The Wolf of Wall Street

The Wolf of Wall Street (2013)

The Wolf of Wall Street

The Wolf of Wall Street (The Wolf of Wall Street) è un film di genere Biografico e Drammatico diretto da Martin Scorsese con protagonisti Leonardo DiCaprio, Jonah Hill, Margot Robbie, Matthew McConaughey, Kyle Chandler, Rob Reiner.
Prodotto nel 2013 in USA [Uscita Originale il 25/12/2013 (USA)] esce in Italia Giovedì 23 Gennaio 2014 distribuito da 01 Distribution.

TRAMA

"Mi chiamo Jordan Belfort. L'anno in cui ho compiuto 26 anni, ho guadagnato 49 milioni di dollari, cosa che mi ha fatto incazzare, perché ne mancavano solo tre e avrei ottenuto una media di un milione a settimana". Basato su una storia vera, The Wolf of Wall Street segue l'impressionante ascesa e la caduta di Jordan Belfort, il broker di New York che conquista una fortuna incredibile truffando milioni di investitori. Il film segue la folle cavalcata di Belfort, un giovane "nuovo arrivato" a Wall Street che si trasforma via via in un corrotto manipolatore dei mercati e in un cowboy della Borsa. Avendo conquistato rapidamente una ricchezza enorme, Jordan la utilizza per comprarsi un'infinita gamma di afrodisiaci: donne, cocaina, automobili, la moglie supermodella e una vita leggendaria fatta di aspirazioni e acquisti senza limiti. Ma mentre la società di Belfort, la Stratton Oakmont, è sulla cresta dell'onda e sguazza nella gratificazione edonistica più estrema, la SEC e l'FBI tengono d'occhio il suo impero contrassegnato dagli eccessi. 

Data di Uscita ITA: Giovedì 23 Gennaio 2014
Data di Uscita USA: Mercoledì 25 Dicembre 2013
Data di Uscita Originale: 25/12/2013 (USA)
Genere: Biografico, Drammatico
Nazione: USA - 2013
Formato: Colore
Durata: N.d.
Distribuzione: 01 Distribution
Budget: 100.000.000 dollari (stimato)
Box Office: USA: 115.703.000 dollari | Italia: 11.732.569 euro -> Storico incassi
In HomeVideo: in DVD da Giovedì 17 Luglio 2014 [scopri DVD e Blu-ray]

Guarda The Wolf of Wall Street su Netflix

Cast e personaggi

Regia: Martin Scorsese
Sceneggiatura: Terence Winter
Fotografia: Rodrigo Prieto
Scenografia: Bob Shaw
Montaggio: Thelma Schoonmaker
Costumi: Sandy Powell

Cast Artistico e Ruoli:
foto Leonardo DiCaprioLeonardo DiCaprio
Jordan Belfort
foto Jonah HillJonah Hill
Donnie Azoff
foto Margot RobbieMargot Robbie
Naomi Lapaglia
foto Kyle ChandlerKyle Chandler
Agente Patrick Denham
foto Rob ReinerRob Reiner
Max Belfort
foto Jon FavreauJon Favreau
Manny Riskin
foto Jean DujardinJean Dujardin
Jean Jacques Saurel

Recensioni redazione

The Wolf of Wall StreetThe Wolf of Wall Street, la recensione

8/10
Giorgia Tropiano
The Wolf of Wall Street, quinto film di Scorsese con Leonardo DiCaprio, è eccessivo e folle, pieno di immagini e dialoghi. La migliore collaborazione di Scorsese e DiCaprio dopo il successo di pubblico e critica di The Departed.

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Immagini

[Schermo Intero]
Locandina internazionale
Foto e Immagini The Wolf of Wall Street
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Curiosita'

