Il Cacciatore (2018)

Il Cacciatore

Il Cacciatore
Il Cacciatore e' una serie di genere Drammatico del 2018 girata in Italia e diretta da Stefano Lodovichi. Il Cacciatore si compone di 2 stagioni e da 20 episodi. Ogni episodio dura in media 50 minuti. In Italia debutta su Rai Play il 11 Marzo 2018. Nel cast anche Francesco Montanari, David Coco, Paolo Briguglia, Francesco Foti, Marco Rossetti, Roberta Caronia

Il Cacciatore – liberamente ispirato alla vera storia del magistrato Alfonso Sabella, raccontata nel libro Cacciatore di Mafiosi – racconta le vicende di Saverio Barone (Francesco Montanari), un PM che nei primi anni '90, appena trentenne, diventa il protagonista della caccia ai mafiosi nella stagione immediatamente successiva alle stragi di Capaci e via D'Amelio, dove perdono la vita i giudici Falcone e Borsellino. Un PM che mette in ginocchio l'intera mafia corleonese, mandando dietro le sbarre centinaia di mafiosi. Una scalata fatta d'intuito, istinto e ambizione, che inizia il giorno in cui Saverio, PM emergente della procura di Termini Imerese, decide di denunciare il proprio capo, Salvatore Donà (Vincenzo Pirrotta), sospettato di collusioni con la mafia. Una scelta che rischia di stroncare per sempre la carriera del giovane PM, ma che finisce per attirare l'attenzione di Andrea Elia (Roberto Citran), nuovo procuratore capo di Palermo, che propone a Saverio di entrare nel suo pool antimafia. Barone, da un giorno all'altro, si trova proiettato in un universo nuovo, attraente e pericoloso: alla procura di Palermo è il più giovane, il meno esperto, e i colleghi più grandi lo trattano con sufficienza; lo chiamano cacanidu – quello che caga ancora del nido, l'ultimo uccello della covata e il primo, di solito, a lasciarci le penne. Ma Saverio sa presto dimostrare il proprio talento e si guadagna il diritto di fronteggiare il male assoluto, il giorno in cui gli vengono assegnate le indagini su Leoluca Bagarella (David Coco) e Giovanni Brusca (Edoardo Pesce), boss mafiosi accusati di centinaia di omicidi, mente e braccio dietro l'omicidio di Giovanni Falcone e responsabili del rapimento e della detenzione di Giuseppe Di Matteo (Antonio Avella), dodicenne con la sola colpa di essere figlio di un pentito di mafia. Un confronto quotidiano con l'orrore che inevitabilmente porta Saverio a isolarsi nella sua ossessione e a distruggere tutto quanto di buono, nel tempo, ha saputo costruire attorno a sé: a partire dalla relazione con Giada (Miriam Dalmazio), che solo pochi mesi prima gli ha dato una figlia, Carlotta. Il Cacciatore è la storia della discesa agli inferi di un giovane PM, ma in parallelo racconta anche il privato di quei boss sanguinari a cui Saverio dà la caccia. Raccontiamo le vicissitudini di Leoluca Bagarella, Don Luchino, capo supremo della mafia palermitana, che nonostante l'enorme potere vive il dolore di non riuscire a concepire un figlio con sua moglie Vincenzina (Roberta Caronìa). Scaviamo nel rancore di Giovanni Brusca, che mal sopporta la sua eterna condizione di latitante e sogna di costruire un castello – la sua villa di Borgo Molara – e di scalzare Bagarella dal trono di capo dei capi. Entriamo nella soggettiva di Tony Calvaruso (Paolo Briguglia), giovane autista di Bagarella che si illude di poter vivere e arricchirsi grazie alla mafia, senza doversi sporcare le mani e la coscienza. Una serie, insomma, che nonè solo la storia di un cacciatore, ma è anche la storia delle sue prede.

