I Bastardi di Pizzofalcone

(2017)

I Bastardi di Pizzofalcone
Locandina I Bastardi di Pizzofalcone
I Bastardi di Pizzofalcone e' una serie di genere Drammatico del 2017 girata in Italia e diretta da Monica Vullo, Riccardo Mosca, Carlo Carlei, Alessandro D'Alatri. Si compone di 4 stagioni e 22 episodi. Ogni episodio dura in media 90 minuti. In Italia debutta su Rai 1 lunedì 9 Gennaio 2017. Nel cast anche Alessandro Gassmann, Carolina Crescentini, Antonio Folletto, Tosca D'Aquino, Massimiliano Gallo, Gianfelice Imparato, Simona Tabasco, Gennaro Silvestro, Serena Iansiti, Gioia Spaziani.

Napoli, oggi. L’ispettore Giuseppe Lojacono, romano d’origine, siciliano di adozione, da Agrigento viene trasferito a Napoli perché accusato da un pentito della mafia di aver passato informazioni all’organizzazione. Lojacono ha deciso di non difendersi dalle accuse, ha perso fiducia nella giustizia e anche in se stesso. Sua moglie, appena saputo dell’infamia che lo aveva colpito, lo ha lasciato trasferendosi da Agrigento a Palermo insieme a Marinella, la loro figlia adorata. In organico nel commissariato di Napoli con a capo l’odioso vicequestore Di Vincenzo, Lojacono trascorre giorni in apatia e in silenzio. Non ama il frastuono di Napoli, anzi lo detesta, la bellezza della città potrebbe allontanarlo dal suo dolore e non vuole esserne rapito, la gente gli appare lontana, troppo chiassosa e sopra le righe, o troppo invischiata nel male affare per poter stabilire una qualche relazione. Tutto cambia però quando, per portare alla definitiva chiusura il commissariato di Pizzofalcone, Lojacono viene chiamato dalla questura a far parte della squadra del commissario Palma, uomo dai modi gentili, poliziotto integerrimo, a cui, in attesa della agognata promozione, viene affidata una squadra di agenti che non ha scelto, per di più macchiati di una qualche colpa e per questo ritenuti poliziotti scomodi dai dirigenti dei commissariati di appartenenza che non vedevano l’ora di liberarsene. Un po’ per i modi gentili del vicequestore Palma, un po’ per la simpatia e la stima che cresce giorno dopo giorno nei confronti degli altri agenti, un po’ perché la dottoressa Piras, magistrato della procura di Napoli, incomincia davvero a piacergli, a Napoli Lojacono tornerà a riprendersi la sua vita. I suoi colleghi hanno tutti un passato da allontanare, una macchia da cancellare: Francesco Romano non riesce a controllare la propria rabbia, e già troppe volte ha rischiato di essere denunciato; Alex Di Nardo è una giovanissima poliziotta, dolce e intraprendente, dicono di lei che conosce bene qualsiasi arma da fuoco, ma una volta ha esploso accidentalmente un colpo nel commissariato dove prestava servizio rischiando di uccidere il suo capo; Marco Aragona, è un insopportabile raccomandato, di idee non certo politicamente corrette, simpatico ma un po’ troppo sbruffone. I due poliziotti Ottavia Calabrese e il vice commissario Giorgio Pisanelli, unici due già in forze a Pizzofalcone, non hanno macchie nel loro passato ma sono ritenuti colpevoli di non aver neanche mai sospettato dei loro colleghi d’ufficio collusi con la camorra. Per di più Pisanelli, già sulla strada della pensione, ha una fissazione: è convinto che alcune morti di persone anziane e depresse, che da anni si verificano nel quartiere, casi archiviati come suicidi, siano invece opera di un serial killer. La vice sovrintendente Calabrese, è una donna di grande sensibilità, una esperta informatica, moglie di un uomo che non ama più e madre con il delicato compito di crescere un figlio autistico. Nessuno di loro crede di poter trovare nuove motivazioni nel lavoro, sono spaesati e diffidenti l’uno dell’altro, eppure, a partire da un caso di omicidio nel quartiere, al quale non dovrebbero rispondere e sul quale è stato proibito loro di indagare, scopriranno di essere ancora in grado di fare i poliziotti e di saperlo fare benissimo. A poco a poco “i bastardi”, grazie alla loro umanità e alla loro professionalità, si conquisteranno la fiducia dei loro dirigenti e della gente del quartiere. Un riconoscimento che devono riuscire a mantenere giorno dopo giorno. Palma, Aragona, Di Nardo, Romano, Pisanelli, Calabrese e Lojacono compongono una squadra solida, compatta, leale e, a loro modo, invincibile.

