorrei fosse la mia vita, direi quelle di Idris Elba. Riesce a combinare mascolinità e vulnerabilità come solo pochi attori sanno fare. Charlie è l'avvocato e il sostegno di Molly in un momento difficile. E' sempre molto dignitoso nel suo supporto a lei, Idris aggiunge calore al personaggio, riesce a incarnare tutto questo."
Elba dice che gli è piaciuto interpretare un avvocato che non prende per oro colato quello che gli dicono i clienti . "Charlie è questa sorta di grande avvocato raffinato, di quelli che ne hanno viste di tutti i colori, ma credo sia molto intrigato da Molly perché lei è molto più complessa di come appare inizialmente. Lui crede di averla capita nel momento stesso in cui entra dalla porta ma poi lei lo sfida realmente con la sua intelligenza e la forza di carattere, con la sua personalità, ed è questo che davvero lo attira."
Di recitare con Elba, Chastain dice "E' stato meraviglioso lavorare con lui. E' un attore così incredibile – amo il suo lavoro da molto tempo e non riuscivo a credere a quello che siamo riusciti a fare per il film."
Gordon aggiunge che Elba può essere considerata una scelta inaspettata rispetto alla sceneggiatura originale. "Il casting operativo poi non guarda al colore della pelle. Idris è un attore talmente eccezionale e l'idea di vedere lui e Jessica insieme era molto stimolante e bellissima, così ho pensato, "facciamolo e sovvertiamo qualsiasi ipotesi possa essere esistita su come dovesse apparire questo personaggio."

KEVIN COSTNER, nel ruolo del padre di Molly.

La sfida nell'interpretare il padre di Molly stava nella dualità del personaggio. All'inizio del film dirige in maniera dura Molly, per poi diventare più comprensivo con l'evoluzione della storia. Sorkin elogia Kevin Costner come un grande attore che è riuscito a portare "forza e ironia, complessità e tanto amore in un ruolo che si sviluppa sul filo del rasoio." Aggiunge Pascal "Eravamo così contenti che a Kevin fosse piaciuto il materiale sul progetto. Ha tirato fuori grandi momenti in ognuna delle sue scene. La scena alla fine con lui e Jessica sulla panchina era la scena madre per far funzionare il film, e lì è stato fantastico." Jackson ricorda "Molly ha confessato che Kevin Costner le ricorda suo padre, ma a parte questo Kevin è un eccezionale attore simbolo di fama mondiale. Apporta un certo grado di solennità e di anzianità al suo ruolo e l'ha fatto impeccabilmente."
Kostner vede il suo personaggio come "un padre amorevole e un capo squadra che spingeva i suoi figli all'eccellenza senza probabilmente capire i danni e la pressione che stava mettendo addosso a Molly." Costner elogia i molti livelli della sceneggiatura del film. "Aaron cattura la disperazione di persone che sembrano avere tutto. Spero di avergli dato quello di cui aveva bisogno perché comprendo e credo a quello che dice su questo personaggio difficile."
Costner fa notare che la storia non è sul padre di Molly e per questo non conosciamo la storia personale che c'è dietro al suo "bisogno di spingere i suoi bambini, ma credo che tutti vogliamo che i nostri figli abbiano successo. Alcuni di noi fanno un lavoro migliore come genitori rispetto ad altri. E alcuni di noi pensano che i risultati raggiunti siano davvero la misura di una relazione significativa, nonostante i loro desideri e i loro bisogni non siano i nostri."
Sorkin ammira l'interpretazione brillante di Costner, ma gli rende merito anche per la sua generosità nel mettere a disposizione la sua preparazione come regista. Sorkin riferisce di una scena in particolare su cui Costner ha, con molta delicatezza, fatto una proposta per migliorarla. Sorkin ha pensato "Così è fantastica. La faremo in questo modo. E ho cominciato a chiamarla la scena di Kevin, mentre parlavo con il direttore della fotografia. Kevin più tardi mi ha detto che non dovevo citarlo; è semplicemente così che funzionano i film."
Sorkin scherza sul fatto che era nervoso all'idea di lavorare con chiunque fosse coinvolto nella produzione, perfino quelli del catering, perché era sicuro che "pensavano che non sapessi cosa fare. Dirigere poi un tizio che ha vinto l'Oscar alla regia per "Balla coi lupi" mi terrorrizzava. Ma lui mi ha tolto ogni paura. Non lo dimenticherò mai per questo."

