Braccialetti rossi

Braccialetti rossi (2014)

Braccialetti rossi

Braccialetti rossi e' una serie televisiva di genere Drammatico girata in Italia, realizzata nel 2014,. Braccialetti rossi si compone di 3 stagioni e da 19 episodi.
Ogni episodio dura circa 90 minuti.

In un ospedale si intrecciano le vite di sei ragazzi Leo, sedicenne forte e pieno di vita nonostante la battaglia che com batte contro il cancro; Valentino, che diventa suo compagno di stanza quando entra in ospedale per un intervento; Cristina, che soffre di anoressia; Toni un ragazzino molto bizzarro ricoverato dopo un incidente in moto; lo scorbutico Davide, che ha avuto un malore sul campo di calcetto e non vorrebbe essere lì; e Rocco, un bambino in coma da mesi ma che in modo magico e misterioso metterà insieme un gruppo di amici: i Braccialetti Rossi.

Stagioni

Stagioni - EpisodiPrima Visione in Italia
Stagione 1 - Episodi 626 Gennaio 2014 su Rai Uno
Stagione 2 - Episodi 515 Febbraio 2015 su Rai1
Stagione 3 - Episodi 816 Ottobre 2016 su Rai1

Cast e Personaggi


Schede dei Personaggi

Leo, il Leader, interpretato da Carmine Buschini

Carmine Buschini ha 17 anni ed è nato il 18 aprile del 1996. Vive a Longiano, un piccolo paese dell'entroterra romagnolo in provincia di Forlì- Cesena, con i genitori, un fratellino di due anni e mezzo e una sorellina di un anno. Frequenta la quarta superiore del liceo scientifico Marie Curie a Savignano. Nel tempo libero gioca a pallanuoto nella squadra del paese e suona la chitarra. Ha partecipato a uno spot pubblicitario nel 2013. Braccialetti rossi è la sua prima esperienza televisiva. "Ciò che custodisco nel cuore della mia esperienza in 'Braccialetti rossi' e che difficilmente potrà andarsene è l'insieme delle emozioni nuove che il gruppo mi ha fatto provare. E quelle potenti che ha lasciato. Non credevo che in così poco tempo si potesse diventare tanto AMICI. 6 cuori che battono all'unisono. Al polso, il simbolo del legame: IL BRACCIALETTO ROSSO. WATANKA! Il momento più scolpito nei ricordi è certamente quello della corsa in bicicletta il giorno in cui abbiamo girato il video della canzone, perché riassume lo spirito del nostro stare insieme: gioia e tanta voglia di ridere. Il personaggio di Leo, come me, pensa agli altri, ma ciò che gli brucia, lo nasconde bene dentro... Eppure sa ridere, gioire, amare. Lui ed io siamo più uguali che diversi, anche perché Giacomo Campiotti, ha 'costruito' Leo giorno per giorno, scena dopo scena insieme a me. Sono stati quasi cinque mesi di cui si potrebbe girare un 'film nel film'... ma questa è un'altra storia." Leo "il Leader" si racconta: "Sono Leo. Sto qua dentro da più tempo di tutti, è una specie di giostra, cambio reparto, mi mandano prima di sopra, poi di sotto, poi ritorno qua al primo piano, e tutto ricomincia. Si sono affezionati a me, non mi vogliono lasciar andare, dicono che piano piano miglioro, dicono che sono l'emblema del funzionamento della baracca. So più cose dei medici, so fare una medicazione meglio di un infermiere, so tutti i trucchi per svicolare da un farmaco che ti dovrebbe far star bene e invece ti fa star male. Insomma, sono il Leone, il numero 1, il leader. Chi m'ha eletto? Nessuno, mi sono eletto da solo".

