Locandina Rachel

Rachel (2017)

My Cousin Rachel

Locandina Rachel
Rachel (My Cousin Rachel) è un film di genere Drammatico e Mistero di durata circa 106 minuti diretto da Roger Michell con protagonisti Sam Claflin, Rachel Weisz, Iain Glen, Holliday Grainger, Poppy Lee Friar, Andrew Knott, Andrew Havill, Vicki Pepperdine, Katherine Pearce, Louis Suc.
Prodotto da Fox Searchlight Pictures nel 2017 in USA e UK [Uscita Originale il 09/06/2017 (USA)] esce in Italia Giovedì 15 Marzo 2018 distribuito da 20th Century Fox.

TRAMA E SCHEDA TECNICA

Rachel è una storia d'amore cupa, articolata su più livelli narrativi, che segue la vicenda di un giovane inglese deciso a vendicarsi della bellissima e misteriosa cugina, ritenendola responsabile della morte del marito. I sentimenti del ragazzo diventano sempre più intricati man mano che realizza di essersi irrimediabilmente e ossessivamente innamorato di lei. 


Data di Uscita ITA: Giovedì 15 Marzo 2018
Data di Uscita USA: Venerdì 9 Giugno 2017
Data di Uscita Originale: 09/06/2017 (USA)
Genere: Drammatico, Mistero, Romantico
Nazione: USA, UK - 2017
Formato: Colore
Durata: 106 minuti
Produzione: Fox Searchlight Pictures
Distribuzione: 20th Century Fox
Box Office: USA: 1.979.163 dollari -> Storico incassi

Cast e personaggi

Regia: Roger Michell
Sceneggiatura: Roger Michell
Musiche: Rael Jones
Fotografia: Mike Eley
Scenografia: Alice Normington
Cast Artistico e Ruoli:
foto Rachel Weisz
Rachel Ashley
foto Iain Glen
Nick Kendall
foto Holliday Grainger
Louise Kendall
foto Poppy Lee Friar
Mary Pascoe
foto Andrew Havill
Parson Pascoe
foto Vicki Pepperdine
Mrs. Pascoe
foto Katherine Pearce
Belinda Pascoe
foto Louis Suc
Philip a 12 anni
foto Austin Taylor
Philip a 9 anni
foto Tristram Davies
Wellington

Recensioni redazione

6/10
Rachel, recensione del film di Roger Michell con Sam Claflin

Rachel Weisz e Sam Claflin sono i protagonisti di un dramma romantico che si tinge di mistero, in un film elegante ma che non riesce ad attualizzare il suo messaggio.

News e Articoli

Rachel, il romanzo di Daphne du Maurier arriva sul grande schermo

Rachel è un thriller d'epoca psicologico con riflessioni sulla natura dell'amore romantico, sull'infatuazione e sui rapporti sessuali tra uomini e donne, in particolare negli ambienti sociali chiusi. 

Curiosita'

Il romanzo Mia cugina Rachele (My Cousin Rachel) è stato scritto nel 1951 da Daphne du Maurier, nelle cui celebri opere, caratterizzate spesso da un clima di suspence e passione, si innestano ritratti psicologici sorprendentemente moderni di uomini e donne invischiati in relazioni intricate e talvolta ossessive. Il modo di scrivere dell'autrice era così cinematografico che Alfred Hitchcock ne fu ispirato traendo dai suoi romanzi tre film: "La taverna della Giamaica" (Jamaica Inn), "Gli uccelli" (The Birds) e "Rebecca, la prima moglie" (Rebecca). Anche il thriller psicologico di Nicolas Roeg "A Venezia… un dicembre rosso shocking" (Don't Look Now) si basa su un racconto della du Maurier.

Quando fu pubblicato, Mia cugina Rachele divenne istantaneamente uno dei romanzi più popolari dell'autrice. La 20th Century Fox se ne assicurò i diritti, mettendo rapidamente in produzione il film con due delle star più popolari dell'epoca: Richard Burton e Olivia De Havilland. Distribuito nel 1952, il film ottenne quattro candidature agli Oscar® e fece vincere un Golden Globe al giovane Burton come 'Miglior attore esordiente'.

Immerso in un'atmosfera carica di desiderio e sospetto, il romanzo narra la storia di un giovane piuttosto ingenuo in lotta con se stesso nel tentativo di stabilire se l'affascinante vedova del cugino, con il quale ha vissuto dopo la morte dei genitori, sia la donna dei suoi sogni… o un'avventuriera che ha assassinato a sangue freddo il marito per accaparrarsi l'eredità. Quando Rachel giunge alla tenuta degli Ashley, Philip conosce una donna che non somiglia affatto all'avvelenatrice dal cuore oscuro di cui delirava il cugino sul letto di morte.