Stagioni

Stagioni - EpisodiPrima Visione in Italia
Stagione 1 - Episodi 1211 Marzo 2018 su Rai Play
Stagione 2 - Episodi 819 Febbraio 2020 su Rai 2

Cast e Personaggi


Regia: Stefano Lodovichi, Davide Marengo
Sceneggiatori: Silvia Ebreul, Marcello Izzo, Fabio Paladini, Stefano Lodovichi, Marzio Paoltroni, Matteo Bondioli

Cast Artistico Principale e Ruoli:
foto Francesco MontanariFrancesco Montanari
Saverio Barone
foto Roberto CitranRoberto Citran
Andrea Elia
foto Francesco FotiFrancesco Foti
Tony Calvaruso
foto Marco RossettiMarco Rossetti
Leonardo Zaza
foto Alessio PraticòAlessio Praticò
Enzo Brusca
foto Miriam DalmazioMiriam Dalmazio
Giada Stranzi
foto Edoardo PesceEdoardo Pesce
Giovanni Brusca
foto Giulio BeranekGiulio Beranek
Mico Farinella
foto Nicola RignaneseNicola Rignanese
Cesare Bonanno
foto Daniela MarraDaniela Marra
Monica Calvaruso
foto Emanuele MisuracaEmanuele Misuraca
Saverio Barone (giovane)
foto David CocoDavid Coco
Leoluca Bagarella

NOTE DI REGIA Stefano Lodovichi e Davide Marengo

"Nel mezzo del cammin di nostra vita
mi ritrovai per una selva oscura
ché la dritta via era smarrita."
Dante, Divina commedia, Primo canto dell'Inferno

Il Cacciatore racconta una delle pagine più spettacolari e cruente della lotta tra lo Stato e la mafia siciliana nei primi anni '90. L'arresto di boss come Leoluca Bagarella, Giovanni Brusca, Vito Vitale, Pietro Aglieri e tanti altri, responsabili di pagine dolorose della recente storia d'Italia: le bombe di Firenze, Bologna e Milano; le stragi di Capaci e Via D'Amelio, in cui perdono la vita i giudici Falcone e Borsellino; il rapimento del piccolo Giuseppe, 12 anni, figlio del pentito Santino Di Matteo, che segna un punto di non ritorno nella storia della mafia siciliana, che fino a quel momento aveva rispettato il sacro vincolo di non toccare i bambini.
Ma Il Cacciatore è soprattutto la storia di una discesa all'inferno. Un impianto visivo crudo, sporco, oscuro, accompagnerà il racconto di un percorso che parte dalla luce e conduce nell'ombra più fitta. Saverio Barone ha solo 30 anni il giorno in cui entra a far parte del pool antimafia. I suoi colleghi sono più vecchi di lui, vivono sotto scorta e sono tutti fumatori incalliti: nei loro occhi la consapevolezza di chi sa che potrebbe saltare in aria da un momento all'altro.
I magistrati condividono indagini e strategie all'interno di una sala stretta, con un lungo tavolo nel mezzo, la cosiddetta "sala della DDA". Poi scaricano la tensione sul tetto della procura, dove hanno installato un tavolo da biliardino, ma la presenza dei cecchini dell'esercito sullo sfondo, finisce per ricordargli anche in quei momenti di relax che la loro non può essere una vita normale. Allo stesso modo, anche i mafiosi hanno un proprio luogo d'elezione: la "camera della morte", un magazzino sudicio e isolato, dove vengono strangolati mafiosi e innocenti, dove il sangue dei cadaveri fatti a pezzi scorre quotidianamente. Dove i corpi vengono dissolti per sempre all'interno di taniche di acido. Un luogo in cui si entra ma da cui non si esce. Mai, nemmeno da morti.
Saverio è giovane PM, intelligente e ambizioso. È cresciuto in un piccolo paese tra i boschi, Bivona, e tra i cacciatori di quel posto, da bambino, ha imparato che il segreto di una buona caccia sta in un mix di tattica e istinto. Il cacciatore impara a ragionare come le sue prede, entra nelle loro teste per riuscire ad anticiparne le mosse.
Oggi le prede di Saverio sono boss crudeli, che uccidono a mani nude e dissolvono cadaveri nell'acido. Sono i Corleonesi, una stirpe di mafiosi efferati, con facce e modi da contadino, che provengono da un piccolo paese incastonato tra le montagne. Sono macellai e mandriani, abituati a considerare la vita di un uomo alla stregua di quella di una pecora o di una mucca.
L'ascesa professionale di Saverio coincide con indagini su latitanti sempre più sanguinari e sempre più potenti, perché nel sistema di valori dei Corleonesi comanda chi è disposto a sporcarsi di più le mani, in prima persona. Entrare nella testa di queste prede significa addentrarsi in un territorio oscuro, un bosco sempre più fitto. Entrare nella soggettiva di queste bestie sanguinarie significa farsi avvolgere dal male e, in un certo senso, lasciarsi permeare da esso. Una discesa in un inferno anche interiore, da cui, inevitabilmente, non si torna indietro.
Quando poi le indagini di Saverio lo portano, in maniera inaspettata, a fare i conti con il proprio passato, ecco che il giovane pm abbassa definitivamente le difese e l'oscurità si fa largo dentro di lui andando a soffocare ogni residuo spiraglio di luce. La luce, fino a quel momento, era rappresentata da Giada, la sua compagna, la madre di sua figlia Carlotta. Giada per Saverio è sempre stata l'ancora di salvezza che gli ha impedito di prendere il largo nell'oceano delle sue ossessioni. Giada per Saverio è luce, colore, ossigeno. Ma adesso per la luce non c'è più spazio. Adesso c'è solo un'ombra che, il nostro protagonista, sente di dover affrontare da solo.