INFO TECNICHE

Titolo Italiano: I Bastardi di Pizzofalcone
Titolo Originale: I Bastardi di Pizzofalcone
Genere: Drammatico
Stagioni: 4 - Episodi: 22 (durata media 90 minuti)
Nazionalità: Italia | 2017
Produzione: Clemart Srl

Stagioni e Episodi

Stagioni - EpisodiPrima Visione AssolutaPrima Visione Italia
Stagione 1
Episodi 6

lunedì 9 Gennaio 2017
su Rai 1
Stagione 2
Episodi 6

lunedì 1 Ottobre 2018
su RaiPlay, Rai 1
Stagione 3
Episodi 6

sabato 18 Settembre 2021
su RaiPlay, Rai 1
Stagione 4
Episodi 4

lunedì 23 Ottobre 2023
su Rai 1

Cast e personaggi

Regia: Monica Vullo, Riccardo Mosca, Carlo Carlei, Alessandro D'Alatri
Sceneggiatura: Salvatore Basile, Angelo Petrella, Paolo Terracciano, Francesca Panzarella, Maurizio de Giovanni, Dido Castelli, Graziano Diana, Massimiliano Governi, Silvia Napolitano, Salvatore De Mola
Musiche: Pasquale Catalano
Fotografia: Valerio Evangelista
Montaggio: Danilo Perticara
Scenografie: Cosimo Gomez, Stefano Giambanco
Costumi: Lisangela Sabbatella
Ideatori: Massimo Martino


Cast Artistico e Ruoli:
foto Alessandro Gassmann

Alessandro Gassmann

Lojacono
(12 episodi)
foto Carolina Crescentini

Carolina Crescentini

Laura Piras
(12 episodi)
foto Antonio Folletto

Antonio Folletto

Aragona
(12 episodi)
foto Tosca D'Aquino

Tosca D'Aquino

Ottavia
(12 episodi)
foto Massimiliano Gallo

Massimiliano Gallo

Commissario Palma
(12 episodi)
foto Gianfelice Imparato

Gianfelice Imparato

Pisanelli
(12 episodi)
foto Simona Tabasco

Simona Tabasco

Alex Di Nardo
(12 episodi)
foto Gennaro Silvestro

Gennaro Silvestro

Francesco Romano
(12 episodi)
foto Serena Iansiti

Serena Iansiti

Rosaria Martone
(12 episodi)
foto Gioia Spaziani

Gioia Spaziani

Letizia
(8 episodi)
foto Matteo Martari

Matteo Martari

Buffardi
(7 episodi)
foto Maria Vera Ratti

Maria Vera Ratti

Elsa Martini
(6 episodi)
foto Paolo Sassanelli

Paolo Sassanelli

Squillace
(4 episodi)
foto Ninni Bruschetta (Antonino Bruschetta)

Ninni Bruschetta

Caruso
(4 episodi)
foto Paola Tiziana Cruciani

Paola Tiziana Cruciani

Teresa
(4 episodi)


