3 Days to Kill (2014)

Three Days to Kill

Locandina 3 Days to Kill
3 Days to Kill (Three Days to Kill) è un film di genere Drammatico e Thriller di durata circa 117 minuti diretto da McG con protagonisti Kevin Costner, Amber Heard, Hailee Steinfeld, Connie Nielsen, Tómas Lemarquis, Richard Sammel.
Prodotto da EuropaCorp nel 2014 in USA. [Uscita Originale il 21/02/2014 (USA)] esce in Italia Giovedì 5 Giugno 2014 distribuito da Eagle Pictures. Al Box Office 3 Days to Kill ha incassato circa 707.338 euro. Negli Stati Uniti, 3 Days to Kill ha incassato circa 29.733.000 dollari.

TRAMA

Kevin Costner è una spia internazionale pericolosa, che è determinata a dare la sua vita per costruire finalmente un rapporto più stretto con la moglie e la figlia estraniata, tenuta a distanza per tenerla fuori pericolo. Ma in primo luogo, egli deve completare un'ultima missione, anche se questo significa portare a termine i due incarichi più difficili: la caccia ai terroristi più spietata del mondo e la ricerca di sua figlia adolescente, rapita, mentre la moglie è fuori città.

Data di Uscita ITA: Giovedì 5 Giugno 2014
Data di Uscita USA: Venerdì 21 Febbraio 2014
Data di Uscita Originale: 21/02/2014 (USA)
Genere: Drammatico, Thriller
Nazione: USA - 2014
Formato: Colore
Durata: 117 minuti
Produzione: EuropaCorp, Relativity Media
Distribuzione: Eagle Pictures
Budget: 28.000.000 dollari (stimato)
Box Office: USA: 29.733.000 dollari | Italia: 707.338 euro

Cast e personaggi

Regia: McG
Sceneggiatura: Luc Besson, Adi Hasak
Musiche: Guillaume Roussel
Fotografia: Thierry Arbogast
Scenografia: Sébastien Inizan, Jeremy Cassells
Montaggio: Audrey Simonaud
Costumi: Olivier Bériot

Cast Artistico e Ruoli:
foto Kevin CostnerKevin Costner
Ethan Renner
foto Amber HeardAmber Heard
Vivi Delay
foto Hailee SteinfeldHailee Steinfeld
Zooey Renner
foto Connie NielsenConnie Nielsen
Christine Renner
foto Eric NaggarEric Naggar
Procuratore
foto Marie GuillardMarie Guillard
Moglie di Mitat

Recensioni redazione

3 Days to Kill3 Days to Kill, la recensione

6/10
Erika Pomella
'3 Days to Kill' è un film che rimane spaccato tra due generi, in bilico in una rappresentazione che appare spesso insicura e fin troppo ibrida. La parte della commedia funziona, con un Kevin Costner ispirato. La parte thriller, invece, finisce con l'essere comica e poco credibile.

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Amber HeardAmber Heard con Kevin Costner nel thriller Three Days to Kill

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Immagini

[Schermo Intero]
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Foto e Immagini 3 Days to Kill
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Foto dal film
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"Picchiato, colpito, preso a pugni, la sua auto è distrutta. Anche questo fa parte di lui, del personaggio di Ethan" - McG