PERSONAGGI PRINCIPALI

Saverio Barone
Poco più che trentenne, ambizioso, istintivo. Da ragazzo giocava armato di fucile nei boschi di Bivona, suo paese natale, e quell'istinto da cacciatore è ciò che lo guida ancora oggi nel suo lavoro di PM. Ultimo arrivato nel pool antimafia, nonostante la diffidenza iniziale dei colleghi, si guadagna presto sul campo, arresto dopo arresto, le indagini sui superlatitanti Giovanni Brusca e Leoluca Bagarella, gli assassini di Giovanni Falcone e i rapitori del piccolo Giuseppe Di Matteo. Riportare a casa quel bambino, scomparso il giorno stesso del suo ingresso in antimafia, diventa l'ossessione di Saverio, un fantasma per il quale il PM finisce per fare terra bruciata di tutti gli affetti che ha attorno a sé.

Giada Stranzi
Giada conosce Saverio praticamente da sempre. A unirli c'è un legame speciale, che sarebbe riduttivo chiamare amore. Tra Saverio e Giada è sempre stato un prendersi e lasciarsi, fin da quand'erano ragazzi, ma quel legame non si è mai spezzato. Quando Saverio entra nel pool antimafia, Giada decide di trasferirsi a Palermo insieme a lui, rinunciando al suo lavoro in una galleria d'arte a Roma. Conosce Saverio meglio di chiunque altro e sa che in quella discesa agli inferi, per non perdersi, avrà bisogno di lei.

Carlo Mazza
Di temperamento compassato, Mazza è uno dei procuratori più esperti del pool antimafia. È apparentemente l'opposto di Barone: tanto Saverio e istintivo e sfacciato, quanto Carlo è paziente e misurato. Facile intuire che il loro rapporto, fin da subito, non può essere dei migliori. Eppure, quando Carlo si vedrà affiancare proprio da Saverio nelle indagini su Bagarella e Brusca, i due PM scopriranno di avere in comune molto più di quanto credono. Perché anche Carlo è sprofondato nella propria personale ossessione: farla pagare agli assassini di Falcone, che di Mazza era il miglior amico.