VALE, il Vice-Leader, interpretato da Brando Pacitto

Brando Pacitto ha 17 anni; è nato a Roma, dove vive, il 1 marzo 1996. Ha una sorella di nome Onda. Frequenta la quarta linguistico dell'Istituto Nazareth e ha diversi interessi sportivi come il surf, il kitesurf e lo skateboard, e la passione per il cinema. Ha avuto precedenti esperienze televisive in fiction tv tra le quali "La sacra famiglia" di Raffaele Mertes, "Liberi di giocare" di Francesco Miccichè e "Al di là del lago" di Stefano Reali. "Quella di 'Braccialetti rossi' è stata, sia professionalmente che personalmente, un' esperienza molto intensa; ogni giorno è stato emozionante, abbiamo lavorato tutti tanto e tutti bene insieme. Certo, non è stato sempre facile, abbiamo passato anche dei momenti difficili e faticosi, ma abbiamo sempre continuato ad andare avanti con il sorriso. Il mio personaggio è quello di Vale, molto riflessivo e pensieroso, attento alle piccole cose e ai particolari, un po' come sono io nella vita." Vale "il Vice-Leader" si racconta: "Io mi chiamo Vale. Un anno fa s'è scoperto che avevo qualcosa che non andava, qualche rotella del meccanismo del mio corpo s'era inceppata, e così hanno cominciato a sballottarmi di qua e di là. Mio padre è l'uomo più indaffarato della terra, va sempre di corsa, anche quando viene a trovarmi. Mia madre invece ha smesso di lavorare ed è concentrata su una sola cosa: me. E questo, anche se è bello, ogni tanto mi fa mancare l'aria. Per fortuna qua ho conosciuto Cris e gli altri, sennò sarebbe stata davvero dura...".

CRIS, la Ragazza, interpretato da Aurora Ruffino

Aurora Ruffino ha 24 anni; è nata il 22 maggio 1989 a Druento, in provincia di Torino. Frequenta il terzo anno del Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma. Prima di Braccialetti rossi ha recitato come protagonista in "Una Ferrari per due" di Fabrizio Costa e in "Questo nostro amore" di Luca Ribuoli. Ha esordito nel cinema con "La solitudine dei numeri primi" di Saverio Costanzo ed è stata protagonista di "Bianca come il latte, rossa come il sangue" di Giacomo Campiotti. Attualmente sta girando la seconda serie di "Questo nostro amore" per la regia di Luca Ribuoli. "È difficile descrivere in poche righe cosa ha significato per me l'esperienza di Braccialetti rossi. È stato un viaggio magico in cui il tempo e lo spazio sembravano essersi fermati. Un vortice di emozioni, risate, pianti e gioie che mi hanno travolto e letteralmente scosso la vita. Vita, sì. Perché è questo che regalano i 'Braccialetti rossi': bellezza e gioia di vivere. Tanto insegnamento, tante amicizie, tante avventure e tanto amore. Sei difficili storie affrontate con forza e coraggio da sei piccoli, ma grandi eroi." Cris "la Ragazza" si racconta: "Mi chiamo Cris. Dopo i primi giorni ho pensato che questa era una gabbia di matti, mi guardavo attorno e mi dicevo: 'Ma che ci sto a fare qua dentro? Che c'entro io? Questi stanno tutti a pezzi, fermate tutto, voglio scendere'. Poi, in una strana giornata che non dimenticherò mai per tutto il resto della vita, ho conosciuto Leo, Vale, Davide, Toni... e Rocco: i 'Braccialetti rossi'. Ed è cambiato tutto (pausa, sorride). Beh... quasi tutto".

DAVIDE, il Bello, interpretato da Mirko Trovato

Mirko Trovato ha 14 anni; è nato a Roma il 13 febbraio 1999. Vive a Pomezia con i genitori e la sorella maggiore. Frequenta la prima classe dell'Istituto San Benedetto e nel tempo libero ama disegnare, giocare a calcio, praticare il nuoto ed esercitarsi in informatica. Braccialetti rossi è la sua prima esperienza televisiva. "Ho vissuto una bellissima avventura che mi ha dato tante emozioni, soddisfazioni e lasciato tanti ricordi; ho conosciuto tante persone a cui mi sono affezionato molto. Come il mio personaggio sono un po' duro e scontroso, ma in fondo sensibile. Ho lavorato divertendomi. La cosa più bella è stata vivere questo sogno; il momento più spassoso è stato quando ho girato le scene subacquee. Mi ricordo ancora il primo giorno, quando con Nicola, Giacomo (ndr. per entrambi: Campiotti), e Andrea (ndr. Bertocchi) siamo andati tutti sopra il tetto e abbiamo acceso un falò; è lì che si è formato il gruppo 'Braccialetti rossi'. E a fine avventura, abbiamo chiuso con il fuoco, come avevamo iniziato." Davide "il Bello" si racconta: "Quando sono nato, mio padre ha deciso di chiamarmi Davide, perché secondo lui questo nome era un nome da persona forte, coraggiosa, come devono essere per lui gli uomini veri. Davide sarebbe quello che combatte contro un tipo molto più grande e più forte di lui, e però alla fine gli fa un coso così. A me finora non è mai capitato. Dico, non ho mai incontrato nessuno grande e grosso con cui litigare, ma qualcosa mi dice che forse adesso ci siamo. Rispetto a quel Davide lì, io non ho la fionda... me la vedrò a mani nude, ma va bene così: in fondo fare a botte, è la cosa che mi piace di più nella vita".