I PERSONAGGI SECONDARI

Per quello che riguarda il cast non protagonista, Sorkin sa di aver vinto la sfida "Nelle mani sbagliate questi personaggi sarebbero potuti essere delle figure piatte di idioti, e invece diventano multidimensionali nelle mani di attori come Jeremy Strong, Michael Cera, Bill Camp e Brian d'Arcy James. E credo di aver lanciato il telefono il giorno dell'ok di Chris O'Dowd per la parte di Douglas Downey."
Aggiunge Pascal "penso che non potevamo avere di meglio per il cast non protagonista. Era una sceneggiatura meravigliosa quindi non ero sorpreso che la gente volesse far parte del film e che ognuno di loro volesse lavorare con Aaron." Jackson è d'accordo "considerato il nome di Aaron e la sua filmografia, abbiamo avuto tutti quelli che voleva lui, non abbiamo avuto bisogno di ricorrere a seconde scelte." Gordon dice "Il film è buono per gli attori che hai nel cast. E noi eravamo molto fortunati ad avere attori di questo calibro per ruoli non protagonisti. Il livello di performance che hai da questi attori rende il film molto più emozionante e porta la gente a vederlo."
Sorkin voleva lavorare con Michael Cera fin dal film Juno e non è rimasto deluso perché Michael ha arricchito il personaggio di Player X, con una caratteristica che lui chiama "l'opposto del cattivo." "E' così dolce, con le guance rosee, e così carino che non crederesti mai che può essere uno che distrugge vite." Player X è una stella del cinema e per questo diventa la calamita che attira altri giocatori al tavolo. Vogliono giocare con la gente famosa, e a Player X piacciono questi uomini che abboccano come pesci, non bravi a giocare, ma con molti soldi da scommettere. Il personaggio ha fatto molti soldi con il cinema, ma il suo obiettivo è di farne di più col poker di quanti ne abbia fatti con i film. Cera gioca a poker e per prepararsi alla parte ha partecipato a grossi incontri di poker.
Il personaggio Dean Keith incontra Molly quando lei arriva a Los Angeles e lavora come cameriera in un locale. Molly ottiene da lui un lavoro come sua assistente – è il proprietario di un club di strip-tease che organizza tavoli di poker nel seminterrato del Cobra Lounge. Dean Keith consegna a Molly la lista dei nomi di alto livello da invitare per una notte di poker da 10.000 dollari a accesso.
Sorkin conosceva Jeremy Strong per il suo lavoro nei film Zero dark thirty e La grande scommessa e dice di lui che attualmente lo inserirebbe in qualsiasi film. "Non c'è ruolo che non vada bene per lui" dice Sorkin della facilità con cui ha recitato un giocatore esperto di poker. Sorkin lo ha visto il primo giorno sul set mescolare le sue fiches e "ha immaginato che avesse passato un sacco di tempo sui tavoli da gioco, invece no. Si era preparato così scrupolosamente per il ruolo che lo faceva sembrare naturale."