L'elemento chiave nell'adattamento di Michell è la decisione di abbracciare pienamente l'ambiguità elettrizzante del romanzo, che l'autrice mantiene viva come un incantesimo fino alla fine. Il cuore della storia è la ricerca della verità, una ricerca tormentosa e avvincente per il lettore, angosciante per Philip… e che prosegue incalzante fino alle ultime battute del film.

"Penso che, se per qualche motivo si sapesse ciò che Rachel ha fatto veramente, la storia non funzionerebbe", dichiara Michell. "È entusiasmante realizzare un film in cui parte del divertimento è sapere che gli spettatori lasceranno la sala… discutendo se sia stata lei oppure no. Spero che il pubblico ami il mistero irrisolto tanto quanto è piaciuto a me e che si diverta in una sorta di corsa sulle montagne russe insieme a questa coppia mal assortita, catapultata in un turbine emotivo che scombussola entrambi, mentre ciascuno tenta di capire le motivazioni, le convinzioni e i valori dell'altro, e di coglierne il senso di autenticità".

E aggiunge: "Per Philip, Rachel sembra appartenere a un altro mondo e, in un certo senso, è proprio così. Proviene da un paese lontano ed esotico. Il suo linguaggio, gli abiti, i desideri, la visione del mondo sono per lui totalmente estranei. Lei è bellissima, espressiva, divertente e non dà importanza alle noiose convenzioni dell'epoca. Il libro, scritto nel 1950, è ambientato nel XIX secolo. Quindi, volendo, lo si può considerare una versione post-freudiana di Jane Austen. Su un livello narrativo, è un thriller d'epoca, in cui entrano in gioco l'innamoramento, il patrimonio di famiglia, eccetera. Su un altro livello narrativo, i temi sono la sessualità, il potere delle donne e la loro libertà in un mondo maschilista. Volevo che Rachel si sentisse in parte come una donna dei giorni nostri catapultata in quel mondo… come dire, la donna che cadde sulla Terra".

Kevin Loader, produttore e socio di vecchia data di Michell, è rimasto colpito da come il regista e autore dell'adattamento sia riuscito a disseminare il germe del dubbio lungo tutta la sceneggiatura, usandolo per esplorare il profondo divario tra i sogni romantici e la realtà delle relazioni, fatta di potere, denaro e convenzioni sociali.

"L'idea dell'estraneo misterioso ha una risonanza universale ed è un'eccellente esca narrativa su cui imperniare un film", osserva Loader. "Ciò che emerge dall'adattamento di Roger è un thriller psicologico teso e ricco di riflessioni sulla natura dell'amore romantico, sull'infatuazione e sui rapporti sessuali tra uomini e donne, specialmente negli ambienti sociali chiusi. In un crescendo di inquietudine, giungiamo al momento clou del film avvolti in una coltre di ambiguità riguardo a chi è colpevole e chi non lo è".

Nell'adattamento di Michell, Loader è stato colpito anche dalla contemporaneità del personaggio di Rachel, che si batte contro le restrizioni che caratterizzano la società inglese nel XIX secolo. "Rachel è una donna moderna vincolata da un mondo provinciale piuttosto antiquato. Una delle ragioni per cui Philip e gli altri trovano così difficile capirla è che non hanno mai conosciuto nessuna come lei fino a quel momento", afferma Loader. "Rachel è caparbia, non scopre mai completamente le sue carte e si compiace della propria sessualità. Tutto ciò era piuttosto sconvolgente nel 1839. Immagino che Daphne du Maurier abbia sperimentato questo genere di tensioni negli anni '50, il che spiega perché i temi del romanzo siano ancor oggi così attuali".

Prima di compiere il grande passo, Michell e Loader hanno dovuto ottenere l'autorizzazione dagli eredi della scrittrice. I due sono stati ben contenti di ricevere una risposta entusiastica da parte della famiglia per il loro specifico adattamento.

Grace Browning, nipote della du Maurier, ha dichiarato: "Roger è uno stimato regista e ho trovato interessante che abbia curato personalmente l'adattamento del libro. Quando ho saputo che Rachel Weisz sarebbe stata la protagonista, ho pensato che non vi fosse attrice più adatta di lei per interpretare Rachel, avendo sempre dato un'autenticità particolare a tutti i suoi ruoli. Daphne du Maurier era geniale nel descrivere i personaggi femminili, tutti caratterizzati di una grande profondità, e credo che qualunque attrice sarebbe stata entusiasta d'interpretare il ruolo".

IL MISTERO DI RACHEL

Giunta in Inghilterra subito dopo la morte improvvisa del marito, Rachel provoca lo sconcerto tra tutti coloro che vivono e lavorano nella proprietà di Ambrose Ashley, dati i suoi atteggiamenti a volte seducenti e a volte scioccanti. Era necessario trovare un'attrice che riuscisse ad essere in ugual misura affascinante e ambigua per mostrare queste contraddizioni in modo credibile.

