Ouija - L'Origine del Male (2016)

Ouija 2

Locandina Ouija - L'Origine del Male
Ouija - L'Origine del Male (Ouija 2) è un film di genere Horror di durata circa 99 minuti diretto da Mike Flanagan con protagonisti Annalise Basso, Elizabeth Reaser, Lulu Wilson, Henry Thomas, Parker Mack, Doug Jones.
Prodotto da Allspark Pictures nel 2016 in USA. [Uscita Originale il 21/10/2016 (USA)] esce in Italia Giovedì 27 Ottobre 2016 Al Box Office Ouija - L'Origine del Male ha incassato circa 2.355.511 euro. Negli Stati Uniti, Ouija - L'Origine del Male ha incassato circa 34.293.090 dollari.

TRAMA

Nella Los Angeles del 1965, una madre vedova e le sue due figlie introducono un nuovo trucco alle loro consuete frodi spiritiche per ravvivare l'attività di famiglia, finendo per attirare senza volerlo un autentico spirito maligno nella propria casa. Quando la figlia più giovane viene posseduta dall'implacabile entità, questa piccola famiglia dovrà fare i conti con paure inimmaginabili per poterla salvare e rispedire il suo possessore nell'aldilà.Nella Los Angeles del 1965, una madre vedova e le sue due figlie introducono un nuovo trucco alle loro consuete frodi spiritiche per ravvivare l'attività di famiglia, finendo per attirare senza volerlo un autentico spirito maligno nella propria casa. Quando la figlia più giovane viene posseduta dall'implacabile entità, questa piccola famiglia dovrà fare i conti con paure inimmaginabili per poterla salvare e rispedire il suo possessore nell'aldilà.

Data di Uscita ITA: Giovedì 27 Ottobre 2016
Data di Uscita USA: Venerdì 21 Ottobre 2016
Data di Uscita Originale: 21/10/2016 (USA)
Genere: Horror
Nazione: USA - 2016
Formato: Colore
Durata: 99 minuti
Produzione: Allspark Pictures, Blumhouse Productions, Hasbro, Platinum Dunes
Budget: 9.000.000 dollari (stimato)
Box Office: USA: 34.293.090 dollari | Italia: 2.355.511 euro
In HomeVideo: in DVD da Mercoledì 22 Febbraio 2017 [scopri DVD e Blu-ray]

Cast e personaggi

Regia: Mike Flanagan
Sceneggiatura: Mike Flanagan, Jeff Howard
Musiche: The Newton Brothers (I Fratelli Newton)
Fotografia: Michael Fimognari
Scenografia: Patricio M. Farrell
Montaggio: Mike Flanagan
Costumi: Lynn Falconer

Cast Artistico e Ruoli:
foto Annalise BassoAnnalise Basso
Lina Zander
foto Elizabeth ReaserElizabeth Reaser
Alice Zander
foto Lulu WilsonLulu Wilson
Doris Zander
foto Henry ThomasHenry Thomas
Padre Tom
foto Doug JonesDoug Jones
Ghoul Marcus / dottore del Diavolo
foto Michael WeaverMichael Weaver
Roger Zander

Recensioni redazione

Ouija - Le Origini del maleOuija - Le Origini del male, Recensione

6/10
Lorenzo Pietroletti
Il sequel 'Ouija 2' è un film che riesce a far saltare sulla poltrona con una storia che magari non è tra le più spaventose ma riesce a farsi seguire.

News e Articoli

Ouija - L'Origine del Male in DVD e Blu-rayOuija - L'Origine del Male in DVD e Blu-ray

Scritto e diretto da Mike Flanagan, nel film protagonisti Henry Thomas, Elizabeth Reaser, Doug Jones, Parker Mack, Kate Siegel e Sam Anderson.

Boo! A Madea HalloweenBox Office USA: Jack Reacher secondo a Madea Halloween

'Boo! A Madea Halloween' in testa al botteghino USA del 21-23 ottobre 2016, seguito da 'Jack Reacher: Never Go Back' e 'Ouija - L'origine del male'.

Immagini

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Non è mai stato solo un gioco.

Ouija: LE ORIGINI DEL MALE invita gli spettatori a credere, ancora una volta, alla tavola Ouija, con questa nuova terrificante storia, sequel del film di grande successo del 2014, che ha aperto alla prima posizione del boxoffice. 
Nel 1967 a Los Angeles, una madre vedova di nome Alice Zander (ELIZABETH REASER della franchise di Twilight) escogita uno stratagemma per migliorare il suo disonesto business di sedute spiritiche, inconsapevolmente, però, invita il male a entrare nella sua casa. Quando lo spirito malvagio s'impossessa della figlia più giovane, Doris (LULU WILSON di Liberaci dal Male), la famiglia è costretta a confrontarsi con orrori inimmaginabili per salvarla, e per rimandare dall'altra parte lo spirito che si è impossessato di lei.

