The Imitation Game (2014)

The Imitation Game

Locandina The Imitation Game
The Imitation Game (The Imitation Game) è un film di genere Biografico e Drammatico di durata circa 114 minuti diretto da Morten Tyldum con protagonisti Benedict Cumberbatch, Keira Knightley, Mark Strong, Matthew Goode, Charles Dance, Rory Kinnear.
Prodotto nel 2014 in USA. e UK. esce in Italia Giovedì 1 Gennaio 2015 distribuito da Videa-CDE. Al Box Office The Imitation Game ha incassato circa 8.005.737 euro. Negli Stati Uniti, The Imitation Game ha incassato circa 90.150.000 dollari.

TRAMA

1927, Dorset, Inghilterra, Sherborne School: Alan Turing, 15 anni, è timido, impacciato, solitario e vittima di bullismo. Per lui si prospettano mesi infelici in collegio, quando arriva a salvarlo un bel cavaliere di 16 anni. Christopher Morcom consiglia a Turing di provare a mimetizzarsi per evitare di essere sempre preso di mira. Mentre la loro amicizia si fa sempre più intensa, Christopher lo introduce alla occulta arte della crittografia che Turing adotta immediatamente. I due ragazzi eccellono entrambi in matematica e diventano abilissimi a comunicare tra loro in codice; questo permette loro di mantenere segreta la reciproca attrazione. Christopher va via dal collegio per trascorrere le vacanze con i suoi genitori; quando all'inizio del nuovo semestre Turing non lo vede ritornare, si sente smarrito e confuso. Il preside gli da la terribile notizia: Christopher è morto di tubercolosi bovina da latte infetto. Turing si ritrova nuovamente solo e sconvolto. 1939 Bletchley Park, Buckinghamshire, Inghilterra: Turing arriva alla fortificata villa vittoriana per un incontro con il comandante navale Alastair Denniston della Government Code and Cypher School. Il colloquio non va bene. Denniston trova il laureato in matematica di Cambridge arrogante e ottuso e sta per indicargli la porta quando Alan nomina Enigma, la macchina dei codici militari dei tedeschi. Denniston sottolinea che Enigma è inviolabile, ma Turing chiede con disinvoltura di poter provare. Turing incontra le altre nuove reclute, tra cui Hugh Alexander, uomo di mondo, campione di scacchi e leader del gruppo; John Cairncross, scozzese e matematico di livello inferiore; Peter Hilton, precoce laureato di Oxford; Furman e Richards, linguisti. Denniston mostra ai suoi protetti la macchina Enigma. Quando Turing chiarisce che lui non è disposto a fare gioco di squadra ma lavora da solo, Stewart Menzies, capo della appena formata MI6 (Agenzia di Spionaggio, sezione 6), riesce a fargli cambiare idea e atteggiamento molto rapidamente dicendogli che mentre loro sprecano tempo prezioso, molti uomini stanno morendo. Turing scrive una lettera a Winston Churchill per esprimere la sua insoddisfazione per l'organizzazione del Bletchley e di colpo si trova a capo del team di Enigma per ordine del Primo Ministro. Furman e Richards non riescono a tollerare questo cambiamento di regime e Turing suggerisce una gara di cruciverba con l'aiuto del MI6. Nell'imbarazzo generale, il vincitore è una ragazza, Joan Clarke, laureata in matematica a Cambridge. Turing la include segretamente nella squadra di Bletchley, trovandole una sistemazione insieme alle Wren, e sebbene rischi l'arresto, le passa i messaggi Enigma da decifrare. Nel frattempo, lavora ossessivamente sulla propria macchina elettro-meccanica di decrittazione che chiama Christopher, nell'insofferenza crescente dei suoi compagni di squadra per la mancanza di risultati. Turing tenta goffamente di instaurare un rapporto con gli altri e di fare amicizia, ma forse è troppo tardi. Denniston vuole spegnere la macchina e Clarke minaccia di andarsene, così, in parte in preda alla disperazione, Turing le propone di sposarlo. Lei accetta, anche se sa che Turing è gay ed è sinceramente delusa quando in seguito lui rivelerà la sua omosessualità per salvarla dalle indagini sulle intercettazioni Enigma. Improvvisamente c'è una svolta. Ad una festa, Helen, un'amica di Clarke, afferma che ha intercettato numerosi messaggi provenienti da una radio tedesca che sembrano contenere delle parole ripetute che potrebbero fornire una chiave per la decrittazione. Turing si rende conto che tutti i messaggi contengono la frase "Heil Hitler!" Enigma può essere decifrato! Sebbene la conclusione sia in vista, Turing sottolinea l'importanza di usare ciò che hanno scoperto con parsimonia. Molte vite continueranno ad essere perdute, ma i decrittatori non devono far comprendere al nemico che sono riusciti a decifrare Enigma altrimenti la sostituiranno. Turing persuade Menzies a mantenere il segreto con i vertici britannici, fino a che il vantaggio degli alleati possa essere perfezionato. Sotto il nome in codice "Ultra", Bletchley Park diventa il più grande centro della intelligence militare (servizi segreti militari) del mondo e la durata della guerra viene considerevolmente ridotta. Turing e i membri di Hut 8 possono finalmente ritornare alle loro vite da civili. 1952, Manchester, Inghilterra: La polizia viene chiamata ad intervenire nella casa di un professore universitario di biologia matematica, a seguito di segnalazioni di un furto con scasso. Il Detective Robert Nock ha l'impressione che il professor Turing sia una "vittima" particolare e che nasconda qualcosa. Scavando scopre che il suo passato militare è stato cancellato. Nock sente puzza di spionaggio, ma la sua indagine viene interrotta quando Turing viene arrestato per "atti osceni". Nock lo interroga e scopre la sua vera storia. Quando il timido professore viene condannato è disgustato. Clarke fa visita a Turing e lo trova ridotto all'ombra di se stesso con la mente offuscata dall'uso di estrogeno sintetico, la "castrazione chimica" che ha optato come alternativa al carcere. Sta ancora cercando di lavorare su un modello più recente di Christopher, sebbene oramai non sia in grado nemmeno di risolvere un cruciverba. 1954: La polizia è nuovamente a casa Turing. Il genio inquieto si è suicidato - una mela morsa a metà spolverata di cianuro viene trovata accanto al suo letto. La sua macchina non è stata mai perfezionata anche se ha dato origine ad un intero campo di ricerca che è noto come "la Macchina di Turing ". Oggi noi li chiamiamo "computers". 

