St. Vincent (2014)

St. Vincent

Locandina St. Vincent
St. Vincent (St. Vincent) è un film di genere Commedia diretto da Theodore Melfi con protagonisti Melissa McCarthy, Bill Murray, Naomi Watts, Selenis Leyva, Chris O'Dowd, Terrence Howard.
Prodotto da Chernin Entertainment nel 2014 in USA. [Uscita Originale il 24/10/2014 (USA)] esce in Italia Giovedì 18 Dicembre 2014 distribuito da Eagle Pictures. Al Box Office St. Vincent ha incassato circa 280.360 euro. Negli Stati Uniti, St. Vincent ha incassato circa 42.389.000 dollari.

TRAMA

ST. VINCENT, storia di un ragazzino e della sua bizzarra e singolare amicizia con lo scorbutico pensionato della porta accanto. Maggie, madre single, si trasferisce a Brooklyn con il figlio dodicenne, Oliver. Costretta a lavorare fino a tardi, Maggie non ha altra scelta se non lasciare Oliver con il vicino di casa, Vincent, uno scorbutico pensionato con la passione per l'alcol e le scommesse. Tra i due nasce una singolare amicizia. In compagnia di Daka, una spogliarellista incinta, Vincent porta con sé Oliver nei luoghi che frequenta quotidianamente: l'ippodromo, lo strip club e il bar di fiducia. Vincent aiuta Oliver a crescere e il ragazzino vede in lui quello che nessun altro è in grado di percepire: un uomo incompreso e dal cuore d'oro. 

Data di Uscita ITA: Giovedì 18 Dicembre 2014
Data di Uscita USA: Venerdì 24 Ottobre 2014
Data di Uscita Originale: 24/10/2014 (USA)
Genere: Commedia
Nazione: USA - 2014
Formato: Colore
Durata: N.d.
Produzione: Chernin Entertainment, Crescendo Productions, Goldenlight Films, The Weinstein Company
Distribuzione: Eagle Pictures
Box Office: USA: 42.389.000 dollari | Italia: 280.360 euro
In HomeVideo: in DVD da Venerdì 1 Maggio 2015 [scopri DVD e Blu-ray]

Recensioni redazione

St. VincentSt. Vincent, la recensione

7/10
Erika Pomella
'St. Vincent' è un'opera prima che deve gran parte della sua discreta riuscita ad un adorabile Bill Murray. Nonostante una sceneggiatura piatta e poco originale, nel rapporto tra Vincent e Oliver, la pellicola riesce comunque ad emozionare.

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IL COMPITO A CASA: LE ORIGINI DI ST. VINCENT

La storia narrata da ST. VINCENT è ispirata a un momento di vera vita vissuta dello scrittore, regista e produttore Ted Melfi. Al funerale di suo fratello, scomparso a 38 anni sette anni fa, Melfi comprese che da quel momento sua nipote non avrebbe avuto più un posto dove stare. Così, insieme a sua moglie, decide di adottarla, facendo trasferire la piccola da una minuscola cittadina di campagna del Tennessee, a casa loro, a Sherman Oaks, California. Iscritta al liceo Notre Dame di Sherman Oaks, un giorno la nipote di Melfi rientrò a casa con un compito da svolgere, più o meno in questi termini: "Parla del Santo cattolico che più ti ha colpito e descrivi una persona della tua vita che ha delle qualità simili al Santo prescelto". La ragazzina scelse San Guglielmo di Rochester, patrono dei bambini adottati, e Melfi, come persona reale da descrivere nel compito. Melfi, commosso, capì in quel momento che quanto accaduto sarebbe potuto essere il soggetto perfetto per un film. Anziché ricreare la propria figura e quella di sua nipote, però, Melfi ha scelto di rappresentare un vecchio e scorbutico pensionato disilluso, e un ragazzino appena arrivato in città. Bill Murray sembrava l'attore ideale per interpretare il ruolo di Vincent. "La genesi del progetto è questa: il ragazzino si trasferisce nell'appartamento vicino a quello dell'irascibile, scorbutico pensionato, Bill Murray. Con il passare dei giorni, tra i due nasce un rapporto di amicizia che li rende inseparabili. L'undicenne decide di parlare dell'anziano nel compito assegnato a scuola e, grazie al rapporto che hanno instaurato, riusciranno a dare una svolta alla propria vita. Il film è cominciato proprio così, da un semplice e banale compito a casa".