Cast Ruolo principale
Alessandro Gassmann...Lojacono
Carolina Crescentini...Laura Piras
Antonio Folletto...Aragona
Tosca D'Aquino...Ottavia
Massimiliano Gallo...Commissario Palma
Gianfelice Imparato...Pisanelli | Pisnelli
Simona Tabasco...Alex Di Nardo | Alex di Nardo
Gennaro Silvestro...Francesco Romano
Serena Iansiti...Rosaria Martone
Gioia Spaziani...Letizia
Matteo Martari...Buffardi
Maria Vera Ratti...Elsa Martini
Paolo Sassanelli...Squillace
Ninni Bruschetta...Caruso
Paola Tiziana Cruciani...Teresa
Luigi Petrucci...Rosario Ardito
Francesco Guzzo...Agente Guida
Riccardo Zinna...Comm. Di Vincenzo
Mariano Rigillo...Generale Di Nardo
Imma Piro...Dora Di Nardo

Produttori: Giusi Buondonno (Produttore | Produttore RAI | Produttori Rai), Francesca Loiero (Produttore | Produttore RAI | Produttori Rai), Massimo Martino (Produttore), Gabriella Buontempo (Produttore)

VIDEO

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Immagini

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NOTE DI PRODUZIONE – Gabriella Buontempo

È stato amore a prima vista, anzi, a prima lettura. Massimo Martino e io crediamo che la scrittura di Maurizio de Giovanni non sia solo evocativa da un punto di vista letterario, ma anche e soprattutto da quello cinematografico. Scorrono immagini da quei romanzi, suoni da quelle pagine. I suoi personaggi sono così squisitamente tridimensionali che sarebbe stato un gran peccato non trasporli sullo schermo. Suoni e immagini che, fra l’altro, restituiscono una Napoli, a nostro modo di vedere, autentica, vera, valorizzata nelle sue tante piccole contraddizioni, nelle sue innumerevoli sfumature, che la fanno essere una delle città più belle d’Italia. In questo poliziesco, d’altronde, non si parla di camorra, non si parla di criminalità organizzata o di altre brutture, ma di crimini ordinari, commessi da gente comune e legati all’animo umano e alle sue pulsioni più primitive e intrinseche quali amore, passione, fame, soldi, sangue. Abbiamo deciso di impegnarci in questa sfida, consapevoli di assumerci anche una responsabilità notevole dato il successo internazionale dei suoi romanzi, attualmente arrivati al quinto capitolo della serie: Il metodo del Coccodrillo, I Bastardi di Pizzofalcone, Buio, Gelo e Cuccioli. È per questo che abbiamo messo a disposizione quelle che consideriamo essere le migliori risorse del nostro panorama cine-televisivo: non poteva che essere Carlo Carlei il regista capace di supportare la complessa materia narrativa di Maurizio de Giovanni, con la sua forte esperienza di regista cinematografico d’Oltreoceano e l’importante trascorso televisivo che lo ha visto trionfare più volte negli ascolti con le serie su Padre Pio ed Enzo Ferrari. Meticoloso, da parte nostra, è stato anche un lavoro di casting volto a restituire una buona dose di autenticità ai personaggi, cercando di trovare volti ma anche personalità vicine alle creazioni di de Giovanni: ecco che Alessandro Gassmann sarà il nostro protagonista, l’ispettore Lojacono. Al suo fianco Carolina Crescentini nel ruolo del pm Laura Piras. E a seguire nomi importanti del teatro e della cultura partenopea, fra i quali citiamo Gianfelice Imparato, Tosca d’Aquino, Massimiliano Gallo, Antonio Folletto, Simona Tabasco, Gennaro Silvestro, Gioia Spaziani, Serena Iansiti. Per garantire autenticità al racconto, abbiamo deciso di effettuare le riprese interamente sul territorio campano, avvalendoci di maestranze locali e valorizzando gli artisti del luogo in un meticoloso lavoro di scouting, necessario per ottenere risultati qualitativi elevati. Speriamo che il pubblico dei lettori di Maurizio, come quello di Rai1, possa apprezzare i nostri sforzi.

