I Mitchell contro le macchine (2021)

The Mitchells vs. The Machines

Locandina I Mitchell contro le macchine
I Mitchell contro le macchine (The Mitchells vs. The Machines) è un film del 2021 prodotto in USA, di genere Animazione e Commedia diretto da Michael Rianda (Mike Rianda). Dura circa 114 minuti. Il cast include Abbi Jacobson, Danny McBride, Maya Rudolph, Michael Rianda (Mike Rianda), Eric André, Olivia Colman, Fred Armisen, Beck Bennett, Chrissy Teigen, John Legend. Disponibile in VoD dal 30 Aprile 2021.

Una famiglia bizzarra e disfunzionale vede i propri programmi di viaggio sconvolti quando si ritrova nel bel mezzo di un attacco di robot e improvvisamente diventa l'improbabile ultima speranza dell'umanità!

TRAMA

Commedia d'azione animata su una famiglia come tante che si trova ad affrontare la più grande prova della sua vita: salvare il mondo da un apocalittico attacco di robot. Un'inezia, vero? Tutto ha inizio quando la creativa incompresa Katie Mitchell è ammessa nella scuola di cinema dei suoi sogni. La ragazza non vede l'ora di lasciare la casa dell'infanzia per incontrare "la sua tribù", ma il padre amante della natura insiste per accompagnarla e fare così un ultimo viaggio in auto, assolutamente non imbarazzante o forzato, con tutta la famiglia. Ma quando le cose sembrano non poter andare peggio, i Mitchell si ritrovano improvvisamente nel bel mezzo di un attacco di robot! Dagli smartphone ai robot aspirapolvere fino ai malvagi Furby, qualsiasi oggetto è impiegato per catturare ogni umano sul pianeta. Salvare l'umanità toccherà quindi a Katie, al padre, alla mamma ottimista Linda, al bizzarro fratellino Aaron, al carlino cicciotto Monchi e a due robot amichevoli e sprovveduti.


I Mitchell contro le macchine insegna ad accettare le proprie unicità, imparando che cosa significa essere umani in un mondo sempre più dominato dalla tecnologia, ma anche ad apprezzare il valore dei legami con le persone che più contano quando un imprevisto cambia le carte in tavola. I Mitchell contro le macchine mostra come valorizzare le cose che ci rendono unici, imparare cosa significa essere umani in un mondo sempre più dominato dalla tecnologia e tenersi strette le persone che contano quando gli imprevisti prendono il sopravvento.

Info Tecniche e Distribuzione

Uscita in Italia: 30 Aprile 2021 su Netflix
Uscita negli Stati Uniti: 30/04/2021 (Netflix)
Prima Uscita: 30/04/2021 (Netflix)
Genere: Animazione, Commedia, Bambini, Fantascienza, Azione
Nazione: USA - 2021
Formato: Colore
Durata: 114 minuti
Distribuzione: Netflix
In HomeVideo: in Digitale da Venerdì 30 Aprile 2021

Cast e personaggi

Regia: Michael Rianda (Mike Rianda)
Sceneggiatura: Michael Rianda (Mike Rianda), Jeff Rowe
Musiche: Mark Mothersbaugh
Scenografia: Lindsey Olivanders
Montaggio: Greg Levitan

Cast Artistico e Ruoli:
foto Abbi JacobsonAbbi Jacobson
Katie Mitchell (voce)
foto Danny McBrideDanny McBride
Rick Mitchell (voce)
foto Maya RudolphMaya Rudolph
Linda Mitchell (voce)
foto Michael Rianda (Mike Rianda)Michael Rianda (Mike Rianda)
Aaron Mitchell / Furbies / Cane parlante / Entusiasta WiFi (voce)
foto Eric AndréEric André
Mark (voce)
foto Olivia ColmanOlivia Colman
PAL (voce)
foto Fred ArmisenFred Armisen
DeborahBot 5000 (voce)
foto Beck BennettBeck Bennett
Eric / i robot PAL Max (voce)
foto Chrissy TeigenChrissy Teigen
Hailey Posey (voce)
foto John LegendJohn Legend
Jim Posey (voce)
foto Charlyne YiCharlyne Yi
Abbey Posey (voce)
foto Blake GriffinBlake Griffin
PAL Max Prime (voce)
foto Conan O'BrienConan O'Brien
Glaxxon 5000 (voce)
foto Doug The PugDoug The Pug
Monchi (voce)
foto Melissa SturmMelissa Sturm
Sarge / Melissa (Donna nella capsula) (voce)
foto Doug NicholasDoug Nicholas
Ragazzo hamburger/Racchetta smart serie 5000-S (voce)
foto Maddy McGrawMaddy McGraw
Katie bambina (voce)
foto Ellen WightmanEllen Wightman
Katie neonata (voce)
foto Sasheer ZamataSasheer Zamata
Jade (voce)
foto Elle MillsElle Mills
Hanna (voce)
foto Alex HirschAlex Hirsch
Dirk (voce)
foto Jay PharoahJay Pharoah
Noah (voce)
foto Natalie CanizaresNatalie Canizares
Catherine (food blogger) (voce)
foto Jeff RoweJeff Rowe
Uomo a cui piace divertisti (voce)
foto Zeno RobinsonZeno Robinson
Sean (unboxer) (voce)
foto Grey GriffinGrey Griffin
Persona dietro le quinte (voce)
foto Will AllegraWill Allegra
Uomo della fontana (voce)
foto Alison RichAlison Rich
Jill (donna nella capsula) (voce)
foto Lex LangLex Lang
- (voce)
foto Juan PachecoJuan Pacheco
- (voce)
foto Jim PirriJim Pirri
- (voce)
foto Adam WylieAdam Wylie
- (voce)
foto Todd HansenTodd Hansen
- (voce)
foto Greg LevitanGreg Levitan
- (voce)
foto Illya OwensIllya Owens
- (voce)
foto Shane SweetShane Sweet
- (voce)
foto Lisa WilhoitLisa Wilhoit
- (voce)



