Poster Non c'è più religione

Non c'è più religione (2016)

Non c'è più religione
Locandina Non c'è più religione
Non c'è più religione è un film del 2016 prodotto in Italia, di genere Commedia diretto da Luca Miniero. Il film dura circa 93 minuti. Il cast include Claudio Bisio, Alessandro Gassmann, Angela Finocchiaro, Nabiha Akkari, Giovanni Cacioppo, Laura Adriani, Mehdi Meskar, Paola Casella, Massimo De Lorenzo, Giovanni Esposito, Roberto Herlitzka, Giuseppe Fiale. In Italia, esce al cinema Mercoledì 7 Dicembre 2016 distirbuito da 01 Distribution.

Nel paesino di Portobuio non nascono più figli, ed è un problema soprattutto quando bisogna allestire il presepe vivente di Natale. Il sindaco Cecco si fa carico di trovare un infante cui affidare il ruolo del Bambin Gesù, e non trova di meglio che rivolgersi alla comunità islamica che convive con una certa difficoltà con gli abitanti storici del paese.

TRAMA

Una piccola isola del Mediterraneo e un presepe vivente da realizzare come ogni anno per celebrare il Natale. Purtroppo quest'anno il Gesù Bambino titolare è cresciuto: ha barba e brufoli da adolescente e nella culla non ci sta proprio. A Porto Buio però non nascono più bambini da un pezzo ma bisogna trovarne un altro a tutti i costi: la tradizione del presepe è infatti l'unica "resistenza per non scomparire". Il sindaco Cecco, fresco di nomina, vorrebbe chiederne uno in prestito ai tunisini che vivono sull'isola: peccato che fra le due comunità non corra buon sangue. Ad aiutarlo nell'impresa due amici di vecchia data: Bilal, al secolo Marietto, italiano convertito all'Islam e guida dei tunisini, e Suor Marta, che non ne vuole sapere di "profanare" la culla di Gesù. I tre si ritroveranno uno contro l'altro, usando la scusa della religione per saldare i conti con il proprio passato… Un lama al posto del bue, un Gesù musulmano e un ramadan cristiano, una chiesa divisa in due e una madonna buddista: un presepe vivente così non si vedeva da 2000 anni nella piccola isola di Porto Buio. Una commedia esilarante sull'Italia di oggi, che si arrangia come può, dove l'unica religione che conta è la fantasia. 

Info Tecniche e Distribuzione

Uscita al Cinema in Italia: Mercoledì 7 Dicembre 2016
Uscita in Italia: 07/12/2016
Genere: Commedia
Nazione: Italia - 2016
Durata: 93 minuti
Formato: Colore
Produzione: Cattleya, Rai Cinema
Distribuzione: 01 Distribution

Cast e personaggi

Regia: Luca Miniero
Sceneggiatura: Luca Miniero, Sandro Petraglia, Astutillo Smeriglia
Musiche: Pasquale Catalano
Fotografia: Daniele Ciprì
Scenografia: Francesco Frigeri
Montaggio: Francesca Calvelli
Costumi: Francesca Livia Sartori

Cast Artistico e Ruoli:



Produttori:
Massimo Di Rocco (Produttore esecutivo per Bartlebyfilm), Luigi Napoleone (Produttore esecutivo per Bartlebyfilm), Francesca Longardi (Produttore delegato), Riccardo Tozzi (Produttore), Giovanni Stabilini (Produttore), Marco Chimenz (Produttore)


Suono: Maurizio Argentieri | Aiuto regia: Chantal Toesca | Casting: Claudia Marotti | Direttore di produzione: Giuseppe Pugliese | Delegato di produzione: Arianna de Chiara.

Recensioni redazione

Non c'è più religione
Non c'è più religione, Recensione
6/10
Matilde Capozio
Dal regista di Benvenuti al Sud, una commedia perfetta per le feste natalizie, protagonisti Claudio Bisio e Alessandro Gassman.

Immagini

[Schermo Intero]

Curiosità

Le location del film: Isole Tremiti, Siponto, Monte Sant'Angelo. 