TONI, il Furbo, interpretato da Pio Piscitelli

Pio Piscicelli ha 14 anni, vive a Boscoreale in provincia di Napoli dove è nato il 23 agosto 1999. Frequenta il primo anno del Liceo Linguistico Pitagora di Torre Annunziata. Ha una grande passione per le commedie di Eduardo De Filippo e per i film con Totò e con Massimo Troisi, gli piace suonare il pianoforte e disegnare. Ha avuto una piccola parte nel film "Song'e Napule" dei Manetti Bros. Braccialetti rossi è la sua prima esperienza da protagonista. "'Braccialetti rossi' è stata una delle esperienze più belle che abbia vissuto. È stato come un sogno avverato in pochi mesi. Dopo aver fatto vari provini, un giorno il telefono ha squillato e mi sono ritrovato in una storia fantastica ed emozionante. Ho incontrato Carmine che con la sua simpatia faceva sorridere tutti, Aurora, Mirko Lorenzo, Brando, Nicola (n.d.r. Campiotti), sempre disponibile e pronto a darci sostegno, Irene (ndr. Campana) che ci portava in giro col pulmino e infine Giacomo (n.d.r. Campiotti), da cui abbiamo imparato molte cose che ci serviranno per sempre. Con 'Braccialetti rossi' ho sentito emozioni che arrivavano al cuore. Con Toni sento di avere molte caratteristiche in comune, tanto è vero che nella mia vita reale faccio cose che sembrano parte del film. Con lui condivido l'ironia, la capacità di sdrammatizzare e l'ottimismo. La cosa più bella per me è stata la prima scena che abbiamo girato tutti insieme, dove le emozioni dei miei compagni si confondevano con le mie e ho sentito l'energia di gruppo che ci teneva strettamente uniti. Dopo oltre quattro mesi emozionanti, ecco arrivare l'ultimo giorno. Quella sera, noi Braccialetti siamo andati a casa di Giacomo e lì abbiamo acceso un fuoco intorno al quale ognuno ha parlato dell'esperienza vissuta: sui nostri volti si leggevano diverse emozioni, tristezza e felicità, e anche Giacomo era commosso. Poi tutti insieme abbiamo cantato una bellissima canzone, e Giacomo ci ha regalato un rosario proveniente dall'India che tengo custodito gelosamente tra i ricordi più belli. Quella sera sembrava un addio, ma dopo ho capito che i nostri cuori e le nostre anime non si sarebbero più lasciate perché eravamo forti, ma soprattutto eravamo 'Braccialetti rossi'." Toni "Il Furbo" si racconta: "Mio nonno dice che all'anagrafe, di nome faccio Antonio, ma a me tutti m'hanno sempre chiamato Toni, che si fa prima ed pure più moderno, più rock. Ho fatto un incidente di moto, la stavo provando perché mio nonno tiene un'officina meccanica, mi sono fracassato non so quante ossa, e mò sto qua. Ma non è che sto più stunato e' primma, sto stunato comme stavo stunato l'atrieri, uguale preciso. Però, forse proprio per questo... (si guarda attorno) i' qua dentro song' l'unico che parla con Rocco. Nunn'o credite? Affari vuostr!".

ROCCO, l'Imprescindibile, interpretato da Lorenzo Guidi

Lorenzo Guidi ha 11 anni; è nato a Roma, dove vive, il 20 agosto 2002. Ha un fratellino più piccolo di nome Matteo. Frequenta la prima media della Scuola dell'Infanzia Paritaria Arcobaleno. Nel tempo libero gioca a calcio e pratica surf e sci. È un appassionato di storia e di film dell'orrore. Prima di girare Braccialetti rossi ha avuto un'esperienza sul set della fiction "Non è mai troppo tardi" per la regia di Giacomo Campiotti. "Partecipare alla serie tv 'Braccialetti rossi' è stata una bellissima esperienza. Ho conosciuto tante brave persone e fatto tante bellissime amicizie. Con Giacomo Campiotti, mio adorato regista, e suo figlio Nicola ho passato una bellissima estate e imparato tante cose interessanti del cinema. Con Niccolò Agliardi, il bravissimo cantautore che ha composto le favolose canzoni di 'Braccialetti rossi', ho potuto migliorare la mia voce e la dizione per la voce fuori campo . Sono anche molto felice di aver scoperto la Puglia con il suo bellissimo mare e stupendi paesaggi. Mando un bacio a tutta la troupe e ai cinque favolosi Braccialetti. Soprattutto, ho imparato a stare zitto e fermo... cose che non avevo mai fatto prima!!!" ROCCO "l'Imprescindibile" si racconta: "Ecco. Questo sono io. Mi chiamo Rocco. Lo so, è giorno, non dovrei dormire. E invece dormo. Dormo sempre. Da otto mesi. E pensare che prima non avevo mai sonno, con mamma erano sempre discussioni per stare sveglio fino a tardi. Ora da qui, da questo strano luogo da cui vi parlo, sento tutto, vedo tutto, rido se c'è da ridere, piango se c'è da piangere, mi arrabbio, mi annoio, mi diverto, mi commuovo... però nessuno lo sa. Ah, dimenticavo... il mio nome è Rocco".