Produttori:
Phil Lord (Produttore), Christopher Miller (Chris Miller) (Produttore), Kurt Albrecht (Produttore), Will Allegra (Produttore esecutivo), Louis Koo (Louis Koo Tin Lok) (Produttore esecutivo), Carey A. Smith (Coproduttore), Vanessa Choy (Coproduttore), Dan Chuba (Coproduttore)

Altro cast:
Aiuto regia: Jeff Rowe. Supervisore effetti speciali: Michael Lasker. Direttore artistico: Toby Wilson. Head of story: Guillermo Martinez. Supervisore musicale: Kier Lehman. Capo layout: Rich Turner. Capo animazione personaggi: Alan Hawkins. Supervisori all'animazione: Jocelyn Cofer, Chad Ellis, Tim Kallok, Nick Kondo, Rohini Kumar, Toby Pedersen, Jose Luis Llado Porquer, Dylan Reid, Tim Rudder, Matt Shepherd, Kelsey Wagner. Responsabile di produzione: Matt Sharack. Digital producer: Genevieve West. Supervisori computer grafica: Benjamin Aguillon, Katherine Renee Jones, Nicola Lavender, Jim McLean, Kieran Tether, Larry Weiss. Casting: Brittany Grooms, Tamara Hunter. Casting addizionale: Mary Hidalgo.

Immagini

[Schermo Intero]

DESCRIZIONE DEI PERSONAGGI

Katie Mitchell - Katie è un'artista isolata che sogna di andare alla scuola di cinema per incontrare le persone che possano davvero capirla. Lavora instancabilmente giorno e notte per creare film assurdi su YouTube, il cui protagonista di solito è il cane di famiglia. Mentre si prepara a prendere l'aereo che la porterà alla scuola di cinema a incontrare "la sua tribù", il padre le manda a rotoli i piani e decide di posticipare il viaggio di una settimana in modo che tutta la famiglia possa accompagnarla a scuola in auto per l'ultima avventura insieme! Il viaggio in auto è interrotto all'improvviso da una rivolta delle macchine che minaccia l'umanità e Katie si rende conto che per salvare la sua famiglia e il mondo intero dovrà diventare il tipo di eroe d'azione che fino a poco prima metteva nei suoi film! Katie, la figlia adolescente senza peli sulla lingua, è anche il personaggio più amato da Mike Rianda e da molti artisti del team. È uno spirito creativo che sogna di trovare la sua tribù alla scuola di cinema in California ed è ai ferri corti con il padre che le vuole molto bene ma si preoccupa dei suoi progetti per il futuro. Nella versione originale del film Katie ha la voce di Abbi Jacobson (Broad City, Disincanto). "Sapevamo di dover trovare prima di tutto la voce giusta per Katie, perché senza un'attrice stupenda per quel ruolo, il film non si sarebbe retto in piedi. Quando Abbi è venuta a fare il provino per questo ruolo, ha improvvisato 13 battute che erano tutte più divertenti di quelle che avevamo scritto noi", rammenta Rianda. "Mi ricordo di essere andato a New York per la registrazione e il primo giorno che eravamo lì lei stava scrivendo la sceneggiatura di A League of Their Own, che ha consegnato quella stessa mattina, mentre nel pomeriggio sarebbe andata a sceneggiare la quinta stagione di Broad City. Quindi eravamo una parte minima del suo programma. Ma alla fine della registrazione io e Jeff facevamo salti di gioia e ci siamo detti 'Non dobbiamo più preoccuparci di cercare l'attrice giusta! L'abbiamo trovata, è perfetta!'" Jacobson commenta: "Adoro Katie ed è stato esaltante prestarle la voce, imparare a conoscerla e darle vita. Il desiderio che ha Katie di trovare il suo posto nel mondo e incontrare i suoi simili è una cosa che capisco molto bene anche adesso, ma mi ricordo che al college quella voglia di scappare e scoprire cosa fosse veramente la vita era molto forte. Il film esprime bene l'idea che se sei fortunata ad avere una famiglia che ti sostiene, come nel caso di Katie, anche loro sono la tua tribù. È un messaggio che mi piace molto. Alla base di tutto c'è la famiglia, sia quella di sangue, sia quella acquisita e nella vita sono essenziali entrambe. Ho due nipoti piccole e continuavo a immaginarmele mentre guardavano il film. Katie è il tipo di personaggio a cui vorrei si ispirassero perché è davvero se stessa, estremamente creativa, una sorella maggiore stupenda, spassosa, bizzarra e porta avanti le sue passioni con entusiasmo. Sarebbe stato bello vedere questo film da piccola."

Rick Mitchell - Rick è un padre allegro e ignaro che adora la famiglia, la natura e acchiappare opossum a mani nude. Pensa che la tecnologia sia una distrazione dalle cose che contano nella vita, come stare uniti in famiglia e imparare a guidare le auto con marce manuali nel 2020. La sua famiglia, in particolar modo la figlia adolescente Katie, pensa che sia svitato e che dovrebbe cominciare ad adattarsi al mondo moderno, ma la visione anti-tecnologica di Rick si rivelerà giustificata quando tutte le macchine del pianeta si ribellano contro gli umani! Il destino del mondo dipenderà dalla capacità di Rick e Katie di riavvicinarsi per poter salvare se stessi e l'umanità intera! Nella versione originale del film Rick ha la voce di Danny McBride (The Righteous Gemstones, Vice Principals). "Il film è un mix perfetto di elementi comici e sentimenti autentici, che è una ricetta che adoro", dice McBride. "Le dinamiche familiari mi hanno entusiasmato dall'inizio alla fine, perché mostrano come possa essere difficile a volte essere vicini alle persone che conosci e ami di più al mondo". Per il personaggio di Rick Mitchell il regista Mike Rianda si è ispirato a suo padre. "Mi ricordo che una volta mio padre mi ha svegliato alle cinque di mattina: voleva che lo aiutassi a costruire una vasca da bagno nel bosco perché potessimo stare nudi in mezzo alla natura senza violare nessuna legge", racconta il regista ridendo. "Pensavano tutti che fosse impazzito, ci ha messo un sacco di tempo e ha speso tanti soldi, ma quando ha finito tutti quelli che hanno visto la sua vasca da bagno l'hanno trovata stupenda. Rick Mitchell è esattamente questo tipo di persona. Dice che i robot domineranno il mondo e finisce per avere più ragione di quanto non si sarebbe mai pensato." Persino la giacca di Rick nel film è ispirata a una giacca da aviatore del padre di Rianda degli anni '70. "L'ha usata per tutta la vita... ho mostrato una foto a Lindsey che l'ha disegnata e poi abbiamo mandato la giacca vera al team di Imageworks per costruirla in CG", dice Rianda. "Abbiamo continuato a lavorare su immagini e storia per rendere i personaggi più interessanti possibile." 