La vincitrice di un Academy Award® Rachel Weisz è nota per le interpretazioni dalle sfumature poliedriche in una gran varietà di film, da "The Constant Gardner – La cospirazione" a "The Deep Blue Sea" fino a "The Lobster". "Rachel (Weisz) è riuscita a conferire al suo personaggio una connotazione inquietante, che è poi la nota dominante in tutto il film. Fino alla fine non si capisce e non si sa se il suo personaggio sia colpevole o no. Rachel (Weisz) porta avanti quest'ambiguità in modo brillante. Un momento è affascinante e subito dopo appare furiosa, ma sembra sempre intenta a nascondere qualcosa. Ogni sfaccettatura è interpretata con convinzione", dichiara Michell.

Quanto al ruolo, la Weisz ricorda di avere telefonato immediatamente a Michell, appena terminata la lettura della sceneggiatura, per chiedergli: "Ma è innocente o no?". La risposta del regista è stata galvanizzante: "Roger mi ha detto che non lo sapeva e che di sicuro non voleva saperlo. Questo mi è sembrato un aspetto avvincente da esplorare e mi ha convinto a partecipare al progetto", afferma l'attrice.

Anche l'opportunità di lavorare con Michell è stata un'attrattiva per la Weisz. "Ho sempre desiderato lavorare con Roger, di cui sono una fan da molto tempo. È un regista che sa andare a fondo e scoprire ciò che fa dare a un attore il meglio di sé. È sempre gentile e premuroso, oltre che entusiasmante. Sa esattamente ciò che vuole e gli piace anche stupire. Nel suo modo di lavorare non c'è nulla di rigido o noioso", conclude l'attrice.

La Weisz ha abbracciato con la stessa intensità il lato brillante e quello oscuro del personaggio, senza mai farne prevalere uno a discapito dell'altro. Da un lato, rappresenta Rachel come una donna che giunge in Inghilterra ancora scossa per la morte del marito e si ritrova come un pesce fuor d'acqua in un ambiente e una cultura per lei nuovi. Dall'altro, interpreta la donna che si fa cogliere con la guardia abbassata a causa dell'attrazione per il nipote ed erede del defunto marito.

"Ha appena perso il marito e parte alla volta della proprietà di cui lui le ha parlato tanto. Là incontra Philip, che è il ritratto di come il marito doveva apparire vent'anni prima: giovane e attraente. Sulle prime, tutto assume una connotazione magica", osserva la Weisz.

Al tempo stesso, l'attrice interpreta Rachel come una donna tenacemente indipendente ed evasiva riguardo al suo passato in Italia. Avendo la necessità di assicurarsi un futuro economico, si gingilla con i sentimenti divoranti di Philip e non mostra alcun interesse a comportarsi secondo il galateo, anche se sa di essere disapprovata dalla società. "È piuttosto anticonformista ed esotica, ed è sessualmente molto disinibita per le consuetudini dell'epoca", sottolinea la Weisz. "È consapevole di apparire agli altri trasgressiva e provocatoria, dato che ha le idee ben chiare riguardo a ciò che dovrebbe essere consentito alle donne. Sicuramente, non è il tipo di donna che può essere felice di essere posseduta da un uomo ed essere trattata come un oggetto di sua proprietà".

Rachel ha anche dei segreti, di natura sia finanziaria sia personale, che sembrano aleggiare su tutto. "L'elemento dominante nel film, e che io trovo divertente, è cercare di capire se Rachel sia degna di fiducia o meno, se sta tramando qualcosa oppure no, e ciò che mi piace davvero è che la storia resta sempre in equilibrio tra le due possibilità. Gli spettatori avranno opinioni contrastanti su Rachel", dichiara la Weisz. "E sono questi dubbi a rendere la storia d'amore tanto inconsueta, ma altrettanto coinvolgente e inquietante: quanto possiamo conoscere veramente bene una persona? È possibile che l'idea che abbiamo di qualcuno si riveli sbagliata in modo totalmente devastante?".

Per Kevin Loader l'interpretazione attentamente sfumata della Weisz è il motore che alimenta il mistero. "Rachel Weisz È la cugina Rachel", egli afferma. "Avevamo bisogno di un'attrice che fosse credibile come donna inglese con un passato italiano, che potesse apparire esotica, molto intelligente e ferocemente padrona del proprio destino. Ma doveva anche possedere una vulnerabilità ben visibile e, dati gli eventi che accadono nella sua vita, mostrare una tristezza interiore impenetrabile. Sono poche le attrici che sarebbero riuscite ad amalgamare tutti questi tratti altrettanto bene di Rachel".

