The Crown

The Crown (2016)

The Crown

The Crown
The Crown e' una serie televisiva di genere Drammatico girata in 60, realizzata nel 2016,. The Crown si compone di 2 stagioni e da 20 episodi.
Ogni episodio dura circa 50 minuti.

La serie televisiva viene trasmessa in lingua originale dal 4 Novembre 2016 su Netflix

La Storia - Trama

Una serie originale Netflix, The Crown si concentra sulla regina Elisabetta II spostata a 25 anni, con la prospettiva scoraggiante di guidare la più famosa monarchia del mondo mentre forgia un rapporto con il leggendario primo ministro, Sir Winston Churchill. L'impero britannico è in declino, il mondo politico è allo sbando, e una giovane donna prende il trono.... una nuova era sta nascendo. Lo script di Peter Morgan mostra la giovane regina nel suo lato privato, dietro la facciata pubblica. Preparatevi ad essere accolti nel mondo ambito di potere e privilegio dietro le porte chiuse a Westminster e Buckingham Palace... leader di un nuovo impero.

Stagioni

Stagioni - Episodi Prima Tv USA Prima TV ITA
Stagione 1 - Episodi 10 4 Novembre 2016 su Netflix 4 Novembre 2016 su Netflix
Stagione 2 - Episodi 10 8 Dicembre 2017 su Netflix 8 Dicembre 2017 su Netflix

Cast e Personaggi


Curiosità

The Crown
Prima Serie - Note di produzione

Siamo nel 1947 e la Gran Bretagna si sta ancora riprendendo dalle devastazioni della Seconda guerra mondiale. Bisogna ancora ricostruire le strade e gli edifici dopo i bombardamenti aerei che hanno distrutto numerose città in tutto il Regno Unito. I beni di prima necessità vengono ancora razionati e le casse del governo sono pericolosamente vuote. Nonostante tutto questo, la nazione intera rimane momentaneamente incantata dalle nozze della giovane principessa Elisabetta con l'esuberante Philip Mountbatten.

Ecco come inizia The Crown, la serie originale Netflix che racconta i retroscena del regno di Elisabetta II, svelando gli intrighi personali, le relazioni romantiche e le rivalità politiche dietro agli eventi che hanno caratterizzato la seconda metà del XX secolo.

L'autore Peter Morgan (The Queen - La regina, Frost Nixon - Il duello) ritorna a collaborare con il regista Stephen Daldry (Billy
Elliott, The Hours) e il produttore esecutivo Andy Harries (The Queen - La regina). I tre avevano già lavorato insieme allo spettacolo teatrale The Audience, premiato ai Tony Award. Con la produttrice esecutiva Suzanne Mackie (Calendar Girls, Mad Dogs), The Crown va oltre la storia di Elisabetta II raccontata in The Audience  e descrive con maggiori dettagli i contrasti tra il lato privato e quello pubblico di questi famosissimi personaggi storici.

Netflix ha investito in due stagioni di The Crown, dando a Morgan e alla sua squadra la libertà creativa di raccontare la storia della famiglia più famosa al mondo con tutta la grandezza e l'eleganza che merita.

La serie vede Claire Foy (Wolf Hall) nel ruolo della Regina Elisabetta, Matt Smith (Doctor Who) nel ruolo del Duca di Edimburgo, Vanessa Kirby (Un tram chiamato Desiderio) nei panni della principessa Margaret e John Lithgow (Una famiglia del terzo tipo) nel ruolo del Primo ministro Winston Churchill. Questo cast di tutto rispetto viene completato da Jared Harris (Mad Men) nel ruolo di Re Giorgio VI, Victoria Hamilton (Victoria & Albert) nei panni della Regina Madre, Dame Eileen Atkins (Mansfield Park) per la parte della Regina Mary e Alex Jennings (The Queen - La regina) come David Windsor, l'uomo che ha abbandonato il trono e il nome di Edoardo VIII per inseguire l'amore e sposare Wallis Simpson (Leah Williams).

UNA GIOVANE REGINA

La Principessa Elisabetta si aspetta di trascorrere tanti anni di matrimonio felice prima di salire al trono. C'è quindi tutto il tempo per permettere al marito di percorre una sfolgorante carriera nella Marina e per consentire a lei di crescere i figli nello splendido isolamento di Malta. I suoi progetti di una vita semplice vengono però stravolti dalla morte improvvisa del padre, Re Giorgio VI. Così, a 25 anni, lei eredita la Corona e il suo terribile peso. 