Ethan Renner, agente della CIA, è il protagonista di 3 Days to Kill, il nuovo action thriller di McG. Renner si troverà a salvare il mondo dal terrorista più efferato d'Europa, nel tentativo di raggiungere moglie e figlia a Parigi. Il premio Oscar Kevin Costner è Ethan, lo spregiudicato e pericoloso agente che nel corso della propria vita e della propria carriera – tra l'altro ormai prossima alla fine – si è dedicato più ai delinquenti che a sua figlia. Fino a quando Vivi, una donna misteriosa interpretata da Amber Heard, gli fa un'offerta irrinunciabile, costringendolo a costruire, per la prima volta, un nuovo equilibrio tra lavoro e famiglia, affrontando enormi ostacoli e pericoli.
Come nei film precedenti, Charlie's Angels, Charlie's Angels: più che mai, e Una spia non basta, anche in questo McG analizza il lato intimo e personale dello spionaggio internazionale, stavolta visto attraverso gli occhi di un vecchio agente segreto in viaggio verso Parigi per ricongiungersi con la famiglia. "Cosa succede a James Bond quando torna a casa? Non lo vediamo mai senza i panni dell'agente segreto", racconta McG. Ecco che il film svela delle verità universali sulla dimensione familiare e su quella professionale, che traghettano la storia ben oltre lo spionaggio. Ethan dovrà affrontare una delle sfide più difficili della sua vita, restare solo per tre giorni con sua figlia Zooey, interpretata da Hailee Steinfeld. Ethan conosce alla perfezione tutto ciò che ruota attorno al proprio lavoro, ma tenere lontana sua figlia – la cui curiosità di teenager diventa sempre più insistente – dal pericolo, rischia di rivelarsi più difficile del previsto. Come tanti altri ragazzi, infatti, Zooey pensa che suo padre anteponga il lavoro a tutto, ma non sa bene di che "lavoro" si tratti. "Ecco un tema in cui tante persone si riconosceranno. Spesso perdiamo troppo tempo per cose futili, secondarie, perdendo di vista quelle che contano davvero. In fondo, il messaggio del film è proprio questo" – dice McG.
McG spiega che l'esperienza maturata da Ethan come agente segreto, in qualche modo, gli impedisce di essere un buon padre: questa tensione domina tutto il film. "Ethan non sa quasi niente dei ragazzi di oggi, non sa niente di Twitter o di cose simili. In un mondo digitale, è un padre 'analogico'".  Contraddistinto da un grande e profondo senso del dovere, Ethan ha deciso di tornare a casa per provare a ricostruire il rapporto con sua figlia. In questo senso, la sua è una storia commovente."

3 Days to Kill rappresenta una tappa importante per il regista americano, un allontanamento "geografico" verso Parigi, dove il film è stato girato. McG confessa: "Per me è stato bellissimo girare questo film a Parigi, proprio perché sono un regista molto 'americano'. Prendete i miei altri film, ad esempio - Charlie's Angels, We Are Marshall, Terminator Salvation:il mio stile è sempre stato molto americano."   Oltre al cast francese, la sceneggiatura porta anche la firma del grande Luc Besson, la cui presenza ha convinto McG ad abbracciare il progetto. "Sono sempre stato un grande fan di Luc, fin dagli esordi con Léon. Luc ha scritto lo script con Adi e io ho risposto a modo mio a questo intrigante mix di stili che lo script incarna. Ho accettato la sfida, quindi, di farne un unicum coerente, e ho colto questa grande opportunità."
Questa svolta 'culturale' per McG ha avuto risvolti molto positivi. "L'approccio alle riprese, alla telecamera, allo staff… Tutto ciò che, in qualche modo, ruota attorno all'esperienza 'tattile' della realizzazione filmica è molto diverso in Francia. Mi è piaciuto molto". La città di Parigi è essa stessa un personaggio del film, un richiamo costante al senso di 'estraneità' di Ethan, alienato culturalmente e allontanato emotivamente da moglie e figlia. "E' curioso che Ethan si senta straniero anche in un posto come Parigi, che è probabilmente la città più bella del mondo. Ethan è come un cowboy in terra francese. È in cerca di una nuova identità lontano da casa, fino a quando realizza che quella "casa" è proprio la sua famiglia, a Parigi.
Che sia nel mezzo di una catastrofe globale o di una crisi di nervi adolescenziale, il film corre sempre sul filo dello humour. Per il regista, lo humor è un aspetto fondamentale della narrazione, un'esperienza pressoché autobiografica. "Ho imparato sulla mia pelle che anche in situazioni serie e difficili, è necessario un pizzico di humour". Lo humor è uno 'stato emotivo' fondamentale, indipendentemente dalla situazione. Un aspetto, questo, apprezzato moltissimo anche da Connie Nielsen, che interpreta Christine, la moglie di Ethan. Del regista l'attrice dice: "McG ha saputo mixare alla perfezione humour ed emozioni, facendo di questo film un grande film d'azione."
In questo senso vanno lette alcune scene che portano sul grande schermo i grandi temi del film. Ad esempio, quando la figlia di Ethan associa il proprio nome a una suoneria particolare sul cellulare di suo padre. E come capita spesso, lo chiama nel momento meno opportuno. Questo aspetto particolare della genitorialità non è sfuggito a Costner, che dice: "Ethan non riesce a dare il meglio di se stesso al lavoro, perché è 'braccato' da sua figlia. Ogni volta che gli suona il telefono, in pratica è una di quelle circostanze in cui normalmente ti verrebbe da dire 'Tesoro, ti richiamo io, okay?'"