Un anno e mezzo dopo che il marito è stato ucciso, Alice è a corto di soldi e si ritrova a crescere da sola le figlie, la quindicenne Paulina ("Lina") (ANNALISE BASSO di Oculus-Il Riflesso del Male) e Doris, che ha nove anni. 
Per fortuna per la sua attività in crisi, però, l'occulto scorre nelle sue vene. Sua madre era una sensitiva e le ha insegnato i trucchi del mestiere, che permettono ad Alice di ideare un inquietante numero per i suoi clienti desiderosi di parlare con i loro cari estinti. L'aspirante sensitiva non ritiene di essere una truffatrice. Anzi, è convinta di vendere ai suoi clienti la possibilità di avvicinarsi ai loro cari scomparsi - cosa che lei stessa desidererebbe fare. 
Nonostante tutte le bollette da pagare, Alice acquista una tavola Ouija per aumentare la suspense e tenere incollati i clienti alle sedie durante le sue sedute. Ma nel momento esatto in cui la tavola entra nella casa, iniziano ad accadere degli strani episodi: rumori inspiegabili, incubi; ma la cosa più inquietante di tutte è che Doris inizia davvero a comunicare con i defunti, tra cui suo padre.
Inizialmente, queste manifestazioni appaiono come doni dal cielo. L'attività di Alice va a gonfie vele e i clienti trovano conforto nel fatto di poter comunicare con i loro cari che non ci sono più. Tutto fila liscio, almeno fino al momento in cui la vera storia della casa non viene rivelata. Proprio lì, alcuni decenni prima, un chirurgo con disturbi psicologici aveva effettuato degli esperimenti grotteschi su dei pazienti mentalmente disturbati. Adesso, per far sentire tutto il suo dolore, uno dei pazienti torturati si è impossessato di Doris.
Padre Tom (HENRY THOMAS di Gangs of New York), preside della scuola delle ragazze, è preoccupato per Alice e per la sua famiglia, e così decide di indagare sul caso. Ma quando i quattro si ritroveranno a fronteggiare un'entità sovrannaturale (DOUG JONES de Il Labirinto del Fauno), per la quale neanche il sacerdozio avrebbe potuto preparare Tom, capiranno che gli spiriti che hanno aperto il portale non hanno alcuna intenzione di richiuderlo senza prima ingaggiare un combattimento all'ultimo sangue.
Ouija: Le Origini del Male è prodotto dai soci della Platinum Dunes, Michael Bay, Brad Fuller e Andrew Form (Le serie di film di Non Aprite Quella Porta, La Notte del Giudizio, Tartarughe Ninja), da Jason Blum della Blumhouse Productions (Le serie di La Notte del Giudizio e di Insidious), da Brian Goldner della Hasbro (Le serie di film di Transformers e di G.I. Joe) e da Stephen Davis (Ouija). Mike Flanagan è il regista del film, oltre che il co-sceneggiatore, assieme al suo collaboratore Jeff Howard, col quale, in precedenza, aveva scritto anche la sceneggiatura di Oculus-Il Riflesso del Male e di Somnia. Del team creativo del film fanno parte anche il direttore della fotografia Michael Fimognari (Oculus-Il Riflesso del Male, The Lazarus Effect), e la costumista Lynn Falconer (Oculus- Il Riflesso del Male, Cani di Paglia). Le musiche di questo thriller sovrannaturale sono state composte dai Fratelli Newton (Oculus-Il Riflesso del Male, Life of Crime).