Linda Mitchell - Linda è una maestra elementare estremamente positiva e ottimista che non esiterebbe a gettarsi nelle fiamme per la sua famiglia. È una mediatrice nata, ma le due persone che non riesce ad aiutare sono il marito Rick e la figlia Katie. Linda vuole aggiustare a tutti i costi questa relazione tesa in modo che l'intera famiglia possa tornare a vivere in armonia. Quando un esercito di macchine cerca di soggiogare il genere umano, Linda dà sfogo alle sue emozioni dimostrando che non c'è niente di più travolgente di una donna che vuole proteggere la sua famiglia. Rianda spiega che Linda, che nella versione originale del film ha la voce di Maya Rudolph (Le amiche della sposa, Big Mouth), è ispirata a sua madre e a sua zia. "Linda ha una positività inesauribile e cerca sempre di tenere tutto e tutti insieme", commenta il regista. "È sempre felice più che mai e magari nasconde i suoi veri sentimenti perché nessuno può avere un atteggiamento così positivo in ogni momento. Ho dato a Lindsey delle foto di mia mamma e mia zia come ispirazione e lei ci ha aggiunto dei fantastici dettagli come gli occhiali di tartaruga viola." Secondo Rudolph: "Mike è un vero artista, ha una gran passione per l'animazione e per questa storia che voleva raccontare. Era impossibile non farsi coinvolgere in questo progetto. Abbiamo parlato di sua mamma, che l'ha sempre incoraggiato e che ha un'energia che secondo lui avrei potuto trasmettere. Per me era evidente che si trattava di un artista profondamente riflessivo e di talento, in procinto di creare qualcosa di molto speciale."

Aaron Mitchell - Aaron è un bambino buono e un po' nerd che indossa magliette con i dinosauri, pantaloni della tuta e scarpe con chiusura in velcro. Adora gli iguanodonti, la sua stupenda sorella Katie e Monchi, il molliccio cane di casa. Quando Aaron incontra una bambina a cui piacciono i dinosauri e si prende la prima cotta, Katie cerca di aiutarlo a capire che potrebbero esserci modi migliori di esprimere l'affetto anziché urlare e saltare giù dalla finestra. Aaron è il più giovane membro della famiglia Mitchell e si ispira liberamente a Mike Rianda e Jeff Rowe da piccoli. Per questo Rianda è stato la scelta obbligata per la voce del personaggio. "Aaron è molto simile a me da bambino. Fino a 13 o 14 anni ho indossato pantaloni della tuta e scarpe con chiusura in velcro per andare a scuola, perciò non ero esattamente 'un fico' alle medie", ricorda in tono scherzoso. "Mi buttavo anima e corpo su qualcosa per un breve periodo. Per esempio Batman, carte magiche o i dinosauri... tutto molto tenero, ma anche molto ossessivo, ed è così che ci siamo immaginati Aaron."

Monchi - Monchi è un cane carino, cicciottello e strabico. Non è perfetto, ma ce la mette tutta. Fa un po' da mascotte all'imperfetta e incasinata famiglia Mitchell. Ama mangiare, adora Aaron (il più giovane di casa Mitchell) e leccare la macchia umida che si forma sotto al bidone dell'immondizia. I suoi enormi occhi in fuori e l'adorabile corpo rotondetto lo rendono il preferito di Aaron e la star ideale dei bizzarri film di Katie. Lo strano aspetto di Monchi torna a favore dei Mitchell, perché quando un robot lo vede non riesce a capire di cosa si tratti e smette di funzionare. È un cane, un maiale o una pagnotta? Difficile a dirsi. "Monchi ha una gran personalità. Nonostante i problemi ghiandolari, ci è piaciuto un sacco!" commenta Rianda. "Per il film ci piaceva l'idea che Monchi fosse un po' l'avatar di tutta la famiglia. È a pezzi, impacciato e assurdo, ma comunque adorabile. Ha un sacco di difetti, proprio come i Mitchell, e ha anche gli occhi storti, ma non molla mai. È tenace."

Mark Bowman - Mark è l'entusiasta giovane leggenda del mondo tecnologico del XXI secolo che ha fondato la rinomata società PAL Labs. Mark è arrivato al successo per aver creato PAL, la prima assistente personale digitale del mondo. Nel miope tentativo di accelerare il passo della tecnologia, ha creato un "upgrade" di PAL: i robot PAL Max, che possono fare tutto quello che fa PAL, ma meglio. Purtroppo la sua ambizione sconsiderata lo porta a ignorare dettagli come le "misure di sicurezza" e promette che QUESTI robot non diventeranno mai cattivi come nei film. Ma viene subito smentito. I robot lo catturano, lo mettono di fronte alle conseguenze delle sue azioni e gli chiedono: "è questo il mondo che volevi?" Concepito in un primo tempo come un tipico milionario della tecnologia, l'uomo al comando dell'universo robotico è diventato un personaggio più amabile e con più spessore quando la scelta della voce è caduta su Eric Andre (The Eric Andre Show, Disincanto). "All'inizio non avevamo il senso di chi fosse veramente il personaggio", ricorda il coregista Jeff Rowe. "Tutte le volte che cercavamo di far diventare Mark un cattivo, ci sembrava di prendere la direzione sbagliata. Funzionava meglio come imprenditore tecnologico sfortunato, ma ben intenzionato. Come tanti veri imprenditori del settore tecnologico, crede che le sue idee renderanno il mondo un luogo migliore, ma forse non pensa alle enormi conseguenze che potrebbero avere a livello umano." 