NOTE DI REGIA – Carlo Carlei

La bellezza di Napoli mi ha fatto accostare a questa serie con l’entusiasmo di un bambino in un paese dei balocchi. Di Napoli ho amato tutto: la gente, il mare, la musica, il cibo, la luce, i colori e le sfumature. Eccetto ovviamente quegli aspetti oscuri da “opaco atomo del male” che a tutt’oggi ne minano bellezza e tranquillità. Eppure nel parlare con le persone, nel conoscere l’animo nobile, fiero e profondamente onesto dei veri napoletani, ho toccato con mano che la luce è molto più forte del buio. Napoli è una città dalle straordinarie potenzialità che va amata, protetta, difesa. A tutti i livelli. Quindi anche e soprattutto nella descrizione delle sue tante cose meravigliose, che forse ultimamente siamo stati troppo fuorviati dai pregiudizi per apprezzare fino in fondo. È vero che nulla è come sembra se visto da un occhio vergine, ma è anche vero che al brutto ci si abitua mentre ciò che vale non fa notizia. Per questo una storia di redenzione, anzi di redenzione multipla, come I Bastardi di Pizzofalcone, è una metafora perfetta per descrivere lo sforzo immane che a volte gli esseri umani onesti devono compiere per scrollarsi di dosso i pregiudizi e non essere confusi con una minoranza di delinquenti che purtroppo rovina la reputazione di un’intera città o regione. Avendo ammirato di recente molte serie americane che ormai hanno raggiunto qualità e spessore di gran lunga superiori a quello che Hollywood produce per il grande schermo, ho deciso di adottare per I Bastardi un linguaggio visivo che fosse il più “internazionale” possibile. La serie ha sicuramente uno stile unico e inconfondibile, ma ho scelto di personalizzare il tono di ognuno degli episodi della serie come se fosse un film a sé, dato che ciascuno di essi racconta uno spaccato particolare di una realtà complessa e sfaccettata. Napoli diventa così lo sfondo perfetto per un gioco di destini in cui, così come nella vita, tragedia e commedia si intrecciano e si alternano senza soluzione di continuità, creando contrasti, aspettative, intrighi e suspense. Non avrei potuto riuscirci senza l’aiuto dei miei fantastici attori protagonisti, capitanati da un Alessandro Gassmann in stato di grazia e da una moltitudine di grandi caratteristi partenopei pieni di talento che hanno arricchito la serie con verità e autenticità assolutamente uniche.

NOTE DI SCENEGGIATURA – Maurizio de Giovanni

Il momento più forte, quello che rimarrà per sempre stampato nella mia mente e nell’anima, è stato quando ho ricevuto la telefonata del mio amico Andrea Ozza, editor della Clemart e compagno speciale di viaggio, che mi ha detto: devi venire a vedere una cosa. E ci sono andato. Non si trattava dell’espressione profonda e accorata di uno degli interpreti, che sono stati magicamente bravi; né di una o più scene, attraverso le quali le nostre ipotesi diventavano reali. Si trattava di un pezzo di pietra. Mi sono inerpicato con lo scooter fino alla fine di via Egiziaca, sulla sommità di Pizzofalcone, dove si trova l’antico Archivio di Stato. Era un luogo che conoscevo, naturalmente: un meraviglioso, vecchissimo palazzo in tristi condizioni di manutenzione, situato in una posizione incredibile dalla quale Napoli si propone in un fantastico panorama di mezza costa, col castello e il mare e il Vesuvio e tutta la città così vicini da poterli toccare, sporgendosi dall’enorme terrazzo, con la punta delle dita. Era un tardo pomeriggio. La troupe doveva ancora arrivare, sarebbero state girate alcune scene notturne. L’assenza di camere e attrezzature rendeva la vista assolutamente normale. Se non fosse stato per la pietra. La pietra. Attaccata di fianco al portone, in marmo, rettangolare, artificialmente invecchiata così bene che nessuno avrebbe potuto dubitare della sua autenticità. Incise nel marmo, alcune semplici, incisive parole. Polizia di Stato. Commissariato di Pizzofalcone. Avevo conosciuto regista, produttori, attori. Li avevo visti in azione, ne avevo apprezzato l’autenticità e mi ero emozionato nel vedere diventare vive le parole che Silvia, Francesca e io avevamo scritto. Ma quella pietra era un’altra cosa. Quella pietra era vera.