Per l'attore Pierfrancesco Favino, che interpreta Rainaldi, il fidato amico italiano di Rachel, la Weisz ha la rara capacità di essere come uno specchio, permettendo a spettatori diversi di vedere con occhi differenti le sue azioni. E questo era il cuore della sfida nell'interpretare Rachel.

"È facile proiettare su Rachel Weisz le proprie sensazioni e percezioni riguardo alla cugina Rachel, e questo lascia ampio spazio al mistero tra gli spettatori", conclude Favino.

DALLA VENDETTA AL FOLLE AMORE ALLA PAURA

Quando conosce Rachel, Philip Ashley, un orfano che ha vissuto quasi sempre nella tenuta del cugino, sotto la sua ala protettiva, senza una madre né sorelle a fargli da guida, è un uomo con poca esperienza in fatto di donne. Sebbene sulle prime desideri vendicarsi di Rachel, quest'ultima riesce invece ad accendere in lui un desiderio che il giovane non avrebbe mai creduto possibile, un desiderio così intenso di cui non è certo di potersi fidare.

Per il ruolo di Philip, Roger Michell era alla ricerca di un attore appartenente a una nuova generazione di giovani artisti britannici caratterizzati da una sensibilità complessa, un attore in grado di passare fluidamente dalla vendetta all'estasi romantica fino alla tormentosa oppressione del dubbio.

"Abbiamo guardato molti film e Sam Claflin è spiccato su tutti come il più adatto", ricorda lo sceneggiatore/regista. "Gli abbiamo chiesto di fare un paio di provini ed è apparso più che convincente. È sensibile e in gamba, ma è anche giovane e vigoroso. Ha tutto ciò che volevamo".

Claflin si è affermato rapidamente dopo il suo debutto in "Io prima di te" (Me Before You), "Pirati dei Caraibi: oltre i confini del mare" (Pirates Of The Caribbean: On Stranger Tides) e nel ruolo di Finnick O'Dair nella serie "The Hunger Games". Per il produttore Kevin Loader, l'attore ha incarnato due tratti conflittuali essenziali in Philip Ashley: "Doveva avere un aspetto ingenuo, da cucciolo, ma anche una mascolinità affascinante, e Sam ha saputo rappresentare entrambi i tratti. L'attore, che nella vita reale è sposato e ha un figlio, è concreto e sicuro di sé, sa essere profondo e magnetico, pur avendo qualcosa di adolescenziale. Era perfetto per il ruolo del giovane inesperto che non sa nulla delle donne".

Claflin ha trovato il personaggio ricco di fascino. "Mi è piaciuto interpretare Philip ed entrare in questo mondo molto ambiguo", egli dichiara. "Sento di essere stato stimolato e messo alla prova in modi nuovi".

La cosa che gli è piaciuta particolarmente è stata di rappresentare l'intera gamma di opinioni e convinzioni riguardo a Rachel. "All'inizio Philip sospetta che Rachel abbia commesso un delitto ed è pieno di pregiudizi nei suoi confronti", osserva Claflin. "Ha deciso di detestarla ancor prima di conoscerla. Ma, pian piano, il giovane viene stregato da Rachel, dalla sua natura misteriosa e dalla diversità rispetto a tutte le altre donne che conosce, anche se sono ben poche. Molto presto, Rachel, attraverso il suo fascino, inizia ad esercitare un'influenza sconcertante su di lui".

Claflin ammette di essersi fatto una propria idea della verità su Rachel, ma osserva che Michell non ha mai voluto parlare di questo argomento nemmeno per un momento. "Fin dall'inizio Roger è stato chiaro: 'Non voglio neanche sapere le vostre teorie. Voglio che sia il pubblico a decidere'. E questa è stata la cosa che ha suscitato il mio maggiore interesse per il progetto. Mi piace conoscere le idee della gente su ciò che è veramente accaduto. Spero sia il genere di film in cui gli spettatori si perderanno e alla fine usciranno dalla sala facendosi mille domande".

Mentre esplorava le molte sfaccettature di Rachel, Claflin si è anche dedicato ad approfondire la vita di campagna, non solo prendendo lezioni di equitazione, ma anche imparando a falciare e arare i campi. Come afferma Kevin Loader: "Sam ha mostrato un'incredibile impegno nel prendere dimestichezza con ogni aspetto della vita di Philip".

Grace Browning, nipote di Daphne du Maurier, si è commossa per il modo in cui l'interpretazione di Claflin ha colto accuratamente il personaggio di Philip descritto dalla nonna: un giovane ingenuo divorato da emozioni mai provate fino a quel momento. "Credo che Sam porti al personaggio di Philip quell'innocenza che è essenziale per il ruolo, perché rende perfettamente credibile il fatto che il giovane venga manipolato da Rachel", conclude la Browning.

