I Bastardi di Pizzofalcone

I Bastardi di Pizzofalcone (2017)

I Bastardi di Pizzofalcone

I Bastardi di Pizzofalcone e' una serie televisiva di genere Drammatico girata in Italia, realizzata nel 2017, e prodotta daClemart Srl. I Bastardi di Pizzofalcone si compone di 2 stagioni e da 12 episodi.
Ogni episodio dura circa 90 minuti.

Napoli, oggi. L'ispettore Giuseppe Lojacono, romano d'origine, siciliano di adozione, da Agrigento viene trasferito a Napoli perché accusato da un pentito della mafia di aver passato informazioni all'organizzazione. Lojacono ha deciso di non difendersi dalle accuse, ha perso fiducia nella giustizia e anche in se stesso. Sua moglie, appena saputo dell'infamia che lo aveva colpito, lo ha lasciato trasferendosi da Agrigento a Palermo insieme a Marinella, la loro figlia adorata. In organico nel commissariato di Napoli con a capo l'odioso vicequestore Di Vincenzo, Lojacono trascorre giorni in apatia e in silenzio. Non ama il frastuono di Napoli, anzi lo detesta, la bellezza della città potrebbe allontanarlo dal suo dolore e non vuole esserne rapito, la gente gli appare lontana, troppo chiassosa e sopra le righe, o troppo invischiata nel male affare per poter stabilire una qualche relazione. Tutto cambia però quando, per portare alla definitiva chiusura il commissariato di Pizzofalcone, Lojacono viene chiamato dalla questura a far parte della squadra del commissario Palma, uomo dai modi gentili, poliziotto integerrimo, a cui, in attesa della agognata promozione, viene affidata una squadra di agenti che non ha scelto, per di più macchiati di una qualche colpa e per questo ritenuti poliziotti scomodi dai dirigenti dei commissariati di appartenenza che non vedevano l'ora di liberarsene. Un po' per i modi gentili del vicequestore Palma, un po' per la simpatia e la stima che cresce giorno dopo giorno nei confronti degli altri agenti, un po' perché la dottoressa Piras, magistrato della procura di Napoli, incomincia davvero a piacergli, a Napoli Lojacono tornerà a riprendersi la sua vita. I suoi colleghi hanno tutti un passato da allontanare, una macchia da cancellare: Francesco Romano non riesce a controllare la propria rabbia, e già troppe volte ha rischiato di essere denunciato; Alex Di Nardo è una giovanissima poliziotta, dolce e intraprendente, dicono di lei che conosce bene qualsiasi arma da fuoco, ma una volta ha esploso accidentalmente un colpo nel commissariato dove prestava servizio rischiando di uccidere il suo capo; Marco Aragona, è un insopportabile raccomandato, di idee non certo politicamente corrette, simpatico ma un po' troppo sbruffone. I due poliziotti Ottavia Calabrese e il vice commissario Giorgio Pisanelli, unici due già in forze a Pizzofalcone, non hanno macchie nel loro passato ma sono ritenuti colpevoli di non aver neanche mai sospettato dei loro colleghi d'ufficio collusi con la camorra. Per di più Pisanelli, già sulla strada della pensione, ha una fissazione: è convinto che alcune morti di persone anziane e depresse, che da anni si verificano nel quartiere, casi archiviati come suicidi, siano invece opera di un serial killer. La vice sovrintendente Calabrese, è una donna di grande sensibilità, una esperta informatica, moglie di un uomo che non ama più e madre con il delicato compito di crescere un figlio autistico. Nessuno di loro crede di poter trovare nuove motivazioni nel lavoro, sono spaesati e diffidenti l'uno dell'altro, eppure, a partire da un caso di omicidio nel quartiere, al quale non dovrebbero rispondere e sul quale è stato proibito loro di indagare, scopriranno di essere ancora in grado di fare i poliziotti e di saperlo fare benissimo. A poco a poco "i bastardi", grazie alla loro umanità e alla loro professionalità, si conquisteranno la fiducia dei loro dirigenti e della gente del quartiere. Un riconoscimento che devono riuscire a mantenere giorno dopo giorno. Palma, Aragona, Di Nardo, Romano, Pisanelli, Calabrese e Lojacono compongono una squadra solida, compatta, leale e, a loro modo, invincibile.