 "La Corona comporta una serie di responsabilità e modifica alla base gli equilibri di potere, i quali inesorabilmente diventano difficili da gestire," afferma Peter Morgan. Di colpo Elisabetta non è più solo una moglie, una sorella o una figlia. È la regina, a capo di una famiglia, di uno Stato, della Chiesa d'Inghilterra e del Commonwealth.

Morgan aggiunge: "L'aspetto che ha reso così interessante scrivere la sceneggiatura non è stato questo o quell'evento storico, ma il fatto che si tratti di una famiglia all'interno della quale c'è la Corona. E la Corona è una bomba che sconvolge tutto."

Morgan è un vero esperto in materia.

Ha sceneggiato The Queen - La regina, film Premio Nobel con Helen Mirren, nel quale viene descritto il rapporto tra Elisabetta II e l'ex Primo ministro Tony Blair nei giorni subito dopo la morte della Principessa Diana. Morgan ha anche scritto The Audience, l'acclamato spettacolo teatrale incentrato sui rapporti tra la Regina Elisabetta e i suoi Primi ministri.

Morgan ha una vera passione per trasformare fatti storici in racconti drammatici che intrattengono e danno nuovi spunti. In questo caso ha voluto approfondire meglio queste relazioni personali, oltre a illustrare le logiche seguite dalle persone che, nei momenti fondamentali della storia, occupano posizioni chiave. La televisione, e in particolare Netflix, è il mezzo ideale, che permette a persone come Morgan a Daldry  di esplorare l'aspetto più intimo di questi personaggi così affascinanti, pur mantenendo la libertà artistica ed editoriale di realizzare le proprie idee. 

Il famoso compositore di colonne sonore Hans Zimmer è stato fin da subito attratto dall'idea di comporre la musica per The Crown, il suo primo progetto televisivo. "Questo mezzo ci permette di raccontare la storia in un modo diverso", afferma Zimmer. "Ci permette di allargarci, di esplorare in modo approfondito questi personaggi di cui pensavamo di sapere tutto. Naturalmente, la verità è che non sappiamo nulla."

THE CROWN: LA STORIA

Al centro di The Crown c'è la descrizione del modo in cui la famiglia reale affronta eventi così eccezionali. "Ci sono le tensioni all'interno di questa famiglia, le loro responsabilità verso governo, verso il paese e pure verso Dio", afferma il regista Stephen Daldry. "Sono in parte umani, un po' come noi, e in parte semidei. Per questo rappresentano un soggetto interessante da approfondire."

Questo progetto ha ambizioni senza precedenti per un'opera realizzata nel Regno Unito. Il mondo in cui abitano questi personaggi è straordinariamente raffinato e il team creativo di The Crown ha dovuto osare costantemente per poter dare alla serie la grandezza di cui aveva bisogno. "Se vuoi raccontare la storia di una delle famiglie più ricche e famose al mondo, devi saper esserne all'altezza", commenta Andrew Eaton (Rush) produttore della serie.

"Per quanto possibile abbiamo cercato di fare le cose in grande e abbiamo cercato di rendere giustizia a questi enormi eventi storici", afferma Philip Martin (Prime Suspect), che ha affiancato Daldry come regista e produttore esecutivo della serie. "Allo stesso tempo, però, siamo consapevoli del fatto che ciò che anima la serie è il privilegio di poter entrare nel mondo dei nostri personaggi, osservarli da vicino, penetrare nella loro testa e vedere il mondo dal loro punto di vista."

CHI È ELISABETTA II?

La Regina Elisabetta è forse la rappresentante della monarchia più famosa al mondo e la sua famiglia è sotto i riflettori dei media internazionali. Eppure la vera Elisabetta rimane un mistero. Come drammaturgo, Morgan è consapevole che il confine tra realtà e finzione è sottile e prende molto sul serio il suo compito di interpretare questi personaggi reali e questi eventi veramente accaduti. "Bisogna riflettere a lungo su cosa dire, e bisogna farlo in modo responsabile", afferma.

Le sceneggiature di Morgan si avvalgono di una rigorosa ricerca da parte di un team che ha trascorso due anni e mezzo a setacciare archivi, biografie e verbali del governo, oltre che di centinaia di interviste che Morgan ha realizzato negli anni con persone legate alla famiglia reale. Solo dopo tutto questo, si è permesso di creare una storia intrecciando scene immaginarie o di finzione e fatti reali. "Ciò che raccontiamo si basa su eventi realmente accaduti", afferma Mackie. "Per le storie personali e i momenti più intimi, inevitabilmente abbiamo dovuto usare la nostra immaginazione."