VOLERE (E POTER AVERE) ST. VINCENT

Anche se Melfi pensava a Murray per il ruolo di Vincent, un conto era averlo in mente, un altro riuscire ad averlo sul serio nel cast. Melfi, però, non è uno che si scoraggia presto: "Bill non ha un manager, non ha agenti. Ha solo un "numero verde" 1-800 che ti costringe a lasciare decine di messaggi sperando che prima o poi arrivino a destinazione. È successo anche a me…Alla fine, a forza di lasciare messaggi, mi sembrava di essere entrato abbastanza in confidenza con la segreteria telefonica, un po' come capita in SWINGERS". Melfi non si è dato per vinto, però, e ha fatto bene. Dopo sei mesi di continue chiamate, Melfi è riuscito ad avere un appuntamento alle 9 con Murray. Era il weekend del Giorno della Memoria. Melfi e Murray hanno scambiato due chiacchiere informali sulla sceneggiatura e hanno mangiato qualcosa insieme. L'attore ha cominciato ad appassionarsi al progetto: "Questa sceneggiatura aveva una marcia in più. Un ritmo diverso dalle altre, una storia con tante emozioni. Ted ha una scrittura che apprezzo molto, riesce a trasmettere emozioni senza scadere nel sentimentalismo. È questo il tipo di scrittura che apprezzo. L'emozione la senti, non ti viene imposta. Ti arriva, e basta. La senti in modo naturale, nascosta nelle pieghe delle parole". A Melfi interessava sicuramente il giudizio di Murray sulla sceneggiatura ma, ancora di più, intravedeva nella potenziale collaborazione con l'attore un'esperienza unica: "Lavorando con Bill, ho capito tante cose della regia, della scrittura, e della vita. C'erano giorni in cui mi diceva: 'Non ti far sopraffare dallo stress. Lo stress è la morte dell'arte, è la morte della commedia. E poi: 'La scena deve essere quella che è, non la snaturare, non deviarla verso quello che tu pensi possa far ridere. Fidati della sceneggiatura, fidati della scrittura.' A volte l'"attore" Murray interviene per dare il suo parere; altre, invece, preferisce stare in disparte. E, così facendo, ha insegnato anche a me a essere più discreto, a non interferire troppo. Non c'è attore migliore di Bill Murray dal punto di vista artistico e della commedia. È la persona più cool della Terra." Dopo il colpaccio di Murray nel ruolo di Vincent, Melfi ha dovuto affrontare un'altra sfida: cercare – e trovare – il co-protagonista. Sfida complicata, questa, perché la storia è in gran parte narrata attraverso gli occhi di Oliver, e Melfi aveva già un'idea abbastanza chiara delle caratteristiche dell'attore ideale: "Con i più piccoli, serve un attore che sia prima di tutto un ragazzino della sua età, e poi un attore". "Tanta gente sa recitare, e i più piccoli, in qualche modo, sono più portati, perché sono più aperti e disponibili, ma diverso è riuscire a far diventare bambino un attore". Per il casting, si sono presentate circa 1500 persone in un arco temporale di sei mesi. Bisognava trovare un ragazzino capace di sopportare e sostenere lo stress delle riprese, e non troppo intimidito dall'avere accanto attori come Bill Murray, Naomi Watts e Melissa McCarthy. "Vincent è il vero protagonista del film, chiaramente, ma il personaggio di Oliver è centrale nella storia, ne è il collante. È lui che riesce a tenere assieme le fila della storia mentre gli altri rischiano di perdere il controllo. È una dote, questa, già molto difficile per qualunque attore, figuriamoci per un ragazzino", afferma il regista. Nel giovane attore Jaeden Lieberher, il regista ha scoperto un talento straordinario e una sicurezza perfetti per il ruolo interpretato. Jaeden è una persona giovane ma intelligente, saggia, a suo agio davanti e dietro la telecamera, capace di gestire il ruolo assegnatogli con grande delicatezza.