PAL - Con la voce originale dell'attrice premio Oscar® Olivia Colman (The Crown, La favorita), PAL è un sistema operativo e un'assistente personale smart che si aggiorna in una nuova realtà quando il CEO la definisce obsoleta. Pal è brillante, ma soffre per essere stata rifiutata dal suo creatore, perciò non appena intuisce i suoi piani, inizia a tramare una vendetta nei confronti di Mark e di tutti gli esseri umani... I registi confermano che PAL è un omaggio a HAL 9000, il famoso supercomputer del classico film di Stanley Kubrick 2001: Odissea nello spazio. Nelle prime bozze PAL era semplicemente un cervellone basato sul cloud, ma presto risultò chiaro che mettere un telefono cellulare al comando sarebbe stato più divertente. Guardando La favorita, Rianda e Rowe si sono resi conto che, per la sua capacità di essere estremamente divertente e trasformarsi in una furia in un attimo, Olivia Colman era anche la voce ideale per PAL. "Quando abbiamo parlato con Olivia era appena stata annunciata la sua candidatura all'Oscar... speravo che vincesse, ma per noi sarebbe stato meglio il contrario, perché pensavo... se vince un Oscar è impossibile che decida di recitare la parte di uno stupido telefono cellulare! Invece ha vinto e ha anche accettato il ruolo... chi l'avrebbe immaginato?" 

CURIOSITÀ SULLA PRODUZIONE DEL FILM "I MITCHELL CONTRO LE MACCHINE"

• Gli autori hanno usato per tutto il film una lingua robotica vera e propria, con una miriade di battute nascoste che aspettano solo di essere decodificate dai fan più coraggiosi. Il regista Mike Rianda ha dichiarato: "Le freddure a fermo immagine nella serie I Simpson sono sempre molto divertenti e rappresentano un elemento molto intrigante del programma. Premiano l'attenzione dello spettatore e sono un indicatore del fatto che i realizzatori si sono divertiti. Nel nostro film abbiamo voluto creare la stessa atmosfera. Più passione ci mettiamo, più passione percepirà la gente. Questa è la nostra speranza".

• Katie Mitchell è una cinefila e per questo la sua cameretta, i film, lo zaino e i vestiti sono tempestati da riferimenti a pellicole destinati ai fan: le sue calze hanno un motivo che ricorda Shining, sullo zaino ha una spilla "Lawn Wranglers" ispirata a Wes Anderson e un'altra spilla a tema Il dottor Stranamore. I suoi eroi del grande schermo sono Celine Sciamma, Lynne Ramsey, Hal Ashby e Greta Gerwig, mentre tra le parodie che ha girato troviamo Monchi: La paura mangia l'anima e Paura e delirio nel Michigan centrale.

• L'auto dei Mitchell è ispirata a una station wagon Chevrolet Celebrity del 1990, un tempo di proprietà del coregista Jeff Rowe. Il nome della macchina era Tom Hanks.

• La troupe del film ha fatto visita al California Institute of Technology per seguire una battaglia tra robot organizzata dagli studenti e parlare con esperti di ingegneria robotica per acquisire consapevolezza sul futuro delle macchine e anticipare la perenne evoluzione nel mondo della tecnologia.

• Le persone che assistevano per la prima volta a una sessione di registrazione con Olivia Colman immancabilmente a un certo punto pronunciavano sottovoce un "Oh mio Dio!" in silente ammirazione.

• I primi membri della troupe, tra cui Mike Rianda, Jeff Rowe, Lindsey Olivares, Andrew Ross e Guillermo Martinez, hanno raggiunto in auto Las Vegas (luogo dove all'inizio era prevista l'ambientazione del momento clou del film), trovando fonti di ispirazione per Dino-Land al Peggy Sue's 50s Diner e al Dino-Saur Park. Hanno anche visitato il parco Cabazon Dinosaurs e, in Kansas, Prairie Dog Town, ora chiuso definitivamente. In più, si sono resi conto che la conversazione migliorava notevolmente subito dopo aver messo via i cellulari.

• Negli studi la troupe aveva come animali domestici un cane robot Aibo e un aspirapolvere Roomba con un coltello di plastica attaccato nella parte superiore della scocca. Entrambi facevano venire i brividi a tutti e presto sono stati eliminati.

• Monchi è ispirato a Monchichi, il cucciolo di cane della sorella di Mike Rianda. Il cane in carne e ossa si emozionava facilmente, era strabico e non riusciva a prendere gli oggetti, proprio come il suo alter ego animato.

• Nella versione originale del film, la stella di Instagram Doug the Pug (@itsdougthepug) ha doppiato tutti i rumori di Monchi, tra cui grugniti, starnuti, latrati e leccate.

• Il film è pieno di fermi immagine in cui Katie scrive sullo schermo. Tra questi troviamo le idee della stessa Katie per possibili sequel, come I Mitchell contro gli alieni, I Mitchell contro un esercito di cloni, I Mitchell contro il concetto di morte e I Mitchell - Un nuovo universo Furby.

• Durante la prima sessione di registrazione Danny McBride ha portato Mike Rianda, Phil Lord e il segretario di edizione Pete Szilagyi a fare un originale giro in golf cart a Charleston, nella Carolina del Sud, dove abita.

• La troupe del film ha fatto visita al California Institute of Technology per seguire una battaglia tra robot organizzata dagli studenti e parlare con esperti di ingegneria robotica per acquisire una maggior consapevolezza sul futuro delle macchine.

• Il viaggio dei Mitchell inizia nella loro città nel Michigan e si conclude alla sede di Pal Labs nella Silicon Valley. Rianda racconta: "All'inizio pensavamo che i Mitchell sarebbero andati dalla California verso New York. Con lo sviluppo della sceneggiatura, però, abbiamo fatto viaggiare la famiglia verso ovest. Sugli Appalachi fanno un giro a dorso di mulo, poi raggiungono DinoStop nel Kansas e il Centro Commerciale Globe nel Colorado orientale". 