RESTITUIRE AL PUBBLICO CIÒ CHE I LETTORI HANNO AMATO NEI LIBRI DI MAURIZIO
Silvia Napolitano e Francesca Panzarella 

La prima volta che abbiamo visto Maurizio de Giovanni era seduto a un tavolino del Gambrinus, suo luogo magico, cuore di Napoli e dei suoi romanzi. Maurizio de Giovanni è Napoli, e i suoi romanzi contengono tutti gli umori della città, le sue zone oscure e gli squarci di sole. Affrontare le sceneggiature del ciclo dei Bastardi è stata una bellissima scommessa: difficile, come sempre capita quando c’è da trasferire l’anima di un libro in immagini, dialoghi, ritmo. Ma anche (apparentemente) facile: leggendo i romanzi e chiudendo gli occhi, i personaggi ti sembra di vederli, di conoscerli da sempre, Napoli ti scorre davanti con i suoi sapori, i suoi odori, le sue passioni. In realtà scrivere le sceneggiature dei Bastardi è stata un’impresa complessa. Sapevamo che il risultato finale doveva restituire ai lettori di Maurizio quello che avevano amato nei libri e regalare agli spettatori che non li avevano letti la scoperta di un mondo vero, pieno di storie e di umanità. Avere Maurizio con noi ci ha garantito che i suoi personaggi facessero il salto dalle pagine dei romanzi alle pagine delle sceneggiature conservando la loro verità. E ci ha anche permesso di scoprire nuove trame, nuovi sviluppi delle loro vite: siamo andate avanti con loro, abbiamo vissuto con loro. E questo è stato davvero emozionante. Il lavoro sulla struttura della serie è stato fondamentale: c’era da raccontare la vita privata dell’ispettore Lojacono e dei suoi colleghi, sette esistenze difficili, con i lati oscuri, i segreti e le speranze di ognuno di loro. Un arco narrativo da dosare attentamente e da intrecciare con il plot giallo, per arrivare a un racconto capace di intrigare e incuriosire, di generare attese e sorprese. E poi c’era da raccontare la città, Napoli, una città che si affaccia da ogni finestra, piena di rumori, che nasconde segreti e che ti fa sorridere. Insomma, nelle sceneggiature abbiamo cercato di impastare questo magma di storie e suggestioni, ma avendo alle spalle la sicurezza dei libri di Maurizio, così vividi, così pieni di vita. Ci siamo trovate anche a scrivere tre episodi senza un romanzo alle spalle: in questi casi la storia è nata dalle intuizioni fulminanti di Maurizio, da un ping pong divertente, a volte complicato, a volte anche faticoso. Abbiamo scritto e riscritto, buttato e salvato, come è normale fare. Abbiamo litigato e ci siamo divertite, abbiamo lavorato tanto e ci abbiamo messo l’anima. Vorremmo che tutto questo si vedesse, che arrivasse al cuore degli spettatori così come i romanzi hanno raggiunto quello dei lettori. Vorremmo anche che tutti quelli che vedranno la serie si affezionassero come ci siamo affezionate noi a Lojacono, a Laura Piras, ad Aragona e a Ottavia, al commissario Palma e a Pisanelli, ad Alex e a Romano. E, naturalmente, a Napoli.

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