Di lui Melfi dice: "Jaeden è eccezionale. Secondo me, per molti versi somiglia a Bill Murray. Capisce gli altri al volo, sa come reagire, come comportarsi, è sempre pronto, eppure ha una calma innata. E questa calma è insostituibile. Jaeden è una presenza che, anche nella sua tranquillità, è capace di influenzare gli altri. È come un vecchio di novant'anni, ma quando sorride, ti si apre il cuore. Penso che avrà una vita bellissima, non so se come attore o no, ma glielo auguro di cuore, perché al di là del suo straordinario talento, ha un'anima bella, profonda, toccante." Murray confessa che non è sempre facile lavorare con i bambini ma che con Jaeden, invece, le cose sono andate diversamente: "Di solito non sono entusiasta all'idea di lavorare con i più giovani, ma Jaeden è fortissimo", dice Murray. "L'ho apprezzato ogni giorno di più. Un giorno è stato talmente bravo, che ho pensato a lui come ad altri grandi attori con cui ho lavorato. È stato eccezionale. Instancabile, pieno di energia… incredibile." Il produttore esecutivo G. Mac Brown è sicuro che Jaeden sia stata la scelta ideale per il ruolo: "Era proprio la persona giusta. È stato grandioso, una vera scoperta. E la sua bravura gli ha già portato il prossimo ingaggio." Proprio così. Verso la fine delle riprese di ST. VINCENT, Jaeden è stato scelto per un film di Cameron Crowe, che sarà anche il suo secondo film. Anche Murray è entrato nel cast del film di Crowe. Oltre alla coppia Vincent-Oliver, in ST. VINCENT, troviamo Melissa McCarthy nei panni di Maggie, la madre single di Oliver, e Naomi Watts nei panni di Daka, l'amica inconsapevolmente comica e divertente di Vincent"- o per meglio dire, la "signora della notte", come la definisce bene Oliver. Le due acclamate attrici si sono divertite a giocare in questo film, cimentandosi in ruoli diversi da quelli in cui il pubblico è abituato a vederle. "Si sono un po' scambiate i ruoli, se vogliamo. Melissa è quella più seria, mentre Naomi è il pagliaccio. Ed entrambe lo fanno con grande grazia", dice il regista. L'idea di offrire alla Watts il ruolo di Daka è arrivata dal produttore esecutivo Harvey Weinstein, che ha convinto Melfi che l'attrice fosse perfetta per il ruolo. Il regista non ha avuto esitazioni sulle caratteristiche ironiche della Watts. "Il personaggio di Naomi è quello attorno al quale ruota la commedia del film."  "È una prostituta russa con tante qualità. Sono tante le cose che noi non conosciamo, e che neanche il pubblico conosce, di Naomi Watts. È un'attrice divertente. Dal punto di vista della commedia, è un'attrice forte, fresca, originale, spontanea, unica."

Per il resto, completano il cast Chris O'Dowd (LE AMICHE DELLA SPOSA), l'arguto insegnante della scuola cattolica, Terrence Howard (HUSTLE AND FLOW – IL COLORE DELLA MUSICA) nei panni dell'uomo a cui Vincent deve dei soldi, Scott Adsit (30 ROCK) nei panni  dell'ex marito di Maggie, il giovane Dario Barosso nei panni del nemico-amico di Oliver, Kimberly Quinn, che interpreta l'infermiera della casa di cura, e and Greta Lee ("Girls") nei panni dell'impettita impiegata di banca. Altro personaggio importante è il gatto di Vincent. Purtroppo Murray è allergico ai gatti, ma per questa volta ha fatto una grossa eccezione. "Non amo particolarmente i gatti, ma lui è stato lavato, pettinato, pulito e sistemato, non aveva più neanche un brandello di pelle", spiega Murray con ironia. "Non gli serviva neanche la brillantina, per quanto era pulito. È proprio un gatto professionale."