• Il fulcro tecnologico del film è Cupertino, in California.

• Molti dei robot che appaiono nella terza parte del film si ispirano ad ASIMO, il classico robot umanoide presentato da Honda vent'anni fa.

• Il regista Mike Rianda e la sua squadra sono stati determinati nel descrivere nei modi più genuini e realistici possibili la casa di periferia dei Mitchell nel Michigan. "La nostra famiglia è deliziosamente imperfetta. Quando vai a casa di amici non è che tutti i candelabri abbiano candele perfettamente in verticale. Le cose normalmente sono un po' in disordine. Mi ricordo che quando ero piccolo la mia casa non era mai perfetta. C'erano giochi per i cani sulle sedie e piatti sporchi nel lavabo. Per questa casa volevamo dare un'immagine del genere."

• Durante il suo sviluppo il film ha subito numerosi rimaneggiamenti con versioni che prevedevano una serie TV chiamata Everybody Loves Killbot, visori di realtà virtuale in grado di realizzare ogni fantasia, i Mitchell che sequestrano il Presidente degli Stati Uniti e PAL all'interno di un enorme robot costruito con tecnologia senziente.

• Il film combina due stili di animazione: uno tipico da illustrazione con colorazioni fatte a mano, mentre l'altro si avvicina al realismo della computer grafica tipico di buona parte delle pellicole moderne.

TUTTO EBBE INIZIO CON UN VIAGGIO ON THE ROAD

Sei anni fa, mentre lavorava come autore e direttore creativo per la serie animata Disney acclamata dalla critica e premiata ai BAFTA Gravity Falls, il regista Mike Rianda ha ricevuto da Sony Pictures Animation la proposta di dirigere un lungometraggio originale. "Quando la Sony mi ha contattato la prima volta stavo scrivendo un film animato su una storia di formazione in 2D vietato ai minori che nessuno voleva, ma sul quale stavo lavorando anima e corpo", commenta. "Quando mi sono reso conto di avere la possibilità di realizzare un film animato originale, non potevo crederci. Era un po' come se qualcuno consegnasse le chiavi della Corvette di papà a un sudaticcio studente di cinema. Mi hanno chiesto se avessi qualche idea e ho risposto di averne a IOSA! Non era vero. Non avevo assolutamente nulla. Ma ero comunque così pieno di entusiasmo. Sognavo da sempre di fare un film animato personale e unico, e questa era la mia occasione! E così quando ho cominciato a pensare a qualche spunto ho praticamente messo insieme la cosa che amo di più al mondo, la mia pazza famiglia, e ciò che adoravo di più da bambino, i robot killer." 

Nel lungo viaggio in auto da Los Angeles a casa sua a Salinas, in California, Rianda ha acceso il suo registratore mettendo insieme la struttura di ciò che sarebbe diventato I Mitchell contro le macchine. "Mio padre è un appassionato della natura e adora cacciare, pescare e fare escursioni di otto ore attraverso luoghi selvaggi. Lo adoro, ma quando si tratta di tecnologia è completamente perso. Ho pensato che sarebbe stato interessante vederlo coinvolto in una rivolta delle macchine che lo costringesse a ricorrere a tutte le tecniche di sopravvivenza che conosce", commenta Rianda. "Mi sono accorto che stavo diventando come mio padre quando una volta ho invitato i miei nipoti a una "giornata di divertimento in famiglia" a base di laser tag e pizza e ho notato come, appena seduti per mangiare, prendessero subito in mano il cellulare. Di colpo mi sono trasformato in mio padre. È stato come se di colpo mi ritrovassi con la giacca di papà e con la sua barba e ho incominciato a dirne di ogni contro i cellulari: 'Questo è un momento da passare in famiglia! Cosa state facendo? Vi porto a giocare a laser tag con i vostri cugini e voi STATE LÌ CON I VOSTRI CELLULARI IN MANO?' E ho cominciato a pensare che forse la tecnologia potrebbe essere una lente con cui osservare le differenze generazionali. È stato anche entusiasmante perché in un mondo in cui la tecnologia sa fare le stesse cose di uomini e donne, sorge la domanda: 'cosa significa essere umani?' È stato questo il momento in cui l'idea ha cominciato veramente a prendere forma." Per dare sostanza alla sua idea Rianda ha chiesto aiuto a Jeff Rowe, anche lui laureato alla California Institute of the Arts e autore di Gravity Falls. "In realtà ero il suo sostituto nella serie e per un paio di settimane abbiamo lavorato insieme", racconta Rowe. "Era un fan del mio modo di raccontare. Entrambi prima di poter entrare al California Institute of the Arts eravamo stati respinti, io due volte e lui solo una. Alla fine, però, abbiamo iniziato lo stesso anno. E per una congiunzione astrale siamo diventati subito amici. Era lui la persona che chiamavo alle due di mattina quando avevo problemi con le sceneggiature di Gravity Falls, e parlando con me mi toglieva d'impiccio. È stato un incontro voluto dagli dei dell'animazione."

Nel 2015 Rianda e Rowe hanno incominciato a lavorare alla prima bozza del copione per I Mitchell contro le macchine. Hanno deciso di costruire un film attorno a personaggi variegati che entrambi conoscevano e in cui si potessero identificare. "La nostra priorità era dar vita a personaggi memorabili in grado di suscitare l'interesse e l'ammirazione del pubblico. Ci siamo adoperati per raggiungere questo obiettivo", ricorda Rianda. "E sono convinto che sia questo il motivo per cui la gente si riconosca nei temi di base, come i figli che vogliono essere indipendenti, i genitori che desiderano una famiglia unita, l'apprezzare cosa hanno fatto i genitori per te e come, da genitore, sia necessario lasciare che i figli siano come sono."

"Mi piace il fatto che il film sia molto preciso e realista", aggiunge Rowe. "Certo, ci sono dei Furby giganti sparalaser e una città di robot, ma nel suo nucleo è un film ben ancorato alla realtà. Prestiamo molta attenzione ai dettagli dei personaggi. Sono complessi, hanno emozioni e difetti e sembrano veri. Anche se adoriamo il taglio da commedia nel film, è stato ancora più importante presentare un livello emotivo profondo e genuino."