"L'Elisabetta di Peter Morgan è una persona abbastanza ingenua e ritirata dal mondo", afferma Claire Foy, l'attrice che interpreta la regina. "È stata educata molto bene, nel rispetto delle persone e nella rettitudine, ma dagli undici anni in poi è cresciuta sapendo che un giorno sarebbe diventata la regina."

Di colpo si ritrova in un mondo per cui non era pronta, nel quale deve prendere decisioni importanti riguardanti eventi di portata mondiale e affrontare personaggi con intenzioni a volte poco chiare e contemporaneamente cerca di mantenere vivi i rapporti all'interno della famiglia. E tutto questo mentre soffre il lutto della scomparsa del padre. "In fondo penso che sia una persona molto gentile, amorosa, forte, determinata e divertente", commenta Foy, la quale ha sviluppato una vera e propria affinità con Elisabetta. "A volte le è permesso mostrare questi lati, a volte no."

LA MONARCA SBAGLIATA

Elisabetta non sarebbe mai dovuta diventare regina. Il suo amato padre, Re Giorgio VI, salì al trono solo dopo che il fratello David, Re Edoardo VIII, abdicò per poter sposare nel 1936 Wallis Simpson, pluridivorziata americana. Lo scandalo che ne seguì colpì duramente la monarchia e la classe dirigente britannica, in un periodo in cui le famiglie reali erano costrette a lasciare il potere. La giovane monarca si ritrovò quindi con l'arduo compito di salvare la Corona.

"Lui (Re Giorgio VI) non voleva assolutamente essere re", racconta Jared Harris, che recita la parte del sofferente monarca, il quale veniva affettuosamente soprannominato Bertie. Era un padre notevolmente affezionato a entrambe le figlie, Elizabeth e Margaret. Assieme a loro e alla moglie Elisabetta, che poi divenne nota come Regina Madre, formavano una famiglia molto unita. "Avevano una fortissima identità, il che, naturalmente, è stato qualcosa di difficile da mantenere quando lui ascese al trono. E anche la figlia, quando diventa regina, si ritrova con lo stesso problema."

"Questa sotto diversi aspetti è una saga familiare, ma c'è decisamente molto di più", afferma Mackie. "Si parla della Gran Bretagna e di chi siamo e della nostra posizione nel turbine di cambiamenti nel mondo durante il secondo dopoguerra."

Morgan e la sua squadra non hanno mai voluto fare una specie di resoconto settimanale degli eventi in Gran Bretagna durante il dopoguerra. "Abbiamo cercato di essere più eleganti nel raccontare la nostra storia", afferma Mackie. "E inevitabilmente ti trovi a descrivere un periodo incredibilmente complesso, importane ed essenziale della storia inglese."

IL CAST E I PERSONAGGI

Quando parla di lei, Morgan dichiara che "mi rende uno sceneggiatore migliore di quanto non sia". Claire Foy affronta il duro compito di rappresentare la regina, il cui senso del dovere e la cui responsabilità nel suo nuovo ruolo la portano spesso a sostenere antiche regole e procedure legate alla Corona. "È molto forte, risoluta e competente", afferma Foy. "Ma è anche completamente ingenua su come funziona il mondo e su cosa vuole la gente."

Dalla sua parte trova Matt Smith, nel ruolo di Filippo, Duca di Edimburgo, il quale per molti versi è agli antipodi rispetto alla moglie. Non vuole farsi intimidire dalla classe dirigente britannica e ha già le sue croci da portare, croci legate alla storia della sua famiglia. Filippo è emotivamente orfano fin da giovane e ciò che gli manca maggiormente è l'unità della famiglia, alla quale ha lavorato così tanto. "È una persona leale, ha una specie di irriverenza e curiosità", afferma Smith. "Ha sete di modernità, progresso e conoscenze. E poi ha un gran senso dell'umorismo."

Margaret è una principessa, sia letteralmente sia metaforicamente, e viene portata sullo schermo da Vanessa Kirby. È la sorella più giovane e spensierata di Elisabetta. "Sono completamente agli opposti", commenta Kirby. "E quando Elisabetta viene spinta sul trono, la loro relazione diventa sempre più difficile." Margaret è una stella da palcoscenico nata, da sempre alla ricerca delle luci della ribalta. "Era fieramente leale alla sua famiglia e allo stesso tempo la respingeva con decisione", aggiunge Kirby. Il divario tra le due sorelle aumenta quando Elisabetta, in qualità di monarca, interviene per impedire a Margaret di sposare il colonnello Peter Townsend, braccio destro del padre e uomo divorziato. 