Stagioni

Stagioni - EpisodiPrima Visione in Italia
Stagione 1 - Episodi 69 Gennaio 2017 su Rai 1
Stagione 2 - Episodi 61 Ottobre 2018 su RaiPlay, Rai 1

Cast e Personaggi


Schede dei Personaggi

Giuseppe Lojacono, interpretato da Alessandro Gassmann

Ispettore, 45 anni. Tratti orientali, è soprannominato "il Cinese". Ha un grande talento investigativo, ed è di fatto il protagonista della serie. Lojacono è un battitore libero, restio alle regole e alla gerarchia, ma nel corso della serie imparerà a stimare i suoi colleghi di squadra e con loro funzionerà bene. Nella vita privata però è un disastro: è un uomo rimasto completamente solo. Sua moglie Sonia non gli è stata vicina nel momento più buio della sua vita quando, accusato di essere un colluso, viene trasferito da Agrigento a Napoli e, come se non bastasse, da quel momento non ha più parlato con sua figlia Marinella. Si è chiuso molto in se stesso, è diventato disincantato e sarcastico. Marinella però, lo raggiungerà a Napoli, e il loro appacificarsi gli darà la forza e il coraggio di tornare a lottare, per scagionarsi da un'infamia insulsa che lo ha rovinato: Lojacono non ha passato informazioni alla mafia, vuole dimostrarlo a tutti i costi, lui è uno pulito. Il suo cuore è diviso fra l'algida e austera Pm Laura Piras e la materna, accogliente, comprensiva Letizia, proprietaria del ristorante dove è solito mangiare. Chi delle due sceglierà?

Laura Piras, interpretato da Carolina Crescentini

Dal fascino intrigante, sui 35 anni, corteggiata da tutti gli uomini che entrano in contatto con lei. Ha un carattere duro e volitivo, anche se è ironica e molto intelligente. È un pubblico ministero sardo in forza alla Procura di Napoli. Ha conosciuto Lojacono sul luogo del delitto. Tra la Piras e Lojacono si instaura da subito una forte attrazione reciproca, che nessuno dei due è disposto ad ammettere e che spesso si trasforma in conflitto, un beccarsi continuo e divertente. Laura non riesce ad aprirsi con lui perché ha il cuore spezzato: il suo fidanzato e futuro marito è morto poco prima delle nozze di incidente d'auto e da allora ha chiuso con l'amore e i sogni. Ma spesso la vita porta a ricredersi e a concedersi un'altra opportunità.

Letizia, interpretato da Gioia Spaziani

Bella, sui 37. È la proprietaria della trattoria dove Lojacono va a mangiare. Premurosa, sensibile, sa ascoltare gli altri e, in particolare, Giuseppe. Letizia, infatti, ha un'evidente attrazione per Lojacono e anche l'ispettore inizia ad accorgersene e ad apprezzare.

Luigi Palma, interpretato da Massimiliano Gallo

Ha 42 anni, commissario, divorziato, senza figli, è considerato un rampante con prospettive ottime di carriera; in realtà si butta a corpo morto nel lavoro perché non ha una vera e propria vita personale. Professionalmente è molto valido, tanto da aver guadagnato il grado sul campo, pur lavorando in un commissariato che presidia una zona residenziale sostanzialmente tranquilla in collina. Gli è stato proposto di gestire il passaggio verso la chiusura di Pizzofalcone, con la promessa di una nomina operativa ben più importante in questura. Ha da subito un'attenzione speciale anche per Ottavia. Basta un'occhiata a entrambi per stabilire che tra loro c'è curiosità e simpatia istintiva.