Data di Uscita ITA: Giovedì 1 Gennaio 2015
Data di Uscita USA: Venerdì 21 Novembre 2014
Genere: Biografico, Drammatico, Thriller
Nazione: USA, UK - 2014
Formato: Colore
Durata: 114 minuti
Distribuzione: Videa-CDE
Box Office: USA: 90.150.000 dollari | Italia: 8.005.737 euro

Cast e personaggi

Regia: Morten Tyldum
Sceneggiatura: Graham Moore
Musiche: Alexandre Desplat
Fotografia: Óscar Faura
Scenografia: Maria Djurkovic
Montaggio: William Goldenberg
Costumi: Sammy Sheldon

Cast Artistico e Ruoli:
foto Keira KnightleyKeira Knightley
Joan Clarke
foto Mark StrongMark Strong
Stewart Menzies
foto Matthew GoodeMatthew Goode
Hugh Alexander
foto Charles DanceCharles Dance
Comandante Denniston
foto Rory KinnearRory Kinnear
Detective Robert Nock
foto Allen LeechAllen Leech
John Cairncross
foto Steven WaddingtonSteven Waddington
Soprintendente Smith
foto Matthew BeardMatthew Beard
Peter Hilton

Recensioni redazione

The Imitation GameRecensione The Imitation Game

9/10
Erika Pomella
'The Imitation Game' è un film compatto e solido, consapevole di sé e dei propri mezzi. Una pellicola toccante, intensa, che non risparmia ironia e speranza. Un maestoso Benedict Cumberbatch - in odore di Oscar - tiene insieme le redini di una storia vera che non potrà in nessun modo lasciarvi insensibili. Imperdibile.

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Immagini

[Schermo Intero]
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Foto e Immagini The Imitation Game
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Poster italiano [Oscar 2015]
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IL CAST E I PERSONAGGI

BENEDICT CUMBERBATCH parla di ALAN TURING:
Alan Turing era un uomo dalla personalità unica, intraprendente e disarmonica; estremamente efficiente, valido e premuroso, aveva una grande affinità con i bambini. Possedeva questa capacità illimitata di comunicare con la gente senza sentirsi confinato nei soliti luoghi comuni, quel tipo di interazione che ci si aspetta da un uomo sempre molto concentrato su qualcosa e un po' timido. E' stato sempre considerato un tipo strano, persino da sua madre che lo chiamava "an odd duck" (un tipo strambo). Era un uomo molto capace, arguto e attento alla salute e al forma fisica – ha persino corso maratone a livello quasi olimpico e gareggiato in gare di fondo. Percorreva di corsa circa 20 km per andare a lavorare all'Università di Manchester da casa sua a Wilmslow. Ho parlato con persone che lo avevano conosciuto durante la sua permanenza a Manchester e tutti hanno detto quanto fosse straordinariamente gentile, educato e riservato. Evitava quasi sempre il contatto visivo diretto, ma quando non lo faceva, ti sentivi immerso in una personalità molto umana, incuriosita, spiritosa e piacevole. Dava l'idea di essere sempre altrove con i suoi pensieri, concentrato e chiuso nel suo mondo e nei suoi ragionamenti; faceva cose un po' eccentriche ma in modo molto trasparente. Era un essere umano straordinario, un animo gentile e buono, leggermente goffo ma ostinatamente determinato, un uomo deciso e volitivo dotato di un talento eccezionale e di grandi capacità. La tragedia della sua vita non sta solo nel fatto che sia morto così giovane, ma che sia stato perseguitato per l'intolleranza nei confronti della sua sessualità di quel periodo storico.