Il padre di Elisabetta e di Margaret, Re Giorgio VI, noto anche come Albert e portato sullo schermo da Jared Harris, è un uomo stoico ma anche gentile e molto affabile. Re Giorgio VI non si è mai trovato a proprio agio con le pressioni derivanti dalla Corona. Tuttavia, proprio come la figlia, è guidato nel suo ruolo da sovrano da un senso del dovere verso il popolo. "Ha sempre saputo di essere l'uomo di riserva, ma non ha mai pensato di dover diventare re", afferma Harris. "Era così felice con la sua famiglia e gli andava bene di dover partecipare a eventi minori e di avere altrimenti una vita la più normale possibile."

Re Giorgio VI è a sua volta molto diverso dal fratello maggiore, il Duca di Windsor (noto anche come Re Edoardo VIII/David), impersonato da Alex Jennings. Il Duca di Windsor era la pecora nera della famiglia e non è mai riuscito a a superare la delusione e lo scandalo dopo la sua abdicazione. "Penso che in qualche modo abbia agito con enorme integrità quando ha rinunciato al trono ed è rimasto con la donna che amava", commenta Alex Jennings. "Non credo che si rendesse conto che le conseguenze sarebbero state così gravi e drammatiche." David manteneva un'incrollabile convinzione di avere ancora dei diritti, nonostante avesse rinunciato alla Corona, convinzione forse accresciuta dall'ozio completo in cui ha vissuto l'esilio.

La Regina madre Elisabetta, portata sullo schermo da Victoria Hamilton, è di grande sostegno al marito mentre ricopre suo malgrado il ruolo di re. La Regina Madre, vedova a 51 anni, cerca di mantenere una posizione di potere e risolutezza. "Peter [Morgan] le ha dato molta più incisività di quanto la gente pensava avesse", sottolinea Hamilton. "Ho imparato molto del suo bisogno di proteggere un'istituzione come la famiglia reale e di quando si fosse impegnata in tal senso."

La Regina Mary, matrona della famiglia reale e impersonata da Eileen Atkins, rappresenta l'ultimo grande legame con l'era vittoriana. Era intelligente, risoluta, distante ma dedicata al dovere come ex monarca e consigliere della futura regina. "La Regina Mary ha un solido rapporto con Elisabetta", afferma Atkins. "La Regina Mary ha enormemente influenzato l'atteggiamento che aveva Elisabetta II una volta arrivata sul trono. Le idee di Mary potrebbero sembrare terribilmente antiquate oggi. Ciò nonostante, sono convinta che abbia aiutato in modo eccellente la nostra Regina."

Poi, naturalmente, c'è Winston Churchill, portato sullo schermo da John Lithgow. Churchill ritorna al potere a 78 anni e s'impegna nel ridefinire la propria immagine, da guerrafondaio a pacificatore. Quando, pochi mesi dopo la sua rielezione, vede una giovane regina accedere al trono, Churchill pensa che sia arrivata la sua occasione per dare un'impronta indelebile alla monarchia e alla nazione. "Lui ha due missioni", afferma Lithgow. "Una è insegnare alla Regina a essere una Regina e l'altra è ricoprire il ruolo di Primo ministro quando non dovrebbe più esserlo. Insomma, un vecchio leone."

C'è voluto coraggio per scegliere Lithgow per il ruolo di uno dei personaggi più rappresentativi della storia britannica. "In qualche modo, da un punto di vista americano, John Lithgow porterà qualcosa di diverso al personaggio. Non può che essere così," afferma Morgan. "Mi è sembrato qualcosa di nuovo e originale."

"Mi sono avvicinato a questo personaggio con puro terrore", commenta Lithgow, il quale all'inizio si è sentito intimidito. Poi però ha capito perché era stata una buona idea scritturare qualcuno di diverso. "In un certo senso smuove quell'immagine così vivida del personaggio che è ancora impressa nella mente della gente."