CREARE IL MONDO DI MOLLY

Sorkin, al suo primo film da regista, sapeva che mettere insieme la squadra giusta sarebbe stata la chiave per il successo del film. "I film sono fatti da una squadra di circa 200 persone" dice " e se sei alla tua prima regia, niente è più importante che avere le migliori 200 persone che fanno il film, a tua disposizione." Sorkin è grato alle persone che hanno lavorato con lui nel film che definisce "nulla di meno che co-autori del film."
Come scrittore, Sorkin riconosce che il suo è sempre stato "un lavoro a tappeto sul linguaggio" quindi ha colto la sfida riguardante la sfera visuale del film. "Cosa mostri mentre Molly in voce over ci sta raccontando esattamente cosa pensa e cosa prova? Cosa inquadri con la macchina da presa quando lei ci sta già raccontando quello che vediamo?" La persona con la risposta alle sue domande era il direttore della fotografia Charlotte Bruus Christensen (Barriere, La ragazza del treno). Quando Sorkin l'ha incontrata, Christensen aveva letto la sceneggiatura e discusso accuratamente su come le cose dovessero funzionare. "Era come se mi leggesse nella mente, ma riuscendo a tradurre i miei pensieri in termini filmici comprensibili a un operatore di macchina" spiega Sorkin "mi piaceva ogni cosa che diceva, e non vedo come avrei potuto girare il film senza Charlotte. Il film l'abbiamo fatto insieme."
Christensen ha compreso la visione del film di Sorkin fin dall'inizio. "Il poker è il contesto, ma noi volevamo un ritratto di Molly Bloom" dice Christensen "delle sue capacità, la sua intelligenza e la sua ambizione. E' un grosso lavoro riuscire a rendere un personaggio reale e vivo, e ho percepito la passione nel lavoro di Jessica."
Il film è stato girato in digitale ma Christensen ha lavorato in Panavision per utilizzare delle lenti anamorfiche degli anni '60 che fornissero la giusta profondità di campo e la giusta morbidezza alle scene girate in studio. "Questo film contrappone il glamour dell'ambiente del gioco con la grandezza e la solitudine delle montagne del Colorado, di Hollywood e New York", dice Sorkin.
Sorkin afferma che era nervoso all'idea di girare soprattutto in interni a Toronto, ma il lavoro sulle camere di Christensen, così come quello sulle scenografie di David e Sandy Wasco, hanno attenuato le sue preoccupazioni.
"Il team Wasco", come è solito riferirsi a loro Sorkin, ha creato il look per film come Pulp fiction e La la land, per il quale hanno vinto l'Oscar nel 2016.
Wasco dice di Molly's Game "E' una sceneggiatura fantastica, che aveva tutto quello di cui avevo bisogno per lavorare sul film. Non gioco a poker ma ero affascinato dalla protagonista e sono rimasto incollato dalla prima all'ultima pagina."
Wasco descrive così il suo lavoro "Abbiamo aiutato Aaron a raccontare la storia. Lo abbiamo aiutato a visualizzare l'ambiente fisico in cui si trovano gli attori, e abbiamo dato a loro alcuni strumenti per lavorare, gli arredi e lo spazio adatto a supportare i loro ruoli."
Mettere in piedi i set ha comportato progettare lo spazio in base ai dialoghi. Wasco nota che "Molti dei set sono stati progettati in base a quanto tempo ci mette la voce over di Molly per portare il personaggio fino a un certo luogo. I corridoi sono stati fatti a misura con il ritmo delle parole di Aaron. Inoltre avevamo molte pagine di dialoghi intorno ai tavoli da poker, e quindi dovevamo rendere ogni angolo della stanza filmicamente interessante per gli spettatori."