KEIRA KNIGHTLEY parla di JOAN CLARKE:
Sembrava una storia molto importante da raccontare. E' incredibile pensare che si può trascorrere sei anni della propria vita facendo qualcosa del genere e poi non parlarne mai più con nessuno. I decrittatori non erano autorizzati a parlarne nemmeno tra di loro. Alan e Joan erano grandi amici e ci fu un momento in cui lui pensò persino di potersi sposare con lei ed essere "normale" e forse avrebbe potuto funzionare tra loro grazie alla loro amicizia. La seconda Guerra Mondiale è stata vinta grazie al loro contributo. Io, quando devo contare, mi devo aiutare con le dita; ogni volta che ho provato a documentarmi sulle teorie matematiche nominate nel film, ho trascorso settimane intere cercando di capirci qualcosa ed ogni volta ho miseramente fallito. Sono un'attrice, non sono un matematico!

MATTHEW GOODE parla di HUGH ALEXANDER:
Hugh è un uomo dotato di grande intelligenza, è un risolutore di giochi e per ben due volte è stato campione nazionale di scacchi. E' intelligente quasi quanto Alan, ma tra loro c'è una grande differenza: Alan è un genio ma gli piace isolarsi, mentre Hugh è un "maschio alfa" sicuro di sé che ama essere il leader della squadra ed ha effettivamente le doti naturali per farlo. Alan, invece, ama lavorare da solo e l'arroganza con cui ottiene ciò che vuole irrita molto Hugh. Inoltre uno è gay e l'altro no, ed è questa una giustapposizione interessante quando i due sono insieme. Nel lavoro tendenzialmente se c'è qualcuno che ti da sui nervi finisci con il parlarci solo se è necessario e una volta che sei fuori dall'ambiente di lavoro, non sei più obbligato a trascorrerci del tempo. Da questo punto di vista la cosa è molto diversa quando hai a che fare con Turing. Anche se il suo modo di fare ti irrita, vedere come funziona la sua mente ti intimidisce perché è chiaramente ad un livello superiore. Credo che ciò che veramente dia fastidio sia il fatto che egli non condivida nessuna delle sue teorie, che non sveli cosa secondo lui potrebbe decodificare Enigma. E quando lavori in gruppo e fai parte di una squadra, questo è decisamente frustrante.

MARK STRONG parla di STEWART MENZIES:
E' un personaggio affascinante, il classico tipo che muovono le fila del gioco da dietro le quinte. Dopo aver studiato a Eton, era entrato a far parte delle Guardie (Guards) come Sottotenente, seguendo il classico percorso professionale che l'aveva portato a diventare il capo del MI6 nel 1939. Gli premeva molto che tutti gli sforzi per decrittare i codici avvenissero sotto l'egida del MI6 a Bletchley Park. Era responsabile delle decodificazioni durante la guerra e lavorò a stretto contatto con Alan Turing. Bletchley Park è una struttura di decrittazione estremamente segreta con migliaia di dipendenti; all'epoca i tedeschi avevano una macchina chiamata Enigma, che era un generatore casuale di lettere praticamente indecifrabile poiché milioni di opzioni per ciascuno dei codici veniva generato su base giornaliera. Ogni giorno venivano cambiati i codici così da essere sempre diversi da quelli del giorno precedente. I decrittatori sono un gruppo affascinante - il senso di cameratismo, le lotte, le amicizie. Nel raccontare una storia c'è sempre qualcosa che ha un risonanza maggiore. La necessità del dramma a volte esalta un po' le cose, ma questo dà una panoramica dei rapporti che Turing aveva con le persone con cui lavorava.