Andrea Elia
Nordico, ironico, apparentemente imperturbabile. È il Procuratore Capo di Palermo, e quindi diretto superiore di Saverio e leader del pool antimafia. Con il suo accento veneto, a Palermo sembra un pesce fuor d'acqua e coi mafiosi non riesce nemmeno a intendersi. Non ne capirà un granché di mafia, però ha l'abilità di comprendere le persone e di tirare fuori il meglio da loro. È lui il primo a credere in Saverio, nonostante tutti lo ritengano solo un ragazzino saccente, disposto a tutto pur di arrivare in alto. Ed è lui a intuire che la miscela esplosiva Mazza/Barone, in termini investigativi, può fare sfaceli.

Leoluca Bagarella
Dopo l'arresto di Totò Riina è Bagarella, detto Don Luchino, a ereditare il comando di Cosa Nostra. E, proprio come Riina, è sostenitore della guerra totale allo stato, la strategia del terrore, il sangue, le stragi. Con più di cento omicidi all'attivo, l'ultimo atto della sua guerra allo stato è il rapimento del piccolo Giuseppe Di Matteo, figlio del pentito Santino Di Matteo che, con le sue confessioni, sta mettendo nei guai lui e tutti gli altri responsabili di Capaci. Sempre sobrio, attento a non dare nell'occhio, a non concedersi pericolosi eccessi, Bagarella trascorre la latitanza là dove i magistrati mai si sognerebbero di andare a cercarlo: in un palazzo nel cuore di Palermo.

Vincenzina Marchese
Moglie di Bagarella, appartenente a una famiglia di alto lignaggio mafioso. Inseparabile compagna di vita e di latitanza di Don Luchino, che per lei farebbe qualunque cosa. Vincenzina è bella, elegante, ha un sorriso che sembra irradiare luce. Ma sotto quella superficie, nasconde il dolore di non riuscire ad avere un figlio da Bagarella. Un dolore che si fa insopportabile dopo il rapimento del piccolo Di Matteo. Perché Vincenzina, in un percorso che assume le fattezze di una moderna deriva psicopatologica, si convince che non le verrà concessa la grazia di avere un figlio fino a che suo marito terrà in catene quel bambino…

Tony Calvaruso
Da poco uscito dal carcere Tony ha bisogno di lavorare e così, grazie all'intercessione di un amico, diventa nientemeno che l'autista personale di Leoluca Bagarella. Inizia così a trascorrere gran parte del proprio tempo con il feroce boss di Cosa Nostra, condividendone segreti e confidenze, e diventando involontario testimone di molte delle atrocità commesse da Don Luchino. Tony si limita a guidare, a trasportare avanti e indietro il suo capo per la città, a portare a casa uno stipendio dignitoso per sé e la sua famiglia. Tony si illude che esista una strada per poter campare di mafia senza dovere necessariamente sporcarsi le mani, ma presto si accorgerà che le cose non sono così semplici.

Giovanni Brusca
Detto il Verro, autore di un numero di omicidi che va dai 150 ai 200, Giovanni Brusca è l'uomo che ha premuto il tasto che ha fatto saltare l'autostrada a Capaci. Figlio di un potente capomandamento mafioso, latitante cronico, abituato a dormire tra stalle e fienili, è l'erede designato di Bagarella alla guida dei Corleonesi. Tuttavia mal sopporta la leadership di Don Luchino, tra loro corre un conflitto sottile ma perpetuo: Bagarella è il rappresentante della vecchia guardia, Brusca è il nuovo che avanza e reclama più spazio, affari propri, libertà d'azione. E invece Don Luchino, come ennesimo affronto, gli rifila il compito più scomodo e pericoloso: la carcerazione del piccolo Giuseppe Di Matteo.

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