In Treatment

In Treatment (2013)

Commenti, opinioni, recensioni In Treatment

In Treatment di genere DrammaticoCommenti ed opinioni della serie tv In Treatment, regia di Saverio Costanzo.
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In Treatment ha l'elegante compostezza di un classico. E come un classico pretende di essere riletto e rimesso in scena. Hagai Levi, il creatore dell'originale israeliano, ha infatti compreso la vocazione estetica inespressa dal più televisivo dei formati narrativi, la soap-opera. E ci ha offerto in questo modo un'interpretazione nuova e sorprendente dello specifico seriale. Attraverso la guerra di parole della psicoterapia In Treatment racconta infatti in modo straordinario l'indagine sui conflitti che ci rifiutiamo di riconoscere dentro noi stessi, sul loro potere di disgregazione degli affetti, sulla loro capacità di generare violenza e infelicità. E racconta come l'unica nostra speranza sia cercare, attraverso la potenza rivelatrice del dialogo, la verità. Perché solo la verità ci rende liberi. Abbiamo adattato In Treatment rimanendo fedeli alla versione originale, ma calando le storie in un contesto italiano. Nel farlo abbiamo tenuto al centro delle nostre cure l'avventura del protagonista. In Treatment è infatti prima di tutto la storia di uno psicoterapeuta che per gestire la tensione erotica nei confronti di una giovane paziente innamorata di lui, è costretto a riaffrontare i fantasmi del suo passato, le ragioni del suo percorso umano e professionale, gli irrisolti nel suo rapporto con la moglie, con il supervisore che l'ha formato e con il padre morto da anni. Abbiamo poi cercato la nostra fedeltà alle ragioni estetiche del testo nel massimo radicamento possibile di ciascuno dei personaggi e delle loro storie all'interno della nostra cultura, per dare precisione al rispecchiamento dello spettatore e al potere conturbante del racconto. In Treatment esplora infatti il lato oscuro dei valori condivisi. Riguarda dunque la sofferenza che si genera nei rapporti tra genitori e figli, le tensioni laceranti tra l'eros e la vita affettiva, i conflitti che nascono nella ricerca di identità sociale e professionale, l'equivocità delle distinzioni convenzionali tra ciò che è bene e ciò che è male. A questo principio ci siamo attenuti nella reinvenzione del poco che ci è sembrato necessario.

Stagioni

Stagioni - EpisodiPrima Visione in Italia
Stagione 1 - Episodi 351 Aprile 2013 su Sky Cinema 1
Stagione 2 - Episodi 3523 Novembre 2015 su Sky Atlantic
Stagione 3 - Episodi 3525 Marzo 2017 su Sky Atlantic, Sky Box Sets

Cast e Personaggi


Schede dei Personaggi

Giovanni, interpretato da Sergio Castellitto

Giovanni Mari, 53 anni, è un affermato analista, molto stimato nella città in cui vive e lavora, Roma. È sposato con Eleonora (Valeria Golino), una bella donna di una manciata d'anni più giovane con cui ha due figli. Nel bel mezzo di "una ridicola crisi di mezz'età", Giovanni sente il bisogno, forse persino l'obbligo, di rifarsi vivo dopo otto anni con Anna, sua insegnante in gioventù, divenuta poi sua analista-supervisore. Ma ciò che lo spinge a ripresentarsi alla sua porta è solo in apparenza un bisogno di parlare, di alleggerirsi del peso per le sedute della settimana con Pietro e Lea, Alice, Dario. Sara, la sua paziente del lunedì, gli ha appena confessato di essersi innamorata di lui e Giovanni sa che non potrà liquidare la cosa come "un classico transfert erotico". La confessione spalanca davanti a Giovanni un abisso, pericoloso e invitante al tempo stesso, che lo metterà profondamente in discussione, e lo porterà, ogni venerdì, a confrontarsi con Anna.