Le Origini di Ouija: Alla Scoperta della Storia

La storia della tavola Ouija è tanto misteriosa quanto il gioco stesso.
A partire dalla metà del 1800, diversi congegni furono utilizzati allo scopo di comunicare con i defunti. Cavalcando l'onda del momento, l'imprenditore Charles Kennard e l'avvocato Elijah Bond fondarono la Kennard Novelty Company allo scopo di produrre e vendere queste "tavole parlanti."
Secondo la leggenda, i fondatori della società chiesero alla tavola come avrebbero dovuto chiamarla, e questa rispose indicando le lettere "O-U-I-J-A."  Quando le chiesero cosa significasse, la tavola indicò le lettere "B-U-O-N-A  F-O-R-T-U-N-A-."
Kennard e Bond lasciarono la società all'inizio del 1900, e William Fuld, uno dei primi impiegati della società e azionista, assunse il commando e continuò a produrre le tavole Ouija. La popolarità del gioco continuò a crescere, fino a quando, nel 1920, Norman Rockwell arrivò a mettere un uomo e una donna con una tavola Ouija sulle ginocchia sulla copertina del Saturday Evening Post.
Dopo la morte di Fuld, nel 1927, i figli assunsero il comando della produzione del gioco, fino al 1966 quando la società Fuld vendette la proprietà della tavola Ouija alla Parker Brothers, che iniziò a produrre il gioco come lo conosciamo oggi. Nel 1991, la Hasbro acquistò la Parker Brothers e, ancora oggi, continua a produrre il gioco per le nuove generazioni di appassionati della tavola Ouija, sempre più desiderosi di vivere il mistero di questa 'tavola parlante'.