LA FANTASTICA AVVENTURA DI BILL E TED: ST. VINCENT

Con Bill Murray sul set sin dal primo giorno, a luglio 2013 sono iniziate le riprese di ST. VINCENT a New York City. Il produttore newyorchese Mac Brown ha sempre avuto totale fiducia nello sceneggiatore/regista Melfi. Melfi aveva già diretto molti spot pubblicitari e alcuni cortometraggi, ma ST. VINCENT è il suo primo, vero film. A Brown è piaciuta talmente la sceneggiatura che ha deciso di firmare l'accordo ancor prima di incontrare Melfi. Brown si spende in lodi sulle capacità di Melfi, accostando il suo nome alle grandi leggende di New York. "Ted è come Sidney Lumet", dice. "Era tanto tempo che pensava a questo film. Con la sua grande esperienza, è riuscito a trasformare la realtà e a portarla sulla carta, ha trovato le location giuste, le ha adattate, cambiate. Ted non è un regista chiuso, bloccato sulle proprie idee; al tempo stesso, però, ha già tutto in mente, un po' come Sidney Lumet. Sidney ha fatto un film in trentadue o trentatre giorni, e anche in questo lui e Ted sono molto simili."

Sulla regia, Melfi dice: "Scrivere e dirigere significa saper selezionare cosa tenere e cosa non tenere". ST. VINCENT è stato girato principalmente a Brooklyn, ma non nella Brooklyn di tendenza che attira orde di turisti. Raccontare la storia di Vincent McKenna significa recuperare la vecchia Brookyln, che esiste ancora, se sai dove cercarla. Fortunatamente, Melfi è nato proprio a Brooklyn, e sa bene dove andare a scovare la vecchia anima della città, quella che le apparteneva prima che arrivassero gli hipsters. "Sono cresciuto a Brooklyn. Non c'è posto, nel resto del mondo, che somigli anche lontanamente a Brooklym. Sono cresciuto a Williamsburg, sulla 6° strada. Williamsburg all'epoca non era altro che un ammasso di depositi, gang, e prostitute che facevano su e giù per Kent Avenue. Oggi è tutto diverso. Ma Brooklyn non ha perso la sua anima. In qualsiasi giorno, a qualsiasi ora, a Brooklyn hai tutto ciò che vuoi: qualsiasi cultura, qualsiasi religione. Girare il film nel quartiere dove sono cresciuto - Sheepshead Bay, Williamsburg, Greenpoint, Park Slope – forse è la parte più bella ed entusiasmante di questa avventura. Posso dire che il 90% del film è stato girato a Brooklyn. È il posto più bello del mondo." Aggiunge Mac Brown: "Mentre selezionavamo le location dove girare, era interessante vedere che l'anima di Brooklyn, piano piano, è diventata l'anima del film. È diventato un film vero, che parla di un posto vero."

Un ruolo importante per la ricostruzione del mondo rappresentato da ST. VINCENT è quello della giovane scenografa Inbal Weinberg, diventata ben presto uno dei nomi più apprezzati nel panorama cinematografico, dopo essersi diplomata alla NYU Film School. Sono sue le scenografie di acclamati film indipendenti, quali FROZEN RIVER – FIUME DI GHIACCIO, BLUE VALENTINE, HALF NELSON, e del film di Cary Fukunaga, di prossima uscita, BEASTS OF NO NATION.
Anche se il film è ambientato ai nostri giorni, ST. VINCENT è un film senza tempo che evoca New York e i film degli anni '70. La Weinberg ammette: "Il personaggio di Vincent è fantastico, perché in qualche modo rappresenta una vecchia generazione più vicina agli anni '70 che al ventunesimo secolo." La Weinberg ha guardato moltissimi film degli anni '70 per carpirne i dettagli e i colori, ma ha analizzato a fondo anche le case, i caffè, i ristoranti e i negozi di New York per trarne ispirazione. I registi hanno selezionato diverse location attorno a New York, prima di scegliere Sheepshead Bay e Brooklyn come luogo d'elezione per gli appartamenti di Vincent e di Maggie. "A Ted è piaciuto subito il posto, perché in qualche modo aveva le caratteristiche che cercavamo, a metà tra la periferia e il centro urbano. Da una parte, le case perfette e iper-curate, dall'altra, appena dietro l'angolo, i binari del treno metropolitano e gli edifici urbani. È un posto dove convivono tanti tipi di religioni e di etnie, e questo lo rende ancora più interessante e vivace."