INTERVISTA A LUCA MINIERO

Alessandro Gassmann è il nuovo arrivato nella tua "fedele tribù" di attori.   Claudio Bisio e Angela Finocchiaro sono invece  due interpreti ricorrenti nei tuoi film, Bisio tre volte e Finocchiaro addirittura cinque. Cosa trovi in loro di così empatico col tuo modo di dirigere gli attori?
Alessandro è molto bravo in tutto. Lui smonta il luogo comune del bello che non sa recitare. Lo fa a pezzi, anche perché non ha mai puntato sulla bellezza. Nella commedia, nel comico, nel drammatico, Alessandro è poliedrico ma sempre vero sia quando fa Bilal, il nostro convertito pasticcione che quando è il tronfio, un po' spaccone marito della Ramazzotti. Un grande interprete. Per Bisio e Finocchiaro mi sono già espresso più volte per ribadire che ci sono attori italiani molto bravi. Claudio è uno showman, Claudio è la maschera dell'italianità, è misurato, estremo, è spalla, è comico. Claudio è la grinta, la capacità di adattarsi, di proporre. E' protagonista nel film ma anche per quello che gira intorno al film, per me si fa sempre più bravo perché c'ha la stessa fame di uno che deve ancora emergere. Angela ha un'infinità di corde da giocarsi e nella sua ricca carriera confluiscono esperienze importanti nella commedia, nel comico, nel drammatico. Sa calarsi perfettamente nel personaggio, sia esso di  donna risoluta e decisa, di mamma apprensiva o sorella generosa, di moglie affettuosa, qualche volta svagata ed eccentrica al limite del surreale. In questo caso è una suora un po' speciale. Angela è un'attrice sempre a suo agio davanti alla macchina da presa come sui palcoscenici teatrali.  Ha solo una cosa in meno di Diane Keaton: è italiana.

La commedia in Italia ha sempre bisogno di essere qualificata: di volta in volta è brillante, familiare, romantica, amara, rimane celebre e fortunata  quella "all'italiana". Non credi che basterebbe Commedia per definire il genere che poi contiene tante articolazioni?
Magari anche film basterebbe. E un film deve, anche se è una commedia, immaginare una realtà che può essere anche diversa da quella che il pubblico immagina. Questa commedia parla anche di religione, non proprio nel senso canonico che ci si potrebbe aspettare. Parla più semplicemente  di felicità, di spiritualità, in definitiva di umanità.

Scegli sempre con la massima attenzione, e con amore direi, location particolari, spesso luoghi decentrati e sconosciuti ai più, sempre attraenti per qualità architettoniche e ambientali. Qui le isole Tremiti, Manfredonia e un altro paese magnifico, Monte Sant'Angelo. Piccolo è bello?
Dio è nelle piccole cose, visto che stiamo parlando di religione. Fuor di citazione, credo che la periferia geografica si adatti bene a quello che voglio raccontare. Tremiti è un posto incantevole, ma lo è anche il Gargano, e lo sono Manfredonia e Monte Sant'angelo. La Puglia è facile da amare. Ma tutto quello che non è sulle rotte principali è bello da scoprire. Ieri ho imparato una parola nuova: serendipità. E' un neologismo che indica la fortuna di fare belle scoperte per caso. Tipo quando hanno inventato il post-It ma avevano altre mire... oppure quando hanno scoperto l'America ma volevano andare in India... Insomma se uno guarda pure da un'altra parte si accorge che la grande bellezza non è solo a Roma. Questo non c'entra con il cinema, ma con la geografia.

Pregiudizi e luoghi comuni sono al centro della tua attenzione da sempre,  da Incantesimo Napoletano ai due Benvenuti… (Nord e Sud), Un boss in salotto, La scuola più bella del mondo. Da dove deriva questa particolare sensibilità che tocca la sfera delle relazioni sia sociali che interpersonali ?
Dal mio modo di trattare certe questioni senza giudizi né moralismi. Cioè per me siamo una società globalizzata solo in apparenza, non siamo tutti uguali, tutti con problemi di sesso e corna, no. Io credo che sotto la superficie di questi temi, ce ne siano altri più periferici, più da piccola Italia che mi interessano maggiormente. Non siamo solo Roma e Milano, New York, Sushi e immagine, ma siamo anche la vita di un paesino del sud, o del nord, di una periferia geografica che è molto più centrale di quanto si pensi. Credo che io parta da una forte realtà umana (non politica) ma provo a superare il realismo che mi annoia un po' perché lo viviamo tutti i giorni. Mi piacciono i difetti, la gente, chi non la pensa come me, chi cambia idea, i cialtroni, mi piace pensare che non siamo tutti uguali e attraverso la commedia cerco le differenze. La commedia può dire qualcosa e far ridere lo stesso. Non c'è più religione è una frase che si usa per scandalizzarsi del presente che non va come uno vorrebbe. Per me significa adattarsi ad una società in perenne mutamento. Ho paura di quelli che dicono "Ai miei tempi..."


intervista dal pressbook del film

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