INTERROGATIVI SU RACHEL: GLI ATTORI COMPRIMARI

Mentre Philip perde la testa per Rachel e inizia ad aiutarla economicamente attingendo dalle risorse che ha ereditato, le persone che erano vicine ad Ambrose e che si sentono protettive nei confronti di Philip osservano il suo comportamento con crescente sgomento e ansia. Tra quelle maggiormente turbate dall'improvvisa ossessione del giovane per Rachel troviamo Louise, amica di Philip fin dall'infanzia, che da lungo tempo gli cela il suo amore.

Holliday Grainger, stella in ascesa sia sul grande schermo sia sulle scene teatrali, e nota per i ruoli di Lucrezia Borgia ne "I Borgia" (The Borgias) della Showtime e di Estella in "Grandi speranze" (Great Expectations) di Mike Newell, interpreta la fidata amica Louise, che cerca di proteggere Philip anche mentre ha il cuore a pezzi.

"Louise è segretamente e disperatamente innamorata di Philip, ed è l'unica sua vera amica finché l'arrivo della cugina Rachel cambia tutto", afferma la Grainger. "Tra i due ragazzi ci sono sempre stati fiducia e affetto e un divertente cameratismo perciò, quando vede l'influenza che Rachel esercita sull'amico, Louise ne è sconvolta e angosciata".

La Grainger osserva che anche Louise è turbata da Rachel, non capendo quanto i suoi sentimenti siano condizionati dall'invidia e quanto la donna rappresenti un effettivo pericolo per Philip. "Credo che Louise sia follemente gelosa di Rachel", confessa la Grainger, "che è bellissima e irresistibile, e non gioca secondo le regole sociali cui si sentono vincolati tutti nel villaggio. Rachel ha un sorriso pungente e scaltro e si prende gioco delle tradizioni inglesi. Credo che tutti si facciano ingannare da questo atteggiamento tranne Louise, l'unica a non lasciarsi abbagliare dal fascino di Rachel e a pensare che si tratti di una forma di manipolazione".

Kevin Loader spiega come la Grainger abbia evocato le emozioni, in cui tutti possono rispecchiarsi, di una giovane donna sola, che cerca di comportarsi bene ed essere gentile mentre i suoi sogni si stanno sgretolando. "Holliday ha una straordinaria capacità di trasformazione istantanea", egli osserva. "Quindi la vediamo ridere ed essere vicina a Philip e, al tempo stesso, osserviamo il suo profondo dolore mentre l'amico si allontana sempre più".

Anche la Weisz è stata colpita dal modo in cui la Grainger esprime i suoi sentimenti contraddittori nei confronti di Rachel. "Holliday è un'attrice fantastica. Ha grazia, spirito e intelligenza, oltre ad essere molto bella. L'ho trovata davvero credibile", afferma l'attrice. "Louise non si fida del mio personaggio e, in ogni scena in cui la guardavo, mi osservava come se volesse cancellarmi dalla stanza, ed era tutto così reale".

Il padre di Louise è Nick Kendall, interpretato dall'attore scozzese Iain Glen ("Il trono di spade" - Game of Thrones), che è sia il tutore di Philip, sia l'amministratore delle proprietà di Ambrose. Glen descrive così Nick Kendall: "Cerca di tenere a bada l'impulsività di Philip. Lo vede come un esaltato, ma sa anche che la figlia Louise lo adora. Perciò cerca di essere un punto fermo e di curare i migliori interessi di Philip".

Ma quali sono esattamente i migliori interessi di Philip quando c'è di mezzo Rachel? Glen osserva: "I sentimenti di Kendall per Rachel oscillano tra alti e bassi nel corso della storia in un modo che, credo, si rispecchia nel pubblico. C'è una grande passione nell'aria, accompagnata dall'imprevedibilità e dalla suspense, ma Kendall intende mantenere una visione chiara di ciò che sta effettivamente accadendo".

Lo sceneggiatore/regista Michell è stato felice dell'opportunità di lavorare per la prima volta con Glen. "Ho sempre desiderato lavorare con Iain", dichiara Michell, "e abbiamo avuto la fortuna di assicurarci un attore del suo calibro per il ruolo di Kendall. Glen e Holliday Grainger sono pietre angolari nella costruzione del film".

E aggiunge Loader: "Da Iain Glen scaturisce un senso di affabilità e cortesia che rende il pubblico partecipe del suo affetto per Philip, ma Kendall è un uomo di tempra e, di conseguenza, è piuttosto chiaro quando disapprova le azioni di Philip. Kendall deve controbilanciare l'ossessione impetuosa di Philip per Rachel".