Far Esplodere l'Universo: Inizia la Produzione

Mentre sviluppavano il progetto di Ouija: Le Origini del Male, Jason Blum della Blumhouse Productions e Michael Bay di Platinum Dunes, e Brad Form e Andrew Fuller, erano emozionati di lavorare assieme agli Hasbro Studios sull'opportunità di espandere il misterioso mondo della tavola mistica. Volevano affidare questo terrificante capitolo della franchise, che va alla ricerca delle origini del male in una piccola cittadina di provincia, a un filmmaker capace di portare innovazione ed emozioni forti.
Il team produttivo, perciò, si è rivolto al visionario filmmaker Mike Flanagan, che aveva diretto il film di successo del 2014, Oculus-Il Riflesso del Male, della Blumhouse, e il recente thriller adrenalinico, Hush-Il Terrore del Silenzio. I produttori apprezzavano la sua intenzione di girare un capitolo che andasse alla scoperta della leggenda all'origine della tavola.
Per questo capitolo, Flanagan riteneva che sarebbe stato affascinante esplorare le superstizioni attorno alla tavola di Ouija, che risalgono agli anni '60, oltre che rivelare quali segreti sono sepolti sotto alla casa della famiglia, che vengono rivelati dalla tavola stessa. E così, il maestro dell'horror e il suo co-sceneggiatore, Jeff Howard, hanno immaginato la storia di Doris e Lina Zander, di come lentamente ma inesorabilmente scoprono i segreti che si celano nella casa, dove vivono assieme alla madre, Alice.
Blum racconta che Alice inizia a usare la tavola Ouija durante le sue sedute spiritiche, e si convince sempre di più che sia perfetta per il suo business. Come racconta lui stesso: "All'inizio, Alice non si accorge di nulla, e pensa di avere avuto un'ottima idea. Ritiene di fare qualcosa di utile per le persone, che possono andare da lei e mettersi in contatto con i loro cari defunti. Attraverso Doris, le persone hanno la possibilità di parlare con le anime di coloro che hanno lasciato questo mondo. Inizialmente, le sembra un'ottima idea per il suo business, oltre che un atto di gentilezza nei confronti delle persone."
"Abbiamo discusso a lungo sulla possibilità di fare un sequel del primo film, che approfondisse la narrazione," spiega Form, "e questa sembrava la scelta più giusta.  Quando abbiamo esaminato il materiale originario, abbiamo iniziato a capire che la storia era proprio davanti ai nostri occhi. Chi era la vera 'DZ' che perseguitava i personaggi nel primo episodio? E cosa le avevano fatto di tanto orrendo, molto tempo prima, da trasformarla nello spirito malvagio assettato di vendetta e pronto a scagliarsi contro chiunque andasse ad abitare nella sua casa?"
Fuller, che è socio produttore di Bay e di Form presso la Platinum Dunes, spiega che i temi drammatici del film attirano un'ampia base di spettatori; e che era una questione di primaria importanza, per tutti coloro che sono stati impegnati nella realizzazione di questa storia, che il film narrasse la vicenda di una famiglia che si trova a fronteggiare delle difficoltà economiche, e che non fosse, quindi, solo una storia di fantasmi. "Se si tolgono gli elementi sovrannaturali, ci accorgiamo che è la storia di una famiglia che sta attraversando un momento molto tragico e terribile," spiega.  "Il pubblico che non cerca specificatamente un film horror s'identificherà con questa storia, perché al suo centro ci sono dei personaggi."
Quando hanno iniziato a lavorare alla sceneggiatura, Howard e Flanagan hanno cercato di collegare alcuni punti salienti della storia, mantenendo però lo stile del primo film.  "Abbiamo mantenuto quegli elementi della storia che erano piaciuti di più al pubblico e li abbiamo consolidati ancora di più," spiega Flanagan.  "Volevamo trovare un equilibrio tra il raccontare una storia totalmente nuova e mantenere una continuità tra i due film."
Per riuscirci, i filmmakes sono andati a riesaminare l'elemento del male del primo film.  "Mi piacerebbe vedere un film su Samara prima che fosse una creatura malvagia e strisciasse fuori dal pozzo di The Ring," rivela Flanagan.  "Secondo me sarebbe affascinante, ma è una cosa che si vede solo raramente nei film horror."
Come nota lo stesso Form, una storia incentrata su una tavola Ouija è un espediente perfetto per un horror.  "L'idea di fare un film sul desiderio di contattare gli spiriti era irresistibile, e le tavole Ouija servono specificatamente a questo," spiega.  "Anche le persone che non credono negli spiriti sono molto attratte da questo gioco, che ha il potere di trasformare i non credenti in credenti, anche se solo per un momento."
Blum parla anche a nome del team quando dichiara che Flanagan era il regista perfetto per questo progetto che, oltre tutto, rientrava perfettamente nella visione di 'modello low-budget' caratteristico della Blumhouse.  "Mike è una rara combinazione di persona con un forte punto di vista e una visione precisa, ma è anche il tipo di regista che prima prende appunti e poi devia. Quando ci sono dei personaggi estremi in una storia estrema, bisogna fidarsi di chi è al comando, perché il confine tra terrificante e divertente è piuttosto sottile. Con Mike, hai la certezza che il film sarà terrificante e che la storia avrà più livelli e una indiscussa profondità."
Per riuscire a creare un thriller che avesse al suo centro dei personaggi, Flanagan e Howard, inizialmente, hanno affrontato la sceneggiatura come se fosse un dramma in costume su una madre single e le sue due figlie.  "Per i primi 45 minuti, anche L'Esorcista è un film drammatico; e non contiene alcunché di sovrannaturale. Il film introduce i personaggi e ti permette di identificarti con la loro realtà, così quando arriva l'horror ti afferra letteralmente alla gola," spiega Flanagan. "Ero molto emozionato al pensiero di creare una storia su una famiglia la cui vita e i cui affari ruotano attorno all'espediente di contattare gli spiriti dei defunti, perché, secondo me, creava una dinamica affascinante." 
Per rispettare le attese dei fan più affezionati del genere horror, la coppia di sceneggiatori ha evitato d'incorrere nei ritmi tipici di questo genere, che tendono ad essere prevedibili. "Se gli spettatori sentono tre secondi di silenzio dopo una battuta, sanno già che, di lì a poco, salteranno dalla poltrona per la paura," osserva Flanagan.  "Conoscono perfettamente i tempi, perciò è assolutamente indispensabile riuscire a fare qualcosa d'inaspettato. La paura in questo film è molto più spontanea, proprio come la musica jazz."
Uno degli elementi universali di cui il thriller aveva bisogno era la presenza di un prete. A questo proposito, Fuller chiarisce il ruolo di Padre Tom: "Roger Ebert una volta scrisse che quando si ha a che fare con la possessione demoniaca, c'è bisogno di un prete cattolico."
Gli sceneggiatori hanno utilizzato a loro favore il tropo familiare, creando un Padre Tom affascinante e attraente, in modo che potesse fungere da amore ideale per Alice.  "In una delle mie scene preferite, Alice e Padre Tom sono fuori a cena, mentre Lina e il suo fidanzato Mikey [PARKER MACK] sono nella sua camera da letto.  C'è un montaggio alternato tra il primo bacio di un'adolescente e due adulti che flirtano, per i quali purtroppo la vita ha preso due direzioni diverse," spiega Blum.  "Viene giustapposta la possibilità di un amore giovane e di una relazione adulta, che però deve fare i conti con la realtà della vita."
Il personaggio di Padre Tom è ispirato a un prete che Flanagan aveva conosciuto nel corso dei dodici anni trascorsi a fare il chierichetto.  Come spiega il regista stesso: "Padre Stack aveva una grande empatia con le persone, che era possibile solo avendo vissuto una vita normale prima di diventare prete. In seguito, venni a sapere che era stato fidanzato con una donna, e riflettevo spesso su questo incredibile cambio di traiettoria."
Così come l'arte imita la vita, il film rivela che la moglie di Padre Tom è morta molto tempo prima, e che questa tragica perdita è stata la scintilla che lo ha portato a farsi prete. Poiché dubita dei doni di Doris, Tom le chiede di mettersi in contatto con sua moglie per mezzo della tavola Ouija, e così scopre i giochi malefici che gli spiriti stanno attuando contro la famiglia Zander. 
Per convincere Alice dell'inganno, il prete cita Giovanni, Capitolo Quattro: Verso Uno: "Non credete a tutti gli spiriti, ma metteteli alla prova per capire se vengono da Dio, poiché molti sono i falsi profeti che vagano per il mondo."  
Purtroppo, quando Alice capisce che il male si è impossessato di Doris, per chiunque metterà piede nella loro casa potrebbe essere troppo tardi …  