Ottavia Calabrese, interpretato da Tosca d'Aquino

Vice sovrintendente, ha 42 anni. Il profilo professionale prevede un'altissima capacità di operatrice informatica, ha lavorato per anni presso l'unità di programmazione, intercettazione e analisi della polizia e conosce molte persone in quel settore, che contatta per necessità e per ottenere precedenze nelle indagini; questo fa sì che sia un agente stanziale, che raramente lasci l'ufficio per seguire indagini in strada. È sposata da quindici anni con Gaetano, ingegnere, ha un figlio di sette anni, Riccardo, morbosamente legato a lei e affetto da una grave forma di autismo per cui l'unica parola che pronuncia è "mamma". L'assistenza al figlio è condivisa col marito, che lo ama teneramente e che cerca con entusiasmo di prendere a proprio carico tutte le incombenze domestiche, nonostante il lavoro. Gaetano non ha mai un cedimento, mai un cenno di stanchezza. Al contrario della nostra Ottavia, che si sente nettamente inferiore, meno brava di suo marito e questo suo disagio è mantenuto dentro di lei. Prova anche un'attrazione forte per Palma, continua a fantasticare di avere una storia col commissario, e costruisce una vera e propria realtà parallela… ma solo nei suoi pensieri.

Marco Aragona, interpretato da Antonio Folletto

Agente scelto, ha 25 anni ed è il più giovane della squadra. Appartiene a una ricca famiglia di una città di provincia dell'Irpinia, ha un padre con molte conoscenze, è raccomandato, e per questo inviso nella questura dove lavorava prima di essere destinato a Pizzofalcone, con la falsa promessa che l'incarico lo avrebbe messo in evidenza. È politicamente scorretto, piuttosto cafone nei modi, incapace di sensibilità e immaginazione, vagamente classista e razzista fino a quando non gli fa comodo sostenere il contrario; questo però gli consente di vedere i fatti senza interpretarli e quindi di anticipare a volte soluzioni che gli altri non riescono a intuire. Si atteggia a 'Serpico', ma riesce solo ad essere una curiosa imitazione del poliziotto americano e spesso e volentieri irrita i colleghi. I soldi di famiglia gli permettono di vivere in un lussuoso albergo, lui però se ne vergogna e mente con Lojacono dicendogli che vive in una squallida pensioncina. Non è fidanzato ma dice di avere molte relazioni con donne sposate. In realtà è un uomo solo che passa le sue serate nella sua camera a vedere la televisione. La sua vita affettiva è stata scossa dalla visione di una cameriera del Montenegro, Irina, di cui lui si è innamorato a prima vista, malgrado il suo essere razzista. Un amore, per ora, solo sognato.

Alessandra Di Nardo, interpretato da Simona Tabasco

Detta Alex, agente assistente, lineamenti delicati, ha 28 anni. Dall'esterno è una ragazza introversa; non interviene mai per prima nelle riunioni in gruppo, come se non volesse in alcun modo mettersi in evidenza. Ha un rapporto complesso col padre, generale dell'esercito in pensione, che voleva un maschio e il cui affetto ha rincorso per tutta la vita. Per condividere qualcosa con lui si è avvicinata alle armi, per le quali ha uno speciale talento: ne conosce ogni marca e tipologia e si classifica regolarmente prima in tutte le competizioni di tiro alle quali partecipa. Una volta alla settimana va a sparare al poligono col padre, col quale non ha altra forma di dialogo. Alex è omosessuale e non riesce a vivere la propria natura alla luce del sole per paura della reazione del padre, conformista e rigidissimo. Ma l'incontro con la responsabile della scientifica Rosaria Martone la sta portando a rivedere interamente la sua posizione.

Francesco Romano, interpretato da Gennaro Silvestro

Assistente capo, 40 anni. Un ottimo poliziotto, retto, caparbio e onesto; ha carattere introverso e piuttosto scontroso. Il suo problema è il controllo della rabbia: si infuria spesso e non riesce a controllare gli scoppi di violenza. La cosa gli ha provocato un'emarginazione professionale e questo, se possibile, lo rende ancora più introverso. Proprio per questo suo modo d'essere ha problemi con la moglie Giorgia, che conosce fin da ragazzino e ama immensamente, al punto di esserne morbosamente geloso.