RORY KINNEAR parla del DETECTIVE ROBERT NOCK:
Ciò che non mi piace proprio del recitare in film ambientati in questo periodo è il fumo, ma mi piacciono molto i costumi di Nock. Lui non èun tipo molto esigente o troppo curato, quindi mi sono calato abbastanza facilmente in questo contesto. Mi piace indossare le bretelle e il taglio dei pantaloni. Nock viene chiamato ad intervenire in una casa di Manchester per una irruzione dove trova Alan Turing che sta raccogliendo del cianuro dal pavimento. Turing gli chiede di non indagare sul furto e questo suscita l'interesse del giovane detective e da lì si svela tutto il segreto di Turing. Ti chiedi se la sua storia non sarebbe mai stata resa nota se non fosse stato arrestato per atti osceni e se lui non fosse venuto faccia a faccia con qualcuno desideroso di capire e scoprire la verità. Nock si ritrova ad affrontare una verità per la quale è totalmente impreparato e che lo lascerà senza parole.

CHARLES DANCE parla del COMANDANTE DENNISTON:
E' fondamentalmente colui che dirigeva Bletchley Park, sebbene lo facesse piuttosto come se fosse un collegio trattando i decrittatori come dei cattivi ragazzi. Non comprendeva bene cosa stessero facendo e credo fosse piuttosto intimidito dalla capacità intellettuale di Alan Turing che era di gran lunga superiore alla sua. Quando Turing arriva a Bletchley per il colloquio, nonostante egli sia immensamente qualificato come matematico, viene preso istantaneamente in antipatia da Denniston. Un personaggio come Turing mette uno come Denniston sulla difensiva. Penso che si renda conto immediatamente che Turing è molto più intelligente di lui, ma in questo caso deve ammettere che è un uomo davvero molto più di questo. Allo stesso tempo però pensa che anche gli altri siano altrettanto intelligenti, non da ultimo Hugh Alexander, che egli nomina come capo dell'unità, annunciando piuttosto compiaciuto che ha vinto il campionato nazionale di scacchi della Gran Bretagna. Il suo rapporto con Turing è al contempo di avversione e attrazione e questo dà grande tensione al film.

ALLEN LEECH parla di JOHN CAIRNCROSS:
John è l'unica persona con la quale Alan Turing si confida un po'; il suo unico commento alla rivelazione della omosessualità di Alan è semplicemente: bene, lo sospettavo. Diventano amici e John non ha problemi con la sessualità di Alan ma gli consiglia di mantenere segreta la sua inclinazione. Il film è ambientato nel periodo in cui l'omosessualità era illegale e Alan rischiava di trovarsi nei guai sia a Bletchey Park sia con la legge. In seguito, quando l'idea di John di come fare per vincere la guerra non sarà condivisa dagli altri a Bletchley Park, si creerà molta tensione tra loro.

MATTHEW BEARD parla di PETER HILTON:
E' il più giovane dei decrittatori del Hut 8 a Bletchley Park ed è entusiasta di essere circondato da tutte queste menti geniali. E' uno studente di Oxford non ancora laureato e si sente estremamente eccitato dall'avere tutti questi incredibili personaggi intorno a lui. Il vero Peter ha detto che non ha mai più raggiunto un livello di eccitazione paragonabile a quello provato in quel periodo, ed ha trascorso il resto della sua vita a pensarci,  parlarne e a scriverne. Entra a far parte del gruppo in modo curioso: da Bletchey Park erano andati nelle università alla ricerca di menti brillanti e volevano qualcuno che sapesse il tedesco e fosse bravo in matematica; Peter fu l'unico a presentarsi al colloquio! In verità non era bravo in tedesco ma lo ammisero comunque visto che era l'unico ad essersi presentato. Quegli anni lo hanno fatto diventare un matematico incredibile che ha scritto bellissimi libri fino alla sua morte che risale a pochi anni fa. "Studiavo inglese all'università ma ero sempre andato meglio nelle materie scientifiche a scuola e tornare a tutta quella matematica mi ha letteralmente ossessionato. Tutti noi siamo diventati degli incredibili nerd continuamente alla ricerca di aneddoti sui nostri personaggi. Il governo ha riunito persone molto eccentriche sotto lo stesso tetto e penso sempre a noi come uno strano gruppo di supereroi con questi poteri molto particolari che però indossano canotte e tweed!"

LA PRODUZIONE

La storia del criptoanalista britannico Alan Turing, incredibilmente vera sebbene in gran parte sconosciuta,  si diffuse a macchia d'olio nella cerchia di Hollywood nel dicembre del 2011. THE IMITATION GAME, la sceneggiatura sulla vita di Turing  scritta da Graham Moore, raggiunse il primo posto della  leggendaria Black List, la gradutatoria stilata dai dirigenti di Hollywood sulle sceneggiature più apprezzate ma ancora non prodotte.