UNA SPIA, LA SUA FAMIGLIA, IL SUO CAPO
"Vivi è una nativa digitale in un mondo digitale. Ethan, invece, no. È decisamente analogico" - McG

In un film caratterizzato da numerose dinamiche relazionali, era importante riuscire a trovare grandi talenti per riuscire a dare vita ai personaggi. Per McG e Costner l'avventura è iniziata quasi nello stesso periodo, contribuendo, dunque, a suscitare e alimentare riflessioni sul film in generale e sul personaggio di Ethan in particolare. McG non si è fatto sfuggire l'opportunità di lavorare con Costner che, dal suo canto, ha visto nella collaborazione con il regista – già premiato agli Oscar – un modo di qualificare ulteriormente la propria carriera. "Ethan è un bel personaggio, con un percorso professionale lungo e di tutto rispetto alle spalle". Per McG, Ethan è molto 'americano', proprio come Costner. "E' una sorta di omaggio a Kevin, che il pubblico di tutto il mondo apprezza enormemente." Costruire la famiglia di Ethan significava trovare due donne in sintonia 'alchemica' con Costner. Zooey, la figlia di Ethan è una tipica teenager Americana trapiantata a Parigi. L'attrice in grado di interpretare questo personaggio doveva riuscire a incarnare quel conflitto emotivo che impedisce a Zooey di comprendere la vita di suo padre, e al tempo stesso, riuscire a bilanciare la grande presenza di Costner sullo schermo. Per il regista, l'attrice giusta per questo ruolo era Hailee Steinfeld, già candidata agli Oscar. "Hailee è stata la mia prima e unica scelta. È una delle attrici più naturali e disinvolte della sua età. È in grado di fare sua ogni battuta e di interpretare anche le scene più difficili in modo semplice e scorrevole. Non è assolutamente facile emozionarsi in modo 'naturale' e trasmettere questo senso di naturalezza anche al pubblico. È un talento, questo, che non si insegna e non si impara. La sua è una presenza straordinaria, siamo fortunati ad averla sul set. Hailee sa che cosa significa essere giovani e pieni di vita, ma al tempo stesso ha una complessità emotiva che la rende più matura rispetto alla sua età. È stato un grandissimo piacere lavorare con lei."
La ricerca dell'altro personaggio femminile, Christine, ex-moglie di Ethan, è stata più complessa. Christine è una donna e madre sola che vive a Parigi e lavora in un museo. Il personaggio di Christine richiede la 'mondanità' che manca a Ethan e, al tempo stesso, quell'ideale romantico che l'uomo sta inseguendo. "Connie Nielsen è perfetta in questo film e risulta molto convincente nel ruolo di Christine. Connie è una donna molto internazionale: di origine danese, ha vissuto in America per tanti anni. Il suo ruolo, nel film, porta un tocco di globalità."
Per interpretare il personaggio di Vivi, assegnata dai servizi segreti all'ultima fatica di Ethan, il regista doveva trovare un'attrice in grado di motivare l'uomo a portare a termine la missione, senza però perdere la propria aura di mistero. Così Amber Heard è diventata Vivi. "Amber ha vissuto questa vita un po' 'internazionale' e, in più, conosce bene certe dinamiche personali" racconta McG. Per il regista, l'allure di Amber doveva ricordare le più belle icone di tutti i tempi, da Rita Hayworth a Lana Turner. Il pubblico vede Vivi attraverso gli occhi di Ethan, come una donna che ottiene sempre ciò che vuole.
Questo aspetto caratteriale ha spinto Amber Heard ad accettare il ruolo: "Vivi vive in un mondo costruito a sua immagine e somiglianza, un mondo in cui è lei a dettare le regole: insomma, niente di meglio per un attore. È lei che detta legge, e senza neanche puntare una pistola."
McG sapeva che tante caratteristiche di Heard sarebbero state perfette per il personaggio di Vivi: "Amber è texana e per di più è un'abile tiratrice. Ci vogliono certe esperienze, nella vita, per essere grandi attori, e il suo è stato un percorso di vita molto libero e disinibito."
Messa a punto la rosa dei quattro attori principali, il mondo di Ethan si è quindi popolato di tanti altri personaggi, pensati per impedirgli di portare a termine la propria missione di spia e al tempo stesso aiutarlo nella 'missione' di padre. Un autista mediorientale che fa scoprire a Etham il piacere di una cena di famiglia, a tavola con le giovanissime figlie di lui; un notaio Italiano che falsifica documenti per un'associazione a delinquere mentre insegna a Zooey come preparare il sugo di pomodoro: ognuno di questi personaggi ha tanto da dire. "In condizioni normali, uno come Ethan entrerebbe in contrasto con loro, cercherebbe di farli fuori, ma nel nostro film no. Sono loro che gli insegnano cosa conta di più nella vita e, in particolare, come essere un buon padre. Ethan impara a essere padre nel modo meno 'ortodosso' possibile: dai suoi avversari."
Con McG alla regia, gli attori sono stati liberi di esplorare e sperimentare i diversi aspetti caratteriali dei personaggi interpretati. Steinfeld ha detto di McG: "E' un regista molto attento, che segue gli attori in ogni fase delle riprese. So che mi stima e questo mi ha fatto sentire molto più sicura di me." L'approccio collaborativo della regia di McG è un aspetto messo in evidenza anche da altri attori.
Per Connie Nielsen, è stato proprio questo lato del carattere di McG ad aiutarla a trovare l'interpretazione giusta. "McG trova sempre il modo di rassicurarti, e anche se hai dormito poco la notte prima o hai dimenticato una battuta, lui è sempre lì, a dirti 'Va benissimo, è perfetto'." Per Nielsen, il desiderio di 'naturalezza' del regista è il vero grande valore sul set. "McG sa bene quanto sia importante essere 'veri' in un film come questo. L'aspetto umoristico non deve essere mai sconnesso dalla vita reale, e quell'aspetto reale deve essere riconoscibile, perché parliamo di cose vere in cui il pubblico può facilmente riconoscersi."