I Termini Del Film

Blue Chip: azioni, normalmente di una grande azienda, note per i profitti importanti e affidabili in qualsiasi momento, quelle che la Stratton Oakmont vende all'inizio per entrare nel campo dei grandi investitori.  
IPO: Offerta pubblica iniziale, le prime azioni messe in vendita da una società, di solito una giovane azienda pronta a espandersi, un'opportunità di ingannare il pubblico sulla situazione economica della società e sul suo potenziale.
Lemmon: soprannome della più potente forma di methaqualone – più conosciuto come Quaalude - il sonnifero molto utilizzato negli anni ottanta e noto per il suo effetto rilassante e ipnotico. Preso in grande quantità, può provocare forme di delirio e convulsioni. La Lemmon Pharmaceuticals ha interrotto la produzione negli anni ottanta e alla fine le scorte si sono esaurite.  
Riciclaggio di denaro: prendere grandi quantità di denaro proveniente da attività criminali e farlo apparire legale.
Penny Stock: azioni dal basso prezzo e dai rischi alti, che sono sottoposte a una regolamentazione superficiale. Storicamente, sono quelle più sensibili ai piani "pump and dump".
Pump and Dump ("Pompa e sgonfia"): Una tipica truffa finanziaria, in cui una società "pompa" delle azioni con false promesse e dati più accattivanti rispetto al reale, fino a quando la domanda non si alza e fa aumentare il prezzo, per poi 'sgonfiare' le proprie azioni e farne crollare il valore. Un modello molto utilizzato nell'attività di Jordan Belfort.
Pink Sheets ("Fogli rosa"): I fogli rosa pubblicati ogni giorno e che indicano i prezzi delle penny stocks. Il termine viene utilizzato anche per indicare una prostituta economica.
Talpa: Un prestanome utilizzato da investitori poco onesti, per acquistare azioni che non possono comprare direttamente per motivi legali.
Conto su una banca svizzera: celebri per la loro sicurezza, i conti delle banche svizzere sono stati un rifugio per tanti guadagni illegali, ma recentemente alcune banche svizzere sono state prese di mira per gli scandali finanziari.

Tra i Lupi: I Personaggi

Jordan Belfort: ha abbandonato gli studi di odontoiatria e a poco più di 30 anni è un multimilionario, che porta le aziende a quotarsi in Borsa, dirigendo la maggiore attività di "pump and dump" a New York e sviluppando un gusto molto sviluppato per le donne, le droghe e il lusso senza fine.
"Jordan è un personaggio complesso, perché ti piacerebbe amarlo, ma non puoi che odiare quello che fa", nota il produttore McFarland. "Queste complessità sono molto eccitanti per un attore come Leo DiCaprio. Leo è già carismatico di suo, quindi ritenevo che potesse esprimere bene Jordan e poi aggiungere un'ulteriore dose di coraggio per rendere veramente unica la sua prova. Jordan possiede veramente le qualità di un leader, ma sfortunatamente utilizza la sua intelligenza e il suo spirito imprenditoriale per manipolare le persone. Alla fine, la sua arroganza e il suo stile di vita lo portano alla rovina. Lui viveva come una rockstar, ma non era mai abbastanza e questo ha provocato la sua distruzione".
DiCaprio voleva interpretare Belfort fin dal primo momento che ha letto The Wolf of Wall Street. Tuttavia, per far questo, sapeva di dover superare ogni limite. "La questione fondamentale in un film del genere, è se il pubblico accetterà un personaggio che compie delle azioni terribili, ma credo dipenda dall'onestà con cui mostri una figura come Jordan. Questa è stata una delle prime cose che Marty mi ha detto. Lui sostiene che, in base alla sua esperienza di realizzatore, se sei onesto con i personaggi e quello che sono senza tradirli, la gente accetterà qualsiasi cosa. E questo mi ha colpito molto".
L'attore prosegue dicendo: "il nostro atteggiamento era di non attenuare nulla o di tenere nascosto qualcosa. I personaggi non dovevano diventare piacevoli. Bisognava mostrarli per quello che sono, così come far vedere un periodo incredibile che avevano vissuto in anni senza regole. Queste persone erano scatenate, anche se avevano i soldi degli americani nelle loro mani. Ma osservarli disintegrarsi e soccombere alla lussuria e all'avidità, risulta uno spettacolo".
DiCaprio ha svolto molte ricerche, ma durante le prove e sul set regnava un forte spirito di improvvisazione. "Anche se avevamo dei punti di riferimento su come dovevano concludersi le scene, per il resto Martin ci lasciava molto liberi. Era come una compagnia teatrale che improvvisa con il materiale. C'era una scena lunga soltanto una pagina in sceneggiatura e abbiamo improvvisato per ore e ore. Avevamo degli attori straordinari e quindi poteva accadere qualsiasi cosa, come in effetti è avvenuto".
Molte scene hanno consentito a DiCaprio di andare oltre i normali comportamenti umani, ma su tutte spicca un trip di Quaalude. "Avviene un giorno in cui Jordan capisce che l'FBI ha messo sotto controllo la sua casa e Donnie ha fatto casino con una transazione economica, così loro due prendono un Quaalude potentissimo che li fa sballare. Marty ha creato questa sequenza esilarante, intensa e terribile, in cui io e Jonah siamo completamente fusi. Mi ricordo che Jonah mi ha guardato e mi ha detto che era la cosa più folle che avesse mai fatto in vita sua. Per me, è stato lo stesso. Insomma, si rivela un evento surreale nella vita di questi due pazzi".
Sebbene si sia tuffato nell'eccitazione autodistruttiva di Jordan, DiCaprio è rimasto molto affascinato dai suoi discorsi entusiasti di fronte a tutti i dipendenti. "I discorsi erano molto interessanti, perché sembravano quasi un concerto degli U2, avevano una vita propria. Di fronte a questi broker assetati di denaro e che vogliono diventare ricchi a tutti i costi, lui doveva prepararli alla guerra. Insomma, era come una rockstar che sale sul palco ed eccita il pubblico, solo che in questo caso lui li esortava a essere più avidi possibile e ad approfittarsi degli altri. Sono state scene memorabili che abbiamo perfezionato in ogni piccolo dettaglio. Una volta che salivo sul palco le parole uscivano da sole".