Curiosità

Note di Regia

È la prima volta che ho accettato di lavorare in una serie. Aspettavo un progetto originale, rischioso, urgente… eccolo! È la storia di sei adolescenti che si uniscono in un gruppo con le dinamiche e le emozioni uguali a quelle di tutti i loro coetanei, ma i nostri sei ragazzi vivono ogni momento con un maggiore livello di intensità, profondità e vitalità perché vivono in un ospedale. Insieme a Sandro Petraglia nelle sceneggiature abbiamo cercato di raccontarli proprio così: ragazzi "normali" che vivono semplicemente e pienamente il loro presente, anche se a volte è molto duro. Una storia di solidarietà e coraggio che offre uno sguardo diverso sulla malattia, che riconosce una grande dignità ai malati e che potrebbe significare molto in un Paese edonista che spesso rimuove il dolore e la malattia e dove sembra che essere ammalati sia una vergogna. In questa storia ci sono sei "eroi"… e non sono tronisti o calciatori. La cosa più importante era riuscire a trovare sei ragazzi in grado di sostenere questa storia. Ho incontrato alcune migliaia di adolescenti in tutta Italia, e ne ho provinati qualche centinaia. Non cercavo i più belli e nemmeno i più bravi, ma quelli che in qualche modo assomigliassero ai personaggi che dovevano interpretare e che avessero le potenzialità di donare alla storia verità, profondità e simpatia. Credo che abbiamo trovato sei ragazzi un po' eccezionali. Abbiamo lavorato duro. Siamo diventati un gruppo. Sul set e fuori. D'accordo con la Produzione, ho creato attorno ai ragazzi una protezione affinché la fatica e lo stress non rovinassero quello che doveva diventare soprattutto un'esperienza di vita. Mi sono avvicinato con grande rispetto e curiosità a loro. Il mio lavoro è stato soprattutto al loro servizio. Non per aiutarli a recitare, ma per aiutarli a non recitare, a rimanere loro stessi anche davanti alla telecamera, mantenendo la loro verità spiazzante. La "fiction" viene dopo. Per ottenere questo risultato ho cercato di tenere la "macchina cinema" più semplice possibile. Il lavoro sul set è stato molto serio ed impegnativo, ma insieme alla troupe abbiamo mantenuto sempre vivo un sentimento di gioco e di leggerezza (Il primo regalo ad ognuno di loro è stato un bel naso rosso da clown). La risposta dei ragazzi è stata fantastica; la loro serietà, solidarietà e l'impegno costante sono stati di esempio per tutti noi. A dimostrazione che, quando la domanda è alta, la risposta è alta. Anche dei "ragazzi di oggi". Ho cercato di realizzare un film che faccia commuovere ma anche sorridere. Un difficile equilibrio sul filo del rasoio. Parlare di valori, senza retorica. Raccontare il dolore ma avere un film pieno di vita. Vorrei ricordare gli attori adulti che con generosità hanno lavorato con noi, trovandosi via via sempre più coinvolti nel progetto e nella relazione con i ragazzi a volte davvero molto stimolante. Vorrei ricordare tutti i collaboratori. Mi sembra, vedendo il film finito, che ci sia un'unità di direzione, una linea comune, dove il lavoro di uno esalta quello di un altro. Tutti hanno dato qualcosa in più della loro "professionalità" e non intendo solo lavorare senza sosta nei tempi ristrettissimi, ma qualcosa che ha a che fare con il cuore. E voglio ringraziare i produttori e la Rai che mi hanno dato questa opportunità e che hanno voluto e reso possibile questo progetto speciale.