Rowe aggiunge che affrontare il tema della tecnologia è stato un esercizio di equilibrismo. "Ci sembrava troppo facile dire: 'Guarda, la tecnologia e i telefonini stanno rovinando il mondo. Non c'è più nessuno che legge!' Semplicemente suona così falso. Non volevamo dare l'impressione di essere quelli che agitano i pugni in aria dicendo: 'Ragazzi, mettete via i telefoni!'. Non credevamo in quell'atteggiamento e non volevamo che questo fosse il messaggio del film. In verità la tecnologia può essere fantastica. Può far conoscere persone che la pensano allo stesso modo e che vivono ai quattro angoli del globo. Io e Mike volevamo un film che dimostrasse la necessità di una visione equilibrata. Va bene accogliere i lati positivi della tecnologia. Si tratta di un semplice strumento che può essere usato per isolarsi o per connettersi agli altri."

Il duo ha adottato una tecnica: mentre uno scriveva le scene che gli piacevano di più, l'altro si occupava della revisione; un processo che ha prodotto uno dei debutti più divertenti da anni e nel quale è facile immedesimarsi. Dar vita a un lungometraggio ha comunque comportato delle difficoltà. "Per questo film ho dovuto fare un enorme passo", racconta Rianda. "Prima di Gravity Falls facevo dei corti da tre minuti per i film dei miei studenti. Passare da tre a 22 minuti è sembrata un'impresa impossibile. E poi passare da 22 a 90 è stato... avete presente quel meme del cervello che esplode? Ecco, girare un lungometraggio è proprio così", commenta ridendo.

Per elevare il livello del film Rianda si è fatto aiutare da due fuoriclasse pieni d'entusiasmo: i produttori premi Oscar® Phil Lord e Chris Miller. "Phil e Chris hanno visto un premontato del film e lo hanno adorato. Voglio dire, è stato fantastico vedere che a loro addirittura PIACESSE il film e a me sarebbe bastato questo, perché loro due sono tra i miei eroi", racconta Rianda. "Il loro successo con un film sperimentale come Spider-Man: Un nuovo universo ci ha spronato a rendere la nostra storia più folle e particolare di quanto non avremmo fatto senza di loro. Penso che normalmente ci sia l'impulso di smussare tutti gli aspetti bizzarri di qualsiasi storia. Questo vale in particolare all'interno di un importante studio cinematografico. Quando però sono arrivati, ci hanno incoraggiati a inseguire i nostri istinti più folli e a rielaborare ogni scena fin a quando non fosse perfetta. Ci hanno aiutato ad affinare l'aspetto comico e a rafforzare i vari rapporti lasciando spazio ai momenti carichi di emozione."

"Mike è stato il direttore creativo di Gravity Falls, una serie divertente, dolce e intelligente con un senso dell'umorismo veramente raffinato e in grado di far ridere grandi e piccini, e il suo operato con questo film è arrivato a un altro livello", racconta Miller. "Lui porta avanti la tradizione di Spider-Man: Un nuovo universo che punta a fare qualcosa di nuovo e visivamente innovativo, presentando nel contempo un'esperienza completa tra risate, lacrime, entusiasmo, brividi... tutto ciò che vorresti vedere in un film."

Anche Lord e Miller, tutt'altro che neofiti nell'esplorazione di linguaggi visivi originali nel mondo dell'animazione, sono rimasti incuriositi dalla visione degli autori. "Una delle cose più affascinanti dell'animazione è che l'unico limite è dato dalla fantasia dei cineasti", racconta Miller. "Sembra che solo ora abbiamo a disposizione gli strumenti tecnologici che permettono di portare sullo schermo qualsiasi stile visivo o linguaggio immaginabile e siamo solo agli albori di un'età d'oro della creatività. È un po' come quando gli impressionisti hanno rifiutato le regole artistiche dell'iperrealismo e all'improvviso si è assistito a un'esplosione di stili diversi, come il puntinismo, fauvismo, cubismo, surrealismo, ecc. L'animazione può diventare lo specchio più genuino della mente del cineasta. Inoltre, nell'animazione è molto più facile cavarsela con le gag fisiche." "In realtà non abbiamo alcuna preferenza a livello di media", aggiunge Lord. "A volte l'animazione è il modo migliore di rendere speciale una storia originale."

Per garantire l'accuratezza dei dettagli del percorso in auto dei Mitchell attraverso gli Stati Uniti, Rianda, Rowe e alcuni dei membri più importanti del team artistico hanno deciso di partire loro stessi in viaggio. "Ho detto loro che saremmo potuti andare nella mia casa di famiglia a Salinas, nel nord della California, oppure a Las Vegas. Per qualche strana ragione hanno scelto Vegas!", ricorda Rianda ridendo. "Uno degli storyboard artist ha proposto di non usare i cellulari durante il viaggio per vedere cosa sarebbe successo. Subito dopo aver messo i telefoni in una borsa, abbiamo incominciato a intavolare stupende conversazioni personali su famiglia e futuro. È stato un viaggio fantastico."

I membri del team hanno anche rivelato molti dettagli della propria vita e delle loro famiglie, oltre ai ricordi di cosa significasse essere un adolescente creativo che sogna di andare all'accademia delle belle arti malgrado le pressioni familiari verso una carriera più convenzionale rispetto a quella di artista o di disegnatore di cartoni animati.

UNA NUOVA GENERAZIONE DI VISIONARI

Il direttore di produzione di Sony Pictures Animation Kurt Albrecht, che funge da produttore del film, riconosce allo studio di aver permesso a cineasti giovani e di talento come Rianda e Rowe di realizzare con questo progetto la loro visione originale. "Mike e Jeff arrivano dal mondo dell'animazione televisiva 2D, mentre la scenografa Lindsey Olivares e l'head of story Guillermo Martinez non hanno mai lavorato in posizioni di supervisione prima di questo film", fa notare. "Nel team ci sono molte nuove leve e tutti lavorano a livelli inverosimili. Continuano a proporre nuove idee e ad aggiungere scene inedite e battute nuove." 