Teddy Schwarzman, a capo della casa di produzione cinematografica e società finanziaria Black Bear Pictures, ne fu conquistato immediatamente. "L'ho letta tutta d'un fiato, era così intensa e ricca di significato storico, con una avvincente protagonista incompreso. Era una sceneggiatura dove riuscivi a scorgere il film molto chiaramente, scritta in modo intelligente, con dialoghi estremamente stilizzati che però lasciavano sempre in primo piano i personaggi". Schwarzman sapeva che era perfettamente conforme ai canoni della Black Bear Pictures: storie originali, coinvolgenti e complesse incentrate sui personaggi, come il recente e acclamato ALL IS LOST - TUTTO È PERDUTO interpretato da Robert Redford.

La storia di come è nata la sceneggiatura è un  po' più complessa. Alla fine del 2009, i produttori Nora Grossman e Ido Ostrowsky della Bristol Automotive lessero una articolo sul discorso del Primo Ministro Gordon Brown che a nome del governo britannico si scusava per il trattamento riservato ad Alan Turing dopo la seconda guerra mondiale. Non conoscendone la storia, fecero ricerche su Turing e scoprirono una vita straordinaria sconosciuta ai più, soprattutto negli Stati Uniti. Opzionarono immediatamente la biografia di Turing scritta da Andrew Hodges. Durante una festa incontrarono il giovane romanziere Graham Moore che professò il suo grande interesse per la storia Turing; e fu così che il trio iniziò ad escogitare un piano per delineare la sceneggiatura. Il titolo di un articolo scritto da Turing nel dopoguerra  fu di ispirazione per Moore. Descriveva dettagliatamente il metodo inventato da Turing per determinare se qualcosa fosse in realtà una macchina o una persona reale. Una specie di banco di prova, ma Turing  lo considerava "un gioco" - The Imitation Game.

Nell'autunno del 2012, dopo aver considerato una possibile collaborazione con gli Studios, Grossman e Ostrowsky erano alla ricerca di una nuova casa di produzione per il progetto. Tra i tanti pretendenti, incontrarono Schwarzman che immediatamente entrò a far parte del progetto. Schwarzman, Grossman, Ostrowsky e Moore desideravano raccontare la stessa storia nello stesso modo, rendere omaggio a una vita straordinaria e al contempo privilegiare gli elementi più impegnativi e particolari della storia.

"E' la storia di una vita straordinaria," commenta Moore "E' una di quelle storie che se uno l'avesse inventata non sarebbe stata credibile; una persona che ha vissuto così tante esperienze drammatiche, un genio, un eroe di guerra, l'uomo che ha inventato il computer ed è stato perseguito dal Governo per la sua omosessualità e che infine si suicida – e tutto questo in un unico film. E' incredibile eppure è la verità".

Nonostante le straordinarie circostanze della vita di Turing, tutti hanno provato grande ammirazione personale e un forte legame con la sua vicenda.

Schwarzman condivide l'entusiasmo di Moore: "E 'una storia che il mondo aveva bisogno di conoscere. I polacchi e gli inglesi avevano lavorato per anni per decodificare il codice senza ottenere progressi rilevanti; è quindi davvero avvincente vedere un professore che passeggia a Bletchley Park e che senza alcuna formazione specifica trova un modo per risolvere un problema impossibile. Volevo che la gente sapesse cosa Turing avesse fatto e vissuto prima, durante e dopo la sua permanenza a Bletchley Park. Ho voluto raccontarlo nella sua unicità e nel percorso in cui egli ha salvato innumerevoli vite.

Dal punto di vista tematico, Schwarzman si è inoltre trovato in sintonia con la sceneggiatura. "Io tendo ad apprezzare l'outsider, il pensatore che fa cose che gli altri reputano strane, superflue o sbagliate e che, solo grazie alla sua forza di volontà, trova il modo di fare qualcosa di significativo. Questa è la storia di un uomo che ha creato qualcosa dal nulla, influenzando profondamente le generazioni a venire".

Moore fu conquistato dal lavoro di Turing e dall'enorme numero dei suoi seguaci. "Quando ero un adolescente, ero un patito di computer. Facevo parte del gruppo di studio di informatica e andavo pazzo per la programmazione; per chi ha questa passione, Turing rappresenta un  oggetto di culto. Era l'insospettabile inventore del primo computer a cui la storia non aveva fatto giustizia; ricordo che fin da quando ero adolescente avevo sentito parlare di lui dai vari Steve Jobs e Bill Gates. Questo film è la cosa più importante a cui potrò prender parte e non so se in futuro riuscirò a fare qualcosa che amo altrettanto, ma io sono molto contento di aver avuto ora questa occasione."