Il cast è completato da ciò che Zimmer definisce "il meglio della Gran Bretagna". A capo del gruppo che guida le congiure di Buckingham Palace c'è Sir Allan "Tommy" Lascelles, ruolo ricoperto da Pip Torrens (Orgoglio e Pregiudizio). La carriera di questo personaggio inizia col ruolo di segretario particolare di Re Giorgio VI, prima di diventare il braccio destro di Elisabetta II. È il custode della tradizione e si occupa di gestire la casa. A suo fianco troviamo lo Scudiero del Re, o addetto militare, Capitano Townsend, interpretato da Ben Miles (V per Vendetta). Townsend è un eroe militare decorato che entra un po' troppo in confidenza con la famiglia reale. Dalle parti di Downing Street, c'è Jeremy Northam (I Tudors) nei panni di Sir Anthony Eden, l'avversario di Churchill e da quest'ultimo designato come suo successore. Churchill però non fu in grado di lasciare il suo posto, cosa che fece deteriorare i loro rapporti. Eden, con una salute sempre più fragile, è lacerato dal senso del dovere e frustrato dal fatto che il suo vecchio mentore rimane attaccato al potere. Così deve cercare di farsi strada con forza.

L'ESSENZA DEI PERSONAGGI

Morgan, Daldry e il loro team si sono resi conto fin da subito che non avrebbero fatto una serie con dei sosia dei personaggi storici. "Abbiamo deciso di chiamare i migliori attori per ogni ruolo, a prescindere dalla loro somiglianza fisica", afferma Daldry. "Volevamo rappresentare l'essenza di questi personaggi e allo stesso tempo permettere agli attori di dare una nuova vita ai personaggi stessi."

Il compito di Ivana Primorac (La fabbrica di cioccolato) come truccatrice è stato quello di trasformare gli attori nei personaggi, senza però farli diventare delle caricature. Soprannominata "la regina delle parrucche", Primorac ha lavorato in modo meticoloso per creare dei look quanto più realistici.

La straordinaria trasformazione di Lithgow in Churchill non ha richiesto alcun tipo di protesi. Primorac ha diversi assi nella manica, ma voleva evitare di usare strati su strati di trucco sulla faccia di Lithgow, in modo da permettergli di impersonare al meglio il grande eroe di guerra. "Non si ha mai l'impressione che ci sia una parrucca, o una parte del viso artefatta", commenta Eaton. "Tutto è stato fatto in modo molto convincente."

Per la prima stagione, la costumista premiata agli Emmy Michele Clapton (Il trono di spade) ha ricevuto l'arduo compito di ricostruire le nozze reali e la cerimonia di incoronazione. Per Clapton era importante assicurarsi che i due momenti più rappresentativi della vita di Elisabetta II fossero delle repliche perfette, così da guadagnarsi la fiducia del pubblico, e permettersi una maggiore libertà per interpretare altri look, in particolare quelli nei momenti privati. "Abbiamo deciso di renderci la vita difficile", commenta Clapton. "La nostra idea, fin dall'inizio, è stata quella di fare le cose al meglio, senza prendere nessuna scorciatoia."

Clapton ha avuto un atteggiamento molto diverso con le due sorelle. La Regina si trova maggiormente a suo agio con pantaloni da equitazione, un cardigan e abiti comodi. La sua vita però non le permette di vestirsi sempre così. "Indossa una specie di uniforme di tutti i giorni quando lavora a Buckingham Palace, dove usa solo tonalità blu e lillà o vestiti qualsiasi, ma senza rifletterci troppo." Naturalmente ci sono gli abiti da sera per le occasioni formali, ma lei non ha mai avuto un forte interesse per la moda. Margaret, invece, era un'icona della moda. "Margaret adorava i vestiti", racconta Clapton. "Faceva molta attenzione all'effetto che facevano i vestiti lungo i corridoi. Adoro immaginarla provare gli abiti." 

Per Clapton è stato importante immaginarsi la tavolozza dei colori. La prima cosa che fa è prendere una serie di tessuti e provare a tingerli per trovare quello che meglio si adatta a un personaggio. Poi si confronta con lo scenografo premio Oscar Martin Childs (Shakespeare in Love) per equilibrare i vari aspetti estetici, con l'obiettivo di trovare l'essenza di un personaggio "senza però diventare veramente pedanti", commenta Clapton. 

RICOSTRUIRE IL IL LORO MONDO

All'inizio per la serie si pensava di costruire buona parte degli ambienti in studio. Subito però ci si è resi conto che non sarebbe stato possibile rappresentare su un set la grandezza e le dimensioni degli ambienti in cui vivevano questi personaggi.