Mai giocare da soli:Il Casting di un Thriller Sovrannaturale

Quando è arrivato il momento di fare il casting di Ouija: Le Origini del Male, Flanagan e i suoi produttori si sono messi alla ricerca di attori in grado di creare delle performance che aggiungessero una profondità al complesso dramma famigliare del film, mantenendo, allo stesso tempo, gli elementi horror ben ancorati alla realtà.
Per prima cosa, i filmmakers si sono rivolti a Elizabeth Reaser (famosa in tutto il mondo come interprete della serie di Twilight), per il ruolo di Alice Zander, una madre single, intelligente e piena di risorse. Flanagan racconta che conosceva già il lavoro svolto dall'attrice in precedenza: "L'ho vista per la prima volta in un gran bel film intitolato Sweet Land, che ha partecipato a un festival dove io ero presente con un cortometraggio che ho girato tanto tempo fa.  Era assolutamente radiosa in quel film; porta sempre un senso di calore ed empatia con sé, ovunque vada.  La cosa che mi affascina di più di Elizabeth è che i suoi occhi lasciano intravedere tutto quello che accade nella sua testa e nel suo cuore.  E' una delle attrici più trasparenti che abbia mai conosciuto."
Da parte sua, la Reaser ha accettato le sfide che si sarebbero presentate: "Quello che mi affascinava di questo film era il modo in cui esplora il lutto e il forte desiderio di parlare e vedere per una volta ancora le persone che abbiamo perso," dice la Reaser.  "Per molti versi, non è solo un semplice film horror, e questo è proprio ciò che lo rende terrificante.  Questi personaggi non sanno cosa gli stia capitando, perché sono impegnati a cercare di metabolizzare la perdita devastante che hanno subito, perciò non riescono a concepire che la vita potrebbe andare ancora peggio di come vada ora."
La Reaser era emozionata per la possibilità di esplorare il modo in cui quella che prima era una moglie e una madre tradizionale diventa una medium che finge di sapere come contattare i defunti.  "Quando vai alla Scuola Cattolica e tua mamma mette un cartello fuori casa dove c'è scritto, 'Sensitiva, entrate!', è imbarazzante e bizzarro, soprattutto in una comunità conservatrice degli anni '60," spiega la Reaser.  "Ammiro la sua forza di volontà e il suo coraggio, e il modo in cui cerca di mantenere la sua famiglia, anche considerando l'epoca in cui vive." 
Alice di lavoro raggira le persone, ma crede anche di offrire loro un senso di sollievo, che lei non ha.  Segretamente spera, un giorno, di riuscire a contattare suo marito, e così senza saperlo si espone ai giochi malvagi degli spiriti e ai loro oscuri intenti.
"E' talmente acciecata dal lutto da rendersi vulnerabile di fronte a questi spiriti," dice la Reaser.  "Una delle tragedie di questo film è che queste cose orribili accadono perché Alice vuole disperatamente credere in quello che finge di fare. Lutto, perdita, amore, famiglia, qualsiasi questione di cuore può eclissare il nostro giudizio, ed io m'identifico in questa cosa."
Alice prova un'attrazione nei confronti di Padre Tom.  "Volevo il tropo del Prete Cattolico, ma volevo creare un espediente atipico," dice Flanagan.  "Alice e Padre Tom condividono un'attrazione proibita che non potrà mai realizzarsi perché le loro vite hanno preso binari diversi." 
Padre Tom, a un certo punto, inizia a sospettare sempre di più del "dono" di Doris.  Alla fine, la sua preoccupazione per Alice e per la sua famiglia lo porterà su una strada spiritualmente pericolosa.
Quando è arrivato il momento di scegliere l'attore per questa parte, i filmmakers si sono rivolti all'attore due volte candidato ai Golden Globe, Henry Thomas, che ha esordito nel blockbuster E.T. L'Extra-Terrestre e che, in seguito, è apparso in film come Gangs of New York.  "Sono un fan di Henry da quando sono un fan del cinema," rivela Flanagan.  "Quando è stato fatto il suo nome, ho iniziato ad avere solo lui in mente per questa parte." 
Thomas apprezzava che la storia della famiglia Zander fosse così atipica.  "La prima volta che incontrai Mike, mi disse che in questo genere bisogna distruggere tutti i personaggi," ricorda Thomas.  "Ma non volva fare l'errore di non aver fatto immedesimare gli spettatori prima."
Ouija: Le Origini del Male dedica gran parte dei suoi due primi atti allo sviluppo dei personaggi e delle loro complesse relazioni.  "Tutti sanno cosa arriverà a un certo punto," dice Thomas.  "Il mio obiettivo, come attore, era sospendere quel momento e giocarci abbastanza a lungo da far dimenticare agli spettatori l'inevitabile conclusione del terzo atto, che sostanzialmente è una distruzione brutale."
Thomas spiega che Flanagan, come regista e montatore del film, ha portato grande efficienza sul set: "I migliori registi con i quali ho lavorato sanno