Donnie Azoff: Conosciuto per le sue abitudini folli, come sposare la cugina di primo grado e trasportare regolarmente delle droghe dove non batte il sole, Donnie diventa il leale socio di Jordan.
Il socio di affari e atti criminali di Jordan è Donnie Azoff, che passa dall'essere un normale vicino di Jordan al cofondatore della sua azienda e una sorta di antieroe, che disprezza qualsiasi regola. Candidato a un Academy Award per L'arte di vincere, Jonah Hill ha affrontato il ruolo con un impegno assoluto, mantenendo la comicità insita nella sceneggiatura.  
"Jonah fornisce un grande umorismo", sostiene McFarland. "E' un attore fantastico, ma è anche assolutamente divertente e il modo in cui incarna Donnie consente di alleggerire il tono del film. La sintonia tra lui e Marty era incredibile".
DiCaprio, parlando del lavoro di Hill nel film, sostiene che: "lui mi ha detto di voler supportare me e Marty mostrando l'essenza di questi personaggi e in particolare di quest'uomo. E' stato un atteggiamento eccitante per tutti noi. Lui forniva energia a ogni scena in cui era presente e il suo personaggio è esilarante dall'inizio alla fine".

Naomi: ex modella e seconda moglie di Jordan, da lui soprannominata "la duchessa di Bay Ridge", perché voleva riempirla di regali lussuosi come se fosse un membro della famiglia reale, fino a quando il loro matrimonio non va in pezzi.  
A interpretare la seconda moglie di Jordan, Naomi, un trofeo scintillante che dopo poco tempo ne ha abbastanza delle follie di Jordan, è la star australiana ventiduenne Margot Robbie, che ha messo da parte il suo passato e si è tuffata nella vita di una principessa del Queens. Come afferma DiCaprio: "è un'impresa difficile interpretare una ragazza del Queens quando provieni dall'Australia e capirne i modi, i movimenti e la cultura. Ma Margot ha lavorato con grande attenzione per creare il personaggio, risultando assolutamente credibile nel ruolo".
Robbie sostiene di aver capito perché Naomi si sia innamorata di Jordan. "Ho incontrato personalmente Jordan prima di iniziare le riprese e c'è qualcosa in lui di molto gradevole, anche se ha commesso delle azioni terribili. Sembra essere una persona che porta tutto all'estremo. Lavora in maniera estrema, guadagna soldi in maniera estrema e si droga in maniera estrema. In tutto quello che fa, va molto oltre i comuni mortali e questo può risultare eccitante".
Tuttavia, lei doveva capire come fa una donna a rimanere accanto a un marito subdolo, libertino e drogato, non importa quanto ricco e attraente. "Ritengo che il fatto di avere solo 22 anni quando si sono incontrati ed essere rimasta catturata in questo vortice intorno a Jordan sia stato l'elemento fondamentale. Lei si divertiva, ma all'improvviso tutto è diventato eccessivo. Prima di rendersene conto, ha fatto dei figli con lui, per poi capire che era dipendente dal sesso e dalle droghe e arrivare alla conclusione che questo stile di vita non faceva per lei".
Interpretare Naomi significava anche calarsi nella follia delle feste che lei e Jordan frequentavano quando si sono incontrati. "Ci sono tante scene folli, ma l'aspetto interessante è che tutti erano impegnati a fare il miglior film possibile e quindi continuavano a dare il massimo. Eravamo molto coinvolti e questo ha reso l'ambiente di lavoro veramente confortevole".
In particolare, lei ha apprezzato il fatto di lavorare a stretto contatto con DiCaprio. "Leo è veramente concentrato. Potevo percorrere qualsiasi strada e lui mi seguiva. Mi ha spinto a prendermi più rischi, perché è quello che faceva lui".