Backstage

Dove finisce il mio carattere e dove comincia invece quello del mio personaggio? E che cosa posso regalargli della mia esperienza, del mio sguardo, della mia anima? E cosa lo renderà vivo adesso che è ancora intrappolato nell'inchiostro delle pagine? Con queste domande abbiamo iniziato a lavorare in Puglia tenendo per mano le sceneggiature e conoscendoci poco l'un l'altro. Abbiamo capito che ce l'avremmo fatta solo se fossimo stati profondamente gruppo, e al gruppo abbiamo cercato di dare radici forti e sostanza profonda. Abbiamo capito che essere un gruppo è avere la certezza che ciascuno è indispensabile, è scoprire che ognuno porta con sé un dono che lo rende unico, è fare delle differenze una ricchezza e dell'attenzione reciproca una priorità. Abbiamo fatto esercizi che rafforzassero da subito la fiducia reciproca e per il primo mese ci siamo svegliati sempre tutti insieme, anche chi non lavorava in quelle giornate, condividendo la fatica del risveglio e l'impegno ad essere pronti. Abbiamo fatto yoga al sorgere del sole, lavorando sull'energia del nostro corpo, risvegliandola e ascoltandola mentre la sera ci riunivamo per fare esercizi di rilassamento, lavorando sul respiro e sull'abbandono. Abbiamo acceso fuochi nelle notti di passaggio (prima di cominciare le riprese, a metà lavorazione e alla fine del cammino) celebrando in quella luce e in quel rito antico dapprima il nostro declinarci al plurale, a metà strada lo scambio di impressioni, di paure e di desideri e alla fine la gioia di aver compiuto la nostra rotta uniti. Abbiamo condiviso la fatica e l'euforia, lo sconforto di una giornata faticosa o il sapore della vittoria per una scena venuta bene; abbiamo visto sorgere dal mare il sole e la luna, abbiamo cantato canzoni scritte per noi, condiviso il cibo come marinai sullo stesso veliero e osservato l'autunno prendersi l'estate. Abbiamo scoperto che l'attore si muove in uno spazio di confine, tra l'ombra e la luce, tra la spontaneità e la preparazione, tra la timidezza da cui attinge verità e il coraggio di esporsi e che la vita vera è sempre l'origine da cui partire e il porto a cui fare ritorno. E come sempre accade nelle avventure più belle, nel mio piccolo, ho finito con lo scoprire che è molto di più quello che si è imparato, di quello che si è cercato di insegnare.

Le Musiche

Quattordici artisti. E quasi un anno di lavoro di musicisti, fonici, assistenti di studio, discografici, editori e molti altri. 9 brani inediti si alternano a 5 successi già noti al grande pubblico, il tutto intervallato dalle musiche originali di commento di Stefano Lentini. Ho composto insieme alla mia band "The Hills" (Max Elli, Andrea Torresani, Giacomo Ruggeri, Tommaso Ruggeri, Francesco Lazzari) le nove canzoni ispirandomi alla sceneggiatura di Sandro Petraglia e Giacomo Campiotti e cercando di osservare il più possibile ciò che accadeva sul set per riportarlo in musica. Alla squadra composta da Francesco Facchinetti, Ermal Meta, Il Cile, Simone Patrizi, Edwyn Roberts, Greta e Marco Velluti, mi sono unito anch'io, con tre canzoni, insieme alla mia band che ha curato tutti gli arrangiamenti e la produzione dei brani inediti. E alla colonna sonora di Braccialetti rossi (prossimamente pubblicata da Carosello Records e distribuita da Artist First) hanno accettato di partecipare altri professionisti di primissimo piano come Laura Pausini, Tiziano Ferro, Emis Killa, Emma Marrone, Vasco Rossi, con alcune delle loro più significative canzoni. L'unicità e la particolarità di questa colonna sonora è frutto del profondo legame che si è creato durante le riprese, tra me e i sei giovani protagonisti che mi hanno aiutato con i loro consigli e la loro schiettezza a raccontare l'arcobaleno di colori della storia da loro interpretata. 

Niccolò Agliardi è Autore e cantautore
I brani presenti nella colonna sonora di Braccialetti rossi:
Braccialetti Rossi - (N. Agliardi)
Tifo per te - (N. Agliardi)
Mi tengo - (L. Pausini)
Tutto si muove - (E. Meta)
Acqua e ghiaccio - (E. Marrone)
Non me lo so spiegare - (T. Ferro)
Conta - (F. Facchinetti)
Lettera dall'inferno - (E. Killa)
Una storia lontana - (Greta)
Sogni col motore - (E. Roberts)
La porta - (N. Agliardi)
Non mi dimentico - (Il Cile)
A parole mie - (S.Patrizi)
Ogni volta - (V. Rossi)
Il mare dentro di te - (M. Velluti)

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