"Ovunque si guardi, qualsiasi dettaglio, non credo che ce l'avremmo fatta a ottenere tutto questo", afferma Mackie. "È bellissimo quando ci sono queste incredibili dimensioni, questa bellezza e questa grandezza, ma è anche qualcosa che intimorisce. Così possiamo mettere uno dei nostri personaggi, magari da solo, in questa enorme sala di rappresentanza, e di colpo questa immagine è in grado di amplificare il nostro messaggio."

The Crown è stato girato nel sud dell'Inghilterra, in una serie di case signorili, chiese, campi d'aviazione, strade, municipi, scuole ecc. Tra i luoghi più spettacolari c'è la Lancaster House a Pall Mall, nel cuore di Londra, che è diventata il salone di rappresentanza di Buckingham Palace. "Molte delle location che ha abbiamo scelto sono sontuose e sono state magnificamente interpretate dai nostri scenografi", commenta Harries. "È un patchwork, un caleidoscopio di posti chic che vengono messi insieme per creare qualcosa di magnifico."

Oltre che in Inghilterra, The Crown è stato girato in Scozia e Sudafrica, per poter dare alla serie una maggiore profondità e ampiezza.

"La Scozia è un luogo bellissimo e dà alla serie un tono così maestoso", commenta Foy, nonostante le condizioni a volte difficili. Il fatto di essere all'inizio delle riprese ha permesso alla produzione di testare fino a che punto sarebbero potuti arrivare. "C'è un fortissimo legame emotivo tra i membri della famiglia reale e la Scozia", afferma Martin. "Per loro è molto importante. Volevamo catturare questo aspetto e così abbiamo deciso di filmare il loro rapporto con questo ambiente."

Un'altra location fondamentale è stata il Sudafrica, dove sono state girate le scene ambientate in Kenya nella prima parte della serie. Elisabetta e Filippo sostituiscono il padre malato di lei per un viaggio ufficiale in Kenya e una breve vacanza. È qui che lei viene a sapere della morte del padre e del fatto che è diventata Regina. "Era come fare un bagno caldo", commenta Foy. Qui Elisabetta e Filippo erano molto felici, prima della tragedia. C'è una leggerezza, un calore nelle scene girate in questa location. "Le immagini che Stephen Daldry ha girato in Africa sono sconvolgenti perché sono così straordinarie e belle", afferma Zimmer. "Quello è proprio uno dei momenti di massima felicità per loro e per questo ho composto una musica allegra."

Lo scenografo Martin Childs e la sua squadra hanno ricreato una serie di set negli studi a nord di Londra. Tra questi ci sono gli alloggi privati di Elisabetta e Filippo, gli uffici di Buckingham Palace, quelli di Downing Street, ma anche ambientazioni all'aperto, come i cancelli di Buckingham Palace e la porta del civico 10 di Downing Street, così famosa in tutto il mondo.

Le due ambientazioni hanno dimensioni molto simili a quelle reali, tranne per un dettaglio: la porta di Downing Street. John Lithgow è molto più alto del vero Primo ministro di allora e per questo la squadra di Childs ha dovuto costruire una porta con dimensioni maggiori, che è stata battezzata "la porta speciale di John".

Alcuni elementi sul set sono stati volutamente esagerati. Il Regno Unito si stava ancora riprendendo dalla guerra e quindi non c'erano risorse per procedere alle riparazioni così necessarie in entrambi gli edifici. In particolare, Daldry voleva che il decadimento fosse evidente.

"Entri in una stanza che pensi sia ricca e splendida e poi di colpo ti rendi conto che la carta da parati si sta staccando, che lassù c'è una grossa macchia di umidità e che tutto questo mondo che pensiamo di conoscere così bene in realtà sta lentamente cadendo a pezzi", racconta Hamilton. "E poi vedi un gruppo di persone che cerca in qualche modo di tenere insieme il tutto e di proteggere quella cosa che si chiama monarchia."

L'INCORONAZIONE

L'ambizione e le intenzioni di questa serie vengono simboleggiati dall'Incoronazione, un evento entrato nella tradizione e nel quale il nuovo monarca viene consacrato a Dio. Qui vediamo il meglio di The Crown: la pompa magna e le cerimonie, l'ambizione della serie, l'incredibile attenzione ai particolari.