I costumi di Susan Lyall sono stati ugualmente importanti per completare l'immagine del film e darci informazioni su in che momento della sua storia è Molly. Per esempio, Molly va al suo primo incontro di poker a Los Angeles indossando un vestito da 30 dollari dei magazzini JCPenney ma capisce subito l'importanza di indossare abiti belli per progredire nella sua carriera. Alla fine è orgogliosa di sé stessa per non essere mai stata vista due volte con la stessa cosa.
Sorkin è riconoscente alla costumista Lyall per averlo guidato a superare la sua "mancanza di senso dell'eleganza" e per avergli dato "il vocabolario giusto per dire quello che non sapevo dire."
Lyall restituisce I complimenti "Lavorare con il più grande autore americano al suo primo film da regista è stato davvero un privilegio." Per lei la storia rispecchiava bene le fasi e ai cambiamenti di stile di Molly. "C'è una fase, che è al giorno d'oggi, che si svolge durante la chiamata in tribunale, la condanna e riguarda tutti i dialoghi con i legali. C'è la fase della sua infanzia e il suo arrivo a Los Angeles da atleta, un'innocente ragazza del Colorado dalla faccia pulita. C'è poi una specie di salto nel look quando va al Cobra Lounge, e poi prende il controllo del gioco al Four Seasons che inaugura una nuova fase molto precisa. Alla fine, con un balzo atterriamo a New York, sui tanti soldi che sta guadagnando e gli abiti diventano sempre più costosi, sofisticati e di alta moda."
Il personaggio di Molly in tutto il film ha 90 cambi costume, per questo Lyall ha passato molto tempo con Chastain. "Davvero non riesco a ricordare di aver mai collaborato così a stretto contatto con un'attrice, e al momento Jessica è dotata di puro istinto." Per esempio quando Molly fa la sua svolta di vita da 3.000 dollari passando al suo primo gioco al Cobra Lounge, Lyall dice "è stato divertente lavorare al look giusto con Jessica, che è, ovviamente, in sintonia con quello che lei pensa farebbe il personaggio." Lyall ha lavorato inoltre a stretto contatto con il reparto di truccatori e parrucchieri, perché la conoscenza sull'acconciatura, così come sull'intensità del trucco, avevano un impatto anche sull'abbigliamento.
Chastain dice "Ho amato davvero lavorare con Susan. I costumi, i capelli e il trucco sono molto importanti per me, in ogni film che inizio, soprattutto guardando all'intero arco del personaggio, mettendo a confronto l'inizio con la fine del film. Con Susan, volevo mostrare questa donna che capisce che per ottenere potere nel contesto in cui si trova, ha bisogno di apparire in un certo modo. Quegli uomini valutano le donne per il sesso più che per il cervello e volevo mostrare quella trasformazione in Molly."
La comunicazione tra i vari settori è sempre cruciale in un film, ma mai come nel dare consistenza ai vari look in Molly's Game. Lyall dice "I Wasco sono stati molto generosi nel tenermi sempre dentro il processo, potevo informarli su quello che avrebbe indossato Jessica in quella o quell'altra scena. E poi Charlotte è stata eccezionale nel suggerire quale colore fosse davvero forte e in quale scena sarebbe stato d'aiuto."