A completamento del cast principale troviamo uno dei personaggi più indistinti della storia: Rainaldi, l'avvocato italiano di Rachel, il cui vero ruolo nella vita di lei è un mistero che consuma Philip.
L'attore Pierfrancesco Favino ("Rush", "World War Z", "Una notte al museo" - Night At The Museum) è stato entusiasta dell'opportunità d'interpretare Rainaldi. "Ciò che mi piace in questo film è che non si sa mai esattamente cosa è vero e cosa non lo è. Con un personaggio ambiguo come Rainaldi devi recitare tra le righe, il che per un attore è un grandissimo divertimento", spiega Favino.

Come afferma Michell: "Rainaldi è enigmatico, minaccioso e carismatico, ma c'è sempre una strana ambivalenza nel personaggio, che si sposa con quella della storia. Favino è un attore davvero magnifico".

E aggiunge Loader: "Rainaldi è l'essenza dell'ambiguità. Forse è una canaglia e forse ha una relazione con Rachel, ed è uno straniero di cui nessuno si fida. Ma in superficie tutto si svolge con una sorta di fluidità quasi stupefacente".

UNA PROPRIETÀ CUPA, UNA COSTA PERICOLOSA

Per far rivivere in dettaglio la bellezza del XIX secolo, Roger Michell ha lavorato con un team affiatato di collaboratori: il direttore della fotografia Mike Ely, la scenografa Alice Normington e l'ideatrice dei costumi Dinah Collin.

L'epoca precisa in cui si colloca il romanzo non è chiara: Michell ha deciso di ambientare la sceneggiatura verso la fine degli anni '30 del 1800, all'alba dei mutamenti rapidi e radicali dell'età vittoriana. Siamo a cavallo tra la Austen e Dickens e poco prima dell'avvento della ferrovia, che avrebbe alterato tanto la società rurale inglese.

"Roger ha potuto così esplorare una società in evoluzione", osserva Kevin Loader. "Ha ambientato il film agli albori della rivoluzione industriale, quando il cambiamento stava appena iniziando a raggiungere le campagne".

Trovare la dimora è stata un'impresa coinvolgente quasi quanto la scelta degli attori principali: anch'essa doveva infatti avere una personalità forte e carica di mistero. Alla fine, i realizzatori hanno optato per il West Horsley Place nel Surrey, nel sud-est dell'Inghilterra. L'estesa proprietà, costruita tra il XVI e il XVIII secolo, da decenni non veniva rinnovata, quindi era abbastanza malridotta, ma aveva il potenziale necessario per essere trasformata dopo l'arrivo di Rachel.

La casa è stata una scoperta fortuita per i realizzatori. Oltretutto, era in procinto di essere ristrutturata dal nuovo proprietario, lo storico e personaggio televisivo Bamber Gascoigne, e questo ha permesso alla scenografa Alice Normington e al suo team di avere un grande margine di libertà prima dell'inizio dei lavori di ammodernamento.

Come spiega la Normington: "A differenza delle dimore poste sotto la tutela del National Trust, che sono soggette a numerosi vincoli, Bamber Gascoigne è proprietario del West Horsley Place e questo ci ha garantito un certo grado di libertà. Con noi è stato meraviglioso e la dimora che ci ha messo a disposizione è stata una tela vuota su cui abbiamo potuto creare la nostra opera".
La scenografa si è dedicata con passione a realizzare dapprima l'ambiente polveroso e sporco di fango in cui vive Philip, per poi dargli vita con l'arrivo improvviso e dirompente di Rachel. Loader commenta: "West Horsley è una proprietà enorme ed è esattamente ciò che ci serviva. Abbiamo potuto trasformarla da casa popolata in prevalenza da uomini, cani e fango in un luogo dall'aria più civilizzata e con un tocco di leggerezza, quando l'influenza di Rachel inizia a prevalere".

E aggiunge la Normington: "Abbiamo avuto la fortuna incredibile di trovare una dimora storica che doveva essere ristrutturata e dove abbiamo potuto fare, con un certo margine di libertà, tutto ciò che desideravamo. Il Mary Roxburghe Trust, proprietario della casa, e Bamber Gascoigne, presidente del Trust, ci hanno permesso di utilizzarla come una sorta di antico set permanente. Sarebbe stato impossibile riprodurre l'aspetto incredibile di questa struttura".
Roger Michell commenta: "Siamo tutti rimasti sorpresi quando siamo entrati nella casa la prima volta. Ce ne siamo innamorati, dato che lo spirito del luogo era ancora così vivo e puro".

Per la nipote della du Maurier, Grace Browning, West Horsley Place era tutto ciò che aveva immaginato. "Mentre leggevo il romanzo, la dimora che avevo in mente era esattamente così", è la sua riflessione. "È stata una gradita sorpresa vedere quanto la casa rispecchiasse quella del libro".