Per rendere credibile l'evento, i creativi hanno cercato di essere il più possibile fedeli alla realtà. Per raggiungere questo scopo, hanno trascorso ore e ore a spulciare foto e filmati d'epoca ripresi in diverse località, tra cui la Cattedrale di Ely, una cattedrale normanna costruita con uno stile simile a quello dell'Abbazia di Westminster, e un set costruito per l'occasione nei Pinewood Studios. C'erano centinaia di comparse che rappresentavano i vari corpi militari, il Commonwealth e altri dignitari e famiglie reali da tutto il mondo. I costumisti hanno dovuto ricreare in modo certosino il mantello usato da Elisabetta durante l'Incoronazione, oltre a centinaia di altri vestiti.

"È stata una sfida", afferma Eaton. "Ci sono tutti questi ruoli in movimento, ma penso che le dimensioni sullo schermo dimostrino l'ambizione di questa serie. Ci auguriamo che quegli eventi realmente accaduti siano stati rappresentati in modo abbastanza preciso."

Inoltre l'Incoronazione evidenzia le sfumature e l'eleganza della narrazione e sottolinea come i drammi avvengono nei momenti più tranquilli. C'è un'affascinante allusione alla spaccatura tra Elisabetta e suo marito. Filippo, un maschio alfa che non vuole vivere all'ombra della consorte, si sente evirato quando è obbligato a inginocchiarsi davanti alla nuova Regina. Alla vigilia dell'Incoronazione litigano all'interno dell'Abbazia di Westminster, quando lui le chiede di fare un'eccezione. Elisabetta si rifiuta e questa decisione peserà sul loro matrimonio per molto tempo.

"Queste difficoltà emotive, così importanti in The Crown, sono qualcosa che Peter è molto bravo a scovare. Dietro a questi complessi rituali e a queste bellissime cerimonie entrano in gioco emozioni umane molto primordiali, molto potenti e molto istintive", afferma Martin, il regista dell'episodio. "È una questione di rapporti tra persone, mariti e mogli, uomini e donne, di lotte di potere intestine, complesse e impegnative che Peter sa esprimere in modo così sublime."

"Ci sono grandi eventi pubblici che noi conosciamo così bene. Ci sono anche altre scene che sono decisamente affascinanti, nelle stanze a letto e in angoli tranquilli, inaccessibili ai più", commenta Daldry. "Molte di queste scene sono semplicemente strazianti, quando si pensa a ciò che i membri della famiglia reale hanno dovuto affrontare, a ciò che hanno deciso di affrontare o, naturalmente, a ciò che li abbiamo obbligati ad affrontare."

IL CASO TOWNSEND

Uno dei momenti più incisivi di The Crown è il modo in cui Elisabetta gestisce l'enorme scandalo causato dalla relazione della sorella minore con l'ex scudiero reale del padre, Peter Townsend. Townsend era un fidato membro dello staff del re, un eroe di guerra decorato e famoso aviatore. Era rimasto al servizio di Giorgio VI fino alla morte di quest'ultimo, diventando amico intimo della famiglia reale, mentre pian piano si allontanava dalla propria, il che portò la moglie a chiedere il divorzio. Per Margaret, Townsend era diventato un punto di riferimento dopo il decesso del padre e dopo l'ascesa al potere della sorella, a cui era molto legata. "Era un uomo con basi incredibilmente solide", afferma Kirby. "Era estremamente affidabile e anche un bell'uomo tranquillo e Margaret era una forza della natura creativa, straordinaria e spumeggiante. E così si sono innamorati."

Margaret svela il suo progetto di sposarsi con il divorziato Peter Townsend, il che avrebbe causato uno scandalo nazionale di dimensioni pari all'abdicazione dello zio, mettendo così in pericolo l'esistenza stessa della monarchia. Lascelles, il segretario particolare della Regina, informa Elisabetta di una sconosciuta legge del XVII secolo secondo cui, per potersi sposare, i componenti della famiglia reale con meno di 25 anni devono ottenere il permesso del monarca. Questa è una facile scappatoia per Elisabetta, una scappatoia che però allontana Margaret. "La Regina Elisabetta è divisa tra l'amore verso la sorella, con il desiderio di vederla felice, e il senso del dovere verso ciò che è giusto e legale in quel periodo", commenta Miles. Questo è "uno dei grandi momenti drammatici della prima stagione", aggiunge Daldry.