Mark Hanna: Un mentore di Jordan in una società di brokeraggio di Wall Street che chiude dopo poco tempo e che gli insegna la prima regola del gioco: "spostare i soldi dalle tasche del cliente alle tue".
Quando Matthew McConaughey ha incarnato il ruolo di Mark Hanna, ha lasciato la sua impronta sulla parte. L'attore, che quest'anno ha ottenuto grandi consensi per le sue partecipazioni a Mud e a The Dallas Buyers Club, ha scelto di andare per la sua strada.
Come ricorda DiCaprio: "Matthew è arrivato con un'idea molto precisa del suo personaggio. Mark nella sceneggiatura era una cosa, ma poi lui ha recitato un monologo che era assolutamente complesso, originale e folle, in grado di presentare perfettamente al pubblico il mondo della Wall Street dell'epoca. Così, è riuscito a racchiudere tutta questa follia in un unico momento. Ha sfruttato i punti di riferimento che erano presenti nella sceneggiatura, ma alla fine l'originalità e lo stile erano farina del suo sacco".
McConaughey ha anche dato vita a quello che è diventato l'inno della Stratton Oakmont. "Ha iniziato a battere i pugni sul petto, come se fosse una batteria. Io ho guardato sorpreso Marty per capire cosa stesse succedendo. In seguito, l'ho ripreso per la scena in cui preparo le mie truppe alla guerra", spiega DiCaprio. "Insomma Matthew, anche se è rimasto poco tempo, ha rappresentato una grande influenza sul film".

Patrick Denham: il rigoroso agente dell'FBI che indaga sull'incredibile impero di Jordan, mentre raccoglie le prove su un caso di riciclaggio di denaro sporco che farà crollare tutta l'azienda. 
A incarnare il ruolo dell'agente dell'FBI, che si mette alle calcagna di Jordan, è Kyle Chandler, apparso lo scorso anno in Operazione Zero Dark Thirty, Argo e The Spectacular Now.
"Il maggior desiderio del mio personaggio è arrestare Belfort", sostiene Chandler. "Denham è un tipo che adora indagare su Jordan, un uomo che ritiene eccessivo e oltraggioso".
Proprio come il resto del cast, Chandler ha fatto suo il personaggio, concentrandosi sui contrasti tra i suoi guadagni e quelli dei broker a cui dava la caccia. "Credo sia una persona molto decisa. E' un gentiluomo che ritiene che le persone dovrebbero seguire le regole; se non lo fai, devi pagarne il prezzo. Nel film, tra tutto il caos, la decadenza, le belle donne, i soldi, gli imbrogli, i furti e l'umorismo, io sono quello che rimane onesto e leale. Ma lui non è un tipo appariscente, la sua macchina è piena di bicchierini di caffé usati, si veste male e magari ha la cravatta sporca di mostarda. Mi è piaciuto interpretare questo personaggio intelligente, ma anche un po' goffo".
Fronteggiare DiCaprio quando l'agente Denham sale sul suo yacht è stato il momento preferito di Chandler. Come ricorda DiCaprio: "è una delle scene più importanti del film, perché il mio personaggio pensa ancora che non ci siano conseguenze da pagare e delle regole da rispettare, tanto che cerco di corrompere un agente dell'FBI. Kyle mi porge un'esca e sufficiente corda per impiccarmi da solo. Abbiamo improvvisato tutto".