La Normington voleva, in particolare, creare un forte impatto in concomitanza con l'arrivo di Rachel. "Il mondo rurale di Philip doveva avere un aspetto semplice ed essenziale, che cambia con l'arrivo da un paese lontano di Rachel, le cui idee misteriose hanno un effetto dirompente sulla vita del giovane".

Uno dei set preferiti dalla Normington è la stanza di Rachel, che la scenografa descrive come: "l'unica stanza in cui vi siano tracce femminili". E prosegue: "Tutta la casa ha un tocco tipicamente maschile, mentre nella stanza di Rachel predomina una forte femminilità, per quanto oscura e misteriosa. Abbiamo scelto una carta da parati cupa dai decori orientali, all'epoca molto in voga nei boudoir, il cui raffinato effetto decorativo introduce il tema del blu. Nel romanzo, infatti, esiste una stanza blu, ma ho anche pensato che questo fosse il colore giusto per Rachel".

Tra le altre location troviamo la Newington House, a sud di Oxford, che rappresenta la casa della famiglia Kendall; Stockers Farm a Rickmansworth dove sono state allestite le scuderie; Old Amersham, un villaggio risalente al XIII secolo nel Buckinghamshire, dove sono state ambientate tutte le riprese nella cittadina. Le sequenze italiane all'inizio del film sono state girate ad Arezzo e a Firenze.

Per l'area costiera in cui si trova la proprietà, la produzione ha raggiunto il Devon, rinomato per le baie sabbiose e le scogliere scoscese. "La bellezza del Devon era perfetta per esplorare il rapporto con il mare, che è sempre presente e importante in tutte le opera di Daphne du Maurier", afferma Loader.

L'atmosfera delle location ha catturato l'immaginazione anche del cast. Rachel Weisz riassume: "Tutto era così autentico che le nostre emozioni si sono sviluppate attorno a qualcosa di reale, anziché nelle raffinate ricostruzioni dei teatri di posa".

La stessa autenticità è presente nei suggestivi costumi della metà del XIX secolo ideati da Dinah Collin. La Collin si è dedicata con slancio alla ricerca, rivelando un'epoca in cui, in Inghilterra, l'abbigliamento maschile e femminile iniziava ad essere più pratico ed essenziale, man mano che la rivoluzione industriale conquistava terreno.

Poiché la cugina Rachel è una neo-vedova in pieno lutto, può portare con sé nel viaggio per l'Inghilterra solo un piccolo bagaglio. La Collin ha quindi creato per la Weisz un guardaroba modesto di abiti neri da indossare per gran parte del film, che le conferiscono un aspetto forte e misterioso. Ha poi aggiunto una varietà di dettagli: "La cugina Rachel non ha molti vestiti, ma ha portato una gran quantità di accessori", spiega la Collin, "tra cui uno scialle, il mantello per cavalcare e svariati cappelli arricchiti da pizzi e merletti che contribuiscono al senso di esotico che emana da lei".
Un oggetto fondamentale che la Collin ha avuto in mente fin dall'inizio è la collana di famiglia che Philip regala a Rachel, un gesto da tutti considerato scandaloso. Volendo che l'oggetto fosse indimenticabile e particolarmente evocativo, l'ideatrice dei costumi si è ispirata a un ritratto del XIX secolo che aveva visto: "Nella sceneggiatura di Roger era scritto 'girocollo', e la donna del ritratto aveva al collo una perla a goccia estremamente elegante". La Collin ha collaborato con un gioielliere britannico per creare una collana simile per il film: "Abbiamo trovato le perle più incredibili e straordinarie, che risaltano in modo fantastico sulla pelle di Rachel", è il suo commento.

La Collin si è anche divertita a creare un contrasto con l'abbigliamento di Louise, interpretata da Holliday Grainger, che indossa abiti non troppo formali e dalle tonalità più brillanti. "Roger voleva darle un aspetto non particolarmente femminile, ma fresco ed elegante", osserva la costumista.

Pierfrancesco Favino ha adorato i costumi che la Collin ha ideato per Rainaldi, apprezzando il contrasto tra lui e Philip, il cui abbigliamento è più convenzionale. "Rainaldi appare immacolato accanto a Philip, che esemplifica la semplicità tipica del gentiluomo di campagna. Il suo aspetto è stato studiato con attenzione e realizzato così bene da contribuire efficacemente ad accentuare il mistero che circonda il personaggio", spiega Favino.

Il mistero è un elemento centrale in ogni dettaglio di RACHEL. Come sintetizza Loader: "Il romanzo è una delle opere della du Maurier più sofisticate dal punto di vista psicologico. Si addentra nei meandri del malessere mentale e fra le nostre più profonde emozioni associate all'amore e alla morte, con le molte paure che le accompagnano. Lungo tutto il film doveva percepirsi un senso d'inquietudine sotto una superficie calma, ed ecco perché il film è stato una sfida imperdibile per tutti, sia per gli attori sia per il cast tecnico".