Giorgio Pisanelli, interpretato da Gianfelice Imparato

Ha 61 anni e un tumore alla prostata che non ha comunicato a nessuno perché terrorizzato all'idea di essere collocato a riposo. Vedovo, la moglie Carmen è morta di cancro. Educatissimo, colto e intelligente, è la memoria storica del distretto essendo nato e cresciuto nel quartiere. Il suo ruolo professionale nell'ambito dei Bastardi è quello del vecchio saggio e dell'assunzione di informazioni dalla gente del luogo, nonché della tenuta dell'archivio. Unico amico col quale si vede qualche volta è fra' Leonardo. Il frate è a conoscenza della malattia di Pisanelli e si preoccupa per lui. Ha un'ossessione che occupa quasi tutto il suo tempo: è convinto che una serie di suicidi, verificatisi negli ultimi dieci anni nel quartiere e aventi come vittime persone sole e depresse, siano opera di un assassino seriale, nonostante siano avvenuti con modalità diverse e con tanto di biglietto d'addio. Nessuno gli crede e tutti lo trattano come se fosse la mania di un uomo solo e anziano.

Curiosità

NOTE DI PRODUZIONE - Gabriella Buontempo

È stato amore a prima vista, anzi, a prima lettura. Massimo Martino e io crediamo che la scrittura di Maurizio de Giovanni non sia solo evocativa da un punto di vista letterario, ma anche e soprattutto da quello cinematografico. Scorrono immagini da quei romanzi, suoni da quelle pagine. I suoi personaggi sono così squisitamente tridimensionali che sarebbe stato un gran peccato non trasporli sullo schermo. Suoni e immagini che, fra l'altro, restituiscono una Napoli, a nostro modo di vedere, autentica, vera, valorizzata nelle sue tante piccole contraddizioni, nelle sue innumerevoli sfumature, che la fanno essere una delle città più belle d'Italia. In questo poliziesco, d'altronde, non si parla di camorra, non si parla di criminalità organizzata o di altre brutture, ma di crimini ordinari, commessi da gente comune e legati all'animo umano e alle sue pulsioni più primitive e intrinseche quali amore, passione, fame, soldi, sangue. Abbiamo deciso di impegnarci in questa sfida, consapevoli di assumerci anche una responsabilità notevole dato il successo internazionale dei suoi romanzi, attualmente arrivati al quinto capitolo della serie: Il metodo del Coccodrillo, I Bastardi di Pizzofalcone, Buio, Gelo e Cuccioli. È per questo che abbiamo messo a disposizione quelle che consideriamo essere le migliori risorse del nostro panorama cine-televisivo: non poteva che essere Carlo Carlei il regista capace di supportare la complessa materia narrativa di Maurizio de Giovanni, con la sua forte esperienza di regista cinematografico d'Oltreoceano e l'importante trascorso televisivo che lo ha visto trionfare più volte negli ascolti con le serie su Padre Pio ed Enzo Ferrari. Meticoloso, da parte nostra, è stato anche un lavoro di casting volto a restituire una buona dose di autenticità ai personaggi, cercando di trovare volti ma anche personalità vicine alle creazioni di de Giovanni: ecco che Alessandro Gassmann sarà il nostro protagonista, l'ispettore Lojacono. Al suo fianco Carolina Crescentini nel ruolo del pm Laura Piras. E a seguire nomi importanti del teatro e della cultura partenopea, fra i quali citiamo Gianfelice Imparato, Tosca d'Aquino, Massimiliano Gallo, Antonio Folletto, Simona Tabasco, Gennaro Silvestro, Gioia Spaziani, Serena Iansiti. Per garantire autenticità al racconto, abbiamo deciso di effettuare le riprese interamente sul territorio campano, avvalendoci di maestranze locali e valorizzando gli artisti del luogo in un meticoloso lavoro di scouting, necessario per ottenere risultati qualitativi elevati. Speriamo che il pubblico dei lettori di Maurizio, come quello di Rai1, possa apprezzare i nostri sforzi.