Max Belfort: il padre di Jordan, conosciuto per il suo temperamento eccessivo, che diventa responsabile finanziario della Stratton Oakmont e che cerca di porre un freno all'utilizzo sconsiderato che il figlio fa delle carte di credito, che servono per qualsiasi cosa, dai nani alle prostitute.
A incarnare la parte di Max Belfort c'è Rob Reiner, l'attore e realizzatore candidato all'Oscar, che non appariva davanti alla cinepresa da oltre un decennio. Lui è rimasto attirato immediatamente dal materiale. "E' un racconto sul denaro e su quello che provoca nelle persone. E dopo essere usciti da un periodo di eccessi nella nostra economia, che ha portato a un crollo finanziario, ritengo sia molto interessante osservare quello che accade quando alle persone viene permesso di fare quello che vogliono, senza porre limiti o regole".
Poi c'è stata l'opportunità di lavorare con Scorsese. "Marty racconta in maniera egregia i personaggi che hanno grandi difetti e Jordan è un tipo eccessivo, che crolla per via delle sue debolezze. Sul set, Marty crea un'atmosfera perfetta. Lui ama vedere improvvisare gli attori e per noi non c'è niente di meglio". 
Reiner ha adottato un approccio attento per capire Max, un padre che osserva il figlio compiere attività criminali. "Non ha certo cresciuto apposta un fuorilegge, ma si è ritrovato in questa situazione. D'altronde, un padre ama un figlio qualsiasi cosa faccia. Quindi, Max ama Jordan, anche se percorre una strada discutibile. Inoltre, ritengo che Max sia orgoglioso del fatto che Jordan riscuota un grande successo. Magari non ama vederlo tradire la moglie con le prostitute e ritiene che spenda troppo, ma rimane comunque molto orgoglioso di lui".

Jean-Jacques Saurel: l'affascinante banchiere svizzero, che ricicla milioni di dollari per i dirigenti della Stratton Oakmont grazie alla sua banca a Ginevra.
Fin da subito, Scorsese ha deciso di contattare Jean Dujardin, il vincitore dell'Academy Award per The Artist, che è anche conosciuto per tanti film francesi. Lui era eccitato che l'attore desiderasse incarnare un ruolo piccolo ma importante, fornendo tutto il suo umorismo e carisma.
Anche DiCaprio era felice che Dujardin facesse parte del cast. "Avevamo una lunga serie di attori che hanno fornito una grande energia a questo film, tra cui anche lui", commenta DiCaprio. "E la sua capacità di improvvisare in inglese ci ha colpito. Qualsiasi cosa io o Marty dicessimo, reagiva all'istante. E' stato fantastico stare sul set con lui. E' nato per fare cinema".