Condividendo la stessa visione, i produttori hanno cercato di assemblare un team artistico che fosse travolgente e di grande valore come l'argomento stesso. "Sapevamo di avere una sceneggiatura speciale che combinava un biopic convenzionale con l'analisi di un personaggio e il thriller, quindi volevamo un regista che non avrebbe creato quel genere di film biografico che tutti abbiamo già visto," osserva Ostrowsky .

Individuare il regista perfetto era di estrema importanza. Solo pochi avrebbero saputo sintetizzare tutti gli elementi narrativi in una visione ad ampio spettro e ricca delle sfumature necessarie per rendere giustizia alla storia di Turing.

"Siamo stati onorati dell'interesse a partecipare al progetto dimostrato da molti registi di talento", ricorda Schwarzman. "Poiché sia lo sceneggiatore che i produttori sono americani, abbiamo intuito subito che il film andava girato nel Regno Unito per  maggiore fedeltà alle radici storiche. "Ma fu una scelta difficile che ci prese in contropiede." Alla fine è stato un regista norvegese a lasciarmi senza fiato per la sua capacità di comprendere i personaggi. Morten Tyldum percepiva ciò che  muoveva ogni personaggio nella storia e che, in sintesi, si trattava di una storia incentrata sui temi dell'amore, della perdita e del trionfo".

Ancora relativamente poco noto negli Stati Uniti, il regista norvegese Tyldum aveva diretto diversi film in Norvegia, tra cui HEADHUNTERS (nominato ai BAFTA). "Ho semplicemente adorato quel film. Tutti gli elementi presenti in quel film traducevano i singoli aspetti che erano necessari al nostro: il senso di propulsione e di tensione, la corsa contro il tempo, la caccia, la ricerca. C'è un protagonista antipatico ma sul quale non possiamo fare a meno di puntare. C'è umorismo e leggerezza, a volte, quando è necessario. Il modo in cui il film è stato girato dimostra una maestria artistica che mi ha fatto pensare che se un regista aveva lavorato con così tanta abilità e passione per raccontare quella  storia, avrebbe creato qualcosa di veramente speciale con la nostra."

Moore incontrò Tyldum e sentì che era la persona perfetta: "Non avevo mai pensato che ci saremmo ritrovati con un regista così abile. Dopo averlo incontrato ho chiamato tutti gli altri e ho detto "E' lui il regista del film.  L'ho appena ingaggiato!"

Schwarzman sottolinea: "E' importante e necessario trovare un regista che sia di ispirazione e stimolo, qualcuno sicuro e abile ma allo stesso tempo collaborativo e dotato di sensibilità emotiva e che comprende veramente ciò che si intende portare sullo schermo. Dopo i miei due incontri con Morten, avevo completa fiducia nella sua visione del film."

Per Tyldum rimanere fedele alle radici iconoclaste di Alan era essenziale per realizzare THE IMITATION GAME. "E' una storia molto importante che rende omaggio all'essere diversi e quanto sia fondamentale in una società avere persone che la pensano differentemente e che non seguono la norma," dice Tyldum. "Turing subì una grande ingiustizia, ma non scese mai a compromessi con i suoi ideali. E il mondo è migliore grazie al suo coraggio."

Tyldum, nel suo ruolo, si è sentito un po' nella medesima condizione di outsider ed ha voluto sfruttare la sua eredità non-britannica a vantaggio del film. "Penso che sia un bene avere una visione esterna, poiché questo porta a fare particolare attenzione a tutti elementi della storia. Fu un periodo importante nella storia britannica, non si poteva commettere errori. Ma le idee di Alan erano molto più grandi e importanti rispetto al periodo e alla guerra. Per questo penso che questo non sia solo un film storico. E' molto di più."

Ingaggiato Tyldum, era necessario individuare l'attore giusto per il personaggio principale su cui l'intero film è incentrato. Il film aveva bisogno di un attore che potesse sintetizzare il genio di Turing, la sua umanità e la miriade delle sue complessità. "Ancor prima di aver ottenuto l'ingaggio come regista e prima che Benedict Cumberbatch si affermasse negli Stati Uniti, ho detto che era lui a dover interpretare Alan Turing", ricorda il regista. "Penso che Benedict abbia quel giusto mix di sensibilità e di forza; non molti possono impersonare un genio e farlo diventare credibile. Trasmette così tanto della sua vita interiore al punto da pensare veramente che Benedict diventi Alan Turing e che quest'uomo sia in grado di partorire grandi idee".