sempre esattamente cosa vogliono ottenere dalla scena, in termini di inquadratura e di performance.  Mike spiega la sua visione in maniera molto semplice ed elegante.  Sa come legare assieme le scene, e questo permette agli attori di mostrare la loro creatività senza fare cose non necessarie."
Dopodiché, i filmmakers sono andati alla ricerca dell'attrice per il ruolo di Doris, un personaggio che suscita grande costernazione in Padre Tom.  Sapevano che sarebbe stato il casting più difficile di tutti.  "Era un ruolo molto faticoso per una persona così giovane, per questo abbiamo fatto centinaia di audizioni," ricorda Flanagan. 
La giovane veterana degli horror, Lulu Wilson, apparsa in Liberaci dal Male, era perfetta per bilanciare perfettamente l'innocenza e la malvagità di Doris. Come ricorda lo stesso regista: "Ha preparato un monologo tratto dal film, dove spiega con dettagli inquietanti cosa si prova a essere strangolati a morte, e io sono quasi caduto dalla sedia.  E stata l'unica attrice a non aver interpretato il monologo in maniera terrificante. L'ha fatto in modo del tutto naturale, con innocenza e un sorriso, devo dire che è stata una scelta davvero sofisticata da parte sua." 
Anche per quanto riguarda gli stunt, supervisionat dallo stunt coordinator MARK RAYNER, l'attrice si è impegnata ben oltre la sua età.  "C'è una scena in cui Doris scala un muro, e volevamo che fosse proprio Lulu a farlo, e non uno stunt con la parrucca," ricorda Flanagan.  "E' stata coraggiosissima; la prima volta che l'ho vista in cima al muro con un gran ghigno sulle labbra è stato pazzesco."
La Wilson stessa, che ammira molto le sue controfigure, EMILY BROBST e JULIANA POTTER, aggiunge "E' stato pazzesco, ero un po' nervosa, ma neanche troppo."
Anche se i film horror sono vietati ai ragazzi di 10 anni, spera che i suoi genitori possano fare un'eccezione per Ouija: Le Origini del Male.  "Non gli permetterò di vietarmi di vederlo," dichiara la Wilson con determinazione.
Flanagan ha scritto la parte della sorella maggiore di Doris, l'intelligente e determinata Lina, pensando alla Basso.  "Avevo già lavorato con Annalise quando aveva 13 anni, e la ritenevo una delle migliori attrici che avessi mai conosciuto," dice.  "Sapevo che sarebbe stata perfetta per la parte."
La Basso era altrettanto emozionata di tornare a lavorare assieme al regista di Oculus-Il Riflesso del Male.  "E' un regista che ti offre una visione molto specifica, ma ti dà la libertà di interpretare quella visione," commenta la Basso.  "Ti chiede sempre, 'Vuoi un altro ciak?'.  E' molto gentile e attento alle tue necessità sul set."
Un personaggio così stratificato, come quello di Lina, affascinava molto la Basso. "Abbiamo quasi la stessa età, quindi m'identificavo con la sua difficoltà nel trovare un'identità," dice l'attrice.  "Lina è molto spericolata, e questa è una cosa che mi piace molto di lei.  Ammiro anche la sua forza, ha imparato ad averla dopo la morte del padre; e mi piace il modo in cui usa queste due qualità per tenere testa alla madre e ai potenti spiriti che infestano la casa."  
La Basso sentiva familiarità anche con la storia d'amore tra Lina e Mikey, uno studente più grande, che s'innamora della matricola.  "C'è una connessione così pura e sana tra questi due teenager, ed è un tipo di relazione che si vede solo raramente nei film horror," dice la Basso.  "Tra di loro c'è molto affetto, ma la situazione è complicata.  Per lei sono le prime fitte d'amore, ma ha appena perso qualcuno di molto caro."
Dopodiché, i filmmakers si sono rivolti all'attore veterano Doug Jones per interpretare le entità malvagie del film. Jones - interprete di alcuni affascinanti personaggi dei film di Guillermo del Toro, come Abe Sapien, dell'Angelo della Morte nella serie di Hellboy, e di Pan in Il Labirinto del Fauno - era molto emozionato per l'opportunità di lavorare assieme a Flanagan.  "Mike è bravissimo a trattare le relazioni e le dinamiche famigliari in modo da farci imparare qualcosa e farci crescere grazie ad esse," dice Jones.  "Guillermo è molto simile: fa delle cose dark che hanno un significato e uno scopo ben preciso."
Flanagan spiega che i due hanno una lunga storia alle spalle: "Ho già avuto il previlegio di lavorare assieme a Doug nel 2010, in un microscopico film indipendente che girai nel mio appartamento, intitolato Absentia. Le apparizioni delle creature in questo film sono talmente sparpagliate e brevi che avevamo bisogno di un attore in grado di massimizzarne l'impatto. Gli spettatori riusciranno, probabilmente, a vedere Doug solo per qualche secondo, ma non riusciranno più a dimenticarsi della sua immagine."