NOTE DI REGIA - Carlo Carlei

La bellezza di Napoli mi ha fatto accostare a questa serie con l'entusiasmo di un bambino in un paese dei balocchi. Di Napoli ho amato tutto: la gente, il mare, la musica, il cibo, la luce, i colori e le sfumature. Eccetto ovviamente quegli aspetti oscuri da "opaco atomo del male" che a tutt'oggi ne minano bellezza e tranquillità. Eppure nel parlare con le persone, nel conoscere l'animo nobile, fiero e profondamente onesto dei veri napoletani, ho toccato con mano che la luce è molto più forte del buio. Napoli è una città dalle straordinarie potenzialità che va amata, protetta, difesa. A tutti i livelli. Quindi anche e soprattutto nella descrizione delle sue tante cose meravigliose, che forse ultimamente siamo stati troppo fuorviati dai pregiudizi per apprezzare fino in fondo. È vero che nulla è come sembra se visto da un occhio vergine, ma è anche vero che al brutto ci si abitua mentre ciò che vale non fa notizia. Per questo una storia di redenzione, anzi di redenzione multipla, come I Bastardi di Pizzofalcone, è una metafora perfetta per descrivere lo sforzo immane che a volte gli esseri umani onesti devono compiere per scrollarsi di dosso i pregiudizi e non essere confusi con una minoranza di delinquenti che purtroppo rovina la reputazione di un'intera città o regione. Avendo ammirato di recente molte serie americane che ormai hanno raggiunto qualità e spessore di gran lunga superiori a quello che Hollywood produce per il grande schermo, ho deciso di adottare per I Bastardi un linguaggio visivo che fosse il più "internazionale" possibile. La serie ha sicuramente uno stile unico e inconfondibile, ma ho scelto di personalizzare il tono di ognuno degli episodi della serie come se fosse un film a sé, dato che ciascuno di essi racconta uno spaccato particolare di una realtà complessa e sfaccettata. Napoli diventa così lo sfondo perfetto per un gioco di destini in cui, così come nella vita, tragedia e commedia si intrecciano e si alternano senza soluzione di continuità, creando contrasti, aspettative, intrighi e suspense. Non avrei potuto riuscirci senza l'aiuto dei miei fantastici attori protagonisti, capitanati da un Alessandro Gassmann in stato di grazia e da una moltitudine di grandi caratteristi partenopei pieni di talento che hanno arricchito la serie con verità e autenticità assolutamente uniche.

NOTE DI SCENEGGIATURA - Maurizio de Giovanni

Il momento più forte, quello che rimarrà per sempre stampato nella mia mente e nell'anima, è stato quando ho ricevuto la telefonata del mio amico Andrea Ozza, editor della Clemart e compagno speciale di viaggio, che mi ha detto: devi venire a vedere una cosa. E ci sono andato. Non si trattava dell'espressione profonda e accorata di uno degli interpreti, che sono stati magicamente bravi; né di una o più scene, attraverso le quali le nostre ipotesi diventavano reali. Si trattava di un pezzo di pietra. Mi sono inerpicato con lo scooter fino alla fine di via Egiziaca, sulla sommità di Pizzofalcone, dove si trova l'antico Archivio di Stato. Era un luogo che conoscevo, naturalmente: un meraviglioso, vecchissimo palazzo in tristi condizioni di manutenzione, situato in una posizione incredibile dalla quale Napoli si propone in un fantastico panorama di mezza costa, col castello e il mare e il Vesuvio e tutta la città così vicini da poterli toccare, sporgendosi dall'enorme terrazzo, con la punta delle dita. Era un tardo pomeriggio. La troupe doveva ancora arrivare, sarebbero state girate alcune scene notturne. L'assenza di camere e attrezzature rendeva la vista assolutamente normale. Se non fosse stato per la pietra. La pietra. Attaccata di fianco al portone, in marmo, rettangolare, artificialmente invecchiata così bene che nessuno avrebbe potuto dubitare della sua autenticità. Incise nel marmo, alcune semplici, incisive parole. Polizia di Stato. Commissariato di Pizzofalcone. Avevo conosciuto regista, produttori, attori. Li avevo visti in azione, ne avevo apprezzato l'autenticità e mi ero emozionato nel vedere diventare vive le parole che Silvia, Francesca e io avevamo scritto. Ma quella pietra era un'altra cosa. Quella pietra era vera.