Moore ricorda quanto sia stato emozionante trovare l'attore giusto per interpretare Alan. "Per Benedict ottenere il ruolo è stato come vincere alla lotteria. E' presente in quasi ogni fotogramma del film. Pochi attori al mondo sono in grado di gestire una parte del genere. E poi Turing non è solo un genio, è anche omosessuale per di più non dichiarato e inoltre deve trovare il modo per vincere la seconda guerra mondiale. Benedict non si limita a trasmettere l'intelligenza di Alan Turing, la incarna e il suo livello di devozione al personaggio è tale che avrebbe potuto competere con Alan Turing stesso. "

"L'attore che interpreta Alan deve essere incredibilmente intelligente e con Benedict questo non è mai in discussione", aggiunge Ostrowsky condividendo la stessa visione: "Si percepisce come sia acuto, intenso, curioso, misterioso ed enigmatico."

La sfida seguente era trovare l'attrice che impersonasse Joan Clarke, sparring partner di Alan sia nel lavoro che nella vita e lei stessa una brillante matematica. Joan è una donna moderna per i suoi tempi, un personaggio poliedrico che richiedeva un'attrice di abilità comprovata. Si presentò la candidata all'Oscar® Keira Knightley. "Ero entusiasta che Keira volesse interpretare Joan", dice Tyldum. "Ha dato così tanta forza e allo stesso tempo vulnerabilità al personaggio. Cattura l'attenzione quando è sulla scena. E' meravigliosa e penso che questa interpretazione sia molto diversa dalle sue precedenti in altri film storici. Impersona qualcuno che è intelligente e abile tanto quanto Turing. Ed è proprio perché lei possiede tutte queste qualità che mancano ad Alan che diventa così fondamentale nella sua vita. C'è una grande chimica tra loro. "

Per completare il gruppo di Bletchley Park mancava di assegnare il ruolo di Hugh Alexander. Uomo estremamente abile, Hugh possiede un fascino vincente e un aspetto molto gradevole oltre ad avere un'incredibile predisposizione per i numeri.

Per il cast c'era l'imbarazzo della scelta di talent inglesi. "Ho il cast perfetto," dice Tyldum "E' impossibile distogliere lo sguardo da Mark Strong nelle scene in cui è presente.  Charles Dance porta tale autorità al suo personaggio da sembrare un militare nato. L'interpretazione di Rory Kinnear nel ruolo di Nock è incredibilmente stratificata per non parlare dei decrittatori - Allen e Matthew. Sono stato così fortunato a lavorare con questo gruppo di attori, non potrò mai elogiarli e ringraziarli abbastanza."

Mentre l'accuratezza storica è stata il nodo cruciale per la produzione, Moore evidenzia i miglioramenti creativi del film. Il Detective Nock, per esempio, interpretato da Rory Kinnear, è un elemento fondamentale per il coinvolgimento del pubblico nella storia. "Detective Nock è un nome falso - il nome  viene da un mio vecchio compagno di stanza", ammette lo scrittore. "Egli ci dà un altro punto di vista e mettendo il pubblico nella testa del poliziotto che lo ha arrestato, possiamo vedere come una persona normale, non una persona cattiva, potrebbe finire per fare una cosa così orribile ad Alan. Non volevamo ritrarre Alan come un personaggio triste a cui sono successe cose brutte, quindi abbiamo deciso di mostrare i suoi ultimi anni attraverso la prospettiva del detective. Nock serve a creare il mistero intorno a Turing: Chi è? Che segreto nasconde? Contribuisce anche a far sì che il pubblico si senta colpevole per quello che è successo a Turing. Nock non è una cattiva persona nè malvagia. Ciò che succede a Turing non è colpa sua ed è una cosa  profondamente ingiusta e con quell'ingiustizia tutti devono fare i conti."

Per completare il cast, i produttori avevano bisogno di un cast tecnico di prima qualità. Tyldum aveva in mente uno schema visivo ben preciso fin dall'inizio e senza sacrificare il realismo, desiderava la versione più dinamica assoluta dal punto di vista della fotografia. "Ho voluto il direttore della fotografia Óscar Faura dopo aver visto THE IMPOSSIBLE che era girato così splendidamente. Subito dopo ho visto THE ORPHANAGE e il modo in cui ha gestito la luce è così suggestivo. Sono felice di aver trovato un direttore della fotografia così rispettoso del periodo storico che ha saputo in modo sensibile ricostruire la sua tragica eleganza."

La scenografa Maria Djurkovic era già molto apprezzata da Tyldum. "Lei mi ha dato tanto ricreando quel mondo così come la costumista Sammy Sheldon Differ che ha reso tutto intrigante ed elegante senza essere glamour. Ho avuto meravigliosi direttori di reparto per tutte le riprese.