Sara, interpretato da Kasia Smutniak

La prima cosa che si nota di Sara è che è una donna bella, forte e intelligente, che fa dell'indipendenza la sua forza e del cinismo la sua difesa. La seconda è che ha un dolore, da qualche parte in profondità, che la divora e che le impedisce di essere felice nonostante abbia tutto. Forse non è un caso che faccia l'anestesista: è abituata ad allontanare la sofferenza, a renderla inoffensiva. Le cause di quel dolore sono ancora oscure. Ma l'anno di terapia da Giovanni Mari è servito a metterne a fuoco le manifestazioni: sono gli uomini il problema di Sara. Sedurre per lei è più che un desiderio di conferma, è quasi un bisogno vitale da cui non riesce a deviare. Quando una relazione diventa stabile e impegnativa, Sara fa di tutto per sabotarla, come sta facendo anche con il suo compagno, nonostante il contesto sociale in cui vive la spinga verso matrimonio, figli e famiglia. Ma stavolta la sua crisi di coppia sembra avere una ragione diversa: Sara si è innamorata di Giovanni, il suo analista. Ma è possibile una storia d'amore tra dottore e paziente?

Dario, interpretato da Guido Caprino

Dario, 37 anni, è un carabiniere impegnato in missioni ad alto rischio come infiltrato nelle organizzazioni criminali. In lotta con un senso di colpa represso e con una figura paterna idealizzata e opprimente, è un duro, lo dice il suo viso sofferto, che forse proprio grazie al dolore che nasconde è pieno di fascino. E lo dicono i suoi atteggiamenti, effetto degli anni vissuti fingendosi un criminale di raro talento. Dario è un uomo che convive quotidianamente con il rischio di morire, ma è sempre stato più forte del rischio. Fino alla sua ultima missione da infiltrato nella 'ndrangheta, in Germania, dove, come risultato del suo "doppio gioco", un padre e i suoi figli sono stati massacrati. E lui, Dario, è stato costretto a premere il grilletto insieme ai killer. L'episodio è per lui l'innesco di una crisi tanto profonda, quanto ostinatamente negata. La terapia lo aiuterà a ritrovare se stesso o lo manderà definitivamente in pezzi?

Alice, interpretato da Irene Casagrande

Alice entra nella serie con una frattura a entrambe le braccia: è stata investita da un'auto mentre stava tornando a casa in bici, la sera, e l'assicurazione ha bisogno di sapere da Giovanni se si sia trattato di un tentativo di suicidio. Intelligente, sensibile, spiritosa, di grande talento: tutte queste qualità non riescono a impedire ad Alice di soffrire moltissimo. Per il rapporto conflittuale con la madre Irene (Valeria Bruni Tedeschi), per le continue assenze dell'amato padre, per la competizione feroce tra le sue compagne alla scuola di danza. Alice è una ballerina di grande talento, una promessa. Ma dietro grazia e bellezza si nascondono privazioni, dolore, ipercompetitività e, spesso, un rapporto complesso con il corpo, con il cibo e con il sesso. Giovanni dovrà trovare la chiave per accedere ai segreti di Alice senza indurla a chiudersi o a fuggire.

Pietro, interpretato da Adriano Giannini

Pietro è sposato con Lea con cui ha un bambino di sei anni. Si sono innamorati mentre Lea era fidanzata con un avvocato, una scelta che l'ha portata a litigare con la sua famiglia, che considerava Pietro meno promettente. Innamorati, uniti, hanno cercato disperatamente un secondo figlio per cinque anni, quando hanno smesso di provarci con ostinazione, lei è rimasta incinta. Appena l'ha scoperto, la moglie ha pensato che quel figlio non lo voleva più, lo ha detto a Pietro, che è rimasto sconvolto. Ora i due sono l'uno contro l'altra: lei vuole abortire, lui vuole quel bambino. Decidono così di andare in terapia da Giovanni per parlarne, senza insultarsi e aggredirsi, come fanno a casa ormai da troppo tempo.