Guillermo Martinez, head of story del film, dichiara che lavorare a I Mitchell contro le macchine è stata una delle esperienze professionali più gratificanti di tutta la sua vita. "Mi succede raramente di lavorare a un progetto che corrisponda così da vicino alla mia sensibilità comica. Poter coinvolgere questi talenti è stato un vero colpo di fortuna. Sono convinto che il nostro film conquisterà il pubblico. Non vedo l'ora che il mondo possa vederlo." Martinez, già storyboard artist della celebre serie di Cartoon Network We Bare Bears - Siamo solo orsi, e di film in stop-motion come Kubo e la spada magica e Mister Link, si augura che gli spettatori guardando il film possano vedere la loro vita rappresentata sullo schermo. "In fondo la pellicola parla di familiari che trovano nuovi modi per vedersi e relazionarsi tra loro, apprezzando i momenti che condividono. Il mio sogno è che questo film permetta ai genitori di scoprire qualcosa di nuovo sui propri figli e viceversa."

La scenografa e character designer Lindsey Olivares dichiara che il film l'ha affascinata da subito perché il materiale al suo interno sta così tanto a cuore al regista. "Penso che ciò che rende questo film così speciale è il fatto che Mike si sia ispirato enormemente a familiari e amici", spiega. "Il fulcro del film è caratterizzato da tale attaccamento e coinvolgimento personale. Mi attira l'osservazione ravvicinata, il fatto di catturare l'attimo e ricostruire la sensazione di una persona o di un luogo reali."

Nel suo lavoro Olivares ha messo molto di se stessa e delle persone che conosceva nella vita vera. "Nell'abitazione dei Mitchell è possibile notare molti dei dettagli della casa dove sono cresciuta. Il fatto di poter riconoscersi è essenziale per noi, soprattutto perché volevamo che il pubblico potesse immedesimarsi con il mondo degli umani. Se gli spettatori sono in grado di vedere nei personaggi parte di loro stessi, o dei loro genitori, di una zia o di altre persone, allora sentiamo di avercela fatta. Ho preso molti dettagli dalla mia vita e quindi è fantastico vedere che anche altri riconoscano personaggi e sfondi."

"Tutti si sono letteralmente innamorati delle sue illustrazioni", ricorda Albrecht. "Le sue opere hanno la qualità eccelsa delle illustrazioni fatte a mano e volevamo assicurarci di preservare questo aspetto mentre le trasponevamo nell'animazione in computer grafica. Vedere il team tecnico animare le sue illustrazioni per il grande schermo è stato fonte di grande soddisfazione."

"La storia centrale del film è molto commovente", aggiunge Olivares. "È stato bello fare un tuffo nel passato e rivivere le emozioni di una ragazza diciassettenne che non sta nella pelle all'idea di iniziare il college e incontrare i suoi simili. In un certo senso, tanti colleghi che lavorano al film hanno questa stessa creatività pura, stravagante ed entusiasta. È stato stupendo condividere quest'avventura."

Il direttore artistico Toby Wilson (Medal of Honor) fa notare che I Mitchell contro le macchine si svolge su due piani distinti: da un lato c'è il mondo dei Mitchell, con una coerenza visiva e un inventario di forme molto specifici, dall'altro l'austero universo tecnologico, pieno di angoli e spigoli. "Il mondo dei Mitchell è caratterizzato da un senso di familiarità e di affetto, espresso tramite forme naturali: rotondeggianti, morbide e tremolanti. Volevamo valorizzare le imperfezioni e quell'aspetto artigianale richiede un sacco di lavoro, perché cerchiamo di imitare il look 2D per creare un senso di intimità", spiega. "Il mondo tecnologico, invece, è l'esatto opposto. È una realtà creata dall'intelligenza artificiale, per cui abbiamo considerato diversi riferimenti fotografici. Durante l'invasione, le macchine dominano il mondo umano e quindi i colori che le caratterizzano diventano prevalenti."

Dato che il rendering regolare in CG dei personaggi crea molto contrasto e tanti dettagli, il team artistico ha lasciato che molti dei dettagli si confondessero nello sfondo. "Abbiamo anche lavorato all'illuminazione dei personaggi in modo che non sembrasse fatta al computer", aggiunge Wilson. "La luce sembra dipinta attorno ai corpi, imitando l'animazione tradizionale in 2D. L'illuminazione è al 100% o al 25%, con poche varianti intermedie, in modo da farla sembrare un'animazione classica."

La creazione degli aspetti visivi necessari all'animazione del mondo robotico è stata affidata al supervisore degli effetti speciali Michael Lasker e al suo esperto team di Sony Pictures Imageworks, i quali hanno lavorato con nuovi shader, strumenti e metodi per creare un look molto diverso da quello che avevano prodotto per Spider-Man: Un nuovo universo.

"Un nuovo universo aveva tratto ispirazione dai fumetti, mentre I Mitchell è più illustrativo e integra media tradizionali, dove si vede la mano dell'artista, agli aspetti 3D dell'animazione. L'effetto è artigianale e pittorico. È uno stile completamente nuovo. Dopo aver stabilito quale fosse il look che volevamo, abbiamo analizzato i dipinti creati dal gruppo di sviluppo visivo e i loro obiettivi stilistici per cercare di capire quale fosse il modo migliore di ottenerli. E in questo modo abbiamo finito per creare nuovi strumenti nella pipeline allo scopo di replicare le singole componenti delle illustrazioni. Dato che lo stile visivo si evolve nel corso della storia, partendo dal mondo umano per arrivare a quello dei robot e della tecnologia, avevamo bisogno di strumenti flessibili. Il nuovo look è più sfumato di quello dei film precedenti."