RESTITUIRE AL PUBBLICO CIÒ CHE I LETTORI HANNO AMATO NEI LIBRI DI MAURIZIO
Silvia Napolitano e Francesca Panzarella 

La prima volta che abbiamo visto Maurizio de Giovanni era seduto a un tavolino del Gambrinus, suo luogo magico, cuore di Napoli e dei suoi romanzi. Maurizio de Giovanni è Napoli, e i suoi romanzi contengono tutti gli umori della città, le sue zone oscure e gli squarci di sole. Affrontare le sceneggiature del ciclo dei Bastardi è stata una bellissima scommessa: difficile, come sempre capita quando c'è da trasferire l'anima di un libro in immagini, dialoghi, ritmo. Ma anche (apparentemente) facile: leggendo i romanzi e chiudendo gli occhi, i personaggi ti sembra di vederli, di conoscerli da sempre, Napoli ti scorre davanti con i suoi sapori, i suoi odori, le sue passioni. In realtà scrivere le sceneggiature dei Bastardi è stata un'impresa complessa. Sapevamo che il risultato finale doveva restituire ai lettori di Maurizio quello che avevano amato nei libri e regalare agli spettatori che non li avevano letti la scoperta di un mondo vero, pieno di storie e di umanità. Avere Maurizio con noi ci ha garantito che i suoi personaggi facessero il salto dalle pagine dei romanzi alle pagine delle sceneggiature conservando la loro verità. E ci ha anche permesso di scoprire nuove trame, nuovi sviluppi delle loro vite: siamo andate avanti con loro, abbiamo vissuto con loro. E questo è stato davvero emozionante. Il lavoro sulla struttura della serie è stato fondamentale: c'era da raccontare la vita privata dell'ispettore Lojacono e dei suoi colleghi, sette esistenze difficili, con i lati oscuri, i segreti e le speranze di ognuno di loro. Un arco narrativo da dosare attentamente e da intrecciare con il plot giallo, per arrivare a un racconto capace di intrigare e incuriosire, di generare attese e sorprese. E poi c'era da raccontare la città, Napoli, una città che si affaccia da ogni finestra, piena di rumori, che nasconde segreti e che ti fa sorridere. Insomma, nelle sceneggiature abbiamo cercato di impastare questo magma di storie e suggestioni, ma avendo alle spalle la sicurezza dei libri di Maurizio, così vividi, così pieni di vita. Ci siamo trovate anche a scrivere tre episodi senza un romanzo alle spalle: in questi casi la storia è nata dalle intuizioni fulminanti di Maurizio, da un ping pong divertente, a volte complicato, a volte anche faticoso. Abbiamo scritto e riscritto, buttato e salvato, come è normale fare. Abbiamo litigato e ci siamo divertite, abbiamo lavorato tanto e ci abbiamo messo l'anima. Vorremmo che tutto questo si vedesse, che arrivasse al cuore degli spettatori così come i romanzi hanno raggiunto quello dei lettori. Vorremmo anche che tutti quelli che vedranno la serie si affezionassero come ci siamo affezionate noi a Lojacono, a Laura Piras, ad Aragona e a Ottavia, al commissario Palma e a Pisanelli, ad Alex e a Romano. E, naturalmente, a Napoli.

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