Gli Stati Uniti contro Billie Holiday (2021)

The United States vs. Billie Holiday
Locandina Gli Stati Uniti contro Billie Holiday
Gli Stati Uniti contro Billie Holiday (The United States vs. Billie Holiday) è un film del 2021 prodotto in USA, di genere Biografia, Drammatico, Musica diretto da Lee Daniels. Il film dura circa 130 minuti. Il cast include Andra Day, Trevante Rhodes. In Italia, esce al cinema Giovedì 5 Maggio 2022 distirbuito da BIM Distribuzione.

TRAMA

Negli anni Quaranta l'icona della musica jazz Billie Holiday collezionava successi in tutto il mondo, mentre il governo federale statunitense decideva di trasformare la Holiday nel capro espiatorio di una dura battaglia contro la droga prendendo di mira la sua fragile e complicata vita. Il fine ultimo delle azioni intraprese contro la cantante era impedirle di eseguire la sua ballata "Strange fruit", canzone di denuncia contro i linciaggi del governo degli U.S.A. e contributo essenziale per il movimento per i diritti civili. 

Info Tecniche e Distribuzione

Uscita al Cinema in Italia: Giovedì 5 Maggio 2022
Uscita in Italia: 5 Maggio 2022 al Cinema
Uscita negli Stati Uniti: 26/02/2021 (Hulu)
Genere: Biografia, Drammatico, Musica
Nazione: USA - 2021
Formato: Colore
Durata: 130 minuti
Distribuzione: BIM Distribuzione

Cast e personaggi

Regia: Lee Daniels
Sceneggiatura: Suzan-Lori Parks

Cast Artistico e Ruoli:
foto Andra Day

Andra Day

Billie Holiday
foto Trevante Rhodes

Trevante Rhodes

Jimmy Fletcher

Recensioni redazione

Gli Stati Uniti contro Billie Holiday
Gli Stati Uniti contro Billie Holiday, la recensione del film
6/10
Erika Pomella
'Gli Stati Uniti contro Billie Holiday' è un film che brilla soprattutto grazie alle capacità della protagonista di restituire un'immagine a tutto tondo della cantante jazz che ha combattuto contro la cecità di un governo che non voleva far altro...

Immagini

[Schermo Intero]

BILLIE HOLIDAY
LA VOCE DELL'ANIMA

Molte cantanti sono state definite la nuova Billie. La verità è che non ci sarà mai nessuna come lei perché nessuno potrà essere colpito così duramente dalla vita come lo è stata lei.  Che quasi per ricompensarla le donò quella voce che a distanza di così tanti anni ancora è in grado di emozionare come nessun'altra. Perché non era la sua voce a cantare, ma la sua anima.
Cosa ci rimane oggi di Billie Holiday, nata Eleonor Fagan, soprannominata Billie in omaggio all'attrice Billie Dove? Risposta scontata. Moltissimo. Intanto la sua stessa esistenza e la sua arte, miglior omaggio alla sua memoria che lei stessa ci ha lasciato con la forza della sua fragilità. La vita e la musica si fondono in un immenso dramma gigantesco, sconvolgente, autentico: il suo. Analizzare quindi tutta la sua produzione musicale richiederebbe fiumi di inchiostro: una canzone su tutte però va raccontata perché ha avuto un enorme impatto musicale e culturale e perché è una metafora della sua stessa vita: Strange Fruit.
New York, 1939: Il Cafè Society, al Greenwich Village, era uno dei pochi locali in cui I neri potevano sedere al fianco dei bianchi, grazie al proprietario convinto sostenitore dell'integrazione. In quel locale, si esibiva una giovane cantante di colore, dalla voce profonda e inquieta, dal passato difficile e dal carattere fiero. Sensuale e sfrontata in pubblico, fragile e indifesa nella vita privata: stuprata da bambina, in cella per rissa, ex prostituta, tossicodipendente e tremendamente libera. Questa era Billie Holiday.
Una sera Billie decise di cantare una canzone di Abel Meeropol, poeta, scrittore, compositore ebreo-russo, scritta per protesta contro il linciaggio di due lavoratori di colore di una piantagione. "Non c'era nemmeno un leggero applauso nell'aria all'inizio- scrive nella sua biografia la cantante– poi solo una persona ha iniziato a battere nervosamente le mani e così tutti gli altri l'hanno seguito". Non era più intrattenimento, ma una protesta. Il brano divenne la conclusione di tutti i concerti e alla fine lei lasciava il palco. Non c'era bisogno di aggiungere altro.
A Strange Fruit, considerata da Time il monumento musicale del secolo scorso, hanno fatto seguito capolavori come Lover Man, ballata malinconica dal testo che sembrava scritto per lei, God bless the child, che parla dell'ipocrisia di un mondo in cui i musicisti neri vengono trattati come grandi artisti, ma devono entrare sempre dalla porta di servizio come i domestici, The man I love, il brano per antonomasia della grande Lady Day, cantato dai più grandi, la commovente I'll be seeing you e I'm fool to want you, il suo brano di addio.
Semplicemente è stata, e rimane, una delle più belle e influenti interpreti vocali del Novecento. Punto.
Nel 1959 dopo la sua ultima incisione, subisce un attacco di epatite e viene ricoverata in ospedale a New York, dove muore il 17 luglio, all'età di 44 anni.
Era la fine della sua travagliata esistenza e l'inizio del mito. 


extra dal pressbook del film

Eventi

Andra Day, grazie alla sua interpretazione di Billie Holiday, si è aggiudicata il Golden Globe come Migliore Attrice Protagonista in un film drammatico.

Oscar 2021

  • [Nomination] Migliore attrice protagonista - Andra Day

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