INSEGUIMENTI, ESPLOSIONI E UN BALLO
"Sono molto contento della scena dell'inseguimento in auto; l'abbiamo girata a Parigi, in pieno centro, e non è stato per niente facile." - McG  

Fughe dagli hotel, uno scontro nella metropolitana di Parigi e un entusiasmante inseguimento sulla Prom: ecco gli ingredienti perfetti per le scene d'azione. Invece di crearle al computer, però, McG ha scelto di inserirle in una realtà che il pubblico può facilmente comprendere. "Credo che ormai il pubblico sia annoiato da tutti questi effetti speciali creati al computer. Personalmente, preferisco scene reali, girate con telecamere vere. Hanno un'energia e un appeal che nessun computer è in grado di riprodurre", dice McG.
Così, il regista McG ha preparato il terreno prima che gli stunt iniziassero a girare. Per la scena dell'inseguimento, McG ha scelto Hot Wheels®, con tanto di percorsi creati e modellati ad hoc, e si è affidato alla penna e all'estro di Adolfo Martinez Pérez. "Adolpho Martinez, con cui ho lavorato fin dal mio primo film, mi ha aiutato a concepire e progettare le sequenze d'azione." Quando Ethan non si schianta nella Senna, lo vediamo protagonista di intensi ed entusiasmanti scontri uomo a uomo. Già in passato, McG ha lavorato con dei lottatori cinesi per costruire al meglio le scene d'azione dei suoi film. Così facendo, McG è riuscito a creare sfide più 'fisiche' per tutto il team. "Collaboro sempre a stretto contatto con i coreografi. Parlo sempre con gli stunt per capire fino a dove possono spingersi; ho grande stima e rispetto per loro ma, al tempo stesso, sono molto esigente. Mi aspetto il meglio da loro e so che questo li impegna molto anche fisicamente."
La sequenza più intricata del film è un inseguimento che coinvolge più auto, ispirato al film del 1976 di Claude Lelouch C'était un rennde-zvous e al film di John Frankheimer Ronin. Girata nelle strade della Parigi di oggi, il risultato è un entusiasmante, adrenalinico inseguimento al quale il pubblico ha l'impressione di assistere dal vivo. All'inizio, Costner avrebbe voluto essere ai comandi dell'auto e guidare in prima persona, malgrado ci fossero buone probabilità di finire direttamente nella Senna. Alla fine, però, McG l'ha convinto che sarebbe stato meglio non spingersi fino a tanto.
La passione e la dedizione dimostrate da Costner riflettono, però, lo stesso impegno e la stessa dedizione di Ethan nel voler essere un buon padre. Questa scena, in particolare, rappresenta l'ultima prova per Ethan: aiutare sua figlia nella notte più importante della sua vita e, al tempo stesso, portare a termine l'ultima missione della propria carriera.

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