ELISABETTA E CHURCHILL

Il punto di partenza di tutta questa serie è rappresentato dalla relazione tra Churchill ed Elisabetta e da quanto Peter Morgan è rimasto affascinato dalle dinamiche che c'erano tra loro. Da una parte c'è un uomo con poco tempo da vivere, dall'altra una giovane donna all'inizio della propria vita e "c'è un momento in cui hanno bisogno l'uno dell'altra e cercano di superarsi a vicenda in astuzia. Ho pensato che sarebbe stato molto divertente creare degli scherzi tra loro e così siamo arrivati a tutto questo", afferma Morgan. L'improvvisa ascesa al trono di Elisabetta dona a Churchill un nuovo slancio a livello politico e gli dà la motivazione per restare al potere.

"Lei si lasciava guidare molto da Winston Churchill, mentre lui si era affidato alla giovane Regina e al ritardo nell'incoronazione per restare al potere", afferma Daldry. "Si tratta quindi in un'interessante relazione di dipendenza reciproca."

Il Regno Unito non ha una costituzione scritta ma, in base a un'antica tradizione, il capo di stato, in questo caso il re o la regina, ha un rapporto unico nel suo genere con il governo. Elisabetta ha il compito di essere una figura imparziale e, per consuetudine, non può dare indicazioni ai ministri. Mantiene però un rapporto stretto con il governo. La Regina riceve giornalmente relazioni dal governo e tiene con il Primo ministro in carica un'udienza settimanale, durante la quale può ascoltare e dispensare dei consigli. 

"Nello spettacolo teatrale The Audience, Peter Morgan descrive questa consuetudine come una vecchia città con troppe stratificazioni, con vicoli ciechi, viali che non portano da nessuna parte, scheletri e ossa", osserva Daldry. "È qualcosa di vivo, che respira e che è interessante, perché non c'è un documento scritto che ne definisce il funzionamento. Ci sono regole esplicite e regole implicite, le quali possono essere interpretate in diversi modi."

"Uno degli aspetti geniali della storia è l'esplorazione di quella zona grigia tra come le cose vanno veramente e come dovrebbero andare, tra come siamo arrivati a questo punto e come si sono evolute storicamente", afferma Eaton.

Ogni azione di Elisabetta II è orientata a favore della Corona. "Se si parla di qualcuno che crede di essere quello che è per grazia di Dio, allora tutto improvvisamente prende una certa importanza. E anche il solo fatto che il capo di stato e il capo di governo siano seduti uno di fronte all'altro diventa un evento in sé", afferma Morgan.  "Così anche una conversazione informale tra la Regina e il Primo ministro ha la sua risonanza."

UNA FIABA MODERNA

The Crown ci fa a entrare in un mondo dove non siamo mai stati invitati, un mondo a cui non possiamo appartenere e che secondo Zimmer è simile a una "contorta fiaba moderna".

"Per me si parla di una famiglia che ha sofferto una terribile perdita e che non sa come gestirla", afferma Foy. "E la cosa più strana di questa famiglia è che si trova sotto i riflettori e che viene influenzata da questioni politiche ed economiche mondiali."

Non sapremo mai cosa succede veramente dietro le porte chiuse di Buckingham Palace. Morgan ha però la capacità di tradurre un evento storico in qualcosa di veritiero e universale, cosa che rende The Crown così particolare. "Spero che la gente sia subito convinta del fatto che stiamo cercando di raccontare una storia molto elaborata su una tela elaborata, il che è qualcosa di ambizioso nelle dimensioni ma anche molto veritiero e intimo", afferma Mackie.  

Questo è un racconto ambientato in Gran Bretagna, con la storia inglese sullo sfondo. Ciò nonostante i temi trattati sono universali. "Sono convinto che chiunque, in qualsiasi paese, rimarrà affascinato dalla storia di questa famiglia, ma anche dalla straordinaria natura delle vicende che ha dovuto affrontare a causa dei cittadini e del governo", afferma Daldry. "Non credo che si tratti di qualcosa di squisitamente britannico. Credo proprio che il pubblico troverà punti di contatto con le culture di tutto il mondo."

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SERIE IN PARTENZA

St.1 Ep.1
Lunedì 25 Giugno su Fox Life
St.2 Ep.1
Venerdì 29 Giugno su Netflix
St.1 Ep.1
Venerdì 29 Giugno su Netflix
St.2 Ep.1
Lunedì 02 Luglio su Premium Stories
St.2 Ep.1
Giovedì 05 Luglio su Premium Crime
St.1 Ep.1
Venerdì 06 Luglio su Netflix
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Mercoledì 11 Luglio su Premium Joi
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Domenica 15 Luglio su Premium Joi
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