L'Horror arriva a Casa:Scenografie, Location e Costumi

Il team produttivo sapeva che per conferire a questo thriller sovrannaturale il perfetto look fine anni '60, i costumi, le location e le scenografie sarebbero state essenziali. Questo gli avrebbe permesso di creare un'atmosfera autentica, e quindi un film intensamente appassionante per gli spettatori.

Le Scenografie
Dalla carta da parati ai tessuti ricamati di casa Zander, lo scenografo Patricio Farrell si è assicurato che ogni singolo dettaglio nell'ambiente della storia fosse accurato rispetto al periodo storico.  "L'attenzione di Patricio per i dettagli era impressionante," lo elogia Flanagan. 
Durante le sue approfondite ricerche, Farrell si è immerso nel mondo della sceneggiatura per creare delle precise fondamenta visive.  Anziché limitare gli elementi di arredo a tutto quello che era lucido e nuovo nel 1967, Farrell ha deciso di concentrarsi su un periodo antecedente agli anni '60, e specificatamente all'Art Nouveau, con l'obiettivo di catturare l'essenza di questa famiglia, oltre che raccontare la storia malvagia della casa.
"Usando questo particolare stile in sottofondo potevamo definire l'estetica del mondo, e riservare spruzzi di colore, tipici dei ribelli anni '60, in posti specifici, dove avrebbero anche aiutato la storia," spiega Farrell, che in precedenza aveva già collaborato assieme a Flanagan in Somnia.  "Il fatto di non restringerci solamente agli anni '60 ci ha permesso di ovviare alle difficoltà legate al reperimento degli oggetti, e di arricchire il film di un ulteriore strato di tessuti che ci riportano a tempi più idilliaci e sicuri."
Farrell e Flanagan concordavano sul fatto che casa Zander dovesse apparire calda e vissuta, in modo che le terrificanti entità che si manifestano risaltassero ancora di più.  "La mia intenzione per il film era di creare i set più belli che potessi fare," racconta Farrell.  "Sicuramente è più inaspettato, se non addirittura più sconvolgente, vedere qualcosa d'inspiegabile e terrificante in un ambiente familiare. E' più difficile dimenticare l'orrore che si manifesta in una casa. Creare una scena spaventosa, o di suspense, all'interno di un ambiente piacevole richiede una storia più complessa e affascinante.  Ed è proprio questo che ha fatto Mike."