La produzione si è stabilita a Sheepshead Bay per girare le scene degli esterni, fuori dalle case di Vincent e di Maggie. Le scene interne sono state girate agli Steiner Studios di Brooklyn. Il bar di Greenpoint è diventato il bar preferito di Vincent. Lo strip club di Daka si trova nella zona di Hunt's Point, nel Bronx, e la scuola di Oliver si trova a Bay Ridge, Brooklyn. Il circuito di Belmont di Long Island è stato utilizzato per la scena dell'ippodromo durante una vera gara, anche perché non sarebbe stato (neanche economicamente) fattibile avere tutto l'ippodromo a disposizione solo ed esclusivamente per girare una scena del film. La produzione è riuscita comunque a organizzare il tutto, destreggiandosi tra il pubblico. La Weinberg ha consultato il protagonista per avere consigli su come allestire gli ambienti: "Mi sono confrontata spesso con Bill per capire come costruire al meglio il suo personaggio, che cosa gli piace fare, cosa gli piace mangiare, quali sono i suoi hobby, il suo ambiente, ecc.  Queste informazioni ci sono servite molto sul set. Abbiamo riflettuto anche sulla vita di Vin, prima che sua moglie finesse in casa di cura. Volevamo che la casa fosse perfetta, che rispecchiasse la sua vita." Un altro pezzo forte del film è sicuramente la macchina di Vincent. Courtney Schmidt ha girato i quattro angoli del mondo, e ha selezionato due auto vintage molto originali, ben due LeBarons con inserti in legno. Il produttore esecutivo Mac Brown, che ha lavorato su grandi produzioni che richiedono mesi e mesi di riprese, è stato entusiasta di poter lavorare con un regista come Melfi e ha molto apprezzato la semplicità della produzione, rispetto ai film, dove per ogni decisione bisogna consultare decine e decine di persone. Brown dice che è stato un grandissimo piacere poter produrre ST. VINCENT: "Ho avuto l'impressione di lavorare con persone che fanno questo mestiere da sempre, e con Ted, che certamente è un bambino, ma è anche veramente preparato e motivato." "Tutti hanno collaborato per la riuscita di questo film." Non bisogna dimenticare che fare un film con Murray come protagonista non è cosa da poco; l'attore è in grado di trasmettere un'energia unica, che fa sembrare ogni cosa una cosa nuova. Brown, a questo proposito, dice: "Bill teneva molto a questo film, voleva che fosse ben riuscito, e desiderava che fosse un'esperienza indimenticabile anche per Ted. Ha lavorato sodo, ma al tempo stesso sempre con un approccio disteso e rilassato. Bill è una persona che ama divertirsi, sempre. Ogni momento, per lui, è un'esperienza creativa e divertente, e anche noi abbiamo cercato di rendere le cose più piacevoli possibile." Melfi concorda sul fatto che Murray sia in grado di trasmettere qualcosa che va oltre il set, oltre il film, oltre il cast, e che arriva direttamente al pubblico. "Durante le riprese, ho capito veramente che Bill è un santo." È la persona più generosa che io abbia mai incontrato. Si ferma sempre a parlare con tutti. Per strada si fermava a farsi fotografare. È una persona generosissima. È sempre presente, e questo lo rende un uomo da cui trarre ispirazione. Per me, prima di tutto come persona, è stata un'esperienza importante." Per il piccolo Jaeden, questo è stato un battesimo cinematografico: "E' stata un'esperienza bellissima condividere il set con Bill, Naomi, Melissa e Ted. Mi hanno insegnato tantissime cose; è veramente una fortuna poter imparare da leggende del cinema come loro. Quando vivevo a Philadelphia, guardavo sempre I GHOSTBUSTERS. Non avrei mai pensato di poter girare un film con Bill Murray, un giorno o l'altro. E invece è successo!"

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