IL GERGO DEL POKER

Add on – dà la possibilità di aggiungere fiche comprandone extra dopo il primo tempo di gioco;
All-In -  giocare tutte le fiche residue;
Ante/Invito  – puntata obbligatoria prima che le carte siano distribuite;
Bad Beat – una mano forte in cui si perde contro le aspettative;
Bicycle – soprannome per una scala bassa (A-2-3-4-5);
Big Slick –quando si ha Asso e Re;
Blind(s) – puntate obbligatorie messe nel piatto prima della distribuzione delle carte dai due giocatori seduti a sinistra del mazziere;
Bluff – cercare di prendere il piatto fingendo di avere una mano migliore di quella effettivamente posseduta;
Board – le carte in comune poste sul tavolo;
Boat – soprannome del full;
Burn – scartare; il mazziere "brucia" la carta prima di flop, turn e river (carte in comune);
Button – il dischetto che indica il mazziere; 
Buy-In – l'acquisto di fiche in cambio di denaro per partecipare al gioco;
Call (vedere/chiamare) – pareggiare la puntata più alta per chiamare;
Incasso – lasciare il tavolo e cambiare le fiche in denaro;
Check – essere nel proprio turno e rimanere nel gioco senza puntare, se non ci sono state puntate precedenti, (nel gioco a volte la si indica bussando sul tavolo);
Check-Raise – fare check e sul rilancio di un altro giocatore, controrilanciare;
Carte Comuni – le carte flop (le prime tre), turn (la quarta) e river (la quinta) lasciate scoperte al centro del tavolo;
Cowboys – quando si possiede la coppia di carte KK (due re);
Quinta Strada – la quinta e ultima carta comune (anche chiamata river);
L'ultimo tavolo – l'ultimo tavolo da giocare in un torneo quando tutti gli altri giocatori sono stati eliminate;
Fish/Pollo – un giocatore che sta nel gioco sperando di prendere le carte giuste per una mano vincente ma con scarse probabilità;
Colore –cinque carte dello stesso seme;
Flush Draw – quando si ha 4 carte dello stesso seme e si tenta di completare il colore con le mani successive;
Fold –  passare;
Quarta Strada – la quarta carta comune (anche chiamata turn);
Heads Up – due soli giocatori al tavolo, scontro 1 contro 1;
High Roller – un giocatore che punta cifre molto alte;
Hole Cards – il nome delle due carte coperte distribuite a ogni giocatore e che solo lui può vedere;
Kicker – carte non usate per la formazione di una combinazione, ma che fanno parte ancora del mazzo che si ha in mano;
Lay Down – concedere o passare la mano;
Limp In – entrare nel piatto chiamando senza rilanciare;
Loose – un giocatore in perdita che gioca tante mani e con giochi speculativi;
Muck – non rilanciare o scartare le carte in mano senza mostrarle agli avversari;
Nuts – la miglior mano possibile;
Outs – carte che cambiano la mano di gioco in vincente;
Overcard – le carte più alte mostrate nelle carte comuni, o le più alte carte comuni rispetto a quelle in mano;
Pocket Rockets – quando si ha in mano una coppia;
Aces Position – la posizione di un giocatore al tavolo rispetto al dischetto del mazziere;
Piatto/Pot – l'insieme di fiche che ottiene il vincitore della mano;
Rilanciare – aumentare l'importo della puntata più alta sul tavolo;
Re-buy – la possibilità, in alcuni tornei, di ricomprare fiche d'entrata quando vengono perse tutte all'inizio del gioco;
Controrilanciare – il controrilancio sul rilancio di un avversario;
River – la quinta e ultima delle carte comuni;
Rock – il giocatore che sceglie di giocare solo le mani migliori e punta solo quando è sicuro delle proprie carte;
Rush – un tiro o una sequenza di giocate vincenti;
Satellite – un torneo il cui vincitore si qualifica per un torneo maggiore;
Second Pair – una coppia formata con la seconda carta più alta presente sul board;
Tris – 3 carte uguali di un tipo o un "trips" una delle due personali uguale a due delle comuni; 
Short Stack – quando un giocatore possiede un ammontare di fiche inferiore agli altri; 
Short Handed – un tavolo di poker con meno giocatori del normale;
Showdown – la puntata dopo la carta river quando tutti i giocatori devono mostrare le proprie carte per determinare il vincitore del piatto; 
Side Pot – un piatto secondario,formato dal all-in di un giocatore che non può più puntare sul piatto degli altri giocatori;
Slow-Play – un giocatore che finge di avere una mano debole o incerta, vedendo o non puntando, piuttosto che rilanciare;
Scala – cinque carte in sequenza (5-6-7-8-9);
Suited – carte dello stesso seme;
Tell – indica un gesto, spesso inconscio e involontario di un giocatore, che fa capire agli altri la situazione di debolezza o di forza di quell giocatore; 
Tilt – spesso indica un gesto di frustrazione o rabbia di un giocatore che, andando in tilt, gioca troppe mani di bassa qualità e perde fiche;
Top Pair – la coppia formata dall carta più alta presente sul board;
Turn – la quarta delle carte comuni;
Whale – un puntatore o giocatore di poker con molto denaro da giocare.

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