La Location
La casa del 19° secolo - dove gran parte del film è stato girato, a Los Angeles - doveva poter permettere dei complessi stunt.  "C'erano dei personaggi che dovevano volare in aria, sopra ai muri, su e giù per le scale, o essere appesi nell'ingresso, e dovevamo riuscire a fare tutto in uno spazio fisico reale," spiega Flanagan. "E' stato davvero difficile realizzare le scene di stunt e riuscire a catturare il tutto con la macchina da presa, mantenendo una certa dinamicità.  Se un attore o uno stunt mancava il punto di arrivo anche solo di qualche centimetro, l'intera scena non funzionava."
In linea con la volontà dei filmmakers di ottenere una continuità in termini di autenticità, la Basso e la Wilson hanno sfruttato l'opportunità di fare i loro stunt.  "Gli attori giovani si divertono un mondo a fare le loro scene di stunt, e volevamo dare ad Annalise e a Lulu l'opportunità di fare il più possibile, sempre nel rispetto della sicurezza," rassicura Flanagan.  "Guardarle scalare i muri e pendere dal tetto dell'ingresso della casa è stato davvero emozionante, e loro sono state bravissime."
Anche se alcuni spazi angusti hanno creato qualche problema di organizzazione, la struttura a pianta aperta della casa - con le sue ampie porte e spaziose scale - ha permesso dei movimenti di macchina straordinari, frutto del lavoro del direttore della fotografia Michael Fimognari.  "La casa è piena di mistero, e poiché gran parte del film è ambientata qui, la casa stessa è diventata uno dei personaggi della storia," spiega Form.  "Le stanze oscure e tortuose creano un'atmosfera bellissima ma inquietante, che si coglie chiaramente guardando film. Le persone tendono ad avere una paura naturale nei confronti delle case antiche e delle storie che si celano tra le loro mura.

I Costumi
Per essere certa che il guardaroba fosse adeguato al periodo, la costumista Lynn Falconer ha svolto delle ricerche approfondite sulle forme e sui tessuti più in voga nel 1967.  "Invece di acquistare i costumi da dei fornitori, sono andata alla ricerca dei vestiti provenienti dalle vendite delle proprietà immobiliari di Los Angeles," Rivela la Falconer.  "Ho dovuto rovistare in parecchi armadi per trovare dei vestiti che non fossero già apparsi in show come Mad Men."
Secondo lei, un look serioso, abbottonato e rigido era poco adatto per Alice. "Essendo una sensitiva, il suo personaggio doveva apparire più progressista, e volevo che questa cosa si riflettesse sui suoi abiti. Perciò, ho optato per uno stile fine anni '60, quando la moda ha iniziato a rilassarsi," spiega la Falconer. E poi bisogna pensare che essendo rimasta vedova da poco, ha appena iniziato a uscire dal suo guscio.  "Alice è una combinazione tra morbidezza e solidità, e questo si riflette nei suoi top morbidi abbinati a gonne su misura."
Per Lina, la Falconer ha scelto un'icona dello stile degli anni '60.  "Per lei mi sono ispirata a Twiggy nei momenti in cui era lontana dall'obiettivo, e indossava principalmente minigonne e maglioncini corti," racconta la costumista.  "Annalise ha dei meravigliosi capelli rossi, perciò, colori come il viola, il marrone e il ruggine, molto popolari all'epoca, funzionavano alla perfezione su di lei."
La Falconer ha tratto ispirazione dalla sua infanzia per realizzare i costumi di Doris.  "Nel 1967 avevo circa la sua età, e mi sono ispirata ai vestiti che indossavo io all'epoca, come gli abiti all'uncinetto," racconta.  "Per le scene in cui Doris si trasforma, dovevamo trovare un vestito bianco come quello che si vede nel primo film.  La difficoltà era riuscire a trovare un vestito nuovo che fosse anch'esso ispirato agli anni '60, e poi avere più pezzi a disposizione. Inoltre, il vestito doveva essere fatto di una stoffa adatta alle scene di stunt."  
Ovviamente, la gamma di colori utilizzata nel film L'Esorcista ha ispirato il guardaroba di Padre Tom.  "Il nostro film è molto più ricco in termini di colore, e anche se non avevamo grande libertà, considerando che si tratta dell'abbigliamento di un prete, volevo che i suoi abiti riflettessero questa cosa," spiega la Falconer. 

Per completare il look, la Falconer ha di nuovo tratto ispirazione dalla sua infanzia.  "Quando ero una studentessa della scuola cattolica in California conoscevo Padre Rick, un giovane prete del quale ascoltavo i sermoni con un certo interesse," ride.  "Ho creato un guardaroba simile per Padre Tom, che mette in risalto la sua giovinezza."

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