Lea, interpretato da Barbora Bobulova

Lea è la moglie di Pietro, sono sposati e hanno un bambino di sei anni. Si sono innamorati mentre Lea era fidanzata con un avvocato, una scelta che l'ha portata a litigare con la sua famiglia, che considerava Pietro meno promettente. Innamorati, uniti, hanno cercato disperatamente un secondo figlio per cinque anni, quando hanno smesso di provarci con ostinazione, lei è rimasta incinta. Appena l'ha scoperto, ha pensato che quel figlio non lo voleva più, lo ha detto a Pietro, che è rimasto sconvolto. Ora i due sono l'uno contro l'altra: lei vuole abortire, lui vuole quel bambino. Decidono così di andare in terapia da Giovanni per parlarne, senza insultarsi e aggredirsi, come fanno a casa ormai da troppo tempo.

Giovanni, interpretato da Licia Maglietta

Il venerdì è Giovanni a confrontarsi con la sua terapista. Anna è una bella donna, elegante nei modi, molto femminile e curata nell'abbigliamento, ma in quel modo discreto di cui si accorgono solo i più attenti. Vive sola nella sua grande casa-studio, suo marito Paolo è morto da poco più di due anni. La vita di Anna gira intorno a poche cose: lo studio, la lettura e la scrittura. Alla morte del marito, Anna ha deciso di abbandonare la libera professione, senza accantonare definitivamente il suo mestiere. Segue ancora qualche caso, quando si rifà vivo, dopo otto anni, Giovanni. La relazione tra Anna e Giovanni in passato non è stata solo professionale, ma anche di amicizia, lei è stata per diversi anni il suo supervisore. Qualcosa tra di loro si è spezzato, ma la crisi che sta attraversando riporta Giovanni a bussare alla porta della sua vecchia amica e mentore.

Foto e Immagini

Curiosità

In Treatment ha l'elegante compostezza di un classico. E come un classico pretende di essere riletto e rimesso in scena.
Hagai Levi, il creatore dell'originale israeliano, ha infatti compreso la vocazione estetica inespressa dal più televisivo dei formati narrativi, la soap-opera. E ci ha offerto in questo modo un'interpretazione nuova e sorprendente dello specifico seriale.
Attraverso la guerra di parole della psicoterapia In Treatment racconta infatti in modo straordinario l'indagine sui conflitti che ci rifiutiamo di riconoscere dentro noi stessi, sul loro potere di disgregazione degli affetti, sulla loro capacità di generare violenza e infelicità.
E racconta come l'unica nostra speranza sia cercare, attraverso la potenza rivelatrice del dialogo, la verità. Perché solo la verità ci rende liberi. Abbiamo adattato In Treatment rimanendo fedeli alla versione originale, ma calando le storie in un contesto italiano.
Nel farlo abbiamo tenuto al centro delle nostre cure l'avventura del protagonista. In Treatment è infatti prima di tutto la storia di uno psicoterapeuta che per gestire la tensione erotica nei confronti di una giovane paziente innamorata di lui, è costretto a riaffrontare i fantasmi del suo passato, le ragioni del suo percorso umano e professionale, gli irrisolti nel suo rapporto con la moglie, con il supervisore che l'ha formato e con il padre morto da anni. Abbiamo poi cercato la nostra fedeltà alle ragioni estetiche del testo nel massimo radicamento possibile di ciascuno dei personaggi e delle loro storie all'interno della nostra cultura, per dare precisione al rispecchiamento dello spettatore e al potere conturbante del racconto.
In Treatment esplora infatti il lato oscuro dei valori condivisi.
Riguarda dunque la sofferenza che si genera nei rapporti tra genitori e figli, le tensioni laceranti tra l'eros e la vita affettiva, i conflitti che nascono nella ricerca di identità sociale e professionale, l'equivocità delle distinzioni convenzionali tra ciò che è bene e ciò che è male.
A questo principio ci siamo attenuti nella reinvenzione del poco che ci è sembrato necessario.

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