DAPHNE DU MAURIER (1907 - 1989)

È stata una delle scrittrici più note della sua epoca, di cui ha catturato lo zeitgeist, ma ha anche precorso i tempi e continua ad esercitare una notevole influenza sugli autori moderni. I suoi romanzi mostrano come i thriller più avvincenti, a prescindere dall'intrigo romantico, dalle forze della natura e dalle avventure che li arricchiscono, possano anche fare luce sulle emozioni più private, sulle relazioni complesse e sul potere che il passato esercita sul presente.

Come molti suoi personaggi femminili, la du Maurier è stata una donna coraggiosa che ha vissuto secondo i propri principi. Nata nel 1907 in una famiglia di artisti (era nipote del noto vignettista George du Maurier e figlia dei celebri attori teatrali George du Maurier e Muriel Beaumont), è cresciuta in un ambiente dalla creatività variegata, dato che la famiglia conosceva e frequentava personaggi illustri, quali J.M. Barrie, creatore di Peter Pan, e il romanziere e sceneggiatore Edgar Wallace, autore di King Kong, che hanno contribuito ad alimentare un'immaginazione già vivida e audace.

I suoi primi racconti sono stati pubblicati quando era ancora adolescente. Nel 1931 è stata la volta del suo primo romanzo, Spirito d'amore (The Loving Spirit), storia d'amore e di perdita in una famiglia nell'arco di tre generazioni nella cornice incantata del mare della Cornovaglia. A questo ha fatto seguito una serie di importanti successi letterari, tra cui La taverna della Giamaica (Jamaica Inn) e Rebecca, la prima moglie (Rebecca), che sono entrambi diventati film sotto la guida del maestro della suspense Alfred Hitchcock. Raggiunta la fama e il traguardo di essere l'autrice meglio pagata dell'epoca (anche rispetto ai colleghi uomini), la du Maurier ha continuato a godere di un'incredibile popolarità grazie ai successivi romanzi: Donna a bordo (Frenchman's Creek), La vendetta (Hungry Hill), Sua bellezza Mary Anne (Mary Anne), Il capro espiatorio (The Scapegoat), Il calice della Vandea (The Glass Blowers), Il volo del falcone (The Flight of the Falcon), La casa sull'estuario (The House on the Strand) e Un bel mattino (Rule Britannia).

Mia cugina Rachele (My Cousin Rachel) è stato il suo ottavo romanzo e uno dei più apprezzati, poiché evidenzia la perspicacia dell'autrice nell'approfondire i lati più nascosti della psiche umana e nel delineare ritratti di donne forti e brillanti dalla vita complessa, tratti distintivi per i quali è ora famosa. Benché la du Maurier sia stata spesso erroneamente etichettata come autrice di romanzi d'amore, la sua decisione di non propendere né per la colpevolezza né per l'innocenza di Rachel è stata piuttosto insolita per l'epoca e ha contribuito a mettere in evidenza la modernità tesa e la profondità psicologica della scrittrice.

Oggi i tratti distintivi dei romanzi della du Maurier sono immediatamente riconoscibili ai molti fan che la scrittrice ancora ha. Rachel Weisz dichiara: "Le sue storie hanno sempre una trama articolata e tortuosa, in cui spiccano personaggi femminili forti e interessanti, avvolti nel mistero di un'atmosfera da thriller. È questo che ancor oggi li rende così attuali e cinematografici".
L'attore Iain Glen osserva: "Il suo modo di scrivere è coraggioso. Sarebbe stato facile scrivere la storia di Rachel dandole una chiara connotazione di innocenza o colpevolezza, ma la du Maurier non ha fatto questo anzi, come solo i migliori scrittori sanno fare, lascia agli spettatori l'onere di capire che cosa pensano e sentono".

La nipote Grace Browning spera che questa nuova versione cinematografica faccia piacere agli estimatori della scrittrice e faccia conoscere i suoi romanzi a una nuova generazione di lettori.
"Credo che nei suoi libri ci sia una profondità maggiore di quella che i lettori si aspettano inizialmente. Detestava l'appellativo di scrittrice romantica che le era stato dato dopo il successo di Rebecca. Molti suoi racconti sono estremamente cupi e nessuno immaginerebbe che sono stati scritti da lei. I temi che più comunemente trattava erano la gelosia, l'inganno, le motivazioni delle persone e dei suoi personaggi", riassume la Browning. "Sono temi umani sempre attuali e penso sia questa la ragione per cui la gente continua a leggere le sue opere".

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