"La troupe nel Regno Unito è stata molto professionale e il loro lavoro di uno standard estremamente elevato. E' stata una produzione multiculturale e internazionale: un regista norvegese, produttori americani, cameraman spagnoli e una troupe britannica; tutto ha funzionato alla perfezione. "

La scenografa Maria Djurkovic non si è limitata a rispettare le esigenze dell'ambiente in tempo di guerra: "Il mio lavoro è quello di rispondere coerentemente alla sceneggiatura; per me la cosa più importante è trovare un'estetica generale del film, e non è solo perché si tratta di un film d'epoca, ambientato tra un anno e l'altro; la ricerca storica è parte del nostro DNA.

"Ci sono alcune aspettative che le persone hanno rispetto ad un periodo storico e mi piace sempre sovvertirle un po'. Cerco di fare in modo che ogni location venga percepita come un'entità estetica generale e non funzionale alla singola scena. L'aspetto dei film per i quali curo la scenografia tendono ad avere una qualità estetica leggermente amplificata."

"La gamma di colori del 1940 era piuttosto triste, ma in realtà, analizzando il materiale di ricerca, si comprende che la cosa fondamentale in termini di design è la creazione della Bomba di Turing, la sua macchina di decodificazione, quindi questo è stato il nostro punto di partenza. Andare a Bletchley e vederla dal vivo e in funzione è stato meraviglioso, una straordinaria cosa di legno con un milione di cavi rossi che spuntavano da tutte le parti."

"Abbiamo dovuto ricreare la Bomba con tutti i suoi quadranti in funzione. Doveva sembrare come quella reale ma allo stesso tempo più interessante! E abbiamo dovuto farlo con soldi  e tempo limitati. "E' il primo computer, è incredibile, una invenzione sorprendente! Chissà cosa sarebbe successo senza! Non è solo fondamentale per il nostro film, è centrale per la nostra storia. Tutto è all'interno di una scatola di bachelite, così abbiamo deciso di renderla più interessante; la nostra macchina, chiamata "Christopher" appare come sarebbe stata prima di essere messa dentro la  scatola nera, in modo da permettere di vedere effettivamente il suo interno."

Anche la costumista Sammy Sheldon Differ ha dovuto affrontare la sfida di creare e presentare la versione più dinamica di quel periodo storico. "Morten voleva evitare il tono sommesso degli anni '40, desiderava un po' più di vitalità, così abbiamo discusso dell'uso del colore; poiché alcune delle foto originali del periodo che avevo trovato erano a colori, ci siamo accorti che venivano utilizzati molti più colori di quanto si immagini. Era interessante notare la presenza di questi toni di blu, rosso e verde, che spesso non vengono utilizzati nei film ambientati in questo periodo. La mia intenzione era trasmettere il più possibile e fedelmente la vera natura dei personaggi descritti nella sceneggiatura, ma al contempo utilizzare il colore come mezzo per raccontare la storia.

"Abbiamo cercato di usare gli abiti del periodo, per quanto possibile, reperendo capi con l'etichetta CC41 che venivano concessi al popolo britannico in regime di austerità e contenimento dei costi. Benedict aveva fatto molte ricerche e quando indossava un capo sentiva se andava bene o meno."

La storia di Alan Turing ha profondamente impressionato il regista, i produttori, il cast e la troupe; Benedict Cumberbatch ha apprezzato l'opportunità datagli di vestire i panni di un così grande uomo. "Girare a Bletchley Park è stato straordinario, già solo il fatto di essere lì, camminare attraverso quei prati e sotto quegli alberi che c'erano prima e saranno lì ancora dopo di noi. E' una parte così importante della nostra storia, della nostra storia segreta; ci sono stati momenti in cui si poteva pensare che ci fosse qualcosa di un po' "soprannaturale" in quello che stavamo facendo."

Graham Moore riassume così i sentimenti di tutti i soggetti coinvolti: "La storia di Alan Turing ha un finale tragico, ma abbiamo voluto che il film fosse una sorta di celebrazione della sua vita così  come del suo lavoro. Spero che questa pellicola possa avvicinare le persone ad una figura difficile e complicata, alla quale difficilmente avrebbero potuto accostarsi. Alan Turing è diverso da chiunque altro e il mio obbiettivo è stato sempre quello di avvicinare il pubblico a quest'uomo, di farlo entrare nella sua mente e nelle sue esperienze. Spero che il pubblico guardi il film e possa comprendere questa persona della quale molte cose sono state tenute segrete e capisca quale straordinario essere umano fosse."

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