Il capo animazione dei personaggi, Alan Hawkins, aggiunge: "Nel film ci sono due stili molto diversi: uno tipico dei cartoni animati e uno realistico, e tra i due non c'è sempre corrispondenza diretta. I personaggi interagiscono con questi due mondi in modi completamente diversi. Il mondo umano è intimo, familiare e tattile. Quando un personaggio è seduto su una sedia, lo è in modo rilassato o magari gira la sedia dalla parte dello schienale con un gesto familiare. Volevamo che la recitazione fosse naturale e riconoscibile. Gli spazi sono più piccoli ed emanano un senso di confort e naturalezza, il che influenza il modo in cui la famiglia ci interagisce. In contrasto, il mondo dei robot è rigido, aperto ed essenziale. Non ci sono elementi superflui o fuori posto e ci sono pochissimi oggetti con cui i personaggi possono interagire. Gli ambienti dei robot, come ad esempio l'ufficio di Pal, esprimono un chiaro senso di isolamento che ci è servito come base per la recitazione." Hawkins ha anche rivoluzionato la pipeline dell'animazione con l'invenzione di un tipo di movimento completamente nuovo e innovativo per animare i robot.

GIRATO IN KATIE VISION!

Siccome Katie Mitchell è essa stessa regista, il team ha pensato che fosse una buona idea riversare la sua creatività e la sua visione delle cose sullo schermo, un tocco che hanno chiamato "Katie Vision". "Si sono detti: dato che Katie è una regista che fa tutti questi film demenziali, come sarebbe se sembrasse che è stata lei a fare il montaggio del film? Quindi è lei a scrivere sui fotogrammi e a disegnare cuoricini intorno alla madre e corna diaboliche sopra al padre", spiega Rianda. "Ci sembrava molto divertente far trasparire la sua personalità dalla regia stessa del film. Volevamo che fosse un personaggio dalla creatività inesauribile che disegna sulle proprie scarpe, sui pantaloni, sul muro o dove le capita. Quindi aveva senso che disegnasse anche sulla pellicola." Anche agli artisti è piaciuto cimentarsi in questo progetto, perché ha dato loro la possibilità di mescolare animazione in CG, materiali live action e disegni in 2D. La scenografa Lindsey Olivares aggiunge: "Abbiamo preso i nostri fantastici rendering in 3D e ci abbiamo disegnato sopra a mano come se fosse stata Katie a farlo. E c'è tanta energia e libertà quando prendi un fotogramma finale di alta qualità e ci disegni sopra come farebbe un'adolescente." 

REALIZZARE LA MUSICA PER "I MITCHELL CONTRO LE MACCHINE"

Quando il compositore Mark Mothersbaugh (La famiglia Willoughby, The LEGO Movie 2 - Una nuova avventura) ha visto la prima scena del film, è rimasto intrigato dalla storia e dall'umorismo bizzarro che la caratterizza. "Mi piaceva l'idea che questo progetto mi permettesse di esplorare molti stili musicali diversi: ad esempio, la famiglia è caratterizzata da suoni rustici e naturali, mentre quelli di Katie e Aaron sono più tecnologici, quindi si crea un contrasto. Naturalmente i robot hanno i suoni specifici creati al sintetizzatore e poi, verso metà del film, arriva l'orchestra che prepara il terreno per le grandi scene d'azione." Mothersbaugh, noto principalmente come cofondatore, solista e tastierista dell'amato gruppo Devo, dice che gli piace comporre suoni per orchestra perché permette al pubblico di sentire le variazioni di intonazione specifiche del giorno in cui la musica viene registrata. "C'erano una novantina di persone che suonavano insieme, anche se dovevano stare a due metri di distanza l'uno dall'altra di questi tempi", rammenta. "La musica mette insieme persone diverse, che vivono, respirano e creano suoni con le vibrazioni di strumenti e polmoni. Quella musica porta l'animazione, ora molto più avanzata e innovativa rispetto agli inizi della mia carriera, a un livello più elevato." Anche se Mothersbaugh ha composto la maggior parte della musica dallo studio di casa sua a Los Angeles, i pezzi per orchestra del film sono stati registrati quasi tutti in Australia, nella famosa Opera House di Sydney.

Mothersbaugh non ha potuto viaggiare a causa delle limitazioni imposte dal COVID-19, ma è riuscito a fare la supervisione del progetto in modo virtuale da Los Angeles. "Abbiamo dovuto affrontare molte difficoltà a causa della pandemia", osserva. "Io mi sono ammalato di COVID e non ho potuto lavorare per circa un mese, ma per fortuna mi sono ripreso in fretta. E poi abbiamo anche dovuto scaglionare la lavorazione, ma alla fine abbiamo avuto più tempo per lavorare al film e accertarci che fossero tutti contenti di quello che avevamo fatto." Il compositore afferma che gli è piaciuto molto lavorare con i produttori Phil Lord e Chris Miller. "Avevo già avuto l'occasione di lavorare con loro per i film della serie Piovono polpette e sono dei veri smanettoni", dice Mothersbaugh. "Continuano a fare modifiche al film fino all'ultimo minuto, perché non hanno paura di trovare un'idea migliore. Hanno una reputazione incredibile e il loro successo non è certo un caso. Modificano il copione e controllano che tutto sia perfetto fino al mixaggio finale. È essenziale dar loro il maggior numero di scelte possibili così che possano migliorare le cose anche dopo il doppiaggio finale." 

Ha parole di encomio anche per il regista/sceneggiatore Mike Rianda. "È stato divertente collaborare con lui per capire la visione che aveva di questo mondo", spiega il compositore. "La musica è molto astratta e quando qualcuno dice che vuole un suono forte e minaccioso, devi prima capire esattamente quanto forte e minaccioso lo voglia. Devi capire il significato delle sue scelte. Mi piace come funziona la mente di Mike. È una persona riflessiva, creativa e precisa. Mi ha davvero colpito la sua visione del film, che è molto attuale perché parla di come ritrovare l'unità in famiglia per far fronte alle difficoltà che si incontrano."

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I Mitchell contro le macchine disponibile in Digitale da Venerdì 30 Aprile 2021
30 Aprile 2021 su Netflix.

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Guarda I Mitchell contro le macchine su Netflix

Nota: "I Mitchell contro le macchine" è un titolo Netflix Original, puoi vederlo su Netflix .

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