La lussuosa vita di un fuorilegge di Wall Street 

"Il protagonista di questa storia mi sembrava un Caligola moderno", racconta Leonardo DiCaprio, l'attore principale del film; come produttore ha lottato diversi anni per realizzare The Wolf of Wall Street. DiCaprio paragona le vicende di Jordan Belfort all'imperatore romano più depravato e folle di tutti i tempi, ma è comunque rimasto colpito nel vedere la lussuria e la passione per l'illegalità trasferirsi dalla Roma antica a una società di broker di New York, piena di venditori del Queens.
Proprio l'ambientazione tra i fuorilegge della finanza di New York che si godono la vita senza preoccuparsi delle conseguenze, lo ha attirato verso il progetto. "Alla fine degli anni ottanta e all'inizio dei novanta, Wall Street non aveva regole, sembrava il selvaggio West", sottolinea DiCaprio. "E Jordan Belfort era uno di quei lupi che approfitta della mancanza di controlli per guadagnare una fortuna immensa. A mio avviso, la storia incarna perfettamente quel periodo in cui le istituzioni finanziarie erano molto disattente".
DiCaprio era anche attirato dal totale candore di Belfort sugli eccessi a cui era arrivato, con i soldi che scorrevano a fiumi e tutto quello che sembrava fuori dal comune diventava normale. "La cosa affascinante di Jordan è l'assoluta onestà sul suo comportamento sregolato. Lui non ha omesso nulla e non ha cercato di difendersi. Non voleva scusarsi della sua passione per la ricchezza e per le dipendenze folli, quindi questo dava vita a un personaggio affascinante. E alla fine, aver dovuto pagare un prezzo per tutto questo la rende una storia meravigliosa".
Prima che Belfort venisse accusato di frode e riciclaggio di denaro, conduceva la sua vita in maniera barocca e orgiastica, come non è possibile neanche immaginare: volava sul suo elicottero personale, guidava sei auto di lusso, veleggiava con il suo yacht di 50 metri, un tempo appartenuto a Coco Chanel, collezionava conti da 700.000 dollari per alberghi e prostitute e assumeva una ventina di sedativi Quaalude al giorno assieme a cocaina e morfina.
Poi, Belfort è andato fuori strada. Con tanto tempo a disposizione per riflettere, ha raccontato il suo viaggio in un libro senza censure, rivelando passo dopo passo come ha iniziato a fare il broker in un garage, investendo somme di poco conto, per poi sviluppare un'azienda specializzata in "pump and dump" (che vede dei broker dalla parlantina facile far salire le azioni a prezzi eccessivi, per farli crollare in seguito, mandando in rovina i loro investitori), e quindi distruggendosi la vita per colpa dei suoi desideri smisurati. Scritto con una spiccata sensibilità newyorchese, ha visto i critici apprezzare il ritmo frenetico del libro e il suo lato comico, vedendolo anche come un racconto perfetto della ricerca folle di denaro facile che ha colpito gli Stati Uniti.
Anche se Belfort non è stato un mafioso vero e proprio, molti ritengono la sua storia simile a quella di un gangster della finanza. Mentre i suoi clienti hanno subito perdite disastrose, lui e i suoi amici sono emersi come banditi che non si facevano problemi a vantarsi del bottino raccolto, spingendo la rivista Forbes a definire Belfort "una sorta di Robin Hood, che ruba ai ricchi per dare a se stesso".
"E' un gangster moderno", sostiene Joey McFarland della Red Granite Pictures, che ha affiancato Scorsese, DiCaprio, Riza Aziz ed Emma Kaskoff nella squadra di produttori. "Non è come i gangster violenti che abbiamo visto in altri film, ma uno che trova il modo di manipolare il sistema di Wall Street, soddisfare la sua avidità e approfittarsi delle persone. Quei bravi ragazzi era la storia di una gang di quartiere, ma lo è anche questa, solo che il quartiere è quello di Wall Street. E le persone che vengono sfruttate non sono dei negozianti locali, ma milioni di tipi normali, nella privacy delle loro case".
Questo, sostiene McFarland, rendeva Martin Scorsese, i cui film coraggiosi e intensi hanno fatto la storia del cinema, il regista perfetto per questo materiale. Era eccitato di poter vedere questo realizzatore assumere un approccio senza limiti, che mettesse in evidenza il lato dark comedy della storia.
"Marty ha fatto il film senza dimenticare l'aspetto divertente. C'è il sesso, le droghe e i soldi, un viaggio tumultuoso, ma emerge comunque un umorismo costante e ricco di emozioni. Lo stile che Marty fornisce al film lo rende un evento di proporzioni epiche. Quando hai Marty e Leo insieme è già un evento, ma grazie a questo materiale estremo, diventa veramente qualcosa di speciale".
La produttrice Emma Tillinger Koskoff, responsabile della produzione alla Sikelia Productions, parla del lavoro svolto assieme a Scorsese in tutti gli aspetti collegati ai progetti televisivi e cinematografici: "quando io e Marty abbiamo letto la sceneggiatura, abbiamo capito subito che avremmo voluto portarla al cinema. Per ambizioni, questo film è simile a Casinò, visto che la storia viene raccontata con il classico ritmo di Scorsese. Sapevo che l'atteggiamento senza paura e compromessi di Marty lo rendeva l'uomo giusto per questo soggetto".
DiCaprio aveva le stesse impressioni. "Fin all'inizio, ero convinto che Marty fosse perfetto per questo materiale. Lui è in grado di fornire un senso di realtà, una vita vera e un tocco comico all'oscurità presente in questa storia, una caratteristica che pochi realizzatori possono vantare di avere. Mi ricordo che Marty mi ha descritto Quei bravi ragazzi come una dark comedy ed è per questo che l'ho contattato subito per il film".
Tuttavia, ogni persona coinvolta nel progetto è rimasta stupita vedendo il coraggio di Scorsese nel gettarsi in questo mondo di depravazione assoluta. Lo sceneggiatore Terence Winter riassume tutto così: "quando ho visto il film per la prima volta, sono rimasto impressionato. Era esattamente quello che avevo scritto, ma non riuscivo a credere al livello di follia, intensità e umorismo raggiunti. Il grado di impegno di questi attori, Leo in particolare, era pazzesco. Marty ha il dono di prendere qualcosa di scritto in una pagina e renderlo un capolavoro di narrazione visiva. Ha creato uno tsunami di follia".

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